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All’indomani dell’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso, Israele, com’è noto, ha dapprima dichiarato di essere “in guerra” e ha poi attivato il meccanismo di emergenza mediante il gabinetto di sicurezza e l’applicazione dell’art. 40 della Legge fondamentale che regola – anche se non con il crisma della Costituzione – simili situazioni. Da ormai due settimane lo Stato ebraico ha posto sotto assedio Gaza attraverso l’uso di mezzi aerei, provocando, secondo le stime Onu, più di 4.600 morti, di cui almeno due terzi civili, colpendo oltre il 42% delle abitazioni della Striscia e contribuendo a un disastro sociale e umanitario con quasi un milione e mezzo di sfollati, cui difficilmente si intravede una soluzione, vista la comprensibile reticenza dell’Egitto a farsi carico della completa gestione dei rifugiati.
Mentre già nel sistema mediatico occidentale e italiano si assiste alla solita contrapposizione tra opposte fazioni, che ricalca quanto già osservato per le ultime crisi (sanitaria, bellica, “ambientale”), il conflitto nel contesto israelo-palestinese imperversa, coinvolgendo militari e civili e innescando al contempo un poderoso sistema di crisi locali e regionali che è destinato con ogni probabilità a modificare nel profondo la geografia politica regionale e gli equilibri mondiali (puntata del 14 ottobre 2023)
Per approfondimenti: https://www.geopolitica.info/hamas-is...
L’attacco militare da parte di Hamas nei territori israeliani oltre il confine della striscia di Gaza, attacco per molti versi inedito, soprattutto per il suo carattere multidimensionale, apre scenari nuovi del fragilissimo equilibrio della regione e più in generale per quello medio orientale, con rilevanti implicazioni di scala anche globale. Vediamone insieme le implicazioni più rilevanti.
(episodio del 10 ottobre 2023)
Antonio Spadaro, direttore de “La civiltà cattolica”, affronta il tema della geopolitica vaticana in L’atlante di Francesco. Vaticano e politica internazionale (Marsilio, 2023), a dieci anni dal suo pontificato. Il libro si compone di due parti: la prima nella quale vengono individuati i riferimenti culturali alla base del pensiero e dell’azione del pontefice; la seconda in cui si rappresentano le “mappe” del papato di Bergoglio, gli snodi geografici che hanno improntato la sua agenda globale. Qual è la geografia che ne emerge? Ne parliamo in questo nuovo episodio di Globus.
“Il nodo di Gordio” viene ristampato da Adelphi non casualmente in un momento di radicale rivisitazione degli equilibri mondiale qual è quello attuale. Scritto da Ernst Jünger nel 1953, in un altro frangente altamente significativo della storia mondiale, questo trattato sulle relazioni tra Oriente e Occidente ha visto la risposta, due anni dopo, di Carl Schmitt, che propose i temi a lui cari come replica all’elaborato dell’amico teorico della Mobilitazione totale. Il volume si presenta in questa sequenza, con una nota finale di Giovanni Gurisatti. Ne parliamo in questo nuovo episodio, vedetelo e iscrivetevi al canale!
Se pensiamo che l'attuale crisi di Credit Suisse e della Silicon Valley Bank sia un caso isolato, ci sbagliamo di grosso. Non solo abbiamo ancora sotto ai nostri occhi gli effetti disastrosi della crisi del 2008, ma c'è un precedente storico che dovrebbe farci molto riflettere: la crisi sui bulbi di tulipano del 1636-37 in Olanda. Le riflessioni sono tratte dal mio articolo “Alle origini della geografia dell’incertezza. Il capitalismo mercantile nell’Olanda del Seicento” (disponibile qui https://www.academia.edu/5007434/Alle_origini_della_geografia_dellincertezza_Il_capitalismo_mercantile_nellOlanda_del_Seicento)
Prima la Silicon Valley Bank, dedita a finanziare progetti ad alto impatto tecnologico ma molto rischiosi, in un gioco speculativo e finanziario che ha portato progressivamente al crack della banca che solo pochi mesi prima era stata considerata da Forbes come una delle migliori negli Stati Uniti. Poi Credit Suisse, che sta vivendo in questi giorni una crisi profondissima di credibilità e una fuga di liquidità che ha portato la Banca Centrale Svizzera a erogare prestiti per circa 50 miliardi di franchi. Si tratta di due eventi non slegati tra loro e che, in un quadro unitario, rappresentano una pericolosissima catena di crisi della finanza internazionale destinata ad avere ripercussioni di medio e lungo periodo, per il settore economico ma anche con implicazioni geopolitiche rilevantissime.
Siamo soliti pensare alla geografia come quella materia un po' noiosa che impariamo a scuola. Ma è realmente così, è solo quella disciplina meramente descrittiva? In questo podcast vediamo come la geografia abbia degli inevitabili legami di base con la politica.
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GLOBUS è un podcast di approfondimento sulla geografia politica, su questioni di geostoria e di geopolitica, a cura di Alessandro Ricci, ricercatore e docente. GLOBUS è un podcast pensato come…
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