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  • Tor Marancia, street art nel museo condominiale - di Teresa Trillò
    A Tor Marancia, quadrante sud di Roma, nel lotto 1 delle case popolari dell'Ater, in via di Tor Marancia 63, c'è il museo condominiale degli artisti di strada che, racconta, Claudio Ercoli, nato e cresciuto nel comprensorio, richiama sempre più turisti, amanti dell'arte contemporanea, curiosi. Tor Marancia vede la luce negli anni 30 come borgata costruita durante il fascismo per gli sfollati dal centro storico. Una borgata trasformata dopo la guerra in quartiere popolare a metà strada tra Caracalla e l'Eur. Sulle facciate delle 11 palazzine del comprensorio 23 artisti di strada italiani e stranieri, hanno dipinto le loro opere, La trasformazione del lotto 1 dell'Ater in museo condominiale è iniziata nel 2015 dall'idea di Stefano Antonelli, curatore d'arte e fondatore dell'associazione 999 Contemporary. Arte e vita quotidiana è il binomio che ha guidato Stefano Antonelli. "Un esperimento riuscito - dice Irene Ranaldi, sociologa urbana e presidente dell'associazione Ottavo Colle – qui gli artisti sono riusciti a trasformare la memoria di un luogo in arte". Vhils, artista portoghese, Seth francese, l'argentino Jaz, l'italiano Diamond, l'americano Gaia sono alcuni degli artisti di strada che hanno raccontato la storia di chi vive nel comprensorio. E non solo. Finanziato da 999 Contemporary, Fondazione Roma e Comune di Roma, il progetto nel 2017 ha rappresentato l'Italia alla Biennale di architettura di Venezia.
    12 min
  • Tornano i braccianti. Regole nuove, vita vecchia - di Valentina Furlanetto
    "Il caporale mette il cornetto e il caffè sul cruscotto, se lo mangi vuol dire che accetti di appartarti con lui e quindi lavori, sennò sei fuori" dice Adriana Patrichi, ex bracciante rumena. E' una scena che si ripete nelle campagne tra Matera, Taranto e Cosenza dove le braccianti rumene e bulgare oltre che subire lo sfruttamento lavorativo sono sottoposte anche a molestie e violenze sessuali. Lo racconta il rapporto Cambia Terra di Action Aid nei giorni in cui viene lanciato l'allarme di carenza di lavoratori stagionali (ne mancano 100 mila secondo Coldiretti). Per il ricercatore dell'Università della Calabria Maurizio Alfano "Nonostante la legge 199 il caporalato resiste perchè offre quello che non fa lo Stato: trasporti, contatto con il lavoratore, alloggio". "Lavorano anche 10-11 ore al giorno per 36 euro" dice Don Antonio Polidoro di Scanzano Jonico. A impedire un rapporto sano di questi lavoratori con l'Italia c'è lo sfruttamento, ma c'è anche la burocrazia. "Il decreto flussi prevede per il 2022 il doppio degli ingressi rispetto agli anni precedenti - spiega Enrico di Pasquale, ricercatore della Fondazione Moressa - ma dalla data della presentazione delle domande, 17 marzo, ci vogliono 60 giorni per la convocazione del datore di lavoratori e altri 30 giorni per l'espletamento delle pratiche. Prima di metà giugno nessuno metterà piedi nei campi. Tardi per le raccolte". E' una storia che si ripete, basti pensare a due anni di distanza che solo il 50% delle domande per la sanatoria del 2020 per colf e braccianti è stato esaminato.
    12 min
  • Navigando lungo il Po. Un fiume da ripensare - di Anna Migliorati
    E' lungo i 642 chilometri del più grande fiume italiano che verranno spesi 357 milioni di euro delle risorse in arrivo con il piano di ripresa e resilienza. 71mila chilometri quadrati di bacino idrografico, dalle pendici del Piemonte lungo i tratti di Lombardia ed Emilia-Romagna, nelle zone d'eccellenza dell'agricoltura italiana, fino al Veneto, al Polesinse e al delta. Un fiume che non a caso è stata risorsa anche nell'altro piano di ricostruzione di un'Italia da ripensare, quella del dopoguerra. Ma proprio gli interventi di allora oggi sono l'ostacolo, in un territorio che è molto cambiato. E che ha altre ambizioni: la sostenibilità, l'idroelettrico per garantire autonomia energetica e anche la navigazione per alleggerire il trasporto via gomma. Un progetto che coinvolge tutte e quattro le regioni attraversate dal fiume, 11 provincie, 56 siti. Legati dalle sponde di un unico fiume. Siamo andati a vedere come e cosa attende la gente del Po, in un dialogo con l'Europa da una parte e i territori dall'altro. Nella memoria della gente che lungo il fiume, si passa il testimone di generazione in generazione ci sono anni di secca, come questo, e le grandi alluvioni nel '51, nel 94 e nel 2000. E ora si ritrova ancora una volta al centro di un futuro da immaginare.
    13 min
  • Donne e scienza. Al sud si puo' - di Valeria De Rosa
    Diventare scienziate non è semplice. Superato il pregiudizio che vuole i maschi più portati nelle materie scientifiche – e dunque uscite dall'università – le donne devono superare un altro pregiudizio: quelle che le vuole un domani più dedite ai figli che all'impegno accademico o scientifico. Il pregiudizio che le vede costrette a una scelta. E cosa succede poi se scelgono di restare o tornare al sud? Terra di difficoltà sempre maggiori, in termini di fondi e burocrazia. La storia di due scienziate dimostra che – se ci sono gli strumenti – ogni donna che lo desidera può diventare scienziata. E mamma allo stesso tempo. E anche al sud.
    13 min
  • Vite in trappola. Voci da Azovstal - di Valentina Furlanetto
    "Non sono neonazisti". Margherita e Alina sono due profughe ucraine a Milano. E sono anche le compagne di due combattenti di Azov. Il fidanzato di Margherita si trova dentro Azovstal da due mesi, così come il cognato di Alina, che è anche ferito. Il marito di Alina invece combatte in un'altra zona. "Salvateli" chiedono le due donne che lottano per i loro mariti nell'unico modo in cui, da lontano, possono farlo: con le parole. Due moglie di militari del battaglione Azov sono andate anche dal Papa, l'altro giorno, chiedendo che interceda per questi soldati. "Non sono neonazisti. Mio marito è un medico che ama semplicemente il suo paese. L'ho visto l'ultima volta il 24 febbraio" dice Alina. "Sono stremati, vedono i compagni morire e se si arrendono verranno torturati" dice Margherita.
    11 min
  • Vite in trappola. Voci da Azovstal - di Valentina Furlanetto
    "Non sono neonazisti". Margherita e Alina sono due profughe ucraine a Milano. E sono anche le compagne di due combattenti di Azov. Il fidanzato di Margherita si trova dentro Azovstal da due mesi, così come il cognato di Alina, che è anche ferito. Il marito di Alina invece combatte in un'altra zona. "Salvateli" chiedono le due donne che lottano per i loro mariti nell'unico modo in cui, da lontano, possono farlo: con le parole. Due moglie di militari del battaglione Azov sono andate anche dal Papa, l'altro giorno, chiedendo che interceda per questi soldati. "Non sono neonazisti. Mio marito è un medico che ama semplicemente il suo paese. L'ho visto l'ultima volta il 24 febbraio" dice Alina. "Sono stremati, vedono i compagni morire e se si arrendono verranno torturati" dice Margherita.
    0 min
  • Eurovision song contest: la festa europea ricomincia da Torino - di Marta Cagnola
    Rotterdam, 22 maggio 2021. I Måneskin vincono l'Eurovision song contest. Una vittoria che all'Italia mancava dal 1990 in una manifestazione che per molti anni aveva perso interesse, tanto che il nostro Paese l'aveva abbandonata. Vincere Eurovision, però, comporta l'onore e l'onere di organizzare la manifestazione l'anno seguente. Non solo: le città "eurovisive" ogni anno ospitano una ricchissima serie di eventi collaterali, che quest'anno tornano dopo due anni di stop per la pandemia. Sentiamo le voci da Torino, che ospita l'Eurovision in questi giorni, tra esponenti locali, artisti e ricercatori universitari che in questi giorni si sono incontrati per un confronto accademico sulla manifestazione di spettacoli più seguita del mondo.
    11 min
  • Euroreportage - PNRR, terzo pilastro. Mobilità sostenibile, ultima chiamata - di Anna Marino
    Autovetture, furgoni, camion e autobus producono oltre il 70 % delle emissioni di gas a effetto serra generate dai trasporti. La quota restante proviene principalmente dal trasporto marittimo e aereo. Per realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale, non bisogna perdere di vista l'obiettivo: i trasporti hanno un ruolo chiave per questa svolta e per contrastare l'inquinamento e il cambiamento climatico. Ma tra crisi energetica e internazionale, rincari, scarsità delle materie prime, logistica difficile, speculazioni finanziarie, rischiamo di dimenticarlo o metterlo in secondo piano la soluzione non è tornare indietro ma guardare avanti alla decarbonizzazione e alle energie rinnovabili, con un mix equilibrato tra fonti di energia. e i fondi europei ci sono, previsti nel PNRR 14 traguardi e un totale di 31,4 miliardi di cui 25,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,06 miliardi dal Fondo complementare. Per capire a fondo l'importanza della mobilità sostenibile per il clima proprio in occasione della Giornata Mondiale della Terra ad aprile è uscito il report Copernicus secondo cui l'estate 2021 è stata la più calda di sempre in Europa, questo deve fare ripensare all'impatto del cambiamento climatico su tutti i settori compresi i trasporti secondo Carlo Buontempo, Director di Copernicus Climate Change Service, servizio implementato dal Centro Europeo per le previsioni a medio termine per conto della Commissione europea. Anche il trasporto aereo si sta attrezzando per usufruire dei fondi del PNRR per la sostenibilità, come spiega Sergio Colella, Presidente Europa di SITA società tecnologica esperta in servizi aeroportuali e aviation. E sul fronte del trasporto ferroviario, le stazioni rappresenteranno il cuore delle smart city del futuro e hub della mobilità sostenibile. Per esempio grazie a progetti come il piano per il Sud, con focus sul PNRR, prevede un investimento di 700 milioni entro il 2026 per riqualificare e rilanciare 54 scali, di cui 9 hub intermodali e 45 stazioni. Ci spiega in che cosa consiste il piano stazioni portato avanti dal Gruppo FS, attraverso RFI, in tutta Italia e con focus sulle stazioni del sud Sara Venturoni, responsabile Direzione Stazioni di Rete Ferroviaria Italiana.
    13 min
  • Addio green pass: lavoro e regole, cosa resta del covid - di Livia Zancaner
    Primo maggio: festa dei lavoratori e addio, dopo sei mesi, al tanto contestato green pass, sia nella versione base con tampone sia in quella super, rilasciata solo ai vaccinati. "Una liberazione" il commento di proprietari di locali, società di eventi, aziende. Ma rispetto al 2019 il mondo è cambiato: pandemia e lockdown prima, rincari energetici e guerra in Ucraina ora, pesano su famiglie, aziende, enti locali. Così i redditi crollano, i bilanci vanno in rosso e la propensione al consumo diminuisce. "Due anni di pandemia non si cancellano con qualche mese di ripresa, migliaia di imprese hanno chiuso, la crisi non è finita, tavoli di bar e ristoranti sono pieni ma solo nel week end, la gente spende meno, il personale non si trova. Per vedere un riscatto bisognerà aspettare il 2023, anche se i primi segnali ci sono". Le voci dal mondo della ristorazione, delle discoteche, del wedding e della cultura.
    13 min
  • Il presidente che vinse due volte. Dietro le quinte della rielezione di Emmanuel Macron - di Sergio Nava
    In questo Reportage da Parigi, Sergio Nava ci racconta i giorni della rielezione di Emmanuel Macron a presidente francese. Ottenuta sconfiggendo al ballottaggio la candidata di estrema destra Marine Le Pen - per la seconda volta in cinque anni.
    In coda con gli elettori ai seggi, tra i simpatizzanti e sostenitori di Macron sotto la Tour Eiffel e a colloquio con esperti di economia, Europa e difesa, riviviamo le ore più calde del secondo turno del ballottaggio presidenziale. E cerchiamo di comprendere cosa questa rielezione significherà: per la Francia, e per l'Europa.
    13 min

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