Socrate al Caffè

Socrate al Caffè

By Socrate CaffèNewsNews Commentary
Download on the App Store

Socrate al Caffè episodes

  • Il popolo del "ma"
    Del popolo del “ma” è pieno il mondo. “Non sono negazionista, ma”, “non sono fascista, ma”, “non sono omofobo, ma”, “non sono razzista, ma”. “Ma” cosa? Ci sono temi che non ammettono attenuanti. È proprio rispetto a quei temi che, dopo i “non”, si intensificano i “ma”. Quel “non” è spesso la denuncia inconsapevole di un’opinione inconfessabile persino a se stessi. È l’anticamera dell’ipocrisia che un attimo dopo si rivela con il “ma”.
    7 min
  • Mannaggia Topolino!
    Quando Erodoto parlò di aristocrazia non avrebbe certo immaginato che un giorno il superlativo áristos, migliore, sarebbe stato attribuito a chi confonde Dante con Topolino o a chi non legge un libro da anni, per non parlare di chi mette in dubbio l'allunaggio. Certo, non si può giudicare una persona da uno scivolone ma, lungi dal voler emettere sentenze, ci sono affermazioni, atteggiamenti e convincimenti che non possono passare inosservati. Tanto più se danno la sensazione che sia messo da parte il merito proprio nel "governo dei migliori".
    7 min
  • Draghi e Principesse
    "Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa". I problemi legati alla questione femminile, come evidenziato da Mario Draghi parlando al Senato, sono altri: divario di genere nei tassi di occupazione, gap salariale tra genere, scarsa presenza delle donne in ruoli manageriali di rilievo. A questo si aggiunge l'escalation di femminicidi. Tutto ciò è la conseguenza di una transizione culturale mai completata: la donna è ancora percepita da troppe persone, donne incluse, come colei che è tenuta ad accudire la casa e a crescere i figli dovendo scegliere, perciò, tra famiglia e carriera.
    7 min
  • La chiamata di Levi
    Da "basta euro" a convinto sostenitore di chi per salvare l'euro ha fatto whatever it takes, Matteo Salvini ha risposto alla chiamata del messia Mario Draghi come Levi rispose a quella di Gesù. Così il M5S, che appoggiando l'ex presidente della BCE ha collezionato un altro di quei “mai” puntualmente smentiti di cui è ormai piena la sua storia. Il PD, che europeista lo è sempre stato, si ritrova, come LEU, in un governo con la Lega. Il momento è drammatico, certo. Ma è la gestione dei soldi del Recovery Fund a far gola. E il "Parigi val bene una messa" di Enrico IV torna improvvisamente attuale.
    7 min
  • Whatever it takes
    Da un lato ci sono i cittadini che, come ha ammonito il presidente Mattarella, “chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani”; dall'altro una classe politica che appare scollata dalla realtà. Benché la qualità di chi guida il Paese sia il frutto di un elettorato medio che non brilla per competenza, come spiegare a un anziano che aspetta il vaccino per riabbracciare suo figlio, a un ristoratore finito nelle mani dell’usura, a un attore che non calca il palcoscenico da un anno che prima si apre capricciosamente una crisi, poi c’è da esplorare, consultare, riesplorare, riconsultare, convincere e riconvincere un po’ di parlamentari a evitare il voto anticipato?
    8 min
  • Instabilità "di larghe intese"
    67 governi in 75 anni di storia della Repubblica Italiana. Al netto della fantasia tutta italica di appioppare un nome a ogni circostanza, dal governo "balneare" a quello della "non sfiducia", c'è un problema di credibilità e, soprattutto, di mancata continuità che i cittadini pagano in termini di lentezza, inefficacia e inefficienza dell'azione politica. Se in parte è vero che l'instabilità è frutto del sistema elettorale, tanto più che ogni premier punta a cambiarlo in base agli umori del momento, è vero soprattutto che la differenza la fanno le persone. Non esclusi gli "statisti" della Prima Repubblica...
    7 min
  • La banalità del "responsabile"
    Liliana Segre, partecipando ai lavori del Senato nel giorno del voto di fiducia al Governo, si è assunta il peso della responsabilità di cui è stata investita con la nomina a senatrice a vita. Ma quante volte la responsabilità è messa in crisi dal “particulare”? Paradossalmente, la responsabilità rischia di farsi “particulare” proprio in quella categoria scilipotiana dei cosiddetti responsabili. Un voto vale quanto l’altro, è vero. Ma di certo uno non vale uno. Dunque, non si può paragonare il “senso del dovere” che ha mosso la senatrice Segre a quel “ho sentito dentro di me che dovevo dare il voto per salvare il nostro Paese” dell'ex grillino Lello Ciampolillo...
    7 min
  • Attenti all'uccellino
    Twitter ha deciso di impedire in maniera permanente a Donald Trump di cinguettare. Si tratta o no di censura? Una risposta che metta d’accordo tutti non c’è, ma ci sono fatti non opinabili: le menzogne di Trump; il blocco degli account deciso da aziende private (seppure a "tempo indeterminato", anche Facebook e altre piattaforme hanno bloccato l'account del tycoon). Fatto, quest'ultimo, che ha messo al centro del dibattito un tema così sintetizzato da Angela Merkel: "Spetta al legislatore definire il quadro all’interno del quale la comunicazione sui social media possa aver luogo”. La domanda è: perché aspettare un attacco al cuore della democrazia americana per affrontare in maniera seria un tema così importante?
    8 min
  • Easy Rider?
    Il video che immortala l'aggressione al rider napoletano e il furto del suo scooter ha riacceso i riflettori sulla condizione dei riders. Una categoria impegnata in un lavoro stressante e spesso pericoloso, soprattutto precario e malpagato. In alcuni casi, degradante. Ma la figura del rider è solo l'emblema delle profonde contraddizioni che attraversano la società, di un'iniquità che spesso si finge di non vedere. Quante sono le finte partite IVA? Quanti i lavoratori sfruttati o malpagati? Quanti quelli che non possono permettersi il lusso di ammalarsi o di fare un figlio? Senza considerare la frustrazione che tutto ciò porta con sé, la disistima verso se stessi, la negazione del futuro.
    7 min
  • Si salvi chi può
    Milioni di persone nel mondo non si vaccineranno perché non sarà loro possibile. Non subito, almeno. E chissà quando. Non tutti gli Stati hanno le risorse economiche per acquistare il farmaco. L'iniquo accesso ai vaccini acuirà le diseguaglianze, e mentre una parte di mondo potrà tornare alla normalità in tempi brevi, un’altra dovrà aspettare. Alla faccia di chi vorrebbe ma non può, in Italia (e non solo) c’è chi già va urlando ai quattro venti che non si vaccinerà. Incluso qualche medico.
    8 min

About Socrate al Caffè

From the publisher's feed

Socrate al Caffè è l'appuntamento settimanale con Giovanna Di Giorgio per prendere l'attualità con filosofia. Pochi minuti per comprendere il momento attraverso quei temi che sempre ritornano. E…