Chiamando Eva

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Chiamando Eva episodes

  • 2×07: Mascolinità tossica, e come combatterla
    Nella settima puntata di Chiamando Eva, le speaker Francesca e Elena affrontano il tema della mascolinità tossica: teorizzata negli anni ’80 e ’90 dallo psicologo Shepherd Bliss, questa “etichetta” viene indicata per distinguere i tratti negativi degli uomini da quelli positivi.

    I tratti “tossici” sono ad esempio la necessità — per gli uomini — di evitare ogni espressione emotiva, lo sforzo nel presentarsi come sempre forti, determinati, mai vulnerabili.

    L’argomento è tornato recentemente in auge a seguito dello spot della Gillette, causa di grandi polemiche, “Be The Best A Man Can Be,” dove viene proposto un nuovo paradigma: non c’è più l’uomo “che non deve chiedere mai,” che lotta, che afferma il proprio predominio in ogni situazione (dall’ambito lavorativo al tempo libero); l’uomo è finalmente nel giusto a mostrarsi vulnerabile, a evitare lo scontro, a non fare ad ogni costo commenti non richiesti quando passa una donna per strada.

    La narrazione dell’uomo sta cambiando di pari passo con il femminismo, prova ne sono gli esempi lodevoli di serie tv come “Sex Education” o il remake italiano di “SKAM.” C’è sempre maggiore bisogno di raccontare storie dove l’uomo si stacca dal modello machista — perpetrato dalla notte dei tempi — ed è libero di mostrare le sue vulnerabilità. Tuttavia, ci sono ancora larghe fasce di pubblico che non accettano questo tipo di narrazione o la accusano di “genderizzare” la violenza.

    Come trovare un dialogo? La sfida è tuttora aperta.
    46 min
  • 2×06: Il burlesque, tra glitter, femminismo e contraddizioni
    Nella prima puntata del 2019 le speaker di Chiamando Eva sono al gran completo, è infatti tornata a parlare con noi Bianca da New York, che ci ha raccontato dell’argomento su cui sta improntando la sua tesi di Master: il Burlesque.

    Nato in Inghilterra prima, sviluppatosi negli Stati Uniti poi, il Burlesque è una esibizione satirica e poliedrica in cui da sempre le donne si sono esibite mostrando il proprio corpo, vincendo ogni pregiudizio e stereotipo.

    Tornato in voga intorno al 2010, oggi gli spettacoli di Burlesque raccolgono un pubblico eterogeneo, da uomini, donne, trans, queer; sia sul palco, sia nel pubblico, si respira un’atmosfera decisamente friendly e di celebrazione dell’accettazione di sé.

    Ma come si pone la questione femminista di fronte a un’arte che nasce anzitutto per piacere agli uomini? Siamo davanti a una perfomance che abbraccia la body-positivity o a un ennesimo prodotto del patriarcato? E qual è la situazione in Italia? Questo e molte altre riflessioni troverete nell’ultima puntata.
    45 min
  • 2×05: I diritti delle sex worker
    Sessant’anni fa veniva approvata la Legge Merlin — tutt’ora in vigore — che aboliva la regolamentazione della prostituzione, chiudeva le case di tolleranza e introduceva i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione.
    Da allora il mondo della compravendita del sesso si è evoluto: lo sfruttamento è ancora un triste dato di fatto, ma esistono anche sex worker che scelgono spontaneamente la professione. Nel dibattito sempre acceso sulla criminalizzazione o decriminalizzazione della prostituzione, e sulla riapertura o meno delle case chiuse — di cui si ha un’idea spesso distorta — non si parla quasi mai dei diritti delle sex worker.
    Le speaker di Chiamando Eva provano a fare il punto della situazione, con l’aiuto redazionale di Erica Farina.
    43 min
  • 2×03: Ucronie femministe e altre storie
    Il termine Ucronia indica un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.
    Negli ultimi anni — grazie anche alla serie USA The Handmaid’s Tale, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood — si è parlato sempre più di distopia femministe: sono stati ripubblicati diversi titoli, caduti nell’oblio, e sempre più scrittrici si sono cimentate nelle narrazioni ucroniche relative ai diritti della donna.
    Le speaker di Chiamando Eva ripercorrono le tappe di questo trend, tentando di comprenderne le ragioni e le spinte, e lo fanno insieme ad Arianna Miglio, project manager e traduttrice residente a Sheffield.
    45 min
  • 2×02: Lo sport è un gioco da ragazze
    Negli ultimi anni si è finalmente iniziato a parlare della discriminazione di genere nel mondo dello sport: lo hanno mostrato al cinema film come “Battle of the Sexes” o “I Tonia”; ne ha scritto Forbes, pubblicando la lista dei cento atleti più pagati del mondo nel 2017 (tra cui compare una sola donna); ne ha parlato Serena Williams nella conferenza stampa a seguito del litigio con l’arbitro Carlos Ramos.

    Anche negli sport professionistici, per legge le donne possono solo essere considerate atlete dilettanti, non hanno accesso alle tutele previdenziali, e vengono pagate nettamente meno dei colleghi uomini.

    Le speaker di Chiamando Eva si interrogano sulle sorti di un mondo ancora fortemente maschilista — benché a vincere siano principalmente le donne — e per l’occasione si fanno aiutare da una voce decisamente più autorevole, quella di Giulia Rulli, campionessa mondiale di basket 3x3.
    42 min
  • 2×01: Sorellanza
    Chiamando Eva inizia la seconda stagione affrontando un argomento che non dovrebbe risultare particolarmente complesso, e invece lo è: la sorellanza.
    Il termine sorellanza — nell’accezione di “unione tra donne al di là di qualsiasi differenza (razza, religione, classe sociale)” — nasce negli anni Settanta, grazie a Kate Millet, attivista della seconda ondata del femminismo

    Oggi si parla tanto del concetto di sorellanza e di quanto molto spesso il concetto venga semplificato, travisato, e utilizzato come arma contro i movimenti femministi.
    Il metoo è ancora considerabile un movimento di sorellanza? E in Italia come siamo messi? (spoiler: male)
    Ne discutiamo in questa prima puntata -- e, nel mentre, vi parliamo anche di sorellanza lemuriana, sorellanza ovarica, e Signore degli Anelli.
    33 min
  • 1×15: Un anno di femminismo vetriolico
    Finalmente riunite dopo un anno di distanza, abbiamo deciso di fare il punto della situazione davanti ad un paio di spritz campari. Sullo stato del femminismo attuale, sul movimento #meetoo, e su cosa può e deve ancora essere migliorato.
    35 min
  • 1×14: Perché in Italia le donne non sono ancora libere di abortire
    In occasione dello storico referendum del 25 maggio, grazie al quale l’Irlanda ha abrogato una delle leggi contro l’aborto più severe del mondo, e dei 40 anni della legge 194 in Italia, celebrati il 22 maggio, a “Chiamando Eva” si parla di interruzione di gravidanza, obiezione di coscienza e dei manifesti pro vita di pessimo gusto apparsi a Roma nello scorso mese. Nonostante in Italia l’aborto sia legale dal 1978, il numero di medici obiettori di coscienza è vertiginosamente alto, e abortire non è facile come dovrebbe essere. Non si tratta di essere a favore o contro l’interruzione di gravidanza, ma del diritto umano fondamentale che una donna dovrebbe avere di prendere decisioni sul proprio corpo.

    “Grandma”, grazioso film su una nonna rock’n’roll che cerca di aiutare la giovane nipote ad abortire negli Stati Uniti - https://www.elle.com/culture/movies-tv/news/a29936/tiger-lily/

    Sul referendum in Irlanda:
    https://www.ilpost.it/2018/05/26/irlanda-referendum-aborto-risultati/

    https://www.theguardian.com/world/2018/may/24/irish-anti-abortion-campaigners-dodge-google-ad-ban

    https://www.nytimes.com/2018/05/27/world/europe/savita-halappanavar-ireland-abortion.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FAbortion&action=click&contentCollection=timestopics®ion=stream&module=stream_unit&version=latest&contentPlacement=2&pgtype=collection

    https://www.irishtimes.com/news/politics/abortion-referendum/fact-check-will-abortion-be-legalised-up-to-the-sixth-month-of-pregnancy-1.3488418

    Lista di Paesi in cui l’aborto è ancora illegale
    qui una bella lista di paesi in cui l'aborto è ancora illegale

    L’aborto in Italia:
    https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/22/aborto-sofferenza-colpa/

    Perché gli obiettori obiettano? https://abortoinchiesta.wordpress.com/2015/05/23/obiezione-coscienza-aborto-ricerca-antropologica/

    I brutti poster contro l’aborto https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/06/manifesto-provita-roma-cosa-cera-di-grave-in-quel-poster-antiabortista/4276135/

    La pillola abortiva in Italia:
    https://www.vice.com/it/article/z4jww3/aborto-farmacologico-ru486-come-funziona-in-italia

    Women on Web:
    https://www.womenonweb.org/
    42 min
  • 1×13: Donne nell’editoria
    Per la tredicesima puntata di Chiamando Eva abbiamo fatto una chiacchierata con due italiane che si sono fatte strada nel mondo dell’editoria, su quanto il genere influisca (o non influisca) nei mestieri della cultura, sulle minigonne di finta pelle e sulle nuove autrici di narrativa e fumetto.

    Alessandra Sternfeld è la fondatrice, direttrice, capo supremo dell’agenzia letteraria Am-Book, nata nel 2014 con sede a Brooklyn. Am-Book si occupa principalmente di graphic novel e fumetti: vendita e negoziazione dei diritti all’estero, merchandise e adattamento televisivo. Molti dei suoi autori hanno scritto libri che sono stati Best Seller del New York Times, e recentemente due dei libri venduti da Alessandra hanno ricevuto nomination agli Eisner, gli Oscar del mondo dei fumetti.

    Carlotta Colarieti lavora come scout letteraria per il mondo dell’editoria italiana ed è junior editor di Effe - periodico di Altre Narratività, un’antologia semestrale di racconti e illustrazioni a cura di Flanerì e 42 Linee. “Effe” è una delle poche riviste letterarie italiane, con uno stile che può ricordare il Paris Review o McSweeney’s, e si concentra sulla pubblicazione di racconti di autori esordienti.
    43 min

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Benvenuti a Chiamando Eva, una conversazione quindicinale su donne, femminismo e la vita.