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È trascorso un anno dall’elezione di Papa Leone, primo papa americano, agostiniano, una lunga presenza da missionario in Perù ma anche una esperienza di curia alle spalle. Robert Prevost ha voluto festeggiare l’anniversario a Pompei perché l’otto maggio, la data della sua elezione, a Pompei, aveva lui stesso ricordato nel primo discorso, si recita la Supplica alla Regina del Rosario. Gli infiniti appelli per la pace, il lavoro per l’unità della Chiesa, gli attacchi di Trump, questo e non solo nel primo anno del pontificato di Leone quattordicesimo.
L'Eurovision Song Contest nasce nel 1956 con lo spirito nobile di creare una cultura europea nella televisione - e con lo scopo pratico di sperimentare le prime tecniche di Eurovisione. Ispirato al Festival di Sanremo, da subito, però, si intreccia con la geopolitica europea: dalle ferite del Dopoguerra, alle dittature di Spagna e Portogallo, alle conseguenze della caduta del blocco sovietico, fino ad arrivare, in queste ultime edizioni, alle proteste per la presenza di Israele. Direttamente da Vienna, dove si svolge la 70ª edizione, incontriamo gli storici della manifestazione, che ci raccontano il cammino complesso e affascinante del concorso.
Con noi Emanuele Lombardini, cofondatore di Eurofestivalnews, autore tra l'altro di Unite Unite Europe (Arcana) e Dean Vuletic, "Professor Song Contest", storico dell'Europa contemporanea. Tra le sue pubblicazioni, in Italia è stata edita Eurovision Song Contest (Minimum Fax).
Ormai le utilizziamo tutti i giorni, per orientarci nel traffico cittadino, per raggiungere la vetta durante un’escursione nel fine settimana, per comprendere meglio un grafico o capire in quale parte del mondo sia esploso l’ennesimo conflitto. Le mappe rispondono a uno dei bisogni più essenziali dell'uomo, ovvero quello di dare un ordine e una struttura allo spazio che ci circonda. Considerate una delle forme di comunicazione non verbale più antiche inventate dall’uomo, le mappe non servono però solo per orientarsi. In questo viaggio oltre il confine della geografia scopriremo come una linea tracciata su una carta sia uno strumento di conoscenza ma anche e soprattutto un dispositivo di potere. Se la mappa non è il territorio, la maniera in cui rappresenta la realtà contribuisce a plasmare la realtà stessa riportando ambizioni, desideri, ideologie e pregiudizi del cartografo.
30 marzo 2026. Il Consiglio dell’Unione Europea ha lanciato ufficialmente la EU Talent Pool, la nuova piattaforma digitale che metterà in contatto persone in cerca di lavoro provenienti da Paesi terzi con i datori di lavoro dell'Unione. È la risposta al grido d'allarme del Rapporto Draghi: senza produttività, il nostro modello sociale decade. Ma il problema è che la produttività ha bisogno di braccia e cervelli che l'Europa non produce - quasi - più. In questo reportage parliamo di competitività europea e immigrazione e di come l’una possa essere importante per l’altra.
Vent'anni. Nati e cresciuti a Milano. Un'infanzia difficile. La percezione di sentirsi diversi dagli altri e la rabbia che sale. Poi le comunità per minorenni, le fughe. La vita per strada, i reati e infine il carcere. Brayan e Savino hanno due storie molto simili, ora dividono l'appartamento in una comunità, dove stanno scontando la loro pena. "Perché devo pagare per colpe che non sono mie? - si chiedono entrambi - Perché lo stato non fa niente per togliere i minori dalla strada?". Ora, dopo tutto quello che hanno vissuto, vogliono solo "cose belle”.
La transizione ecologica europea non è più solo una questione ambientale. È diventata, sempre di più, una questione industriale, economica e geopolitica.
L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni e arrivare alla neutralità climatica. Ma la strada per arrivarci si intreccia con un’altra priorità altrettanto urgente: restare competitivi in un’economia globale dove le regole non sono le stesse per tutti. Competitività e sostenibilità è considerato da molti un binomio impossibile. Ma è veramente così?
Da linea tranviaria rapida incompiuta, pensata per i mondiali Italia ’90 a metropolitana leggera che rivede la concezione del collegamento tra parti della città rafforzando il concetto di metropolitana dell’arte, integrando gli spazi delle stazioni in luoghi che vengono riqualificati e raccontati per la loro storia attraverso la creatività di architetti e artisti contemporanei. Questo ha reso la linea 6 di Napoli un museo pubblico diffuso, una delle metropolitane più belle del mondo che attrae non solo utenti ma tanti turisti, con una storia lunga e in parte ancora da scrivere, legata a doppio filo alla spesa di fondi europei. L’attuale percorso, che si snoda dalla centrale piazza Municipio a Fuorigrotta, quartiere Ovest della città, con otto stazioni, è un’opera innovativa in fase di espansione, che proseguirà il viaggio verso Bagnoli e la collina di Posillipo. Ha già ottenuto risorse pubbliche per oltre un miliardo di euro. In gran parte si tratta di fondi Fesr Campania e Fondo di sviluppo e coesione, destinati alla regione e a Napoli con diverse programmazioni. L’obiettivo, guardando ancora verso ovest, è raggiungere Nisida. Delle tappe che hanno portato all’esistente e di quelle future abbiamo parlato con l’assessore alla mobilità e alle infrastrutture del comune di Napoli, tra gli ingegneri più esperti del settore, Edoardo Cosenza. Mentre ci racconta le stazioni dell’arte della Linea 6 Maria Corbi, storica dell’arte responsabile dei beni artistici di ANM, Azienda napoletana mobilità.
Con le immagini del blitz statunitense ancora vive nella mente, per i venezuelani è ora di fare i conti con il post Maduro, a 100 giorni dalla cattura dell'ex presidente venezuelano. Il Governo chavista continua ad avere le chiavi del potere a Caracas, ma, di fatto, col disco verde di Washington, che ne ha permesso la continuità a cambio dell'apertura del settore petrolifero e minerario. Sullo sfondo rimane la voglia di elezioni del popolo venezuelano, che si mischia con la figura di Maria Corina Machado, leader dell'opposizione e in perenne campagna elettorale.
A tre anni dall'avvio del progetto Cervelli ribelli at work, la Fondazione Cervelli ribelli e Asstel presentano i primi frutti dell'iniziativa, in termini di contratti di assunzione e stage di ragazzi neurodivergenti con competenze Stem nel settore della Cybersecurity. L'obiettivo è stato centrato: accogliere e integrare il talento di giovani nello spettro autistico creando un protocollo replicabile che permetta a qualsiasi impresa di aprirsi a un bacino di competenze ancora sottoutilizzato. Le prime aziende coinvolte raccontano la gioia di un successo faticoso, tra inclusione e ritorno economico.
Annunciate come elezioni potenzialmente storiche, le consultazioni elettorali ungheresi di metà aprile hanno tenuto fede alle aspettative: il partito di opposizione Tisza del candidato unico dell'opposizione Peter Magyar ha ottenuto la fiducia della popolazione, conquistando una supermaggioranza parlamentare che non solo gli consentirà di governare i prossimi quattro anni a Budapest, ma di farlo smontando pezzo a pezzo i cardini della cosiddetta "democrazia illiberale" impiantata nel Paese nel corso di sedici lunghi anni di potere di Viktor Orban.
In questo Euroreportage da Budapest Sergio Nava ci racconta la notte del 12 aprile, che ha cambiato il corso della storia ungherese, i festeggiamenti per le strade, la gioia di una popolazione -per lo più giovane- che ha sperimentato nel suo piccolo l’ebbrezza di una “rivoluzione democratica”.
Insieme ad analisti e attori della società civile ungherese analizziamo cosa hanno rappresentato per il Paese i 16 anni di potere di Orban, e guardiamo al futuro, sia in merito alle sfide che attendono il premier in pectore Magyar sul fronte interno, sia soprattutto sul fronte dei rapporti con l'Unione Europea e con gli altri 27 Paesi membri.
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta…

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