Dall’armadio degli scheletri del Partito comunista cinese è uscito in modo misterioso il filmato del processo subito dal generale che rifiutò di condurre i suoi soldati in Piazza Tienanmen, nella notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 per schiacciare la protesta degli studenti. Quell’ufficiale si chiamava Xu Qinxian, aveva 54 anni e comandava il 38° Corpo d’armata, unità prestigiosa alla quale il Politburo aveva ordinato di entrare a Pechino con i suoi 15 mila uomini e 400 tank per mettere fine alla sfida dei manifestanti. (…) L’imputato risponde: «Quando mi fu comunicato l’ordine, spiegai al commissario politico che in caso di scontro con la folla non sarebbe stato possibile distinguere tra buoni e cattivi. Osservai che un comandante che avesse portato le truppe a Tienanmen sarebbe potuto diventare un eroe forse, ma che se la situazione fosse stata gestita male, quel comandante sarebbe diventato un peccatore e un criminale davanti alla storia» (da “Il generale Xu, che disobbedì su Tienanmen” di Guido Santevecchi). Prendendo spunto da questa vicenda riportata dal Corriere della Sera di oggi, Claudio Coppini e Roberto Vacca riflettono con il pastore avventista Michele Abiusi su vari temi, quale il coraggio, l’integrità, la coscienza, le conseguenze a volte penose. In conclusione, un riflerimento al Natale, con il sì di Dio all’umanità, ma anche i numerosi no dell’essere umano.
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