Socrate al Caffè

Socrate al Caffè

By Socrate CaffèNewsNews Commentary
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Socrate al Caffè episodes

  • Partigiano e di parte
    L’incipit (e solo quello) dell'articolo 11 della Costituzione è tirato in ballo da chi si definisce pacifista. Ma chi non vorrebbe la pace? La colpa della mancata pace viene fin troppo spesso attribuita a Zelensky perché non si arrende all’invasore. E, non arrendendosi, lascia morire la sua gente. Ma la colpa è di chi cerca di non far cadere il suo Stato nelle mani di un dittatore o del dittatore che ha invaso quello Stato violandone la sovranità? Arrendersi non vuol dire ottenere la pace. Pace e resa sono due cose completamente diverse. Sostenere il contrario, in nome di una retorica del pacifismo che lascia il tempo che trova, vuol dire distorcere la realtà dei fatti.
    8 min
  • Bucha, dietro la notizia
    L’orrore di Bucha pone di fronte ai più antichi e mai risolti interrogativi sull’essere umano, sulla sua natura più profonda, sul bene e sul male, sull’esistenza o meno di un Dio che possa permettere simili mostruosità. Ma l’orrore di Bucha pone anche un interrogativo nuovo. Gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione permettono di assistere alle nefandezze di questa guerra quasi in tempo reale. Eppure, anziché inorridire, l’uomo, spesso in virtù di quella stessa tecnologia, nega o grida al complotto. Dov'è che il caffè si fa cicuta?
    8 min
  • Lui era leggenda
    Avrebbe potuto rivalersi in tanti modi per una battuta ritenuta offensiva. Ma ha scelto di prendere a schiaffi il comico che l'ha fatta. Eppure, non sono né lo schiaffo né le minacce urlate a Chris Rock la peggiore forma di violenza e machismo esercitata da Will Smith durante la notte degli Oscar. Ce n’è una più pericolosa perché più subdola. Quella frase “l’amore fa fare cose folli” pronunciata tra lacrime e sospiri e, per di più, applaudita qua e là quasi come fosse una attenuante.
    7 min
  • Bianca e gli Orsini
    Con la guerra in Ucraina che ha preso in tv il posto del Covid, alla carovana dei no vax e dei no green pass si è sostituita non solo quella dei “però Putin ha le sue ragioni”, ma addirittura quella dei sostenitori dichiarati del dittatore russo. Si è arrivati persino a intervistare il suo ideologo Dugin permettendogli di negare che i russi stiano facendo strage di civili inermi. Ma ha senso dare voce a chi dice cose non corrispondenti al vero? Il diritto a esprimere le proprie opinioni non è il diritto ad affermare il falso.
    7 min
  • Alla canna del gas
    Ci vorranno dai 24 ai 30 mesi, secondo il ministro Cingolani, perché l'Italia diventi indipendente dal gas russo. Un tempo lunghissimo pensando ai massacri di civili inermi che la Russia sta perpetrando in Ucraina anche grazie ai soldi che l’Occidente spende per comprare il suo gas, non toccato dalle sanzioni. Ma possibile che Vladimir Putin dovesse invadere uno Stato sovrano nel cuore dell’Europa per capire che è il caso di smarcarsi dalla Russia e, più in generale, cercare nuove fonti di approvvigionamento energetico? D'altro canto, l'Italia sa essere un Paese bizzarro, tra burocrazia e scarsa lungimiranza della sua classe politica...
    8 min
  • Ucraina donna
    La guerra in Ucraina ha dato all’8 marzo un senso nuovo. I dati che, in Italia e non solo, danno la dimensione di una parità di genere nei fatti ancora lontana sono passati per un momento in secondo piano, ridimensionati dalla prova di forza e coraggio delle donne ucraine. In contrapposizione, si staglia l'immagine delle hostess di cui Putin, come un sultano nel suo harem, si è circondato in uno dei video usati per veicolare la sua propaganda, riducendole al ruolo di bambole che pendono dalle labbra del maschio potente. Cosa raccontano quelle immagini? Dov'è che il caffè si fa cicuta?
    7 min
  • Newsputin
    Da “Basta dittatura” a “Putin non è un dittatore” è un attimo. Già, perché a veicolare la propaganda di Vladimir Putin sono, in parte, gli stessi canali Telegram da due anni ricettacolo di false notizie su Covid e vaccini. Non è una novità che le dittature traggano linfa vitale dalla propaganda. Ed è difficile, soprattutto nel pieno di un conflitto, individuare dei limiti, capire cioè dove finisce la propaganda, e la mano di chi la diffonde in maniera consapevole, e dove inizia l’incapacità di distinguere il vero dal falso, la voglia di voler a tutti costi andare controcorrente o, nel caso della guerra in Ucraina, la nostalgia per l’Urss. Quel che è certo è che a subirne gli effetti non è solo chi la diffonde, anche se in buona fede, ma popolazioni intere.
    7 min
  • Non giocare
    Con le immagini dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki ancora negli occhi, com'è possibile che un governante intraprenda una guerra minacciando “conseguenze mai viste nella storia”? Con gli armamenti a disposizione delle grandi potenze mondiali, si può davvero pensare che qualcuno possa uscire indenne e vittorioso da un conflitto armato? Ogni volta che l’uomo si appresta alla guerra ne esce sconfitto in quanto essere pensante, dotato di intelligenza e quindi di ragione. Tanto più che in ballo, in virtù delle evoluzioni tecnologiche di cui l’essere umano è capace grazie alla sua stessa intelligenza, c’è l’autodistruzione.
    7 min
  • Alla Corte del dottor Sottile
    Anche se, nel bocciare i referendum su eutanasia e cannabis, i giudici avessero cercato “il pelo nell’uovo”, la vera questione rimarrebbe un’altra: il ruolo del Parlamento. Il referendum abrogativo va ad abrogare una legge o una sua parte. Se, cancellando una norma qua e là, si cerca di introdurre principi nuovi, quel che resta della legge rischia di non stare più in piedi. La colpa del fallimento di quesiti referendari su temi tanto sentiti non va ricercata né nella Consulta né nei promotori dei referendum, pur con i limiti dimostrati da ambo le parti. Per la Corte 500.001 firme o 1 milione 200mila non cambiano ai fini della valutazione. Dovrebbero avere un senso, invece, per la politica. Perché il Parlamento non agisce? Dov'è che il caffè si fa cicuta?
    8 min
  • Bla bla bla
    La tutela dell'ambiente entra tra i principi fondamentali della Costituzione "anche nell'interesse delle future generazioni", si legge nel nuovo articolo 9. "Anche"? Il climate change è il problema più urgente da affrontare. Ma quanto è davvero sentito dalle persone? Cogliere le conseguenze disastrose del riscaldamento globale non è sempre così immediato. E agire per qualcosa che non si percepisce come determinante “qui e ora” per la propria salute e il proprio benessere è complesso. Ancora una volta è necessario un cambio di mentalità, una rivoluzione che non è opzionale e, soprattutto, non è un atto di generosità verso le future generazioni. È un dovere verso di loro.
    8 min

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Socrate al Caffè è l'appuntamento settimanale con Giovanna Di Giorgio per prendere l'attualità con filosofia. Pochi minuti per comprendere il momento attraverso quei temi che sempre ritornano. E…