La direttrice del Festival dell’Aerospazio, Marilisa Pischedda, racconta come la Sardegna diventa laboratorio d’innovazione e sostenibilità. Giovani, scuole e istituzioni insieme per costruire il futuro tra scienza e sogni.
Quando la passione per la scienza incontra la visione educativa, nascono progetti capaci di cambiare il nostro modo di osservare il cielo. Questo è lo spirito che anima il Festival dell’Aerospazio 2025, diretto da Marilisa Pischedda, fondatrice del centro di educazione e tecnologie ASTEC.
L’evento non si limita a raccontare il mondo dell’innovazione: invece, lo fa vivere con esperienze pratiche, laboratori e incontri che avvicinano studenti, università e imprese al futuro dello spazio.
L’obiettivo è chiaro: portare l’aerospazio tra le persone, rendendolo accessibile e affascinante. Pischedda spiega: “Il festival nasce per costruire un ponte tra formazione, ricerca e industria. Offre occasioni concrete per conoscere le opportunità di un settore ancora poco conosciuto, ma che offre prospettive reali di crescita professionale e personale”.
L’aerospazio come strumento educativo
L’iniziativa ha già registrato numeri da record. I laboratori sono sold out e le scuole partecipanti provengono da tutta la Sardegna, da Olbia a Cagliari, fino a Oristano e Nuoro. L’entusiasmo cresce tra studenti e docenti.
I laboratori didattici coinvolgono esperti di ASTEC, ma anche l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Osservatorio Astronomico di Cagliari, Esero Italia e la Città della Scienza di Napoli. Inoltre, l’Aeronautica Militare proporrà attività pratiche per far scoprire il lato umano e tecnico del volo.
“Non lezioni frontali, ma esperienze da toccare con mano”, sottolinea Pischedda. Il metodo di apprendimento attivo trasforma la curiosità in conoscenza e la conoscenza in vocazione. Così, i giovani partecipanti possono sviluppare interesse concreto per le carriere scientifiche.
Uno spazio in blu: sostenibilità e innovazione
Il tema del 2025, “Uno spazio in blu”, lega aerospazio e sostenibilità. Apparentemente distanti, questi due mondi si incontrano attraverso il Concorso Spazio e Sostenibilità, rivolto a studenti e dottorandi di tutta Italia.
Il concorso premia progetti che mostrano come le tecnologie aerospaziali possano migliorare la vita sulla Terra. Le tre proposte vincitrici saranno celebrate durante la cerimonia di premiazione, prevista per venerdì mattina. In questo modo, il festival unisce ricerca e responsabilità ambientale.
Verso un festival internazionale
Guardando al futuro, Marilisa Pischedda sogna un evento sempre più internazionale. L’obiettivo è coinvolgere partner come l’Agenzia Spaziale Europea e diventare un punto di riferimento per la ricerca aerospaziale nel Mediterraneo.
“Vogliamo costruire un network stabile che unisca giovani, istituzioni e imprese, creando progetti con radici in Sardegna ma con lo sguardo rivolto al mondo”, afferma Pischedda.
Passo dopo passo, il Festival dell’Aerospazio dimostra che per volare in alto servono le ali della tecnologia, ma anche il cuore, la curiosità e il coraggio di guardare sempre più in alto.