O1 – Da Venezia al Cataio, Cina settentrionale Ottomila chilometri e tre anni e mezzo di spostamenti. Raggiunsi il Cataio, Cina settentrionale, con mio padre e mio zio. Mi colpì lo sviluppo dell'impero mongolo progredito e prospero. Per l'imperatrice madre custodivamo l'olio della lampada che arde nel Santo Sepolcro a Gerusalemme. Prime tappe: il porto di San Giovanni d'Acri, Laiazzo (oggi Yumurtalɪk in Turchia) e Tabriz in Persia (attuale Iran).
O2 – Tabriz, incrocio di mondi Tabriz era un incrocio di mondi e religioni, carovane e mercanti, lingue e amicizie. Mentre commerciavano spezie, sete, gemme, cotone, tappeti, i migliori della terra, io annotavo tutto come un puntuale geografo: confini, rotte, città, stelle, fedi religiose. Appresi il cinese, il turco, l'arabo, il persiano, parlavo latino e veneziano, talvolta utilizzavo il linguaggio universale dei gesti.
O3 – La Via della Seta Avanti verso Oriente lungo la Via della Seta. Attraversai le montagne del Pamir, il deserto di Gobi, raggiunsi Khanbalik (odierna Pechino). Sopportai la fame, la sete, il caldo, il freddo. Sentivo bramire i cammelli, nitrire i cavalli, soffiare il vento del deserto. Tutto era novità, avventura e protezione. Stringevo infatti il passaporto imperiale inciso su una lastra d'oro, dono di Kubilai.
O4 – 17 anni con Kubilai Kan L'incontro con Kubilai che governava con saggezza mi ripagò di tanti sacrifici. Faceva convivere popoli diversi e si interessava della cultura occidentale. Mi affidò speciali missioni diplomatiche. Rimasi alla sua corte ben diciassette anni. Nel 1292 Kubilai, a malincuore, mi lasciò partire. Viaggiai per mare, l'Indonesia, lo Sri Lanka, l'India, Costantinopoli, poi di nuovo nella mia Venezia.