Mario Draghi, Silvio Berlusconi e “una donna”: sono questi, al momento, i tre più accreditati potenziali successori di Sergio Mattarella. Perché accanto ai diversi nomi di uomini messi sul tavolo per la Presidenza della Repubblica campeggia da tempo l’espressione “una donna”. Ma chiedere genericamente, in virtù del sesso, “una donna” al Quirinale facendo così prevalere il genere sulla qualità, non toglie forza a quanto si sta chiedendo? Se una donna venisse eletta al Colle anche in quanto donna, non sentirebbe sminuiti i suoi meriti, le sue capacità, la sua storia?