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È il Panshir, nelle valli remote dell’Afghanistan, la regione dove il controllo dei talebani si è fatto più forte, spinto dalla paura che si formino nuove forme di resistenza. Posti di blocco, minacce, arresti, divieti stanno mortificando la popolazione locale. Quattro anni dopo il ritiro delle truppe internazionali i talebani in Afghanistan se da un lato tentano di riposizionarsi nel contesto internazionale, dall'altro proseguono con una dura politica di isolamento e repressione soprattutto delle donne. La popolazione femminile afghana, si parla di oltre ventuno milioni di donne, è obbligata a scomparire totalmente dalla sfera sociale: vietato parlare in pubblico, studiare, lavorare. Molte tentano la fuga, altre sostenute dai loro mariti o padri continuano a formarsi usando internet. “La verità è che anche se studio di nascosto con internet da quattro anni non vado più a scuola e ho la sensazione di vivere in una cella”. Racconta una ragazza di diciannove anni, che in lacrime confessa di coltivare ancora il sogno di diventare un medico. La voce di questa ragazza e quella di tante donne nel racconto di Cristina Carpinelli nel suo viaggio nel Panshir.
Una settimana, quella di fine giugno, con ben due vertici cruciali per l'Europa: prima quello Nato a L'Aja, poi il Consiglio Europeo d'estate a Bruxelles. Appuntamenti imprescindibili, per definire la rotta politica dell'UE nei marosi di una geopolitica internazionale segnata da ben due guerre (Ucraina e Medio Oriente) e da un alleato americano sempre più imprevedibile.
In questo Euroreportage da Bruxelles, Sergio Nava fa il punto sui quattro giorni di incontri e negoziati tra Olanda e Belgio, e su quale rotta abbia deciso di intraprendere l'Unione Europea: progressiva indipendenza geostrategica, anche nel settore della difesa, oppure nano politico, subordinato alle decisioni di Washington?
Quarant’anni fa nasceva Schengen, uno spazio che oggi consente a più di 450 milioni di persone di circolare liberamente tra i paesi membri dell’Unione senza sottoporsi ai controlli di frontiera. All’inizio erano cinque i paesi dell'UE che erano membri. Nel corso del tempo, il perimetro si è ampliato fino a diventare la più vasta zona di libera circolazione al mondo. Oggi, però, sembra che il nastro della storia in Europa si sia riavvolto con il ripristino di controlli e barriere ai confini dei nostri stati.
II 24 agosto 2016, alle ore 3,36, una scossa di terremoto di magnitudo 6 colpì il cuore dell'Italia, quella zona incastrata fra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo. 299 persero la vita: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata, 11 a Accumoli. Si piansero i morti, poi per coloro che avevano perso la casa arrivò la sistemazione altrove, sulla costa, negli alberghi. Poi vennero le cosiddette casette, ma per molti ormai la vita era altrove. Molti borghi da quel 2016 hanno rischiato di rimanere deserti. Oggi investimenti sui trasporti, sulla digitalizzazione, aiuti alle imprese e alle start up, stanno facendo rivivere questi paesi dell’Appennino. Ed è questo che si vuole raccontare nel Festival della Restanza e della Tornanza che si svolge a Colli del Tronto, vicino San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Ospiti Guido Castelli, commissario straordinario per la riparazione ei ricostruzione post sisma 2016, il direttore artistico del festival Stefano Zurlo e l’imprenditore Stefano Panichi, che costruisce arredi urbani con le macerie del terremoto.
Nel giorno del solstizio d'estate andiamo al mare per scoprire il patrimonio verde che caratterizza le nostre coste e costruire, con le piante mediterranee, il giardino del futuro.
Bellissima e spesso profumata, la vegetazione costiera resiste al sole, al caldo, alla siccità arrivando a sopportare il sale.
Caratteristiche che la rendono perfetta per giardini o terrazzi di città che sappiano adattarsi al cambiamento climatico e alla siccità che è ormai purtroppo già una realtà in diverse regioni d'Italia.
Le riflessioni e i consigli per una coltivazione naturale e un giardino sostenibile sono stati raccolti durante il festival del paesaggio litorale "Sale" che si è tenuto lo scorso week-end a Camogli in Liguria.
Tra gli esperti: Alberto Girani, naturalista e già direttore dei parchi protetti liguri dell'Aveto e di Portofino, Elena Mora, paesaggista e curatrice dell'Orto Botanico di Genova e Laura Bianchi, giornalista-giardiniera e direttrice creativa del Festival Sale di Camogli.
Veterano della difesa dei diritti umani Oleg Orlov è stato uno dei 16 prigionieri liberati dalla Russia il 1 agosto 2024 in uno storico scambio tra Russia e Occidente. Aacceso critico dell'invasione dell'Ucraina, era stato incarcerato per aver "screditato" le azioni dell'esercito russo in Ucraina. Copresidente dell'organizzazione per i diritti umani Memorial, vincitrice del premio Nobel per la pace, aveva più volte affermato di voler rimanere in Russia, nonostante la repressione radicale del dissenso che ha costretto la maggior parte degli altri oppositori a lasciare il Paese.
Per la prima volta nella storia italiana anche le carceri minorili sono sovraffollate. È l'allarme lanciato dall'associazione Antigone, che nell'ultimo rapporto sulle condizioni di detenzione evidenzia un sovraffollamento in 9 istituti minorili su 17. Fotografia confermata dai dati del ministero della Giustizia, che a maggio 2025 mostra un incremento a quota 600 dei giovani detenuti nelle carceri italiane. Un sovraffollamento che, unito all'uso frequente di psicofarmaci, alla carenza di percorsi rieducativi efficaci e a una serie di altri fattori, ha portato negli ultimi mesi a proteste e rivolte. Ma chi sono e come vivono i minorenni e giovani adulti presenti nelle nostre carceri? Da qui parte il viaggio di Radio24 negli istituti penali minorili italiani. In questa puntata ne parliamo con Susanna Marietti, coordinatrice nazionale Antigone, con il sottosegretario alla giustizia, Andrea Ostellari e con don Claudio Burgio, fondatore della comunità Kayros e cappellano dell'istituto penale per i minorenni di Milano, Cesare Beccaria.
Entrata in funzione nel 2020, la stazione elettrica di Garaguso è una infrastruttura strategica progettata da Terna per favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili nella rete nazionale. Con una capacità di connessione di circa 40 MW, consente l’immissione in rete dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici ed eolici, tra cui il parco solare di Ferrandina, il più grande della Basilicata. Realizzata in soli 13 mesi, nonostante l’emergenza sanitaria, la struttura ha richiesto un investimento complessivo di 35 milioni di euro, di cui oltre 22 milioni finanziati dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, coinvolgendo circa 25 imprese. La stazione rappresenta un nodo cruciale per la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico, migliorando l’affidabilità della rete e contribuendo alla decarbonizzazione. Permette di connettere alla rete di trasmissione nazionale i nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili. Il progetto ha generato occupazione, stimolato lo sviluppo locale e dimostrato come la sostenibilità possa andare di pari passo con la crescita economica e l’innovazione tecnologica.
Un mese fa, l'otto maggio, è stato il cardinale protodiacono Dominique Mamberti a svelare al mondo il nome del nuovo papa. Tanti tra i fedeli in piazza San Pietro non lo conoscevano, ma a molti all'interno del mondo ecclesiastico quella del cardinale Robert Francis Prevost è sembrata subito una candidatura credibile, capace di tenere insieme le istanze emerse nel conclave. L'elezione soprattutto non ha sorpreso chi lo conosce da anni, i suoi amici. Proprio attraverso il loro racconto cercheremo di conoscere meglio il nuovo pontefice. Agostiniano, una lunga esperienza da missionario in Perù, poliglotta, amante del tennis, il meno americano degli americani è stato definito Leone quattordicesimo. Unità e pace le parole fino ad ora più utilizzate nei suoi discorsi.
Invecchiamento della popolazione, culle sempre più vuote e un sistema che fatica a reggere il peso delle promesse passate. Lo stato delle pensioni in Italia è un tema che tocca tutti, dai giovani precari, agli over 60 prossimi al ritiro, fino ai pensionati veri e propri. Con l'aiuto delle voci esperte del demografo Alessandro Rosina e del professore di Diritto della previdenza sociale Vincenzo Ferrante, questo viaggio dentro il labirinto della previdenza racconta numeri, scenari futuri e possibili soluzioni a uno dei più impellenti problemi italiani.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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