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Accettereste questo scenario? Il Gabbrone è andato a chiederlo ai tifosi del Milan fuori dallo stadio prima della partita.
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Probabilmente non scopriremo mai chi ha ucciso Falcone e Borsellino. Da più di 30 anni ci chiediamo perché siano stati assassinati. E oggi, invece di avere una risposta, abbiamo un nuovo punto interrogativo. La Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione di uno dei filoni più importanti sulle stragi del ’92: quello che collegava il dossier “mafia e appalti” alle stragi di Capaci e via D’Amelio. L’idea era chiara: Falcone e Borsellino stavano per colpire gli interessi economici di Cosa Nostra negli appalti pubblici e per questo sarebbero stati eliminati. Oggi però quella pista viene, di fatto, accantonata. E allora se non è questa la verità, qual è? Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, parlando della “pista nera”, cioè il coinvolgimento di ambienti esterni alla mafia nelle stragi - tra eversione nera, massoneria e apparati deviati dello Stato- l’ha definita “zero tagliato”. Quindi irrilevante. Ora abbiamo una pista archiviata. E un’altra che viene considerata nulla. Ma dire che Falcone e Borsellino sono stati uccisi solo perché stavano indagando sugli affari di Cosa Nostra non basta più. È una versione che, da sola, non regge il peso di quello che è successo nel 1992. Ormai è evidente che quella stagione non riguardi soltanto la mafia. Riguarda equilibri più grandi: potere, interessi e legami che non sono mai stati chiariti fino in fondo. E noi continuiamo a cercare la verità aspettando i pentiti di mafia. Ma questa verità non arriverà mai finché non ci sarà un pentito di Stato. Qualcuno che racconti quello che non è mai stato detto. Fino ad allora, possiamo archiviare tutte le piste che vogliamo. Ma la domanda resterà lì.
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Siamo stati alla presentazione del libro del Ministro della Cultura Giuli, presso l'Accademia dei Lincei. Per questa "opera" Giuli ha usufruito di 12 mila euro di fondi collegati proprio al Ministero della Cultura. All'interno del libro si parla di teorie pseudo-scientifiche sulla presunta esistenza storica dei giganti e della città di Atlantide. È davvero ammissibile che un ministro promuova queste teorie?
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Come ha fatto un dittatore come Viktor Orban a perdere le elezioni. Semplice, l'Ungheria non è mai stata una dittatura ma una democrazia illiberale. A definirla così è stato lo stesso Orban. Ma perchè ha perso dopo 16 anni di potere assoluto?
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Per quale motivo Paolo Zampolli era con Vance nella missione diplomatica in Pakistan per la trattativa con l’Iran? Come si spiega la sua ascesa dall’agenzia di modelle alla diplomazia USA? Iniziamo a fare chiarezza
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Pietro Manning racconta su Pulpland cosa ha effettivamente compiuto Artemis nella sua missione lunare
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Francesco Fanucchi si esprime sul caso Pucci durante Sanremo
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Nella puntata con ospiti Giardina e Fanucchi, Fedez racconta un retroscena mentre era alla conduzione di Lol
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Puntata n. 54 della 2’ stagione di Pulp Podcast, il podcast condotto da Fedez e Mr. Marra. In questo episodio gli ospiti sono i comici Filippo Giardina e Francesco Fanucchi.
Minutaggio:
0:00 intro e sigla
1:46 Fedez meno permaloso del mondo
2:55 stato di salute della comicità
6:10 caso Pucci
8:51 imitare e attaccare i politici
12:21 velocità odierna e social
22:02 Daniele Luttazzi
25:04 Cinema e doppiaggio
31:59 “LOL”
36:16 prossimi spettacoli e metodo
43:52 domande e critiche di Giardina a Pulp
56:04 reaction ai meme di Fede
58:02 dibattito su social e podcast pt.2
1:10:26 fine
1:10:30 schede finali
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Le presunte “convergenze parallele” tra il clan senese e la maggioranza. In questi giorni avete sentito parlare del clan Senese: nel caso Delmastro perché Caroccia è uomo dei Senese; ritorna nell’inchiesta su Franco Meloni, il padre della nostra premier, perché era un narcotrafficante al soldo del boss Michele; e leggiamo questo cognome anche nell’ambito del selfie del 2019 tra Gioacchino Amico, referente del clan senese in Lombardia, e Giorgia Meloni. Amico era un boss, ora si è pentito e sta collaborando con la giustizia nell’inchiesta Hydra. Lui aveva la tessera di Fratelli d’Italia, voleva diventare sindaco di Busto Garolfo (nell’hinterland milanese) e aveva un pass per entrare quando voleva in parlamento, pur essendo condannato per reati gravissimi. Il neo collaboratore di giustizia ha detto di aver incontrato anche la sottosegretaria all’Istruzione Frassinetti (che non sapeva chi fosse) e il capo delegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo Fidanza che ha ammesso che Amico ha preso parte alla sua ultima campagna elettorale e che non aveva contezza della sua doppia vita. Ma per capire davvero queste notizie bisogna fare un passo indietro. Chi è Michele Senese? Michele Senese, detto ’o pazzo, è uno dei nomi più rilevanti della criminalità organizzata a Roma negli ultimi 40 anni. Nasce ad Afragola e cresce all’interno della camorra, nel sistema della Nuova Famiglia, impegnata nella guerra contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.
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