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  • EUROREPORTAGE - La diaspora delle donne ucraine - di Cristina Carpinelli
    Le donne ucraine in questo anno di guerra sono state la linfa che ha sorretto il paese, e che l'ha tenuto insieme. Hanno combattuto per la prima volta nella storia del paese nei ranghi dell'esercito, hanno coperto ruoli di sempre maggiore responsabilità, ma grazie al fatto di potersi muovere liberamente attraverso i confini europei, hanno anche provveduto a mettere al sicuro i bambini e le famiglie. Molte tra loro nei giorni immediatamente successivi lo shock del 24 febbraio 2022 hanno scelto come rifugio la città di Milano, dov'è presente una solida comunità di espatriati. Una comunità che ha saputo rispondere, aiutare, sostenere la diaspora. Uh anno dopo molte tra queste donne sono rientrate nel paese, altre sono rimaste cercando di costruirsi una vita nuovaIn collaborazione con Euranet Plus
    14 min
  • EUROREPORTAGE - Ucraina, quando il dolore è invisibile - di Gigi Donelli
    Ad un anno dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, cerchiamo di sentire quello che è il lato invisibile del trauma di una nazione. Valentina, psichiatra, vedova di un ufficiale caduto sul fronte del Donbass, primario della divisione di psichiatria dell'ospedale di Chernivtsi, ci aiuta ad entrare nella parte invisibile di un anno di guerra. Le paure, la rabbia, ma anche quello che rappresenta il potenziale distruttivo sul tessuto sociale. Le recriminazioni, le invidie, i vuoti terribili lasciati dalla guerra.In collaborazione con Euranet Plus
    13 min
  • Il campione, lo stallone, il mito: la parabola di Varenne - di Dario Ricci
    Da trottatore, tra il 1998 e il 2002 ha vinto tutto, e ovunque, dall'Italia alla Francia agli Stati Uniti. Per questo Varenne è più di un cavallo: è un simbolo dell' Italia nel mondo. E lo è ancora oggi, a quasi 28 anni, più di 80 se fosse un essere umano, a venti dal suo ritiro dalla corse, ora che da campione è divenuto stallone, con oltre 2500 figli, molti dei quali vincenti. E allora siamo venuti a trovarlo, il Capitano - questo il suo soprannome quando infiammava gli ippodromi di tutto il mondo - per descrivervi attraverso il racconto di Dario Ricci la sua senilità e scoprire il perché di una passione e di un amore ancora intatti
    12 min
  • Appennini e turismo invernale, un rapporto da ripensare - di Vincenzo Miglietta
    Un territorio quello degli appennini unico e ricco di storia e di bellezze culturali e paesaggistiche e che è stato anche capace nei decenni di offrire agli amanti degli sport invernali una valida alternativa alle più famose località alpine. Imparare a sciare sulla neve del centro e sud italia - con i suoi repentini cambiamenti - dal ghiaccio del primo mattino al manto che cede nel giro di poche ore ha preparato generazioni di sciatori delle grandi città, Roma e Napoli, tra tutte ad affrontare anche le piste più impegnative del nord. Dietro ai successi di Alberto Tomba secondo alcuni esperti ci sarebbe anche la neve di Corno alle scale, sull'appennino tosco emiliano meta tuttora di tanti bolognesi e fiorentini. Una realtà quella dello sci sugli appennini articolata; 277 gli impianti di risalita, oltre 700 i kilometri di piste in totale divisi però su circa 70 comprensori; una media di 10 kilometri di piste ciascuno ma con alcune che vivono su 3 -4 kilometri totali. E se fino ai primi anni duemila i conti tornavano ora non è più così. Fare impresa in queste località sta diventando proibitivo; agli ormai evidenti cambiamenti climatici, che impongono di rivedere l'offerta Montagna allargandola anche agli altri mesi dell'anno, si sommano il caro energia di quest'anno ma soprattutto i danni di due anni di stop Covid e quelli in particolare per Marche, Umbria e alto lazio dal sisma del 2016. Emblematico il caso di Frontignano di Ussita in provincia di Macerata che ha riaperto dopo sei anni.
    0 min
  • Oltre le sbarre, i cablatori del Beccaria - di Rosanna Magnano
    Per le persone detenute l'accesso al lavoro all'interno del sistema penitenziario fa crollare le recidive dal 70 al 2 per cento. Un impatto virtuoso evidente che diventa ancora più prezioso se stiamo parlando di detenuti minorenni. Da questi numeri e dalle cronache che lo scorso dicembre riferivano della fuga di sette ragazzi dall'istituto penale per minori "Cesare Beccaria" di Milano nasce l'idea di raccontare l'esperienza della cooperativa sociale Cidiesse, che produce quadri elettrici all'interno del carcere minorile milanese, dove sono state attrezzate 5 postazioni lavorative per iniziare un percorso propedeutico che dura dai 18 ai 24 mesi e si sposta poi all'esterno del carcere.
    In viale Monza la cooperativa dispone di un laboratorio capace di accogliere fino a 15 ragazzi, con spazi ampi dove poter lavorare concentrati, dietro una vetrata che consente all'equipe di educatori e psicologi - che abbiamo ascoltato nel nostro reportage insieme a uno dei giovani coinvolti nell'iniziativa - di accompagnare con uno sguardo discreto il cammino di apprendimento dei cablatori del Beccaria. Colpisce entrando nel laboratorio - tra cavi, attrezzature e banchi da lavoro - la tensione controllata e pacata, il silenzio di giovani menti focalizzate verso una rinascita, verso la costruzione di una nuova identità e di una nuova possibilità di vita.
    14 min
  • Sognando Europa. Il Kosovo in cerca di Unione - di Cristina Carpinelli
    La guerra in Ucraina alimenta l'impegno diplomatico occidentale verso la normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia. "Vogliamo che stabilità e sicurezza siano garantite in tutta la regione balcanica. In questo senso il Kosovo – da sempre stato al fianco dell'Unione europea nel riconoscere l'Ucraina come stato aggredito dalla Russia - è molto importante" spiega Tomás Szunyog, che nella capitale Pristhina rappresenta l'Unione europea. L'area è però ancora teatro di gravi tensioni. A pesare è il mancato riconoscimento da parte della Serbia dell'indipendenza del Kosovo che frena lo sviluppo economico del paese. "Nell'attesa che qualcosa cambi intere generazioni di giovani stanno abbandonando il paese alla ricerca di un futuro diverso" racconta Miroslav Laják, rappresentante speciale dell'UE per il dialogo Belgrado-Pristina
    12 min
  • Odissea passaporti - di Livia Zancaner
    Difficoltà col sito, procedure farraginose, code chilometriche davanti agli uffici: ottenere un appuntamento per chiedere il rilascio del passaporto ormai è diventato un miraggio. Così se prima della pandemia per avere il documento servivano due - tre settimane, adesso ci vogliono tra i quattro e gli otto mesi. I motivi: il boom di richieste post covid e la Brexit, ma soprattutto "la costante erosione negli anni del numero di lavoratori nelle forze di polizia", spiegano i sindacati da Nord a Sud. La soluzione dettata dal Viminale riguarda aperture straordinarie, intensificazione degli appuntamenti, postazioni più performanti e la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, promette interventi urgenti e soluzioni concrete nei prossimi giorni. I danni per chi lavora nel turismo sono infatti ingenti: per le agenzie le mancate vendite per i viaggi saltati per vacanze, lavoro, studio al momento ammontano a 150 milioni di euro.
    0 min
  • Svezia, dove si vive senza contanti - di Teresa Trillò
    Benvenuti in Svezia, uno dei paesi più digitali del mondo , dove la regola è pagare con carta di credito o con Swish, una app che consente di effettuare pagamenti con il telefonino anche tra privati, App usata da 8 milioni di svedesi su una popolazione di 10 milioni. E i pagamenti in contanti sono sempre più rari. Qui anche in chiesa è ovunque possibile fare l'elemosina con carta o Swish. Dall'ultimo rapporto sulle abitudini di pagamento degli svedesi, pubblicato a dicembre della Riksbank, la banca centrale svedese, emerge una società sempre più digitalizzata. Ogni giorno 9 svedesi su dieci usano Internet e tre su quattro si identificano digitalmente tramite un'identità digitale certificata. A Lund, città universitaria nel sud della Svezia con più di 91mila abitanti, se si chiede quali sono i metodi preferiti di pagamento la risposta è quasi sempre univoca. "Senza carta o Swish è difficile pagare in contanti", racconta Tina. "Depositare l'incasso in banca è complicato e genera sospetti", dice Jimmy che vende frutta e verdura nel mercato ambulante di Mårtenstorget. Lucia è romana, da 7 anni vive a Lund dove ha aperto una sartoria: "lavorare senza contanti ha risvolti positivi", racconta. "In banca non abbiamo contanti, per depositare o ritirare denaro c'è l'Atm", spiega Elin Betschart. E sono cambiati anche i reati, scomparse le rapine in banca. Mentre la Banca centrale studia l'e-Krona, una valuta digitale di Stato.
    0 min
  • Lo sport oltre ogni barriera: la Bebe Vio Academy - di Dario Ricci
    Un'accademia dove giovani diversamente abili e normodotati possono fare sport insieme, scambiandosi emozioni, esperienze, conoscenze e- perché no? – anche tanto divertimento. E'la Bebe Vio Academy, fondata a Milano dalla grande campionessa paralimpica di scherma per dimostrare, una volta di più, che lo sport è uno, e di tutti. Dario Ricci ci racconta un pomeriggio vissuto sul parquet del PalaIseo di Milano, sede indoor degli allenamenti della Bebe Vio Academy.
    0 min
  • Euroreportage - Euro e Schengen. Storia di un doppio traguardo croato - di Sergio Nava
    Il primo gennaio la Croazia è entrata contemporaneamente nell'Eurozona, adottando la moneta unica, e nell'area Schengen della libera circolazione di persone all'interno dell'UE.

    In neppure dieci anni di appartenenza all'Unione, Zagabria ha quindi raggiunto un doppio traguardo: in questo Euroreportage dalla capitale croata, Sergio Nava indaga gli effetti di euro e Schengen sul Paese balcanico, tra benefici economici e monetari, sorveglianza dei confini, opportunità per le imprese ed effetti dell'introduzione dell'euro sull'inflazione. Che anche in Croazia si fa sentire, soprattutto nella spesa di tutti i giorni.In collaborazione con Euranet Plus
    13 min

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