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Il 13 aprile del 1986 Papa Giovanni Paolo II entrava alla Sinagoga di Roma dopo duemila anni di incomprensioni tra ebrei e cattolici nella capitale. Il papa fu accolto dall'allora rabbino capo Elio Toaff. Il punto su quello che è stata la storia degli ebrei di Roma e quello che sono oggi i rapporti tra le due comunità con l'allarme per l'antisemitismo dopo il 7 ottobre. A raccontarlo il rabbino capo Riccardo Di Segni e la professoressa di Storia Moderna alla Sapienza Serena Di Nepi.
Le elezioni che si tengono domenica 12 aprile in Ungheria rappresentano un punto di svolta nella storia del Paese. Dopo 16 anni di strapotere da parte dell'attuale premier Viktor Orban (Fidesz), lo sfidante Peter Magyar (Tisza) appare nei sondaggi come il candidato più accreditato per vincere le elezioni, rompendo un dominio politico cementato negli anni mediante un sistema di potere che ha progressivamente invaso i campi della giustizia, dei media e dell'economia, erodendo progressivamente lo stato di diritto nel Paese.
C'è però un primo Orban e un secondo Orban: da un lato il giovane liberale che ha brevemente governato il Paese a cavallo del millennio, dopo aver combattuto l'influenza sovietica, dall'altro l'aspirante autocrate che ha avviato una autoproclamata democrazia illiberale nazionalista e filorussa, che -con gli anni- si è progressivamente allontanata dagli standard europei.
Attraverso interviste con esperti e analisti, ricostruiamo in questo Euroreportage il sistema di potere orbaniano, e analizziamo le possibili ripercussioni di queste elezioni ungheresi sull'UE, dove le posizioni di Orban hanno creato stalli a ripetizione su dossier critici, come quello della guerra in Ucraina.
Nel dicembre 2014, le persone senza dimora in Italia erano più di 50mila. Nel 2022 i senzatetto sono diventati il doppio, quasi 100mila. I dati sono frutto di rilevazioni fatte dall'istat su città campione. Per avere il dato aggiornato bisognerà aspettare la pubblicazione del nuovo censimento istat sui senza fissa dimora. Intanto per capire cosa è cambiato in questi anni, siamo andati a sentire a Napoli, Roma e Milano le associazioni e gli enti impegnati a dare sostegno a chi vivere per strada.
Nel cuore del Limburgo belga, tra le mura del castello di Alden Biesen, lo scorso 12 febbraio, i leader europei si sono ritrovati con una consapevolezza sempre più difficile da ignorare: l'Europa è sempre meno indipendente e sempre più vulnerabile. Tra il rilancio dell’unione dei mercati dei capitali e il dibattito sull’accordo tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur, Bruxelles si trova a dover cambiare per poter sopravvivere.
Ospiti: Maria Grapini, europarlamentare, già Ministra della Romania, Vicepresidente della Commissione parlamentare europea del mercato interno e protezione del consumatore; Carlos Costa, ex governatore della Banca del Portogallo.
Il 24 marzo 1976 gli Golpe di Stato del 24 marzo 1976 gli argentini presero atto che il Paese si trovava sotto il controllo delle forze armate, che il Congresso era chiuso e che gli abitanti dovevano osservare il rigoroso rispetto delle disposizioni delle forze militari e di sicurezza. Quello che in quel momento non si sapeva era che nei successivi sette anni e otto mesi si sarebbe instaurato un piano sistematico di sterminio, con migliaia di persone scomparse: i "desaparecidos". Martedí 24 marzo c'è stata la grande manifestazione per la Giornata Nazionale della Memoria per la Verità e la Giustizia. Andiamo insieme in questa lunga marcia al centro emotivo di questo Paese, attraverso i suoni del presente e i vivi ricordi del passato, perché in Argentina, cinquant'anni non sono niente.
Il call-sign è il nome che si assegna un soldato in guerra. È indispensabile per assicurare chiarezza nelle comunicazioni radio: Gothmog, in questo caso, è un call-sign pescato nella saga del Signore degli Anelli. Nel mondo reale - invece - chi lo ha scelto è un volontario italiano, un 34enne fiorentino, che da tempo combatte nelle fila dell'esercito ucraino. Il suo compito è aiutare in prima linea - al "punto Zero" come dicono loro - chi è stato ferito e deve essere portato via al più presto. L'ho incontrato per la prima volta in un ospedale militare nelle retrovie, un grande edificio dove si curano i feriti del fronte orientale. Da lui ci arriva uno spaccato di una guerra che si combatte da oltre 4 anni, e che ha trasformato il modo stesso di combattere.
Un gruppo whatsapp con studenti italiani e libanesi. Musica e chiacchiere che allo scoppiare della guerra nelle ultime settimane sono diventati poi frastuoni di bombe e ronzio di droni. Un progetto ha messo in contatto una scuola multireligiosa del sud del Libano con tre scuole lombarde. Gli studenti dei due Paesi avrebbero dovuto incontrarsi a Milano, in occasione di Fa la cosa giusta, ma la guerra lo ha impedito. La direttrice, suor Maya, ci spiega cosa significa fare scuola con la guerra: tutti i giorni vengono assegnati i compiti ai ragazzi e alle ragazze che sono dovuti scappare con le loro famiglie e ora sono sparsi per il Libano. "Vogliamo comunque diplomarci e andare a studiare all'estero", raccontano i giovani libanesi. "Quando li hanno bombardati ce ne hanno parlato con il sorriso, come fosse normale, ma dai noi in Europa non è normale", si stupisce una studentessa lombarda.
Fiori, foglie colorate, piante aromatiche, rampicanti, rose.
Diamo la parola ai fiori in questo appuntamento di primavera perché se non possiamo metterli nei cannoni possiamo almeno riempirci i balconi, i davanzali, i terrazzi trasformando, con uno sforzo comune, la città in un giardino urbano.
Grazie a consigli d'autore, raccolti alla manifestazione Fai "Soffio di Primavera", potremo associare piante nello stesso vaso creando piccoli giardini o piccoli orti domestici, schermare la vista da palazzi troppo vicini con rampicanti o regalarci una rosa sul balcone.
Ospiti
Roberta Marchesi del vivaio brianzolo "Il peccato vegetale"
Monica Ratto del Vivaio "Ratto" di Albenga
Fabio Giani del Vivaio torinese "Giani"
Saskia Pellion di Persano del vivaio "Anna Peyron" di Castagneto Po, Torino.
S'era acceso simbolicamente in quella sera del 24 giugno 2019 il fuoco olimpico e paralimpico di Milano Cortina 2026, quando a Losanna il Cio assegnò i Giochi e le Paralimpiadi alla candidatura italiana; quel fuoco si spegne oggi, ed è allora giusto chiedersi se siamo stati, e soprattutto se saremo capaci di tener fede all'impegno che quella luce rappresenta, così ben sintetizzato dalle parole del presidente della repubblica Sergio Mattarella. E la strada da seguire ce la indicano proprio atlete e atleti delle Paralimpiadi, che abbiamo imparato a conoscere, coi i loro risultati e le loro storie, che rappresentano il primo bene prezioso da non disperdere. Dario Ricci riparte dalle vie e le piste di Cortina olimpica e paralimpica per immaginare l'eredità di questa esperienza a cinque cerchi e tre agitos.
Dopo anni di eserciti professionali e di sospensione della leva in molti Paesi, le tensioni internazionali e la guerra in Ucraina hanno riaperto la discussione sulla difesa e sulla preparazione dei cittadini. Dove è ancora in vigore la leva? Quali Paesi stanno pensando di reintrodurla e quali modelli di servizio stanno emergendo oggi?
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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