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Nella fermata #64 - il primo articolo dedicato al Coin Control - abbiamo approfondito come gestire gli UTXO per ottimizzare la spesa in commissioni di transazione. In questa seconda parte capiremo come farlo per preservare la privacy. Per cogliere al meglio ogni passaggio è consigliata la lettura preventiva della fermata #38, in cui è spiegato in modo approfondito il concetto di Unspent transaction output (UTXO).
Poiché tutte le transazioni Bitcoin sono registrate pubblicamente sulla timechain, il modo in cui ci si approccia all'invio e alla ricezione dei pagamenti determina quali informazioni vengono esposte. Capire come funzionano gli UTXO e gli indirizzi dei wallet e prestare attenzione a come si interagisce con essi può limitare occhi indiscreti che vogliano tracciare i comportamenti di spesa e il saldo in bitcoin dei propri portafogli.
E’ importante ricordare che, se si tiene alla propria privacy, non basta mixare i propri bitcoin tramite CoinJoin (dettagli più avanti), serve anche conoscere le basi del Coin Control. Ma niente paura, nulla di troppo complicato. Il Coin Control aiuta a evitare il riutilizzo degli indirizzi mettendo nelle mani dell’utente la responsabilità del controllo degli UTXO.
Andreas Antonopoulos, uno dei primissimi divulgatori del settore nonché autore di Mastering Bitcoin e Mastering the Lightning Network, prevedeva in tempi non sospetti che un domani il mining di Bitcoin sarebbe stato alla portata di tutti. Elettrodomestici, dispositivi wearable come smartwatch e smart glasses, tutti in grado di fare mining con microchip specializzati.
Se un tale scenario potrebbe poi non essere così lontano dalla realtà che ci attende, oggi siamo ancora nel capitolo genesi di Bitcoin, per cui le cose stanno molto diversamente. Il mining si sta centralizzando. La sola pool Foundry USA coordina il 34% dell’hash rate1. Se si aggiunge AntPool, la cui quota è del 17%, si arriva già al 51% della potenza computazionale globale di Bitcoin: in mano a due sole pool. A sottolineare il problema è stato recentemente anche il noto sviluppatore Peter Todd, che su Twitter ha scritto: “Abbiamo davvero bisogno che i miner si spostino da Foundry a pool più piccole”.
Qual è lo stato attuale del mining e quali sono davvero i rischi?
Dieci settimane trascorse tra El Salvador, Guatemala, Costa Rica e Panama. L’obiettivo? Analizzare e documentare i differenti approcci all’adozione di Bitcoin che si stanno sviluppando in Centro America.
E’ stata la missione di Riccardo Giorgio Frega e Laura Nori - noti nel settore come Rikki & Laura - che si è conclusa lo scorso 19 gennaio. I due non sono nuovi a esperienze di questo tipo: già tra fine 2021 e inizio 2022 avevano trascorso tre mesi in El Salvador per toccare con mano l’adozione di bitcoin come valuta a corso legale e la loro esperienza era stata raccontata da Rikki nella fermata #18.
Hanno deciso di replicare per studiare non solo l’avanzamento del progetto salvadoregno, ma anche lo stato di due esperimenti meno noti, che hanno attratto in minor misura l’attenzione della stampa generalista: il Bitcoin Lake e la Bitcoin Jungle.
Si tratta di due esempi di economia circolare in bitcoin avviati rispettivamente in Guatemala e in Costa Rica: due Paesi in cui non vige alcuna legge di legal tender e in cui la diffusione della tecnologia introdotta da Satoshi Nakamoto sta avvenendo in modo apparentemente più spontaneo e omogeneo.
Qual è il miglior modello? Quello di El Salvador, con la sua adozione dall’alto - cioè guidata dalle leggi statali - o quello di Bitcoin Lake e Bitcoin Jungle, in cui non vige alcun incentivo governativo? La risposta è l’oggetto di questa intervista ai Bitcoin Explorers.
L’intera intervista a Rikki & Laura è disponibile su YouTube, quanto segue è un riassunto delle parti più significative.
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Nuovo speaker annunciato da BTC Prague, la conferenza Bitcoin più grande d’Europa che si terrà a Praga dall’8 al 10 giugno!
Peter Todd è il fondatore di OpenTimestamps, consulente indipendente di crittografia applicata e sviluppatore di Bitcoin Core.
Usa il codice BTCTRAIN per ottenere il 10% di sconto sui biglietti d’ingresso. Ulteriore sconto del 5% pagando in bitcoin.
La formazione su Bitcoin entra in un liceo italiano per la prima volta. Lo fa tramite un’iniziativa, BitGeneration, ideata dai membri di BitPolito, gruppo di studenti ed ex studenti del Politecnico di Torino che si occupa di formazione, ricerca e sviluppo su Bitcoin.
L’ateneo sta ospitando 10 incontri da tre ore ciascuno per 30 studenti di terza, quarta e quinta del Liceo Alfieri. Se esperti e docenti avevano già parlato di Bitcoin in passato ad alcune classi grazie a piccole iniziative indipendenti, BitGeneration ha tutto un altro tenore. Per la prima volta la scuola pubblica accoglie la formazione su Bitcoin in modo formale: le 30 ore di lezione sono inserite nell’ambito PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), meglio conosciuto come alternanza scuola-lavoro. Agli incontri partecipano anche 14 studenti del primo anno della SAA - School of Management, ai quali verranno riconosciuti 3 crediti formativi.
Dal 31 gennaio al 2 marzo, ogni martedì e giovedì, i 44 studenti stanno affrontando il corso composto da 15 ore di teoria e 15 ore di pratica. Martedì 7 marzo, nella giornata finale, esporranno una presentazione portando un caso d’uso di Bitcoin e riceveranno un attestato di partecipazione.
Le lezioni teoriche coprono buona parte delle molteplici diramazioni che caratterizzano Bitcoin: inclusione finanziaria, economia, struttura della società, informatica, teoria dei giochi. Quelle pratiche si concentrano sul dimostrare che, dopotutto, Bitcoin non è affatto difficile da usare: creazione di una seed-phrase e di un wallet, download e gestione di un full-node, analisi della timechain e mining (con un vero e proprio ASIC Antminer S9 fornito da BitPolito).
Tra i relatori sono inclusi alcuni dei nomi più noti nell’ambito Bitcoin italiano: Giacomo Zucco, Riccardo Giorgio Frega, Alekos Filini, Daniela Brozzoni e Riccardo Masutti.
2020: un passato molto lontano
Apro la finestra e mentre guardo le onde dell’Atlantico abbattersi sulla spiaggia sento il calore del sole scaldarmi il viso. Mi abbandono al profumo della salsedine per un attimo, prima di ricordarmi che stamattina, alle 9, andrò a trovare mio nonno Simone in ospedale. Ha 90 anni ed è ancora lucido, anche se ama raccontarmi sempre la stessa storia. Una storia di vita vissuta, non da lui ma da suo padre. E’ ambientata nel 2020, quando il mio bisnonno Luca aveva 30 anni, e racconta di Stati dalle dimensioni enormi - dai 30 milioni a oltre 1 miliardo di abitanti - chiudersi a riccio e obbligare i cittadini a vaccinarsi per poter lavorare, il tutto con l’illusione di fermare un virus. Lo chiamavano Covid-19. Luca aveva perso il lavoro opponendosi all’obbligo perché lavorava per lo Stato. All’epoca il settore privato era molto influenzato dalle decisioni pubbliche e lo Stato aveva diramazioni in larghe fette dell’economia: istruzione, sanità, sicurezza, giustizia. Sembra fantascienza, eppure è storia.
Arrivo in uno degli otto ospedali di Funchal. E’ pulito e ben illuminato, il personale è cortese ed efficiente. Mentre mi dirigo verso il reparto in cui è ricoverato mio nonno, ormai non faccio nemmeno più caso alla tecnologia che caratterizza la struttura. Tutto è automatizzato, dal check-in alla dimissione. I robot che lavoravano nell'ospedale sono progettati per assistere i pazienti e rendere il loro soggiorno il più confortevole possibile.
Il settore sanitario è completamente privato. Il costo della vita è talmente basso che tutti possono permettersi le cure di base. Ogni tanto qualche strambo racconta di un passato in cui sistema sanitario era gestito in regime di monopolio dagli Stati, dove la mancanza di concorrenza rendeva gli ospedali fatiscenti e le condizioni dei pazienti al limite del disumano. Non ne ho mai sentito parlare concretamente, ma la sola idea mi fa rabbrividire.
Faccio un respiro profondo e mi dirigo verso la stanza di Simone.
“Altro che Bitcoin: arriva l’euro digitale (e sarà una rivoluzione)”. Titola così il Corriere della Sera un articolo comparso nell’inserto L’Economia lunedì 23 gennaio e poi pubblicato sul sito il giorno successivo. L’articolo è a firma di Daniele Manca, vicedirettore del quotidiano, e di Roberto Viola, direttore generale di Digital Eu.
Affrontando temi quali criptovalute, stablecoin, Bitcoin e l’imminente euro digitale, il pezzo prova a tracciare una tesi piuttosto chiara: il denaro digitale emesso dalla Banca centrale europea si differenzierà drasticamente dalle forme di moneta che abbiamo conosciuto finora. Non sarà credito in mano a banche commerciali, non sarà una criptovaluta o una stablecoin gestita da privati, sarà la rappresentazione digitale di un rapporto quanto mai diretto tra cittadino e banca centrale. In poche parole, citando il Corriere, “la forma più pura di corrispondenza fra titolo e valore”.
Tuttavia nell’approfondimento non mancano errori, imprecisioni e logiche non chiarissime a una prima lettura, motivo per cui ho voluto parlare con uno dei due autori dell’articolo. Il vicedirettore Daniele Manca si è reso disponibile a un confronto.
Maggio 2022: a Miami il presidente della regione autonoma di Madeira, sul palco della conferenza di settore più importante al mondo insieme a Samson Mow, annuncia di voler “creare un ambiente fantastico per Bitcoin”. L’entusiasmo si diffonde quando Bitcoin Magazine pubblica il video dell’intervento con il titolo: “Madeira rende bitcoin valuta legale”. La situazione, però, è molto diversa rispetto a quella di El Salvador, che ha davvero dichiarato bitcoin valuta a corso legale nel 2021. Come stanno le cose?
Joseph Hall, giornalista di Cointelegraph, ha preso parte a un gruppo di bitcoiner che è andato sull’isola per parlare con alcuni esponenti del governo di Madeira, regione autonoma del Portogallo a quattro ore di volo dall’Italia. Insieme a lui c’erano altri 19 bitcoiner, tra cui Jeff Booth, Troy Cross, Greg Foss, Daniel Prince e Knut Svanholm.
Ho parlato con Joe per capire quale sia lo stato dell’adozione di Bitcoin sull’isola, come vi si stiano approcciando le istituzioni locali e come Bitcoin possa tornare utile sia ai nomadi digitali che agli abitanti del posto.
La diffusione di Bitcoin ha fatto capire a tanti che se è possibile separare Stato e moneta, allora forse è possibile fare la stessa cosa anche con l’informazione. Sono venuti alla luce vari esperimenti, uno su tutti Mastodon, che ha incuriosito molto l’opinione pubblica per il fatto che gli account degli utenti vengono gestiti da più server controllati da più attori e non da un’unica azienda. Nel caso di Mastodon però i gestori dei server mantengono l’abilità di controllare gli account che ospitano, dunque il problema viene risolto solo a metà.
Recentemente l’entusiasmo è stato veicolato verso un nuovo esperimento dal design affascinante: Nostr. Si tratta di un protocollo open-source con cui i partecipanti possono scambiarsi messaggi, note, GIF e molto altro in modo peer-to-peer.
Come funziona?
Si sente spesso dire che Bitcoin debba fare bene il mestiere del denaro e il resto possa essere lasciato al vasto mondo delle criptovalute. La verità però è che bitcoin - con la lettera “b” minuscola, cioè la valuta interna al network - interpreta ottimamente il ruolo del denaro, ma Bitcoin - con la lettera “B” maiuscola, dunque il protocollo - può essere utilizzato come base tecnologica per scopi diversi.
Uno di questi è l’emissione di token e asset digitali: l’attività è spesso accostata ad altre “blockchain”, una su tutte quella di Ethereum. Se la tecnologia alla base però è traballante, tutti i progetti che vi fanno affidamento non possono essere considerati stabili. Ecco che a una domanda di mercato, corrisponde un’offerta. RGB è un protocollo tecnologico costruito sopra a Bitcoin - potrebbe essere definito un second layer, come Lightning Network - pensato, tra le altre cose, anche per questo caso d’uso: l’emissione di token e asset digitali, ma su una tecnologia solida.
A spiegare a Bitcoin Train il funzionamento, i casi d’uso e i dettagli di RGB è Federico Tenga, già fondatore della piattaforma di pagamenti in bitcoin Chainside e oggi alla guida di un team in Bitfinex dedicato in particolare a tre obiettivi:
* Sviluppo del protocollo RGB;
* Elaborazione di librerie e tool per sviluppatori, come RGB Lib;
* Sviluppo di quello che oggi è il primo e unico wallet compatibile con RGB, Iris Wallet, la cui versione di test è disponibile sul Play Store per Android.
Libro: Layered Money. From Gold and Dollars to Bitcoin and Central Bank Digital Currencies
Autore: Nik Bhatia
Editore: Pubblicazione indipendente
Anno di pubblicazione: 2021
L’invenzione di Bitcoin ha cambiato per sempre la moneta e ha costretto le banche centrali a rispondere con una propria iterazione di criptovaluta. In tutto il mondo, le banche centrali si stanno preparando a lanciare le valute digitali delle banche centrali (CBDCs) come un altro strumento monetario di secondo livello proveniente dai loro bilanci, alla pari delle riserve e della moneta cartacea.
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