Bitcoin Train Podcast

Bitcoin Train Podcast

By Federico RiviBusinessTechnologyInvesting
Download on the App Store

Bitcoin Train Podcast episodes

  • Fermata #69 - Giustizia privata in una società senza Stato

    Nell’estratto di oggi Bitcoin Train riporta l’ipotesi di funzionamento di difesa e giustizia in una società priva di uno Stato, scritta del celebre economista americano Murray Rothbard. Come ci si comporterebbe in caso di aggressione se non esistessero forze dell’ordine e tribunali pubblici? Per dare un contesto, è riportata inizialmente parte dell’introduzione all’edizione italiana a cura di Nicola Iannello.

    Libro: Potere e mercato. Lo Stato e l’economia

    Autore: Murray N. Rothbard

    Editore: IBLLibri

    Anno di pubblicazione: 2017. Prima edizione originale: Power and market. Government and the Economy, 1970.

    Introduzione

    L'economista americano discute come potrebbe funzionare una società che rinunci al monopolio della coercizione, ovvero come anche i servizi di protezione e difesa possano essere forniti in modo adeguato ed efficiente dal mercato. Convintosi della impossibilità di considerare legittima la coercizione rivendicata come monopolio dallo Stato, egli intende analizzare i modi in cui potrebbe venir istituzionalizzato l'uso della forza in una società destatizzata. Il compito di proteggere i diritti degli individui verrebbe assunto da agenzie private non coercitive e in regime di concorrenza, quindi non monopolistiche.

    Il punto di partenza del discorso politico rothbardiano è il concetto di proprietà: di sé e dei beni legittimamente acquisiti. Quella di Rothbard è una teoria della giustizia basata sulla riconduzione di tutti i diritti a quello di proprietà. L'altro pilastro del pensiero dell'economista americano è l'assioma di non aggressione. Fondandosi su questi due concetti, Rothbard costruisce il suo edificio concettuale libertario.

    Ne scaturisce un pensiero radicalmente antistatalista che approda a quella sintesi particolare conosciuta come anarcocapitalismo, free-market anarchism o libertarian anarchism. L'originalità della riflessione rothbardiana consiste nel tentativo di risolvere il problema del potere nella logica dello scambio.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    14 min
  • Podcast - Fermata #68 - Viviamo in un'economia socialista?

    Libro: I fallimenti dello Stato interventista

    Autore: Ludwig von Mises

    Editore: Rubettino

    Anno di pubblicazione: 2011. Prima edizione originale: Kritik des Interventionismus, 1929.

    Da quando i bolscevichi hanno abbandonato il loro tentativo di realizzare in un sol colpo il loro ideale sociale in Russia, e hanno sostituito alla loro politica originaria la «nuova politica economica», la NEP, nel mondo è in atto praticamente un unico sistema di politica economica: l'interventismo.

    L'interventismo intende salvaguardare la proprietà privata dei mezzi di produzione, ma nello stesso tempo regolare l'attività dei loro proprietari con norme e soprattutto con divieti autoritativi. Quando questo controllo dell'attività dei proprietari dei mezzi di produzione, e degli imprenditori che ne dispongono con il consenso di quelli, si spinge fino al punto da far dipendere ogni decisione essenziale dalla direttiva governativa, sicché a guidare le decisioni su cosa e come produrre non è più la ricerca del profitto da parte dei proprietari terrieri, dei capitalisti e degli imprenditori ma la ragion di Stato - quando questo accade, siamo in pieno socialismo, anche se nominalmente la proprietà resta in vigore. In una società così strutturata formalmente esiste la proprietà privata, ma di fatto esiste soltanto la proprietà collettiva. E la proprietà collettiva dei mezzi di produzione non è altro che socialismo e comunismo.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    14 min
  • Podcast - Fermata #67 - La creazione di nuova valuta

    Come durante il mese di agosto, durante le festività invernali Bitcoin Train non vi lascia soli.

    Da oggi e fino al 7 gennaio saranno pubblicate quattro fermate che riportano estratti di libri importanti per comprendere le implicazioni economiche e politiche di Bitcoin.

    Le puntate di agosto sono state dedicate a La Creatura di Jekyll Island, The Sovereign Individual, The Price of Tomorrow e The Bitcoin Standard. Il vostro feedback è stato ottimo e dunque, augurandovi un buon Natale, Bitcoin Train riparte con il seguito del bestseller di Saifedean Ammous: The Fiat Standard.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    15 min
  • Fermata #66 - Riciclare metano con Bitcoin

    Il mining di Bitcoin potrebbe diventare non solo un’industria a emissioni zero, ma persino contribuire alla riduzione della CO2 nell’atmosfera. Significherebbe rendere profittevole la pulizia dell’ambiente. A trarre la conclusione è Daniel Batten, ambientalista che da tempo ormai concentra i suoi studi sull’applicazione del mining di Bitcoin. Tra queste, una in particolare ha colto la sua attenzione: lo sfruttamento del gas di scarto.

    Gas flaring e gas venting

    Raffinerie, centri di estrazione del petrolio, discariche e altri impianti hanno un punto in comune: la produzione di gas come materiale di scarto, in particolare metano. Una soluzione per l’operatività degli impianti potrebbe essere quella di rilasciare il gas direttamente nell’atmosfera, ma questo avrebbe impatti ambientali più gravi di quelli che già conosciamo. Il potenziale di riscaldamento globale - o Gwp, global warming potential - esprime il contributo all'effetto serra di un gas paragonato a quello della CO2: quello del metano, in un arco temporale di 20 anni, è 56. Questo significa che nel giro di un ventennio il metano contribuisce al riscaldamento globale 56 volte di più rispetto alla stessa quantità di CO2.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    12 min
  • Podcast - Fermata #65 - Gli errori di Micali su Bitcoin

    Da qualche settimana in Italia è nato un nuovo prodotto informativo nel settore delle criptovalute. Si chiama Cripto ed è un podcast prodotto dal Sole 24 Ore. Il suo conduttore è Vito Lops, giornalista che da tempo si occupa della materia e - parere del tutto personale - una delle poche firme nel panorama generalista che si approccia a Bitcoin in modo intellettualmente onesto e degno di nota. Il nuovo podcast del Sole, quindi, è qualcosa a cui vale la pena prestare attenzione.

    Questa fermata non è però dedicata ai complimenti quanto, piuttosto, a una critica. In una recente puntata intitolata “Ecco la criptovaluta che piace ai governi” l’ospite è stato Silvio Micali, professore all’Mit nonché matematico premio Touring e creatore di Algorand. Purtroppo Micali ha deciso di sfruttare la reputazione di cui gode non per divulgare contenuti di qualità, ma per promuovere la sua altcoin diffondendo palesi falsità su Bitcoin.

    E’ un pattern noto: i sostenitori di progetti dalla dubbia utilità puntano a focalizzare l’attenzione su apparenti difetti di Bitcoin per evidenziare come la loro sia una soluzione migliore, tralasciando volutamente i compromessi accettati per raggiungere il risultato. Chi promuoveva Bitcoin Cash alla fine della Blocksize War ne elogiava l’alto numero di transazioni supportate in confronto a Bitcoin, senza però sottolineare la centralizzazione che ne conseguiva.

    Lo stesso ha fatto Micali, in almeno tre occasioni, ai microfoni del quotidiano di Confindustria.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    12 min
  • Podcast - Fermata #64 - Bitcoin Training: Coin Control (Parte 1)

    In questo articolo approfondiremo le situazioni in cui potrebbe essere necessario gestire attivamente gli UTXO del proprio wallet. Descriveremo in particolare i problemi che possono derivare dall'accumulo di molti UTXO e le strategie che si possono utilizzare per risolverli.

    Per cogliere al meglio ogni passaggio è consigliata la lettura preventiva della fermata #38, in cui è spiegato il concetto di Unspent transaction output (UTXO).



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    13 min
  • Fermata #63 - Bitcoin per le banche centrali

    "Le banche centrali potrebbero cambiare le proprie riserve internazionali al fine di proteggersi ex-ante contro il rischio di sanzioni finanziarie da parte degli emittenti di asset fiat considerati riserve di valore".

    Sono queste le parole introduttive riportate su un paper di Harvard intitolato “Copertura dal rischio di sanzioni: criptovalute nelle riserve delle banche centrali”. Lo studio, pubblicato lo scorso 17 novembre dal ricercatore Matthew Ferranti, ha scatenato un forte dibattito nel mondo accademico perché analizza un tema che per molti economisti è storicamente considerato un tabù: quello dell’introduzione di bitcoin nelle riserve delle banche centrali.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    11 min
  • Podcast - Fermata #62 - Investire in aziende Bitcoin-only

    Le persone più intelligenti del mondo stanno lavorando su Bitcoin, non su qualche altcoin. Non stanno lavorando sull’immobiliare nel metaverso. Le cartelle cliniche dei pazienti non saranno su blockchain. Sono idee ridicole.

    A parlare è Mike Jarmuz, managing partner di un fondo d’investimento chiamato Lightning Ventures, la cui particolarità consiste nel concentrare il collocamento dei propri fondi unicamente in aziende che sviluppano prodotti e servizi su Bitcoin e su nessun altra criptovaluta. Come aggiunge Alex McShane, venture partner del fondo: "L'economia digitale del 21° secolo si basa su aziende native di Bitcoin".

    Lightning Ventures non è sola ma fa parte di una nicchia in espansione, quella dei Venture Capitalist (da qui in poi definiti VC, nda) Bitcoin-only.

    La caduta dei crypto hedge fund

    L’anno scorso, nel pieno del mercato rialzista, a dominare i titoli dei giornali di settore erano i crypto VC, che hanno riversato oltre $33 miliardi in progetti e start-up del mondo crypto/blockchain/Web3. Un periodo d’oro durato molto poco, perché quest’anno la caduta del mercato ha fatto vittime illustri anche nel mondo degli hedge fund: uno su tutti Three Arrows Capital, fallito lo scorso giugno dopo non essere stato in grado di rimborsare un prestito da oltre $670 milioni.

    Guadagni e crolli così repentini non sono molto comuni per un fondo di Venture Capital che, tradizionalmente, si approccia agli investimenti con un orizzonte temporale di 10 anni, non di pochi mesi. Quando però la scommessa è in progetti che emettono token creati dal nulla ecco che nel momento in cui questi si apprezzano sull’onda dell’entusiasmo, la tentazione di trasformare l’attività d’investimento in quella di speculazione è molto forte. Con il rischio di restare bruciati quando invece i mercati invertono la rotta.

    Bassa preferenza temporale

    Una mentalità, in sostanza, di breve periodo. L’opposta di quella che accomuna i VC che credono nel successo di Bitcoin nel lungo periodo, investendo in quelle aziende che, senza emettere inutili token inventati sul momento, provano a sviluppare servizi che portino un valore concreto al mercato. Sempre Mike Jarmuz specifica:

    Investire in società che lavorano su Bitcoin è sicuramente una scelta di bassa preferenza temporale. Quando i progetti emettono i loro token, che sono azioni non regolate, quello che succede è che gli investitori li scaricano quando questi si apprezzano. Negli investimenti di Lightning Ventures non c'è liquidità da manipolare. Quando investiamo in un'azienda la sosteniamo e la supportiamo per tutto il suo ciclo di vita, che è molto lungo. Se avessimo la possibilità di scaricare la posizione che abbiamo assunto in una società, sarebbe terribile. Che tipo di investimento a lungo termine sarebbe?

    Sulla stessa linea è Christopher Calicott di Trammell Venture Partners, o TVP, secondo cui l’idea di finanziare progetti che attraggano clienti generando token non solo è sintomo di una visione di breve periodo, ma è anche incoerente con gli incentivi tipici di un fondo di Venture Capital.

    L’investimento in questi token - dice Calicott - è un fondamentale disallineamento di interessi per far crescere davvero l'azienda e raggiungere il massimo successo. Gli investitori diventano in realtà speculatori che cercano di uscire dalla loro posizione con il miglior timing.

    Inoltre se prima c'era la sensazione che fosse difficile costruire su Bitcoin - e quindi in molti si spostavano su altre criptovalute - oggi le cose stanno cambiando:

    Bitcoin sta diventando una piattaforma - continua Calicott - e gli imprenditori iniziano a rendersene conto. Nel settore delle criptovalute sta scorrendo il sangue ma nonostante questo oggi ci sono più imprenditori disposti a costruire servizi su Bitcoin di quanti non ce ne siano mai stati prima. Noi ci consideriamo investitori di lungo periodo. Stiamo cercando di fare delle scommesse intelligenti su aziende che pensiamo possano inaugurare un ordine monetario globale completamente nuovo su uno standard solido: Bitcoin.

    Il superamento di un sistema obsoleto

    Un nuovo standard monetario, una riserva di valore globale, un metodo di pagamento peer-to-peer che rende obsoleti i grandi player tradizionali. Da qualunque lato lo si guardi, Bitcoin offre una visione del futuro che ribalta completamente i paradigmi a cui siamo abituati: l’idea dell’inflazione necessaria per la crescita, quella del controllo macro-economico da parte di Stati e banche centrali, quella del dover affidare la gestione dei risparmi e dei pagamenti digitali a intermediari.

    E’ compatibile questo modo di vedere le cose con il domani targato Bitcoin? Secondo EgoDeath Capital no. Come si legge dal sito ufficiale del VC, il cui ad è Jeff Booth, autore di The Price of Tomorrow, “affinché un nuovo sistema possa prosperare, portare abbondanza, opportunità e accessibilità, il vecchio sistema deve autodistruggersi. Perché ciò avvenga, sarà necessaria una fase di ‘auto-abbandono e transizione’”.

    A confermarmi la visione sono Nico Lechuga e Andi Pitt, entrambi general partner di EgoDeath: “Il sistema tradizionale si sta già autodistruggendo”, spiegano.

    I sistemi bancari tradiscono miliardi di persone in tutto il mondo. E’ molto evidente nei mercati emergenti ma anche nei Paesi occidentali. Nel frattempo, il duopolio di Visa e Mastercard frena l'innovazione e le opportunità, per cui, con l'emergere della concorrenza - anche attraverso il Lightning Network che fornisce transazioni molto veloci e a basso costo - è già entrato nel processo di autodistruzione.

    Lightning Network è il game changer dei pagamenti anche per Oleg Mikhalsky di Fulgur Ventures, perché "il settlement quasi istantaneo con un rischio di controparte molto limitato - dice - è una caratteristica di Lightning che è ben posizionata per ridurre i costi dei sistemi di pagamento tradizionali e il rischio di controparte esistente nei circuiti fiat".

    Perché l’economia digitale cresca - aggiunge Mikhalsky - serve una moneta nativa digitale che abbia due caratteristiche: velocità e capacità di effettuare micro-transazioni. Crediamo che Bitcoin e Lightning diventeranno rispettivamente gli standard monetario e di pagamento globale. Alcuni aspetti dello spettro di adozione del Lightning Network non sono ancora stati esplorati: vediamo una certa adozione nei videogiochi, nella monetizzazione dei contenuti digitali, ma ci sono altri casi d'uso come i pagamenti machine-to-machine e le micro-transazioni per l'energia.

    Sempre più start-up Bitcoin-only

    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in un anno in cui il mercato è crollato drammaticamente, il mondo delle start-up Bitcoin-only ha conosciuto una primavera molto indicativa. Come confermato da tutti VC interpellati per questo articolo, nell’ultimo anno il numero di aziende focalizzate esclusivamente su Bitcoin è cresciuto in modo significativo. E’ plausibile pensare che quando il Vaso di Pandora del mondo crypto è stato scoperto, a quel punto gli imprenditori abbiano capito che è più saggio focalizzarsi sull’unica tecnologia i cui fondamentali non hanno mai smesso di rinforzarsi dalla sua nascita.

    A Bitcoin Train ha parlato anche Julian Liniger, amministratore delegato di Relai, start-up svizzera di compravendita di bitcoin non-custodial:

    Nel lungo periodo è meno rischioso investire in start-up Bitcoin-only che in crypto start-up: gli investitori vedono nelle società focalizzate su Bitcoin una maggiore redditività e un modello di business più sostenibile. Con i VC Bitcoin-only siamo allineati al 100%. Loro vedono il futuro tra 10 anni, capiscono dove stiamo andando, capiscono che tutti gli esperimenti che si stanno svolgendo sulle altre blockchain finiranno su Bitcoin.

    Bitcoin Train consiglia: BitBox02!

    Per non delegare la responsabilità della custodia a terze parti, come gli exchange, è necessario proteggere autonomamente le proprie chiavi private e il modo più sicuro per farlo è offline. Per questo esistono i signing device: dispositivi privi di connessione Internet studiati appositamente per proteggere le chiavi private.

    Il preferito di Bitcoin Train è BitBox02, prodotto da Shift Crypto. Il codice sorgente è completamente open-source e, a differenza degli altri principali signing device sul mercato, consente il backup e il ripristino della seed-phrase anche tramite una micro-SD. E’ disponibile sia nella versione Multi Coin che in quella Bitcoin-only (consigliata).

    Potete provarlo acquistandolo da questo link. Per ulteriori informazioni potete rispondere a questa e-mail oppure scrivermi tramite i miei contatti.

    ***

    Questo NON è un messaggio pubblicitario. BitBox02 è un prodotto che ho testato personalmente. Provatelo e fatemi sapere come vi trovate!

    Online su YouTube la live di lunedì scorso con Massimo Musumeci

    Di seguito la nuova puntata dei video-approfondimenti live dedicati al tema della settimana di Bitcoin Train sul canale YouTube di Massimo Musumeci, fisico, ricercatore Bitcoin ed esperto di privacy e sicurezza informatica. Questa settimana, prendendo spunto dall’ultima fermata, si è parlato della differenza tra l’adozione compliant e quella privacy-oriented.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    10 min
  • Podcast - Fermata #61 - Miccoli (Conio): "La regolamentazione è troppo invasiva"

    E’ stata la prima azienda in Italia a integrare la compravendita di bitcoin nell’Internet Banking grazie alle partnership strette con Hype e Banca Generali. Si è distinta anche e soprattutto come servizio di custodia, fornendo ai propri clienti un wallet multisig 2-3 in cui una chiave è detenuta dall’utente, una dall’azienda e una da una terza parte. Sto parlando di Conio, il cui fondatore e amministratore delegato Christian Miccoli è un nome già noto nel mondo della finanza. In passato ha lanciato in Italia Conto Arancio di Ing Direct ed è stato ad e presidente di Che Banca!

    Sono andato a intervistarlo e il risultato è un dialogo che spazia dall’adozione istituzionale di Bitcoin ai suoi casi d’uso, dalla valutazione di possibili “altcoin” al valore della privacy, fino a temi come la regolamentazione e il destino degli exchange centralizzati.

    L'intervista è suddivisa in tre sezioni:

    * Adozione istituzionale e compliance;

    * Lightning Network e altcoin;

    * Exchange e truffe.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    19 min
  • Fermata #60 - A caccia di 10 milioni di bitcoin

    Il governo americano è alla ricerca di 9,9 milioni di bitcoin.

    No, non è un errore di battitura, la cifra rappresenta più della metà dell’attuale quantità di bitcoin in circolazione (19,21 milioni).

    L’informazione arriva da un documento pubblicato a inizio novembre dal Tribunale del Distretto Sud di New York in cui viene spiegato come, nell’ambito delle ricerche dei bitcoin transitati su Silk Road, il governo sia riuscito a confiscare 50.491 bitcoin a James Zhong.

    Zhong era riuscito a ottenere questo patrimonio sfruttando una vulnerabilità del sito fondato da Ross Ulbricht, la cui vicenda è spiegata nel dettaglio nella fermata #52. Come si legge dal documento, nella sentenza del 2015 che ha condannato Ulbricht è stato valutato che tutti i 9,9 milioni di bitcoin passati attraverso Silk Road fossero confiscabili in quanto coinvolti in un’attività criminale.



    To hear more, visit bitcointrain.substack.com
    10 min

About Bitcoin Train Podcast

From the publisher's feed

Il podcast della newsletter Bitcoin Train di Federico Rivi. Ogni fermata è un approfondimento sul mondo Bitcoin: tecnologia, economia, privacy e sovranità individuale.