Bitcoin Train Podcast

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By Federico RiviBusinessTechnologyInvesting
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Bitcoin Train Podcast episodes

  • Podcast - Fermata #89 - Bitcoin Training: il routing su Lightning Network

    Nella fermata #27 abbiamo affrontato le basi del Lightning Network, il protocollo tecnologico costruito sopra a Bitcoin che consente pagamenti istantanei. Lightning è ciò che permette alla scoperta di Satoshi Nakamoto di scalare a livello globale come tecnologia di pagamento. La quantità di transazioni eseguibili è ordini di grandezza superiore a quella della timechain e, soprattutto, su LN non è necessario aspettare almeno 10 minuti affinché un pagamento venga confermato.

    Sempre nella fermata #27 - di cui consiglio la lettura preventiva per comprendere questa puntata - abbiamo visto che LN è fondato sul concetto di canali di pagamento e abbiamo approfondito il funzionamento di questi ultimi. Ma cosa succede quando un peer di rete vuole pagarne un altro con cui non ha aperto un canale. La transazione avviene comunque tramite il routing.

    Il routing dei pagamenti

    La rete Lightning permette di raggiungere peer con cui non si hanno canali aperti direttamente instradando il pagamento tramite altri peer, a patto che esista un percorso in grado di collegare il mittente al destinatario.

    Nell’illustrazione il nodo A vuole pagare il nodo Q, con cui però non ha un canale diretto. Tuttavia è connesso con il nodo C, il quale ha un canale con il nodo F, che ne ha uno con il nodo K, che ne ha uno con il nodo L, che ne ha uno con il nodo Q.

    Seguendo il percorso da A a Q, passando per C, F, K ed L, il pagamento viene effettuato. Ad una condizione: che la liquidità di ogni canale sia sufficiente per inoltrare l’importo al nodo successivo.

    Il pathfinding

    Prima che un pagamento venga effettivamente eseguito, il nodo deve trovare il percorso da far seguire ai fondi: questo processo prende il nome di pathfinding.

    Oggi la rete Lightning conta oltre 16.000 nodi, connessi tra loro da quasi 43.000 canali con una liquidità media di 4.000.000 di sats. L’algoritmo di pathfinding, dunque, non ha difficoltà a trovare percorsi di pagamento: a parte nodi remoti e isolati - perché magari mal gestiti e abbandonati dopo veloci esperimenti - la stragrande maggioranza dei nodi Lightning può raggiungere, in qualche modo, un qualunque altro nodo della rete.

    Una serie di problemi si presenta quando è il momento di verificare se i percorsi trovati abbiano la liquidità necessaria per supportare il pagamento.

    Quando un canale di pagamento viene aperto da un nodo A a un nodo B con una liquidità di 1.000.000 di sats, il canale è sbilanciato: il nodo A ha 1.000.000 di sats di liquidità in uscita (meno qualche satoshi di commissione per la transazione di apertura canale on-chain), il nodo B li ha in entrata. Se A invia 500.000 sats a B, allora il canale diventa perfettamente bilanciato. 500.000 sats di liquidità sia in entrata che in uscita, sia per il nodo A che per il nodo B.

    L’immagine seguente rappresenta un canale ben bilanciato del mio nodo Lightning. Il canale è aperto con il peer freedom.btcpayserver.it e ha 493.274 sats di liquidità in uscita e 503.354 sats di liquidità in entrata. Questo significa che il mio nodo, tramite questo canale, potrà inviare o inoltrare pagamenti fino a 493.274 sats e ricevere o inoltrare pagamenti fino a 503.354 sats.

    I lettori più attenti avranno già notato la criticità. Tornando all’esempio originario - quello del pagamento dal nodo A al nodo Q - se il nodo A volesse pagare 1.000.000 di sats a Q ma anche solo uno dei canali intermedi non fosse finanziato con tale liquidità, la transazione non potrebbe andare a buon fine. Perché il pagamento viene finalizzato in questo modo: A paga C, C paga F, F paga K, K paga L e L paga Q.

    Il routing

    Se il pagamento viene passato di mano in mano fino alla destinazione finale, come si può essere certi che un nodo del percorso non si comporti in modo malevolo sottraendo i fondi? A questa domanda risponde il concetto di Hashed Timelock Contract (HTLC).

    Ciò che avviene dietro le quinte quando si effettua un pagamento è quanto segue:

    Alice deve pagare 100 sats a David passando tramite i nodi di Bob e di Carol. Bob e Carol, dunque, devono mettere a disposizione la propria liquidità per finalizzare la transazione. Per convincerli a farlo serve un incentivo economico: una commissione. Alice dunque paga 106 sats a Bob, il quale ne tiene 3 e invia 103 sat a Carol, la quale ne tiene 3 e invia 100 sats a David. In questo modo il pagamento va a buon fine e i nodi di Bob e Carol hanno guadagnato 3 sats a testa in commissioni di routing.

    Per evitare che Bob o Carol decidano di imbrogliare intascandosi l’intera somma, il Lightning Network sfrutta quello che possiamo a tutti gli effetti definire uno smart-contract: Hashed Timelock Contract.

    Per prima cosa David, il destinatario del pagamento, crea da un generatore di numeri casuali un valore chiamato Payment Secret, calcolandone poi l’hash SHA-256. Il risultato prende il nome di Payment Hash e viene inviato da David ad Alice, la mittente della transazione.

    Le parti coinvolte nel pagamento stipulano quindi fra di loro un contratto ricorrente:

    * Alice deposita 106 sats che Bob può sbloccare solo comunicandole il Payment Secret che sta dietro al Payment Hash;

    * Bob stabilisce a sua volta di versare 103 dei 106 sats che riceverà da Alice a Carol, se Carol gli comunicherà il Payment Secret che sta dietro al Payment Hash;

    * Carol stabilisce di versare 100 dei 103 sats che riceverà da Bob a David, se David le comunicherà il Payment Secret che sta dietro al Payment Hash.

    A questo punto David può comunicare il suo Payment Secret originale a Carol, la quale ne verificherà la corrispondenza con il Payment Hash e quindi gli verserà la somma pattuita di 100 sats. Carol seguirà poi lo stesso processo comunicando il Payment Secret a Bob e ottenendo da lui i 103 sats. Quest’ultimo comunicherà il Payment Secret ad Alice ricevendo i 106 sats.

    In questo modo il contratto viene rispettato da tutti e il flusso di pagamenti viene finalizzato per completare la transazione.

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    Online su YouTube la live di lunedì scorso con Massimo Musumeci

    E’ online il nuovo video-approfondimento dedicato al tema della settimana di Bitcoin Train sul canale YouTube di Massimo Musumeci, fisico, ricercatore Bitcoin ed esperto di privacy e sicurezza informatica.

    Questa settimana si è parlato de dibattito su Bitcoin nella politica americana. Appuntamento a lunedì 17 aprile!



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    10 min
  • Podcast - Fermata #88 - Biden chiama, Satoshi tace

    "Nonostante il passaggio di Ethereum alla Proof-of-Stake, Bitcoin non ha annunciato piani per un cambiamento simile".

    Chissà se alla Casa Bianca - prima di pubblicare il Report Economico del Presidente 2023 - avranno cercato comunicati stampa o dichiarazioni dell’amministratore delegato di Bitcoin. Una dichiarazione di intenti, un piano di sviluppo pluriennale, insomma qualcosa che rendesse chiara la roadmap di Bitcoin per il prossimo futuro.

    Chissà, poi, chi o cosa avranno cercato nello specifico: Bitcoin Inc, Bitcoin LLC, Satoshi Nakamoto? Si saranno forse chiesti se Bitcoin sia una società quotata sul Nasdaq o sul Dow Jones. Giorni persi a cercare un qualche documento riconducibile alla governance di Bitcoin. Niente.

    Gli autori del report si saranno trovati davanti al nulla più assoluto, costretti a scrivere che Bitcoin non ha annunciato alcun passaggio all’algoritmo di consenso Proof-of-Stake. Un po’ come dire che Internet - interpellata dalla stampa sul suo consumo energetico - ha deciso di non commentare.

    A differenza di Ethereum, la cui governance è ben poco decentralizzata e in cui i nomi e cognomi di chi comanda sono ben noti, non è possibile identificare una roadmap di una rete distribuita come quella di Bitcoin.

    Bitcoin è software che viene eseguito da circa 50.000 computer in tutto il mondo, gran parte dei quali difficili da localizzare perché connessi tramite Tor. Non esistono fondazioni, uffici marketing, portavoce o uffici stampa a cui fare riferimento. I cambiamenti al software non vengono annunciati sui giornali.

    Com’è noto, il codice di Bitcoin è open-source. Chiunque è libero di copiarlo, replicarlo, modificarlo e ideare nuove versioni di Bitcoin a piacimento. Infatti, la versione Proof-of-Stake esiste già, è stata creata a luglio 2020: il mercato, però, ha preferito quella originale in salsa Proof-of-Work. Dai $ 171 di novembre 2020 per un singolo bitcoin Proof-of-Stake, oggi il prezzo è di 2 centesimi.



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    13 min
  • Fermata #87 - Greenpeace e il Teschio dell'Antifragilità

    Nel 2014 l’autore del best-seller Il Cigno Nero Nassim Nicholas Taleb definiva Bitcoin antifragile. Per Taleb l’antifragilità andava oltre la resilienza che permetteva di resistere agli shock e agli attacchi: l’antifragilità consentiva di migliorare di fronte alle offensive ostili.

    Bitcoin, intesa come tecnologia, in passato ha più volte dimostrato nei fatti la sua antifragilità. Uno dei casi più recenti è stato quello dei multipli ban cinesi, culminati con lo stop all’attività del mining deliberato da Pechino ad aprile 2021. All’epoca gran parte della potenza computazionale del network arrivava dalle innumerevoli mining farm sparse nel territorio cinese e l’attacco del regime aveva fatto temere molti per le sorti di Bitcoin. Il risultato, in realtà facilmente prevedibile, fu benefico per il mining.

    Gran parte dei miner presenti in Cina decise di spostare la propria attività - le destinazioni preferite furono Stati Uniti e Kazakhstan - e il mining di Bitcoin, dopo un iniziale calo dell’hash rate, si riprese completamente guadagnandone in decentralizzazione.

    Negli ultimi giorni Bitcoin ha dato una nuova dimostrazione di antifragilità. Questa volta non a livello tecnologico ma a livello di comunità.



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    10 min
  • Podcast - Fermata #86 - Politica e Bitcoin con Luca Venturini

    Luca Venturini, oltre a essere un imprenditore, è uno dei primi noti early-adopter della scena italiana. Vive esclusivamente in bitcoin, senza toccare euro o dollari, dal 2013 e uno dei fattori che lo ha più avvicinato alla tecnologia scoperta da Satoshi Nakamoto è la sua componente libertaria.

    Ho voluto parlare con lui per affrontare l’aspetto politico implicato dai valori di Bitcoin. L’idea di un protocollo che funzioni senza chiedere permesso, senza l’approvazione dell’autorità, è ciò che sta alla base di uno dei detti più diffusi nel settore: rules without rulers, regole senza regolatori. Il poter proteggere i propri risparmi autonomamente, senza l’obbligo di correre rischi di controparte, è un aspetto intriso del concetto di libertà individuale (e dunque anche di responsabilità individuale).

    Due temi, tra tanti, che hanno fatto avvicinare molto il mondo libertario a Bitcoin. Fino ad arrivare a quel pensiero anarco-capitalista - il cui principale esponente è Murray Rothbard - che vede la possibilità di una società florida senza l’autorità statale ma guidata unicamente dagli incentivi del libero mercato.

    Dopo aver lavorato con dei venture capital in Silicon Valley, Luca Venturini si è trasferito alle Bahamas. Uno dei vari motivi che lo ha portato ad andarsene è legato a quella mentalità libertaria americana che Venturini definisce “un po’ a metà”.

    "Una cosa che si ripete di continuo in California è: 'It’s the law'. Nessuno pensa che la legge vada interpretata, se sia giusto seguirla o non seguirla. Un italiano o un tedesco che ti dice 'It’s the law' è un pazzo. Probabilmente perché gli americani non hanno certi retroscena storici e quindi possono permettersi di sostenere che la legge vada sempre seguita".



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    1 hr 13 min
  • Podcast - Fermata #85 - Che cos'è Bitcoin?

    "Per tutto ciò che non è bitcoin si può trovare un sito web, un gruppo di imprenditori che potrebbe creare entità legali in un paradiso fiscale offshore, potrebbe esserci una fondazione, ecc. […] Questi token sono security perché c'è un gruppo al centro e il pubblico prevede profitti basati su quel gruppo. Dietro le criptovalute ci sono persone che utilizzano una serie di meccanismi complessi e legalmente opachi, ma al livello più elementare stanno cercando di promuovere i loro token e di attirare gli investitori".

    Queste parole arrivano direttamente da Gary Gensler. Il presidente della Securities and Exchange Commission (Sec), in una recente intervista rilasciata al New York Magazine, ha specificato che tutte le criptovalute - con la sola eccezione di Bitcoin - dovrebbero essere considerate delle security e, dunque, rispondere alla regolamentazioni della Sec.

    Il dibattito sulla natura di Bitcoin e criptovalute va avanti ormai da tempo. Sono security o sono commodity? Sono considerabili allo stesso modo o ci sono delle differenze alla base? Per capirlo è bene aver chiaro che cosa si intenda per security e commodity.



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    10 min
  • Fermata #84 - SVB: il manuale del bailout

    Una sequenza di eventi che farà scuola, operata da quel cartello economico chiamato sistema finanziario. La negazione ufficiale del salvataggio unita alla poca chiarezza sulla provenienza dei fondi che salveranno i depositi della banca dipingono un quadro ormai noto. Quello della protezione dei membri di un cartello nonostante la loro fallimentare gestione del rischio: un sistema che premia l’azzardo e disincentiva la prudenza.

    E’ la storia della Silicon Valley Bank (SVB), la sedicesima banca americana per dimensioni. Gestiva $212 miliardi: è stata chiusa venerdì 10 marzo dal Dipartimento per la protezione e l'innovazione finanziaria della California e la FDIC - Federal Deposit Insurance Corporation - è stata nominata come curatore fallimentare.

    Si tratta del più grande fallimento bancario della storia degli Stati Uniti dopo quello del 2008 di Lehman Brothers, che gestiva $639 miliardi.

    Questo articolo spiega cosa ha portato al fallimento di SVB, il ruolo delle politiche della Federal Reserve nella vicenda e come si è arrivati al salvataggio finale. Per poi mostrare come oggi non ci si trovi davanti a un rischio di contagio globale in stile 2008 ma che, ancora una volta, Bitcoin si dimostra alternativa a tale sistema.



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    18 min
  • Podcast - Fermata #83 - Bitcoin Training - I miner non fanno calcoli complessi

    Quasi impossibile non essersi mai imbattuti nel temine mining.

    La comprensione di che cosa sia davvero, tuttavia, non è ancora scontata. Specialmente quando sui giornali leggiamo che i server coinvolti in questo processo eseguono “complessi calcoli matematici”. L’informazione generalista è poca e di bassa qualità.

    In questa newsletter è stato affrontato più volte il tema del mining, in particolare per analizzarne l’impatto sull’ambiente e sui mercati energetici. E’ arrivato il momento di capire, più tecnicamente, di che cosa stiamo parlando.



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    12 min
  • Podcast - Fermata #82 - Nudi di fronte all'Oam

    Si chiama Oam - Organismo Agenti e Mediatori - ed è l’entità presso cui devono registrarsi coloro che offrono servizi finanziari in Italia.

    In seguito dell’entrata in vigore del Decreto MEF del 13 gennaio 2022, l’iscrizione all’Oam è diventata obbligatoria anche per tutti i cosiddetti VASP: Virtual Asset Service Provider, cioè le attività che prestano servizi nel settore delle criptovalute all’interno dei confini nazionali. In due parole, gli exchange.

    Oltre a comportare un costo burocratico ed economico per gli stessi exchange - la sola registrazione costa € 8.300 - l’attività dell’Oam implica un flusso di dati personali degli utenti dei Vasp non trascurabile. Ogni 3 mesi gli exchange sono tenuti a comunicare all’Organismo i dati dei clienti e delle loro operazioni, nel rispetto di una norma propagandata come una misura di “tutela del consumatore”.

    Bitcoin Train è entrato in possesso di un documento inviato dall’Oam ai Vasp contenente dettagli e istruzioni per la trasmissione trimestrale dei dati.



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    9 min
  • Fermata #81 - La maratona del Lightning Network

    Uno dei wallet più diffusi per sfruttare le potenzialità del Lightning Network termina il proprio servizio di custodia. Blue Wallet, in un comunicato pubblicato il 23 febbraio scorso, ha annunciato:

    Il nodo che fornisce i wallet Lightning agli utenti, sta scomparendo. Sebbene sia ancora possibile prelevare i propri satoshi, la creazione di nuovi portafogli Lightning o la ricarica di quelli già esistenti non sarà più possibile.

    In pratica, chiunque utilizzi il Lightning Network tramite le impostazioni di default di Blue Wallet, dovrà spostare i propri fondi in un altro portafoglio entro il 30 aprile. Chi invece ha collegato Blue Wallet al proprio nodo Lightning tramite LNDHub potrà continuare a utilizzare il servizio come prima. Ad essere chiuso sarà unicamente il nodo di Blue che forniva liquidità, in modo custodial, agli utenti.

    Nel comunicato Blue ha specificato che la decisione, anche se può apparire come una cattiva notizia, è “un passo verso il supporto di soluzioni unicamente improntate alla custodia personale”.

    La dura realtà è che utilizzare il Lightning Network in modo autenticamente non-custodial - quindi non affidando ad alcuna entità terza la gestione dei propri fondi - è oggi un’ardua impresa per gli utenti meno esperti.



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    12 min
  • Podcast - Fermata #80 - Facciamo Ordin(als)

    Da circa un mese l’argomento che tiene banco è il ritorno degli NFT su Bitcoin.

    Attenzione però: non provate a chiamarli davvero NFT, ora il loro nome è artefatti digitali oppure, più brevemente, inscriptions.

    Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall’esplosione degli NFT su altre blockchain, in particolare Ethereum. Una delle critiche principali rivolte verso tali sperimentazioni era di natura puramente logica: “Se salvi un dato su una blockchain centralizzata, che non sappiamo se esisterà ancora tra qualche anno, qual è davvero il valore di quel dato?”

    Ora gli NFT sono su Bitcoin, il protocollo informatico più distribuito e antifragile che l’uomo abbia mai conosciuto. Problema risolto? Niente affatto, tra i bitcoiner sono iniziati a volare i coltelli.

    Ma andiamo con ordine: come è nato il dibattito e che particolarità hanno questi artefatti digitali?



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    18 min

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Il podcast della newsletter Bitcoin Train di Federico Rivi. Ogni fermata è un approfondimento sul mondo Bitcoin: tecnologia, economia, privacy e sovranità individuale.