Conversazioni sulla Viticoltura Italiana con Giovanni Bigot

Conversazioni sulla Viticoltura Italiana con Giovanni Bigot

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Conversazioni sulla Viticoltura Italiana con Giovanni Bigot episodes

  • Resistenza delle Crittogame ai prodotti fitosanitari

    “Resistenza” è una parola molto comune, e un concetto fondamentale. La sua origine ci parla di un fermare respingendo, di un non cedere ad una forza, ad una spinta, e questo concetto può essere declinato in decine di modi diversi; noi ci soffermeremo sulla resistenza degli organismi viventi a sostanze che l’uomo utilizza per combatterli.

    Dal vocabolario Treccani rileviamo che “resistenza” è la capacità di determinati organismi di resistere all’azione di sostanze tossiche e velenose, di microrganismi patogeni, ecc.
    Affrontiamo questo argomento perché, negli ultimi anni, si è assistito all’introduzione di nuove sostanze attive (Prodotti Fitosanitari, PF) dotate spesso di elevata specificità, spiccata efficacia e attività sistemica. Ciò ha permesso di ampliare la gamma dei prodotti disponibili, ma l’uso ripetuto di questi PF ha portato, in tempi brevi, ad effetti collaterali negativi.
    Fra questi, il più pericoloso e il più difficile da “gestire” è quello della resistenza, cioè una sensibilità ridotta da parte di un parassita animale o vegetale nei confronti di un certo PF; questo fenomeno può essere il risultato di un cambiamento genetico.
    La Peronospora della vite, alga primitiva, microrganismo appartenente al Regno Chromista, ne è un ottimo esempio, in quanto ha manifestato negli ultimi trent’anni, e anche recentemente, fenomeni di resistenza a varie sostanze attive.
    In questo appuntamento ho avuto al mio fianco una collega molto esperta, la dott.ssa Marina Collina, professoressa associata e docente di Patologia Vegetale del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Nella sua attività di ricerca si è dedicata, tra l’altro, all’approfondimento dei meccanismi di resistenza dei patogeni fungini (anche Peronospora) alle diverse sostanze attive con approcci biologici e molecolari.
    Nella diretta abbiamo affrontato quelli che ritengo essere i punti critici della difesa della vite (in particolare di quella antiperonosporica) e, con l’aiuto della dott.ssa Collina, cercheremo la migliore risposta alle seguenti domande e a quelle che arriveranno da voi partecipanti:
    1. Cosa si intende per resistenza ad una sostanza attiva?
    2. Cosa significa sostanza attiva (s.a.) multi-sito e s.a. mono-sito?
    3. Le caratteristiche delle diverse s.a. come sono correlate all'insorgenza delle resistenze?
    4. Quali sono le strategie anti-resistenza più efficaci?
    5. In questo periodo di forte presenza di infezioni di peronospora e oidio, quali sono le indicazioni generali per non aumentare le popolazioni di Crittogame resistenti?

    1 hr 22 min
  • Il clima di giugno in Italia e sua influenza sulla vite; come sarà l’estate?

    In questa conversazione itorniamo con l'incontro mensile con l’enologo Ramon Persello, con lui affronteremo e approfondiremo le seguenti tematiche:

    1 Cosa è successo nel mese di giugno in Italia?
    Un confronto analitico tra il mese di giugno 2023 e gli ultimi 5-15 e 30 anni, in diversi areali viticoli d’Italia; scopriremo così dove è piovuto di più o di meno evidenziando anche le ore di bagnatura fogliare. Faremo un bilancio di come è andata dal punto di vista idrico (precipitazioni utili) e da quello termico (temperature e giorni di caldo).
    2 Previsioni per l’estate secondo il modello meteorologico CFS, e gli indici AO per il mese di agosto
    Secondo l’indice NAO luglio e agosto con incursioni artiche in tutta la penisola: ci teniamo a precisare che di proiezioni
    3 L’andamento meteoclimatico come ha influito sulla fenologia della vite?
    Analizzeremo l’eventuale anticipo o ritardo di Vitis vinifera nei diversi areali, stimandolo in giorni dalla possibile data di invaiatura (o vendemmia) delle uve.
    4 Arriva lo stress idrico, cosa fare?
    La vite inizia ad andare in stress idrico ed è fondamentale un’attenta analisi dei diversi terroir che caratterizzano la vitivinicoltura italiana, valutando i vari tipi di suoli e la loro capacità di ritenzione idrica e progressiva cessione alle radici della vite. Irrigare o non irrigare questo è il dilemma!
    In alcune Regioni, si è già iniziato ad irrigare ma vedremo come operare nella gestione del vigneto dove non è possibile irrigare (mancata disponibilità della risorsa idrica).

    1 hr 7 min
  • Le strategie ideali di lotta contro le tignole per uve di qualità

    Le tignole della vite, Lepidotteri che allo stadio larvale sono antofagi e carpofagi, rappresentano da sempre gli ampelofagi chiave nel definire le strategie di difesa/lotta.

    Il controllo di questi insetti, che svolgono 3-4 generazioni all’anno, richiede, in quasi tutti gli areali viticoli, almeno un intervento insetticida o altre tecniche quali disorientamento e confusione sessuale.
    Proprio queste caratteristiche biologiche, che vedono le tignole presenti durante tutta la stagione vegetativa, richiedono il loro costante monitoraggio nel vigneto per seguire l’evolversi delle varie generazioni (volo dei maschi adulti, ovideposizione, larve, … nidi larvali, crisalidi, …) e individuare la necessità e momenti di intervento per ridurre i pesticidi.
    Nella banca dati 4Grapes di Perleuve, sono archiviati e disponibili 24 anni di dati sul monitoraggio dei voli di tignola e tignoletta della vite e, da 3 anni, in collaborazione con FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), grazie al Progetto “Come ridurre l'utilizzo dei prodotti fitosanitari in viticoltura entro il 2030?”, il monitoraggio si è ampliato coinvolgendo i Soci FIVI.
    Con il prof. Francesco Pavan, Entomologo e Ricercatore, dell’Università degli Studi di Udine, che conosco da molti anni e considero l’Indiana Jones dell’entomo e acarofauna del vigneto, abbiamo affrontato la tematica tignole alla ricerca della strada per migliorare la lotta a questi insetti e la sostenibilità della viticoltura da vino. Di seguito le domande alle quali cercheremo di dare risposta:
    1 Ruolo del clima sull’accoppiamento e sulla parassitizzazione di uova e larve
    Come si è evoluto il ciclo biologico negli ultimi vent’anni (adulti 3 e 4 volo in aumento costante)
    2 Intervenire contro la II o la III generazione?
    La lotta contro la II generazione permette di abbattere la popolazione o è necessario un ulteriore trattamento?
    3 Differenze di lotta contro le tignole in vitigni precoci e in vitigni tardivi
    Il peso di tignola e tignoletta e di eventuali altri Lepidotteri carpofagi
    4 Applicare la confusione o il disorientamento sessuale necessita comunque di monitoraggio?
    La risposta è ovvia ma come deve comportarsi, in questo caso, l’Ampelonauta?
    5 Confusione e il disorientamento danno buoni risultati se applicati in grandi comprensori ma si segnalano danni da fitofagi minori, come agire?
    In base all’esperienza del prof. Pavan cosa fare?
    6 Posso controllare altri fitofagi assieme alla lotta alle tignole?
    Quali sostanze attive, loro pro e contro in termini di efficacia e conseguenze su entomo e acarofauna utile?

    1 hr 9 min
  • La Peronospora può fare grossi danni in tutta Italia

    Le ampelopatie arrivate dal Nuovo Mondo, che hanno devastato l’Europa a partire dalla metà dell’Ottocento, sono state nell’ordine Oidio, Fillossera e Peronospora.

    Si tratta di un fungo (Oidio), di un insetto (Rincote, la Fillossera) e di 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐠𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢𝐯𝐚 , appartenente al Regno Chromista (per altri al Regno Straminipila) secondo la nuova classificazione della Peronospora.
    Ampelopatie ben note ai viticoltori, ma quest’anno, in particolare in alcune Regioni del Centro e Sud Italia (es. Abruzzo e Puglia), la Peronospora ha fatto ingenti danni e, nella diretta del 21 giugno, cercheremo di capire quali possono essere le (vere) cause di queste infezioni.
    Ospite in questo appuntamento il prof. 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐟𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐚𝐳𝐳𝐢, docente di Patologia Vegetale all’Università Politecnica delle Marche e Presidente dell’Associazione Italiana per la Protezione delle Piante, che è un profondo conoscitore della Peronospora e mi aiuterà a proporre delle linee operative per affrontare al meglio questo microrganismo.
    Sulla stampa si legge che le responsabilità degli attacchi 2023 sono da attribuire alle elevate piovosità primaverili, ma vi proporrò dei dati meteoclimatici che non danno forza a questa tesi. Nelle Regioni del Nord Italia piove molto di più, ma i viticoltori “conoscono” la pericolosità della Peronospora così come i viticoltori del Centro e Sud, storicamente, temono l’Oidio. Sarebbe interessante proporre un confronto tra Viticoltori e Tecnici per uno scambio di esperienze almeno su queste due ampelopatie.
    Il cambiamento climatico ci impone però di aggiornare le nostre conoscenze e accettare i nuovi paradigmi… la Peronospora può fare grossi danni in tutta Italia; dobbiamo essere preparati!
    Nella diretta del 21 giugno evidenzierò quelli che ritengo essere i punti critici della difesa antiperonosporica e, con l’aiuto del prof. Romanazzi, cercheremo la migliore risposta alle mie domande e a quelli che arriveranno da voi partecipanti alla diretta.
    1. 𝘘𝑢𝘢𝑙𝘪 𝘴𝑜𝘯𝑜 𝑔𝘭𝑖 𝑒𝘳𝑟𝘰𝑟𝘪 𝘱𝑖𝘶̀ 𝘧𝑟𝘦𝑞𝘶𝑒𝘯𝑡𝘪 𝘤𝑜𝘮𝑚𝘦𝑠𝘴𝑖 𝑛𝘦𝑙 𝑐𝘰𝑛𝘵𝑟𝘰𝑙𝘭𝑜 𝑑𝘪 𝘲𝑢𝘦𝑠𝘵𝑜 𝑝𝘢𝑡𝘰𝑔𝘦𝑛𝘰?
    2. 𝘘𝑢𝘢𝑙 𝑒̀ 𝑙’𝑖𝘮𝑝𝘰𝑟𝘵𝑎𝘯𝑧𝘢 𝘥𝑒𝘨𝑙𝘪 𝘪𝑛𝘵𝑒𝘳𝑣𝘦𝑛𝘵𝑖 𝑝𝘳𝑒𝘷𝑒𝘯𝑡𝘪𝑣𝘪 𝘦 𝘵𝑒𝘮𝑝𝘦𝑠𝘵𝑖𝘷𝑖 𝑛𝘦𝑙𝘭𝑎 𝑙𝘰𝑡𝘵𝑎 𝑎𝘭𝑙𝘢 𝘱𝑒𝘳𝑜𝘯𝑜𝘴𝑝𝘰𝑟𝘢?
    3. 𝘓𝑎 𝑔𝘦𝑠𝘵𝑖𝘰𝑛𝘦 𝘥𝑒𝘭 𝘴𝑢𝘰𝑙𝘰, 𝑛𝘦𝑙𝘭𝑒 𝑅𝘦𝑔𝘪𝑜𝘯𝑖 𝑑𝘦𝑙 𝐶𝘦𝑛𝘵𝑟𝘰 𝘦 𝘚𝑢𝘥 (𝑙𝘢𝑣𝘰𝑟𝘢𝑧𝘪𝑜𝘯𝑒 𝑜 𝑎𝘴𝑠𝘦𝑛𝘻𝑎 𝑑𝘪 𝘪𝑛𝘦𝑟𝘣𝑖𝘮𝑒𝘯𝑡𝘰 𝘦 𝘲𝑢𝘪𝑛𝘥𝑖 𝑑𝘪 𝘱𝑜𝘳𝑡𝘢𝑛𝘻𝑎 𝑑𝘦𝑙 𝑠𝘶𝑜𝘭𝑜), 𝑟𝘦𝑛𝘥𝑒 𝑑𝘪𝑓𝘧𝑖𝘤𝑖𝘭𝑒 𝑒𝘯𝑡𝘳𝑎𝘳𝑒 𝑛𝘦𝑖 𝑣𝘪𝑔𝘯𝑒𝘵𝑖… 𝘲𝑢𝘢𝑙𝘦 𝘪𝑚𝘱𝑜𝘳𝑡𝘢𝑛𝘻𝑎 ℎ𝘢 𝘲𝑢𝘦𝑠𝘵𝑜 𝑎𝘴𝑝𝘦𝑡𝘵𝑜?
    4. 𝐴 𝑐𝘪𝑜̀ 𝑠𝘪 𝘢𝑔𝘨𝑖𝘶𝑛𝘨𝑒 𝑙’𝑖𝘮𝑝𝘰𝑟𝘵𝑎𝘯𝑧𝘢 𝘥𝑒𝘭𝑙𝘢 𝘤𝑜𝘮𝑝𝘭𝑒𝘵𝑎 𝑒 𝑎𝘤𝑐𝘶𝑟𝘢𝑡𝘢 𝘣𝑎𝘨𝑛𝘢𝑡𝘶𝑟𝘢 𝘥𝑒𝘭𝑙𝘢 𝘷𝑒𝘨𝑒𝘵𝑎𝘻𝑖𝘰𝑛𝘦? 𝑆𝘪̀, 𝑚𝘢 𝘭𝑒 𝑖𝘳𝑟𝘰𝑟𝘢𝑡𝘳𝑖𝘤𝑖? 𝘜𝑛 𝑑𝘦𝑐𝘪𝑠𝘰 𝘯𝑜! 𝘢𝑑 𝑖𝘯𝑡𝘦𝑟𝘷𝑒𝘯𝑡𝘪 𝘤𝑢𝘳𝑎𝘵𝑖𝘷𝑖, 𝘣𝑖𝘴𝑜𝘨𝑛𝘢 𝘭𝑎𝘷𝑜𝘳𝑎𝘳𝑒 𝑖𝘯 𝘱𝑟𝘦𝑣𝘦𝑛𝘻𝑖𝘰𝑛𝘦 (𝑎𝘵𝑡𝘦𝑛𝘻𝑖𝘰𝑛𝘦 𝘢𝑖 𝑓𝘦𝑛𝘰𝑚𝘦𝑛𝘪 𝘥𝑖 𝑟𝘦𝑠𝘪𝑠𝘵𝑒𝘯𝑧𝘢 𝘢𝑖 𝑃𝘍), 𝘙𝑜𝘮𝑎𝘯𝑎𝘻𝑧𝘪 𝘤𝑜𝘴𝑎 𝑛𝘦 𝘱𝑒𝘯𝑠𝘢?
    5. 𝘘𝑢𝘢𝑙 𝑒̀ 𝑙𝘢 𝘳𝑒𝘴𝑝𝘰𝑛𝘴𝑎𝘣𝑖𝘭𝑖𝘵𝑎̀ 𝑑𝘦𝑙 𝑐𝘢𝑚𝘣𝑖𝘢𝑚𝘦𝑛𝘵𝑜 𝑐𝘭𝑖𝘮𝑎𝘵𝑖𝘤𝑜 𝑛𝘦𝑙𝘭’𝘢𝑢𝘮𝑒𝘯𝑡𝘢𝑡𝘢 𝘤𝑜𝘮𝑝𝘭𝑒𝘴𝑠𝘪𝑡𝘢̀ 𝘥𝑒𝘭𝑙𝘢 𝘥𝑖𝘧𝑒𝘴𝑎 𝑑𝘦𝑙𝘭𝑎 𝑣𝘪𝑡𝘦 𝘥𝑎 𝑣𝘦𝑐𝘤ℎ𝘪𝑒 𝑒 𝑛𝘶𝑜𝘷𝑒 𝑎𝘮𝑝𝘦𝑙𝘰𝑝𝘢𝑡𝘪𝑒?

    1 hr 4 min
  • Perché programmare la vendemmia dalla allegagione? Con prof. Matteo Gatti, Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza

    In questo Conversazione viticola abbiamo evidenziato l’importanza del monitoraggio di tutti i dati rilevabili nel vigneto per quantificare la variabilità intra-parcellare (il sub-vigneto) ed effettuare la vendemmia selettiva per valorizzare il potenziale enologico delle uve.

    Tutti pensiamo che la viticoltura di precisione sia interessante, ma ci stiamo interrogando sulle sue applicazioni e sulle azioni da intraprendere una volta caratterizzata la variabilità intra-parcellare.
    Le tecnologie a rateo variabile, che permettono di adattare la gestione del vigneto (delle sub-unità) in base alla variabilità osservata modulando gli interventi, rivoluzioneranno presto la viticoltura in ambiti diversi come l'irrigazione, la concimazione, l'irrorazione e la vendemmia.
    Nella diretta con il dott. Matteo Gatti, professore associato, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, affronteremo la tematica della “Vendemmia selettiva: come valorizzare il potenziale enologico delle uve in vigneti eterogenei” che lo ha visto tra i protagonisti dell’esperienza pilota, realizzata in Piemonte, per valorizzare la variabilità del vigneto.
    L'eterogeneità intra-parcellare (sub-vigneto) è un ambito ancora poco studiato ma, per valorizzare al meglio le vostre uve e ottimizzare i processi enologici in funzione della loro qualità, vanno sviluppate strategie di selezione intra-parcellare per guidare le uve verso l'itinerario tecnico più adatto al potenziale qualitativo (es. aromi) della materia prima.
    Questa mattinata sarà l'occasione per fare il punto sulle tecnologie disponibili e far tesoro dell’esperienza del dott. Gatti con il quale affronterò I seguenti aspetti:
    - come rilevare la variabilità del vigneto e interpretare i dati così acquisiti (variabilità media);
    - qual è la vigoria ottimale (equilibrio vegetativo) per raggiungere l’obiettivo enologico prefissato?
    Tutte queste conoscenze sono la base per programmare/attuare una vendemmia selettiva vincolata anche al cambiamento climatico della singola annata;
    - vendemmia selettiva manuale o meccanica? Sincrona o asincrona? in questa scelta imprenditoriale, cioè costi e benefici, entrano in gioco le dimensioni aziendali e la volontà di aggiungere valore ai vini ottenuti da vendemmia selettiva.
    È mia opinione che la vendemmia selettiva sia possibile, e con costi limitati, in quanto le uve sono valorizzate al meglio del loro potenziale qualitativo.

    1 hr 17 min
  • Clima e Vite: differenza tra gli effetti di un minimo e un fronte

    In questa diretta abbiamo approfondito varie tematiche che, di seguito, vi sintetizzo:

    1. Quante infezioni di peronospora sono state previste nel mese di maggio dai modelli previsionali?
    2. Come si sono distribuite le precipitazione in Italia nel mese di maggio e perché in Emilia Romagna sono scesi 300mm e in Sardegna 20 mm?
    3. Abbiamo reintegrato il deficit idrico nel diversi areali italiani?
    Analizzeremo l’andamento termo pluviometrico, con particolare attenzione alle ultime tre decadi, di alcune Regioni (tra queste anche l’Emilia-Romagna, devastata da alluvioni e frane) e lo confronteremo con lo scorso anno e con gli anni precedenti.
    Ci soffermeremo su alcuni parametri fondamentali per le loro implicazioni sulla fisiologia della vite e sul rischio ampelopatie:
    a. Somma delle precipitazioni e giorni di pioggia --acqua utile, acqua non assorbita e stato idrico suoli
    b. T °C media e sommatoria termica -- andamento fenologia e sviluppo germogli
    c. UR e bagnatura fogliare -- malattie: giorni/momenti (ore) infettanti per peronospora e oidio
    𝐈 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐨 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨?

    1 hr 17 min
  • Come utilizzare il monitoraggio per ridurre i danni di peronospora

    In questo incontro abbiamo affrontato la tematica del monitoraggio della peronospora, che è fondamentale per rilevare i primi attacchi che si originano dalle oospore, svernate nel terreno. Germinando, esse liberano le zoospore che sono in grado di avviare le infezioni primarie.

    L’obiettivo principale è quello di identificare il rischio di infezione in ogni singolo vigneto (o sub vigneto) per impostare le migliori strategie atte ad impedire e/o limitare le conseguenze degli attacchi di questa pericolosa crittogama (si tratta di un’alga primitiva, un Oomicete appartenente al regno Chromista).
    Negli ultimi anni, il clima caldo e asciutto non ha favorito lo sviluppo di questo microrganismo, ma la sua capacità di conservazione pluriennale sui residui vegetali presenti nel terreno è tale da poter aggredire la vite, in condizioni umide e piovose, con gravi danni fino alla perdita totale della produzione.
    In alcune Regioni d’Italia questa ampelopatia è già stata segnalata, con presenza di macchie esito di infezioni primarie, ma il perdurare di tempo piovoso fa prevedere il proseguire degli attacchi e l’aumento della sua pericolosità.
    L’importanza del corretto monitoraggio di questa ampelopatia, che può essere rilevata durante tutta la stagione vegetativa, ci permette di gestire, in maniera sostenibile, gli interventi antiperonosporici nell’annata in corso.
    Per enfatizzare il lato pratico di questa Conversazione viticola ho invitato nuovamente l’Ampelonauta senior, la dott.ssa Alessandra Di Gregorio, collaboratrice di Perleuve in Piemonte, che mi aiuterà a guidarvi nel monitoraggio della Peronospora. Insieme esamineremo gli aspetti salienti qui elencati:
    · Interpretare i dati meteo per prevedere i periodi di infezione
    · Affidabilità dei modelli previsionali
    · Quando e dove effettuare il monitoraggio della peronospora
    · Il monitoraggio “scientifico”
    · La visione di insieme del vigneto
    · Alcuni concetti chiave della difesa

    1 hr 16 min
  • Flavescenza dorata trasmessa da Scaphoideus titanus, la parola dell’esperto

    Negli ultimi dieci anni Flavescenza Dorata è di nuovo in espansione in tutto il Nord Italia e si è manifestata, con danni di varia intensità in tutt’Italia.

    Per un aggiornamento sulle conoscenze di questa ampelopatia ho con piacere invitato in questa diretta il 𝐝𝐨𝐭𝐭. 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐢 professore associato e docente di Entomologia all’Università degli Studi di Verona, che 𝐝𝐚 𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐢𝐭𝐨𝐩𝐥𝐚𝐬𝐦𝐚/𝐯𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞.
    Le tematiche che intendo affrontare, grazie alla sua esperienza, riguardano:
    1. come monitorare lo sviluppo dell’insetto e stimare l’entità della popolazione presente nei vari stadi? con quali metodi e mezzi?
    2. come contenere le popolazioni della cicalina in viticoltura biologica e convenzionale e con quali prodotti fitosanitari?
    3. come monitorare e valutare l’efficacia degli interventi insetticidi per il controllo di St?
    4. tra gli agenti di biocontrollo ci sono prodotti in grado contenere le popolazioni di St?
    5. quale ruolo gioca la qualità dell’irrorazione e l’eliminazione di polloni e succhioni presenti lungo il tronco?
    6.si ipotizza l’uso di droni per rilevare FD nei vigneti?
    In conclusione, sono fermamente convinto che il monitoraggio del vettore St e della FD, con l’identificazione ed estirpazione dei ceppi contaminati, devono essere effettuati collettivamente sotto il controllo di tecnici preparati (organizzazioni tecniche e professionali con la supervisione dei Servizi Fitosanitari regionali).
    Questa sorveglianza collettiva e la condivisione delle conoscenze e dei riscontri provenienti dai vigneti locali o regionali interessati a FD permette di trasmettere ai viticoltori le esperienze positive, con un linguaggio comune e un consenso sulle misure di gestione della lotta insetticida. Il monitoraggio della malattia, svolto in altre nazioni (es. Francia), indica che la possibilità di eradicazione si affievolisce nel tempo mentre si costruisce, in modo esperienziale, una sorta di "convivenza" con FD.

    59 min
  • Contrasto ad Oidio con biocontrollo ospite prof.ssa Ilaria Pertot

    ’𝐎𝐢𝐝𝐢𝐨, una delle malattie più importanti per la difesa della vite, è oggetto di particolare attenzione da parte del viticoltore nella fase finale della stagione (eventuale lotta ai casmoteci) e, alla ripresa vegetativa, per il ruolo determinante delle infezioni precoci.

    In questo appuntamento con la 𝐝𝐨𝐭𝐭.𝐬𝐬𝐚 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐭𝐨𝐭, Professore all’Università degli Studi di Trento, abbiamo esaminato alcuni aspetti di 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐢𝐝𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐟𝐢𝐭𝐨𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 (e non classificati tali) di 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 che, inseriti in una corretta strategia, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞, almeno in parte, 𝐢 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐠𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞/𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐳𝐨𝐥𝐟𝐨.
    Negli ultimi anni il settore della viticoltura ha dato un importante impulso ai biopesticidi, più comunemente denominati BCA (Bio Control Agents, agenti di biocontrollo), settore in forte crescita non solo nella difesa biologica ma anche, e soprattutto, in quella integrata.
    La dott.ssa Pertot vanta una conoscenza e attività sperimentale più che ventennale sui BCA e per questo, forte della sua esperienza, esamineremo insiemi alcuni aspetti salienti:
    Qual è il principio del biocontrollo e quali sono i suoi benefici/vantaggi?
    Come si attua il biocontrollo?
    Quali sono i prodotti di biocontrollo omologati per l'uso in viticoltura e in quale misura vengono utilizzati?
    Quali sono le confusioni da evitare?
    Dove posso trovare l'elenco ufficiale dei prodotti di biocontrollo?
    Dove trovare l'elenco dei prodotti di biocontrollo per la viticoltura?
    Il biocontrollo è efficace?
    Qual è il costo del biocontrollo?

    1 hr 1 min
  • Il monitoraggio dell'oidio della vite

    In questo appuntamento Giovanni Bigot insieme all'Ampelonauta senior di Perleuve, Alessandra Di Gregorio, ha affrontato la tematica del monitoraggio dell’Oidio fondamentale per impostare l’eventuale inizio dei trattamenti contro questa pericolosa crittogama della vite.

    Negli ultimi anni nei vigneti, a causa del cambiamento climatico, è stato favorito lo sviluppo dell’Oidio (soprattutto da settembre in poi, in caso di mancata protezione, ad esempio con Ampelomyces) grazie ad una maggiore produzione di forme svernanti (sessuate) del fungo, i casmoteci.
    Come vedremo, la sopravvivenza del fungo può avvenire anche all’interno delle gemme ibernanti che, in primavera, danno origine ai “germogli bandiera”; la vegetazione è completamente infettata dal patogeno.
    In primavera i casmoteci maturi, di colore scuro (nero), aggrappati con i loro uncini al tronco e sul cordone permanente della vite, germinano liberando le ascospore dell’Oidio; queste sono veicolate sulla nuova vegetazione dalle piogge e schizzi d’acqua.
    Quando si verificano le condizioni meteoclimatiche necessarie al rilascio delle ascospore, cioè in presenza di temperature medie sopra gli 8 °C e una pioggia di almeno 2,5 mm, prendono avvio le prime infezioni ascosporiche.
    Le tematiche che abbiamo affrontato riguardano l’importanza del corretto monitoraggio di questo fungo che si svolge durante tutta la stagione vegetativa e, anche, nel corso del riposo invernale (sintomi sui tralci).
    Vi dimostrerò che aver monitorato, nel 2022, l’Oidio e il suo potenziale di inoculo ci permette di gestire, in maniera sostenibile, gli interventi antioidici nell’annata in corso.
    Insieme ad Alessandra abbiamo esaminato alcuni aspetti salienti che qui elenco sinteticamente:
    • Dove cercare (monitorare) l'oidio nel vigneto?
    • Come riconoscere i germogli bandiera?
    • Come identificare le infezioni ascosporiche?
    • Utilizzo strategico (nella difesa) delle Mappe di rischio elaborate in 4GrapesR
    • Approfondire le conoscenze consultando le GAM (Guide Al Monitoraggio) dell’Oidio
    • Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale grazie a 4GrapesR
    • Una panoramica della diffusione e gravità dell’Oidio in Italia (anni 2010-2023)
    • L’importanza di trattamenti precoci nel prevenire le infezioni ascosporiche dell’oidio.

    1 hr 11 min

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