La guerra in Medio Oriente prosegue, non si esclude un'escalation dopo il bombardamento israeliano South Pars, il più grande giacimento di gas del mondo. Trump sostiene di non esser stato avvisato da Israele, che lo smentisce. Tulsi Gabbard, direttrice della National Intelligence, chiarisce che se Israele ha come obiettivo la neutralizzazione della leadership iraniana, gli Usa mirano d elimiare la minaccia dei missili balistici e ad annientare la marina militare iraniana. L'escalation potrebbe annunciarsi con l'arrivo della portaerei Uss Tripoli, in viaggio dal Giappone: trasporta 2200 marines, carri armati, anfibi ed elicotteri. Prelude ad un attacco di terra? Si tornerà ai boots on the ground? L'opinione pubblica americana resta contraria alla guerra. Sembra concludersi la stagione delll'isolazionismo trumpiano. La Casa Bianca pare un vespaio impazzito: il capo dell'antiterrorismo Joe Kent, che pareva un trumpiano di ferro ed è molto legato al mondo Maga, ha dato le dimissioni, spiegando che l'Iran non rappresentava una minaccia immediata per gli Usa e che a spingere verso la guerra è stata la pressione di Israele e della potente lobby ebraica. E' d'altra parte noto che nel mondo Maga c'è una forte componente antisemita e suprematista. L'incidente di Tulsi Gabbard davanti alla commissione Intelligence del Senato: non legge un passaggio del testo, che pure era stato distribuito ai senatori, in cui sosteneva che l'attacco di giugno all'Iran aveva annientato il programma nucleare e che Teheran non era riuscito a ricostruirlo. Intanto i senatori repubblicani hanno bocciato per la seconda volta la risoluzione proposta dai dem per fermare la guerra attraverso il War Powers Act e si oppongono alla richiesta di audizioni sul conflitto in corso. Al Senato è ivece inziata la maratona per varare il Save America Act, che limiterebbe l'accesso alle urne e che è già stato approvato dalla Camera. Solo chi potrà esibire un passaporto o un certificato di nascita potrà registrarsi al voto. E solo chi si recherà al seggio con un documento con foto potrà votare. Negli Usa solo la metà dei cittadini ha il passaporto ed ottenere il certificato di nascita non è facile, soprattutto se si cambia Stato di residenza. A rischio di esclusione dal voto, secondo alcuni esperti, circa 20 milioni di americani. La misura potrebbe ritorcersi contro i repubblicani, che dominano negli Stati rurali, dove raggiungere gli uffici elettorali significa attraversare grandi distanze. Trump incita i senatori ad approvare la legge, minacciando di non firmarne altre finché non sarà varata. Il presidente teme le elezioni di Midterm e ha sponsorizzato persino una 'nazionalizzazione' dei sistemi elettorali, superando le regole dei singoli Stati.