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  • Euroreportage - Direttiva 55. L'emergenza umanitaria che cambia l'Europa - di Cristina Carpinelli
    Realizzato interamente lungo il confine tra l'Unione Europea e la regione ucraina della Bucovina, questo Euroreportage ci porta ad ascoltare le voci di un'emergenza che sta cambiando ancora una volta le regole dell'Unione europea. Dopo la crisi sanitaria che per tre anni ha ridefinito l'approccio comune al debito e agli investimenti comuni per superare gli effetti sull'economia, la guerra avviata dalla Russia di Putin in Ucraina il 24 febbraio scorso ha prodotto una rivoluzione umanitaria. E' una vera e propria nuova idea di Europa. Un'unità che si realizza nel sostegno diretto ai profughi, ma anche nella rapidità con cui le istituzioni hanno risposte alle criticità. approvando ad esempio la Direttiva 55 del Consiglio dell'Unione europea che consente ai profughi di ottenere la cosiddetta protezione temporanea, evitando che le procedure per la tradizionale richiesta di asilo mandino in tilt la burocrazia dell'accoglienza nei singoli paesi.
    9 min
  • Euroreportage - Direttiva 55. L'emergenza umanitaria che cambia l'Europa - di Cristina Carpinelli
    Realizzato interamente lungo il confine tra l'Unione Europea e la regione ucraina della Bucovina, questo Euroreportage ci porta ad ascoltare le voci di un'emergenza che sta cambiando ancora una volta le regole dell'Unione europea. Dopo la crisi sanitaria che per tre anni ha ridefinito l'approccio comune al debito e agli investimenti comuni per superare gli effetti sull'economia, la guerra avviata dalla Russia di Putin in Ucraina il 24 febbraio scorso ha prodotto una rivoluzione umanitaria. E' una vera e propria nuova idea di Europa. Un'unità che si realizza nel sostegno diretto ai profughi, ma anche nella rapidità con cui le istituzioni hanno risposte alle criticità. approvando ad esempio la Direttiva 55 del Consiglio dell'Unione europea che consente ai profughi di ottenere la cosiddetta protezione temporanea, evitando che le procedure per la tradizionale richiesta di asilo mandino in tilt la burocrazia dell'accoglienza nei singoli paesi.
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  • Un esodo fragile. Voci di ucraini verso la Polonia - di Valentina Furlanetto
    Tira un vento forte a Przemysl, confine fra Polonia e Ucraina, dove arrivano ogni giorno centinaia di profughi, con i treni che partono da Leopoli, stracolmi soprattutto di donne e bambini. Yulia, 35 anni, che a Kiev era responsabile del settore acquisti di una ditta di abbigliamento, racconta che andrà in Italia. Molti hanno parenti in altri paesi europei. Xenia spera di tornare presto indietro, nel suo paese. E uno dei pochi uomini, proveniente da Odessa, interrompe l'intervista perchè si commuove e non riesce a proseguire. Ma a Przemysl abbiamo raccolto anche le voci del mondo del volontariato, da tutta Europa, presente al confine.
    12 min
  • Pnrr, l'Italia che cambia. Effetto energia - di Livia Zancaner
    Quando l'Italia ha stilato il documento con i progetti a cui dedicare le risorse in arrivo da Bruxelles all'interno del PNRR - il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il caro energia era all'inizio e la guerra non era un'opzione possibile. "I rincari di bollette energetiche e materie prime stanno mettendo a dura prova la fattibilità di tantissimi progetti, nati in passato all'interno di un quadro economico completamente superato", sottolinea l'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani. Caro bollette e conseguenze economiche e sociali del conflitto in Ucraina si sommano così alle criticità già esistenti. "Serve personale tecnico e amministrativo, altrimenti avremo le risorse ma non potremo realizzare le opere", spiega il sindaco di Gorizia, che ha vinto il bando da 20 milioni per il suo borgo medievale. Stessa cifra a disposizione di Gerace, nell'entroterra calabro: "è l'ultimo treno che passa", l'appello dell'Assessore alla cultura. E così, mentre si discute su una rinegoziazione del Pnrr, le città italiane - grandi e piccole - fanno i conti col pareggio di bilancio.
    13 min
  • La Chiesa che si ripensa. Tra crisi delle vocazioni e calo dei fedeli - di Catia Caramelli
    A Cefalu', in Sicilia, il vescovo ha affidato la gestione di una parrocchia ad un gruppo di laici, a Sesto, in Val Pusteria, per la prima volta una mamma ha celebrato un funerale: il Vaticano infatti nel 2020 ha dato l'ok alle parrocchie di ricorrere ai laici per celebrare funerali matrimoni e battesimi, qualora non fosse disponibile un sacerdote. E di preti in Italia ce ne sono sempre meno dicono gli ultimi dati presentati ai vescovi, in trenta anni il numero dei sacerdoti diocesani è calato di circa il 17%. Sale la loro età e quasi uno su dieci è straniero. Una situazione più difficile nelle regioni del nord che, in città come Milano, che risentono maggiormente della crisi, ha portato alla nascita delle comunità pastorali, più parrocchie a guida di un solo parroco, come spiega l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. In un panorama che vede in calo le vocazioni ma anche la partecipazione dei fedeli, ci son però parecchie eccezioni: da don Alberto Ravagni, soprannominato il prete yuotuber, trascinatore di giovani, al napoletano don Michele Madonna, che da tempo confessa in strada con file interminabili. La Chiesa dunque ripensa a se stessa per affrontare una nuova evangelizzazione.
    14 min
  • Euroreportage - Pnrr: innovazione e digitalizzazione, per competitività, cultura e turismo - di Anna Marino
    La macchina della transizione digitale si sta muovendo a ritmo incalzante nonostante la situazione economica difficile tra coda della pandemia e guerra in Ucraina, avanti con la prima missione, "Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura", che stanzia complessivamente 49,1 miliardi di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare. Previsti un obiettivo e 13 traguardi da portare a termine. L'obiettivo è la trasformazione digitale del Paese, a sostegno del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l'Italia, turismo e cultura. Investimenti già visibili come il super bonus 2002 per il turismo e i fondi per siti culturali sostenibili. E un obiettivo, quello dell'innovazione, che l'Europa persegue da sempre e che continuerà ad appoggiare con strumenti e fondi, tra cui bisogna orientarsi grazie a una guida anche in Italia: si tratta di APRE (Agenzia Per la Ricerca Europea) il cui direttore Marco Falzetti esperto di innovazione e Europa ci spiega come rivolgersi a questo punto di contatto nazionale del programma Horizon Europe, che si lega sia all'European Innovation Council, sia l'EIT, European Institute of Innovation and Technology, creato nel 2008 parte integrante di Horizon 2020. E con l'ex ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, docente di Gestione dell'Innovazione all'Università degli Studi di Torino, evidenziamo anche la continuità dei progetti pubblici di innovazione in Italia sul fronte Pa e gli step futuri. Ma sia nel pubblico sia nel privato, per gestire i fondi del Pnrr e i progetti che saranno la messa a terra per imprese, cultura e turismo, il fattore chiave è la formazione, perché giovani e professionisti ad hoc saranno fondamentali e questo spiega perché è nato il liceo per la transizione ecologica e digitale: il corso di studi che include tutta Italia e guarda al Pnrr, si chiama Liceo T.E.D. Abbiamo chiesto come funziona al Prof. Antonio Capone, che ne coordina tutta la didattica, docente di Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano, dove è Preside della Scuola di Ingegneria Industriale e dell'Informazione. L'iniziativa al via dall'anno scolastico 2022-2023, coinvolge 27 scuole superiori in tutta Italia, quattro università (Bocconi, Politecnico di Milano, Università di Roma Tor Vergata e l'Università degli Studi di Padova) e le aziende del Consorzio Elis, ente non profit che forma e avvia al lavoro ogni anno 2.500 giovani e che raccoglie intorno a sé un consorzio di oltre 100 tra grandi gruppi, aziende e università.
    13 min
  • Donne e scienza. Quanto rosa nel cuore del Gran Sasso - di Vincenzo Miglietta
    Un luogo particolare e quasi misterioso quello che ospita i laboratori nazionali del gran sasso dell'INFN. Con uno sforzo di fantasia e tornando alle letture dell'adolescenza si potrebbero rievocare le atmosfere di uno dei romanzi più famosi di Jules Verne "Viaggio al centro della Terra". Al di là di spesse porte blindate un mondo top secret come lo sono gli esperimenti che vedono impegnati 1100 scienziati provenienti da 29 paesi diversi. Oltre 1500 metri di roccia proteggono i laboratori e gli apparati sperimentali dalla radiazione cosmica rendendo il sito il centro di ricerca sotterraneo più grande e importante del mondo. Quindici i progetti attuali e otto di questi guidati da donne; una percentuale alta ma purtroppo non rappresentativa dell'intero mondo della ricerca del nostro paese. Bene i fondi in arrivo dal Pnrr dicono allora le scienziate protagoniste di questo reportage; ma nel nostro paese - aggiungono - è necessario che le cose cambino dal basso abbandonando antichi pregiudizi di genere.
    14 min
  • In fuga dalla guerra. Viaggio verso l'Italia - di Valentina Furlanetto
    A Medyka, confine meridionale della Polonia, assalto ai bus che dovevano portare le persone in fuga dall'Ucraina al centro rifugiati di Przemysl, da dove saranno smistati a Varsavia e Cracovia. Chi non ce l'ha fatta brucia copertoni per riscaldarsi e passare la notte all'aperto. A Siret, Romania nordorientale, la polizia ucraina ha respinto i profughi oltre i cancelli in ferro sparando colpi di pistola in aria. Il governo slovacco, ancora, ha chiesto l'intervento di Frontex. Il tema dei profughi che fuggono dalla guerra mostra già tutte le sue drammatiche criticità.
    Abbiamo parlato con Chiara Cardoletti, responsabile dell'agenzia Onu per i rifugiati per l'Italia, Giovanni Viscone operatore umanitario di Intersos che si trova al confine tra Polonia e Ucraina, David Ceschia, imprenditore italiano da anni a Kiev per lavoro, fuggito in Moldavia assieme alla compagna ucraina e Ludmila Dudco, 35 anni, residente a Milano, che è andata a riprendersi le sue figlie al confine ucraino, dove sono state accompagnate dalla nonna.
    12 min
  • Pnrr, l'Italia che cambia. Prima piccoli comuni e periferie di Anna Marino
    Sarà il ruolo che gli enti territoriali (regioni, provincie, comuni, città metropolitane) avranno nel rendere concreti i progetti la vera scommessa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tutti i bandi del PNRR che riguardano direttamente gli enti locali dovranno essere varati entro il 30 giugno. L'obiettivo è avviare tutti i cantieri entro dicembre 2023. Una partita vinta per ora al 60% da una stima di ASMEL, l'Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che rappresenta 3726 Comuni in tutt'Italia.
    Per gli interventi del PNRR destinati ai Comuni erano stati previsti inizialmente fondi per 57,8 miliardi di euro; con il dettagliarsi delle misure, i fondi sono scesi a 49 miliardi. Di questi ne risultano banditi o assegnati 29.
    Progetti grandi e piccoli andati in gran parte all'Italia dei piccoli comuni e delle periferie. A Carignano, in Piemonte, diventa realtà la riqualificazione della scuola media.Monte Grimano Terme, comune nelle Marche di 1.000 abitanti, si sta candidando per combattere il progressivo spopolamento grazie a progetti per albergo diffuso e artigianalità, postazioni di Smart working e il primo borgo 100% green. Nel Nord Est, Gorizia ha vinto un bando da 20 milioni di euro anche per far rivivere la via storica del paese.
    13 min
  • Torino, nei palazzi ghetto dove nascono le gang - di Valentina Furlanetto
    Da mesi si ripetono assalti e rapine nel centro di Torino. L'ultimo episodio risale al 17 gennaio, in piazza Santa Giulia. Sei rapinatori, quasi tutti minorenni e di origine nordafricana, hanno circondato un ragazzo e, dopo averlo minacciato e spintonato, gli hanno portato via gli occhiali. E poi le rapine ai negozi di lusso in centro in autunno, le violenze sessuali in piazza Duomo a Milano a Capodanno ad opera anche di ragazzi venuti da Torino, la guerriglia urbana che si è scatenata a Nichelino a metà gennaio, con circa 130 ragazzi fermati. Infine il 7 febbraio le due pattuglie della polizia circondate e prese a calci nel quartiere Barriera. Tutti episodi che hanno un minimo comune denominatore: a provocarli ragazzi giovanissimi e di origine straniera. Cosa sta succedendo a Torino? Lo abbiamo chiesto ai torinesi che fanno la spesa a Porta Palazzo, al sindaco Stefano Lo Russo, a due giovani attivisti di seconda generazione, Ayoub e Zakaria, e a un insegnante, Vincenzo Abbantuono, che ogni giorno si confronta con questi ragazzi.
    12 min

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