Verba Manent

Verba Manent

By Enrico M. Di PalmaSociety & CultureArtsBooksHistory
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Verba Manent episodes

  • Cosa dobbiamo farcene dei MONUMENTI?
    Dalle statue colonialiste di Colombo alla sessualizzazione della Spigolatrice di Sapri, dai residui architettonici del regime fascista alla contestata celebrazione di Indro Montanelli: mai come in questi anni i monumenti sono sotto i riflettori dell'opinione pubblica, discussi, imbrattati, difesi, esaltati.
    Come mai di punto in bianco abbiamo dato tutta questa importanza ai monumenti? Perché sono diventati di colpo centrali nelle nostre riflessioni politiche? E soprattutto: chi ha ragione?!
    In questa puntata esploriamo abbondantemente il tema, con l'aiuto di un medievista del secolo scorso, di un buon dizionario etimologico e... di un futuro podcaster adolescente!
    28 min
  • Come scampare all'APOCALISSE (e anzi, goderne!)
    C'è quella canzone dei R.E.M., "It's the end of the world as we know it", che mi ha sempre fatto brillare gli occhi per due frasi: "and I feel fine" e "I had some time alone", vale a dire "sto bene" e "ho passato un po' di tempo da solo". Davanti alla fine del mondo, mi stupiva che si potesse stare bene, che fosse anzi l'occasione per riflettere, per prendersi tempo. Perché sì, l'apocalisse - di qualsiasi tipo - non arriva così, a caso, per sconvolgere il mondo e andarsene via; ci lascia sempre qualcosa, una visione, una riflessione, un'eredità. E questo, sorpresa sorpresa, ce lo dice già l'etimologia della parola, che si ricollega ai più radicati miti greci e alle riflessioni sulle "ultime cose" di matrice cristiana...
    Che sia la crisi climatica, il down dei social, la cavalcata dei quattro dell'apocalisse, un meteorite, una pandemia, un'invasione zombie, la domanda resta la stessa: voi cosa siete disposti a imparare dalla vostra apocalisse?
    19 min
  • Evasione, consumo e… INTRATTENIMENTO
    Un fantasma si aggira per l’Europa, anzi, per il mondo. È fatto di pubblicità, soap opere, reality, romanzi d’appendice e post sui social. È pericoloso, annienta le nostre capacità di approfondire, il nostro arricchimento spirituale, la nostra crescita culturale. È l’intrattenimento, che si incarna – reato di lesa maestà – addirittura in un’industria, fatta di prodotti che si consumano. E questo intrattenimento minaccia la Cultura (quella con la C maiuscola, dei musei, dei libri stampati e della scuola), ci rende stupidi e ignoranti… O forse no? Non è che confondiamo il piano dell’efficacia comunicativa con quello del contenuto? Non ci saremo per caso convinti che le capacità di osservare e valutare il mondo si possano allenare solo su oggetti “degni” di questa attenzione? Non ci saremo fatti schiacciare da un’idea un po’ troppo “puritana” della fatica, applicandola persino ai prodotti culturali che incontriamo ogni giorno nelle nostre vite…?
    16 min
  • Cosa dobbiamo farcene delle PAROLE?
    "Le parole sono importanti": un mantra che, a fasi alterne, inonda le nostre chiacchiere e i dibattiti pubblici. Che ci sia qualcosa di prezioso dentro i termini che usiamo sembra quasi ovvio, eppure ogni tanto ci ritroviamo dal lato opposto della barricata a dichiarare, come Mina, che in fondo si tratta di "parole, soltanto parole"...
    Forse, più che scegliere per partito preso una posizione, dovremmo porci un'altra domanda: non che valore intrinseco abbiano le parole, ma cosa vogliamo farcene noi. Qui a Verba Manent la strada è tracciata: esploriamo la storia e le origini dei termini della lingua di tutti i giorni per vedere se hanno qualcosa da dirci su di noi e sul mondo che ci circonda... Figo no?!
    20 min
  • "I'm in love with my...": La storia della parola COMPUTER
    Quando si parla di termini straniere e di strategie calate "dall'alto" per arginare un'ipotetica "invasione", il primo esempio che salta fuori è quasi sempre "computer": perché invece non chiamarlo "ordinatore", come fanno i francesi, o "calcolatore o ancora "elaboratore"...? In questa puntata proviamo a ribaltare la faccenda, domandandoci un'altra cosa: da dove proviene la parola "computer"? Cosaci racconta la sua storia? E quali significati si porta dietro? Preparatevi a un viaggio fra agricoltura, tribunali, filosofia e parlamenti!
    16 min
  • Gioco, crimine o inganno?: La storia della parola ILLUSIONE
    Quando diciamo "illusione" pensiamo quasi sempre a una di queste tre cose: un abbaglio visivo, un gioco di prestigio o una speranza mal riposta. Alla radice di tutto, c'è una parolina che tutti voi conoscente, ma che magari non collegate immediatamente al nostro termine di copertina: il concetto a cui è legata ha fatto divertire bambini di ogni età, impazzire filosofi e linguisti e... fatto addirittura perdere i soldi o la vita a qualcuno. Curiosi? Non vi resta che schiacciare play!
    18 min
  • "Le mani in tasca e...": La storia della parola CANTO
    Si tratta della parola chiave dell'epica, quella che dà il via a tutto quanto; presto diventa un termine tecnico della poesia, con varie sfumature più o meno rigorose; infine, entra nella splendida famiglia di Sanremo e del Festivalbar. Ma ha anche un'altra faccia, legata ai riti, alla religione, alla magia: stiamo palando di "canto", un termine che dietro la sua quotidianità nasconde una storia straordinaria, a partire dall'etimologia piuttosto oscura... Pronti a mettervi in viaggio?!
    21 min
  • "Vieni qui Papà Castoro!": la storia della parola NARRAZIONE
    Io non vi capisco eh quando fate gli snob. Lo so che già solo a sentire la parola “storytelling” vi viene l’orticaria… Fra anglofobia e terrore delle mode, in realtà, posso farmi un’idea del motivo per cui facciate tanto i difficili, così ho deciso di venirvi incontro. La traduciamo? “Narrazione”! Ma cos’è, in fondo in fondo? Che vuol dire? Da dove arriva? Quali sfumature si porta dietro? Conoscerne la storia più aiutarci in qualche modo a penetrare i segreti di questo strano e potente meccanismo? Ok, adesso non esageriamo, facciamo che ascoltate la puntata e poi mi dite se almeno vi ha divertito: per me sarebbe già uno splendido successo!
    18 min
  • Fenomenologia del "Pacco da giù": la storia della parola SPEDIZIONE
    La "spedizione" è quella militare, ma è anche quella postale. C'entra con i primi ministri ma anche con una specifica regione italiana. Ha parenti strani come i pezzi degli scacchi e gli schiavi romani. La trovi "dalla parte opposta del mondo" e nella tua bicicletta. In che senso, mi chiedi? Ascolta la puntata e preparati a incontrare un groviglio di parentele straordinarie, che forse non ti faranno penetrare quel mistero della fede noto come "Pacco da giù", ma di certo ti permetteranno di scoprire un sacco di cose interessanti...
    17 min
  • Insidiose possessioni e presidenti dissidenti: La storia della parola SEDERE
    Non è proprio una parolaccia, ma fa comunque parte di quei termini che ci fanno drizzare le antenne quando li incontriamo in contesti formali: si tratta di "sedere", che poi è un sinonimo del più carnale "culo", dello scanzonato "chiappe", dell'ipocrita "lato B", del tecnico "natiche"... Insomma, quando si ha a che fare con il concetto di "tabu linguistico", le varianti si sprecano. Ma quali sono le origini di questa parola? E soprattutto, non è che sotto sotto è imparentata con termini alti, nobili, aulici (che non saranno più tali, una volta svelato l'arcano)?
    13 min

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Cosa dicono di noi le parole che pronunciamo, i libri che leggiamo, quello che guardiamo in tv? Viaggia con me alla scoperta dell'umanità in ogni sua forma.

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