Con Edoardo Saccone parliamo di uno dei film più avvincenti e sfortunati di William Friedkin "Sorcerer" remake del capolavoro francese del 1953 "Vite vendute" di Henri-Georges Clouzot, tratto dal romanzo di Georges Arnaud.
Il film di Friedkin racconta di quattro uomini in fuga dal proprio passato che si rifugiano in un remoto villaggio sperduto del Sud America. Quando un pozzo petrolifero esplode nella giungla, l'unica speranza per spegnere l'incendio è la nitroglicerina, un esplosivo estremamente instabile. I quattro accettano di trasportarlo su due camion fatiscenti attraverso centinaia di chilometri di giungla impraticabile, strade dissestate e ponti sospesi pericolanti sapendo che il minimo sobbalzo potrebbe essere letale.
Il film è un'opera di tensione pura dominata dal senso di fatalità e dalla lotta dell'uomo contro una natura ostile e indifferente. La celebre scena dell'attraversamento del ponte nella tempesta è rimasta nella storia del cinema per la sua potenza visiva.
Il film fu un clamoroso flop commerciale all'uscita, ma nel tempo è stato giustamente rivalutato come uno dei grandi film degli anni Settanta.
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