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Cerchiamo continuamente di completarci, nelle relazioni tramite la ricerca dell'anima gemella, o nella spiritualità cercando l'illuminazione, salvo poi scontrarci con continui fallimenti, che ci portano a provare di nuovo e di nuovo. Ma la sensazione di incompletezza che ci spinge a cercare è reale? Pier Giorgio ci spiega come la ricerca stessa può essere l'ostacolo.
Il rapporto con il proprio se profondo è alla radice di tutti i nostri rapporti, sia con le persone, che con le cose. Pier Giorgio ci spiega l’importanza di nutrire il nostro rapporto con esso, in altre parole, l’importanza di nutrire il rapporto con il Divino in noi. Può la presenza di Dio nella nostra vita risolvere ogni problema? Che rapporto hai con il Divino che è in te?
Per secoli la pratica spirituale è stata intesa come un modo per ottenere qualcosa, che sia denaro, una guarigione, il benvolere di Dio, o anche semplicemente l'illuminazione. E' spirituale questo, o tiene lo spirito lontano? Pier Giorgio ci parla invece di trovare Qualcosa che non chiede niente in cambio, né di fare uno sforzo, Qualcosa che ti accoglie come sei.
In noi esistono due nature: quella umana e animale che ci porta ad autoconservarci, l’altra più sottile e divina ci richiama verso la trascendenza.
La natura umana è consolidata in noi da millenni, quella divina ha bisogno di essere sostenuta e aiutata per manifestarsi attraverso quella umana. Pier Giorgio, usandoil mito di Ercole e delle sue fatiche, mostra il percorso che porta, attraverso una vita di impegno, a far brillare l’una attraverso la raffinazione dell’altra.
Affrontando il tema della sofferenza fisica e della malattia, Pier Giorgio invita a spostare l’attenzione dalla guarigione fisica a un altra tipo di guarigione che si basa sull’intuire chi siamo veramente. Una delle opportunità più importanti della nostra vita potrebbe risiedere proprio nell’accettare serenamente la morte?
Partendo da alcune affermazioni del grande Stephen Hawking, possiamo osservare da vicino la tendenza a negare la trascendenza sulla base della conoscenza scientifica e della ragione che ne è strumento? ... ma le due sono davvero in opposizione? Collegandosi agli insegnamenti del Buddha Pier Giorgio ci porta a fare luce su questa dinamica
Pier Giorgio parla di Gesù come Maestro che ci insegna a risvegliare la coscienza divina in noi. Attraverso le parole di Giordano Bruno, ci parla di come anche noi non possiamo che contenere una scintilla di Infinito.
Pier Giorgio ci conduce con leggerezza a vedere una carrellata dei ruoli più tipici che l'ego ama prendere nelle relazioni, ponendo le basi per comprendere le dinamiche del corpo di dolore
Pier Giorgio ci conduce alla realizzazione che criticare o combattere contro il passato e le cose che oggi ci appaiono vecchie e legate ad una vecchia coscienza ci rende noi stessi parte della vecchia coscienza.
Attraverso l’accettazione anche di ciò che ci sembra obsoleto o superficiale, possiamo permettere a ciò che è nuovo e vitale di farsi spazio in noi e di germogliare nel mondo.
Il discorso di Max Planck al momento di ricevere il Nobel per la Fisica introduce riflessioni sul mondo e sulla materia. Pier Giorgio lo collega con il Buddismo Tibetano per arrivare alla matrice intangibile della realtà.
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