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Dino Zoff era il mio idolo di bambino. Tutti i miei coetanei volevano essere Paolo Rossi, io invece volevo essere lui, mi piaceva profondamente quel suo parlare poco, quel suo essere da solo tra i pali, quel senso di sicurezza che emanava. L’11 luglio del 1982, quando l’Italia vinse i mondiali in Spagna, io avevo dodici anni e Zoff quaranta. Quarant’anni dopo mi sono seduto davanti a lui per farmi raccontare quell’estate ma anche e soprattutto la sua idea della vita.
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By Mario Calabresi e Marco Bardazzi - Chora Media4.1
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Dino Zoff era il mio idolo di bambino. Tutti i miei coetanei volevano essere Paolo Rossi, io invece volevo essere lui, mi piaceva profondamente quel suo parlare poco, quel suo essere da solo tra i pali, quel senso di sicurezza che emanava. L’11 luglio del 1982, quando l’Italia vinse i mondiali in Spagna, io avevo dodici anni e Zoff quaranta. Quarant’anni dopo mi sono seduto davanti a lui per farmi raccontare quell’estate ma anche e soprattutto la sua idea della vita.
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