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“Resistenza” è una parola molto comune, e un concetto fondamentale. La sua origine ci parla di un fermare respingendo, di un non cedere ad una forza, ad una spinta, e questo concetto può essere declinato in decine di modi diversi; noi ci soffermeremo sulla resistenza degli organismi viventi a sostanze che l’uomo utilizza per combatterli.
In questa conversazione itorniamo con l'incontro mensile con l’enologo Ramon Persello, con lui affronteremo e approfondiremo le seguenti tematiche:
Le tignole della vite, Lepidotteri che allo stadio larvale sono antofagi e carpofagi, rappresentano da sempre gli ampelofagi chiave nel definire le strategie di difesa/lotta.
Le ampelopatie arrivate dal Nuovo Mondo, che hanno devastato l’Europa a partire dalla metà dell’Ottocento, sono state nell’ordine Oidio, Fillossera e Peronospora.
In questo Conversazione viticola abbiamo evidenziato l’importanza del monitoraggio di tutti i dati rilevabili nel vigneto per quantificare la variabilità intra-parcellare (il sub-vigneto) ed effettuare la vendemmia selettiva per valorizzare il potenziale enologico delle uve.
In questa diretta abbiamo approfondito varie tematiche che, di seguito, vi sintetizzo:
In questo incontro abbiamo affrontato la tematica del monitoraggio della peronospora, che è fondamentale per rilevare i primi attacchi che si originano dalle oospore, svernate nel terreno. Germinando, esse liberano le zoospore che sono in grado di avviare le infezioni primarie.
Negli ultimi dieci anni Flavescenza Dorata è di nuovo in espansione in tutto il Nord Italia e si è manifestata, con danni di varia intensità in tutt’Italia.
’𝐎𝐢𝐝𝐢𝐨, una delle malattie più importanti per la difesa della vite, è oggetto di particolare attenzione da parte del viticoltore nella fase finale della stagione (eventuale lotta ai casmoteci) e, alla ripresa vegetativa, per il ruolo determinante delle infezioni precoci.
In questo appuntamento Giovanni Bigot insieme all'Ampelonauta senior di Perleuve, Alessandra Di Gregorio, ha affrontato la tematica del monitoraggio dell’Oidio fondamentale per impostare l’eventuale inizio dei trattamenti contro questa pericolosa crittogama della vite.
Negli ultimi anni nei vigneti, a causa del cambiamento climatico, è stato favorito lo sviluppo dell’Oidio (soprattutto da settembre in poi, in caso di mancata protezione, ad esempio con Ampelomyces) grazie ad una maggiore produzione di forme svernanti (sessuate) del fungo, i casmoteci.
Come vedremo, la sopravvivenza del fungo può avvenire anche all’interno delle gemme ibernanti che, in primavera, danno origine ai “germogli bandiera”; la vegetazione è completamente infettata dal patogeno.
In primavera i casmoteci maturi, di colore scuro (nero), aggrappati con i loro uncini al tronco e sul cordone permanente della vite, germinano liberando le ascospore dell’Oidio; queste sono veicolate sulla nuova vegetazione dalle piogge e schizzi d’acqua.
Quando si verificano le condizioni meteoclimatiche necessarie al rilascio delle ascospore, cioè in presenza di temperature medie sopra gli 8 °C e una pioggia di almeno 2,5 mm, prendono avvio le prime infezioni ascosporiche.
Le tematiche che abbiamo affrontato riguardano l’importanza del corretto monitoraggio di questo fungo che si svolge durante tutta la stagione vegetativa e, anche, nel corso del riposo invernale (sintomi sui tralci).
Vi dimostrerò che aver monitorato, nel 2022, l’Oidio e il suo potenziale di inoculo ci permette di gestire, in maniera sostenibile, gli interventi antioidici nell’annata in corso.
Insieme ad Alessandra abbiamo esaminato alcuni aspetti salienti che qui elenco sinteticamente:
• Dove cercare (monitorare) l'oidio nel vigneto?
• Come riconoscere i germogli bandiera?
• Come identificare le infezioni ascosporiche?
• Utilizzo strategico (nella difesa) delle Mappe di rischio elaborate in 4GrapesR
• Approfondire le conoscenze consultando le GAM (Guide Al Monitoraggio) dell’Oidio
• Utilizzo dell’Intelligenza Artificiale grazie a 4GrapesR
• Una panoramica della diffusione e gravità dell’Oidio in Italia (anni 2010-2023)
• L’importanza di trattamenti precoci nel prevenire le infezioni ascosporiche dell’oidio.
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