Quo Vadis Europa?

Quo Vadis Europa?

By Lello Stelletti e Simone CantariniNewsNews CommentaryPoliticsHistory
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Quo Vadis Europa? episodes

  • EP.53_QVE- Le conseguenze del ciclone Trump
    La presidenza Trump continua a produrre effetti profondi sugli equilibri internazionali e sulla posizione dell’Unione europea. In questa puntata analizziamo le conseguenze di un vero e proprio “ciclone” politico che investe l’Europa su più livelli: dalla sicurezza alla credibilità internazionale, dal commercio alla leadership interna. Dalle dichiarazioni shock sulla Groenlandia — che mettono in discussione confini e sovranità persino tra alleati — allo scontro politico con l’Europa, con Emmanuel Macron spesso nel mirino, Washington testa i limiti della relazione transatlantica e costringe Bruxelles a uscire dalla sua comfort zone.

    Di fronte a un’America sempre più imprevedibile, alcuni Paesi occidentali tornano a guardare alla Cina in chiave pragmatica, tra diplomazia economica e ambiguità strategiche. Ma mentre a Davos si celebrano multilateralismo e ordine globale basato sulle regole, le scelte concrete raccontano un’Europa spesso divisa e incoerente. Il caso dell’accordo UE–Mercosur diventa emblematico di queste contraddizioni, così come il ruolo di una Francia sempre più difficile da decifrare. In questo contesto prende forma un possibile nuovo asse italo-tedesco, con Roma e Berlino che provano a guidare l’Europa a partire dalla politica industriale e dalla competitività.
    16 min
  • EP.52_QVE- Iran: tra proteste e repressione cosa accade nella Repubblica islamica?
    Le proteste esplose a fine dicembre 2025 dal Gran Bazar di Teheran hanno rapidamente superato la dimensione economica, trasformandosi in una sfida politica diretta alla Repubblica islamica, repressa nel sangue dalle autorità. Con l’aiuto di Nima Baheli, analista ed esperto di Iran, ricostruiamo l’origine e la natura della mobilitazione, la risposta del regime, le incertezze legate alla successione di Ali Khamenei e l’assenza di una leadership unitaria dell’opposizione. Lo sguardo si allarga poi al contesto internazionale: il ruolo degli Stati Uniti e la minaccia di nuovi attacchi, il sostegno — non privo di ambiguità — di Russia e Cina a Teheran. In chiusura, l’Europa, passata in pochi anni dal protagonismo del JCPOA a una marginalità strategica sempre più evidente.










    17 min
  • EP.51_QVE- Groenlandia: l’isola che vale un continente
    Le mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia stanno mettendo in seria difficoltà l’Europa e i rapporti transatlantici. Territorio d’oltremare della Danimarca, con appena 57 mila abitanti, la Groenlandia ha una storia segnata da profonde ferite e oggi è diventata un nodo strategico cruciale: per le sue risorse minerarie, ma soprattutto per il controllo delle rotte artiche, sempre più contese tra le grandi potenze a causa dei cambiamenti climatici. L’idea di “acquistare” la Groenlandia non nasce con Donald Trump. Già alla fine dell’Ottocento se ne discuteva, e una prima proposta formale risale al 1946, nel pieno dell’immediato dopoguerra, quando Washington offrì alla Danimarca 100 milioni di dollari in oro per l’isola. Ma cosa vogliono davvero oggi gli Stati Uniti? Qual è la strategia di Donald Trump e quali leve ha l’Europa per rispondere? E soprattutto: è realistica l’ipotesi di un’azione militare per prendere il controllo della Groenlandia con la forza?
    10 min
  • EP.50_QVE- Consiglio europeo di fine 2025: decisioni cruciali, scelte in ritardo
    Nel cinquantesimo episodio di Quo Vadis Europa analizziamo il Consiglio europeo del 18–19 dicembre, ultimo vertice dell’anno e snodo cruciale per il futuro dell’Unione. Sul tavolo ci sono decisioni decisive che arrivano però in ritardo, in un contesto segnato da urgenze permanenti e divisioni strutturali tra gli Stati membri. Dall’Ucraina al nodo degli asset russi congelati, passando per il possibile ritorno al debito comune europeo dopo il no della BCE, il vertice mette in luce i limiti politici e giuridici dell’azione europea. Il tutto mentre cresce la pressione internazionale, con la nuova strategia di sicurezza degli Stati Uniti che chiede all’Europa più responsabilità militare, maggiore autonomia e scelte rapide. Spazio poi ai dossier interni più sensibili: il Quadro finanziario pluriennale, stretto tra nuove ambizioni geopolitiche e resistenze dei Paesi “frugali”; le migrazioni, con il Patto su asilo e immigrazione che rischia di riaprire profonde fratture politiche; e l’accordo UE–Mercosur, sospeso tra ambizione strategica e forti opposizioni agricole.
    13 min
  • EP.49_QVE-L’Europa tenta rilanciare il suo ruolo nello Spazio: la svolta della ministeriale ESA
    Lo spazio non è più soltanto un orizzonte scientifico o tecnologico. È diventato un terreno di competizione geopolitica che incide su sicurezza, economia e sovranità. La guerra in Ucraina, gli attacchi ai satelliti commerciali, la corsa cinese e il dominio di SpaceX hanno costretto l’Europa a cambiare passo. E negli ultimi giorni qualcosa si è mosso davvero. Alla ministeriale dell’Agenzia spaziale europea, i Paesi membri hanno approvato 22,067 miliardi di euro per i prossimi tre anni, il 99% della richiesta dell’ESA: un segnale politico forte. Il direttore generale Josef Aschbacher ha salutato il risultato come “straordinario”, la prova che i governi hanno compreso l’urgenza di rafforzare la presenza europea nello spazio. Perfino la scienza, finanziata su base obbligatoria, ha ottenuto l’intero importo previsto, con un incremento reale oltre l’inflazione. Ma all’orizzonte si sta preparando anche un altro capitolo, più silenzioso ma forse ancora più strategico. La Commissione europea lavora a una nuova infrastruttura satellitare a prontezza militare, capace di fornire alle capitali immagini ad alta definizione aggiornate ogni trenta minuti. Il commissario Andrius Kubilius lo definisce un progetto “cruciale”, che nella prima fase integrerà dati commerciali e risorse nazionali, mentre i requisiti operativi saranno definiti nel nuovo anno, insieme al negoziato sul prossimo bilancio. Intanto gli Stati membri dell’ESA hanno già messo sul tavolo 1,2 miliardi per i primi lavori. È il segnale di un’Europa che, dopo anni di dipendenze, prova davvero a giocare la partita anche nello spazio.









    8 min
  • EP.48_QVE- Schengen militare: ma l’Europa come si muove?
    La Commissione europea vuole creare una “Schengen militare”: corridoi veloci, autorizzazioni lampo e infrastrutture rinforzate per spostare truppe e mezzi in tutta l’Ue. Ma cosa significa davvero? Partendo dal sabotaggio della ferrovia polacca, in questa puntata raccontiamo perché la protezione delle infrastrutture e la mobilità militare stanno diventando un tassello cruciale, mentre crescono i timori delle istituzioni e dell’intelligence su possibili azioni di Mosca nei prossimi anni. Tra dubbi politici, costi miliardari, tensioni tra Est e Ovest e un rapporto mai semplice con la NATO, la domanda è inevitabile: dove sta andando l’Unione europea?
    9 min
  • EP.47_QVE- Pokrovsk il nuovo simbolo della guerra in Ucraina
    La nuova offensiva russa su Pokrovsk coincide con un momento di forte instabilità politica a Kyiv, travolta dallo scandalo di corruzione che ha portato alle dimissioni dei ministri dell’Energia e della Giustizia. Una crisi che pesa sul rapporto con l’Europa proprio mentre Bruxelles discute aiuti, uso degli asset russi congelati e allargamento. Con Marco Di Liddo, direttore del Centro studi internazionali (CeSI) analizziamo l’impatto militare e politico di questa fase critica, le divisioni europee, il ruolo delle narrazioni russe e il rischio che l’Ucraina perda terreno non solo sul campo, ma anche nella fiducia dell’Occidente.
    13 min
  • EP.46_QVE- Allargamento UE 2025: tra nuove promesse e vecchi timori
    Dopo anni di stallo, l’allargamento torna al centro della strategia geopolitica europea. Il Pacchetto 2025 presentato dalla Commissione rilancia il percorso di adesione di Ucraina, Moldova, Montenegro, Albania e altri Paesi dei Balcani occidentali, introducendo però una novità: un periodo di prova durante il quale la membership potrà essere sospesa o, nei casi estremi, revocata. Ma senza una riforma interna dell’Unione, l’allargamento resta fragile: mancano il consenso politico e la disponibilità a redistribuire risorse, e in molti Paesi l’appartenenza all’UE è percepita più come una vacca da mungere che come un progetto comune.
    12 min
  • EP.45_QVE-I Paesi Bassi al bivio
    Dopo le elezioni anticipate del 29 ottobre, i Paesi Bassi si trovano di fronte a un nuovo, complesso scenario politico. In questa puntata, ricostruiamo il contesto che ha portato al voto, dalla caduta del governo Schoof alla sorprendente avanzata dei Democratici 66 di Rob Jetten, ora in testa per la formazione di una nuova coalizione. Con l’analisi di Maarten Van Alderen, corrispondente in Italia e Turchia per De Telegraaf, esploriamo la crisi della destra populista di Geert Wilders, la resilienza del centro liberale e le tensioni che attraversano la società olandese: dalla crisi abitativa alle proteste agricole, fino ai nodi dell’integrazione.
    17 min
  • EP.44_QVE- Stegra e il fallimento dell'acciaio green
    Mentre l’Europa tenta di sopravvivere alla competizione geopolitica tra Stati Uniti, Russia e Cina, anche il suo sogno verde inizia a incrinarsi. In questa puntata affrontiamo il caso Stegra (ex H2 Green Steel), la startup svedese che doveva rivoluzionare la siderurgia europea con l’acciaio a idrogeno, e che oggi rischia il default. Dalla crisi di Northvolt alle difficoltà di produrre a prezzi competitivi, dai colli di bottiglia energetici alle dipendenze dalle materie prime estere, il “modello svedese” della transizione verde mostra tutte le sue fragilità. Tra promesse politiche, capitali in fuga e dumping cinese, l’acciaio green diventa il simbolo delle contraddizioni del Green Deal europeo: un sogno di sovranità industriale che si scontra con la dura realtà dei mercati globali.
    10 min

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"Quo Vadis Europa?" è il podcast dedicato a chi vuole esplorare e comprendere il presente e il futuro dell'Unione Europea. Gli autori, Lello Stelletti e Simone Cantarini, condividono la loro passione…