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“Make America Great Again” è il motto di Donald Trump, e quel “great” non ha solo un significato metaforico, ma anche letterale: il nuovo presidente vuole far diventare gli Stati Uniti più grandi in termini di territorio. E per farlo, vuole comprare la Groenlandia. Dietro questa ambizione espansionistica c’è però anche una strategia economica: la Groenlandia è piena di minerali necessari per la tecnologia. Minerali che per ora sono ricoperti dal ghiaccio ma che il riscaldamento globale potrebbe far emergere. In questo episodio Mario Calabresi e Marco Bardazzi ricostruiscono tutti i tentativi espansionistici degli Stati Uniti nella storia e il ricercatore del CNR Renato Colucci spiega perché la Groenlandia è così appetibile.
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Trump è entrato alla Casa Bianca come un ciclone che stravolge tutto, esattamente come aveva promesso di fare: sia nel discorso di insediamento sia in quello tenuto a Davos, il neo presidente ha voluto subito mettere in chiaro una cosa: “Da adesso in poi cambia tutto”. Cambia l’approccio alla sostenibilità e alla crisi climatica, cambiano i rapporti con gli altri Stati in tema di sanità, cambiano le regole sullo smart working. Cambiano persino alcuni nomi: il Golfo del Messico diventerà Golfo d’America, il monte Denali diventa monte McKinley. In questa puntata Mario Calabresi e Marco Bardazzi raccontano le piccole e grandi rivoluzioni annunciate da Trump nella sua prima settimana da presidente.
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Se Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti, la colpa è della sitcom “Friends”: la serie tv di successo stava per finire, e il produttore televisivo Mark Burnett stava cercando una alternativa da mandare in onda. Aveva già prodotto il reality “Survivor” ambientato su un’isola deserta, e gli venne in mente di replicare quel format nella “giungla” di Manhattan. I concorrenti erano aspiranti manager che cercavano di farsi assumere da un imprenditore miliardario. E quel miliardario era Donald Trump che accettò la proposta perché miliardario in realtà non lo era affatto, e proprio in quel periodo aveva un debito di 300 milioni di dollari. Ma quando, dopo 15 stagioni, il programma inizia ad andare male, per distogliere l’attenzione mediatica dal fallimento di “The Apprentice”, Trump annuncia quasi per gioco: “Mi candido alla Casa Bianca”. In questa puntata raccontiamo la storia di Donald Trump, delle sue dichiarazioni dei redditi sempre in rosso, delle sue bugie, delle sue intuizioni e di quello che farà adesso che, per la seconda volta, sta per tornare alla Casa Bianca come presidente.
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Ascolta In Fuga qui: la storia dei 30 anni di latitanza di Matteo Messina Denaro e dei 40 giorni che hanno portato alla sua cattura.
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Donald Trump ha vinto le elezioni con un mandato molto chiaro: rovesciare l'esistente. E per questo la sua sarà un'amministrazione di rottura. E nel modo in cui sta costruendo la sua squadra, come vi raccontiamo in questa puntata, si vede che intende mantenere la radicalità delle promesse su molti temi: immigrazione, dazi, fronti di guerra, energia, ambiente e pubblica amministrazione. Ma la sua squadra ha alcuni volti difficili da digerire anche per il partito repubblicano e così il discusso candidato al Ministero della Giustizia ha già dovuto fare un passo indietro e ritirarsi.
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L’America è diventata rossa, il colore dei repubblicani ma soprattutto il colore di Donald Trump.
Lo spostamento di voti dal mondo democratico che si è registrato il 5 novembre 2024 è uniforme geograficamente e socialmente. In ogni stato e in ogni gruppo sociale Il mondo tradizionale democratico è franato: si sono spostati i giovani, le donne, gli ispanici e gli afroamericani. In ogni angolo degli Stati Uniti Donald Trump è stato identificato come la soluzione ai problemi. Come il cambiamento necessario. E lui nel discorso della vittoria ha promesso di aggiustare l’America e riportarla all’età dell’oro. In questo episodio speciale, registrato alle Gallerie d’Italia - Torino, Mario Calabresi e Marco Bardazzi analizzano la vittoria di Trump e ragionano sul futuro del sistema politico americano.
Fonti: Il discorso integrale di Donald Trump, pubblicato sul sito di RaiNews24 il 6 novembre 2024
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Nella conta dei voti, che non è ancora finita e che non ha ancora un vincitore ufficiale, c'è un dato sicuro: Donald Trump è davanti in tutti gli Stati chiave e, salvo un miracolo per Kamala Harris nella notte americana, sembra destinato a diventare il 47esimo presidente degli Stati Uniti. La sua promessa di fermare gli immigrati e l’inflazione sembra aver convinto la maggioranza degli americani e ha permesso al partito repubblicano di conquistare la maggioranza al Senato, con buone possibilità di controllare l’intero Congresso.
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Tutto quello che dovete sapere per arrivare preparati alla nottata elettorale americana: perché si vota sempre il martedì dopo il primo lunedì di novembre? Perché il sistema elettorale americano funziona così da sempre? È possibile un pareggio tra i due candidati? E nel caso chi vincerebbe?
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Martedì 5 novembre dalle 19:30 saremo in diretta streaming gratuita su membership.willmedia.it per commentare insieme le elezioni USA, con gli host dei podcast di attualità e politica estera di Will e Chora: clicca qui per registrarti
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A dieci giorni dal voto, i sondaggi fotografano una situazione di assoluta parità tra Donald Trump e Kamala Harris. Eppure, negli Stati Uniti serpeggia la sensazione che il candidato repubblicano sia favorito. Sarà davvero lui il vincitore? E che America sarà la sua? Mario Calabresi e Marco Bardazzi fanno il punto sulla campagna elettorale che sta per concludersi e che potrebbe (o meno) riservare ancora quella che storicamente nelle elezioni americane viene chiamata “la sorpresa d’ottobre”.
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Ѐ questo l’identikit dell’elettore che potrebbe far perdere le elezioni a Kamala Harris. A dirlo non sono stati i sondaggi ma Barack Obama, secondo cui l’America è ancora troppo maschilista per una presidente donna. Ma è davvero così? E quali sono le mosse che i due candidati alla Casa Bianca metteranno in atto nelle prossime due settimane che mancano alle elezioni? Ne parlano in questo episodio Mario Calabresi e Marco Bardazzi.
Fonti: video “Barack Obama urges black men to mobilise behind Kamala Harris | BBC News” pubblicato sul canale Youtube BBC News l’11 ottobre 2024
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