Se dalla Russia non arriva abbastanza gas, dall'Opec+ non arriva abbastanza petrolio. È una scarsità di offerta sempre più evidente ad alimentare la corsa dei prezzi. Anche per il greggio, che continua ad aumentare di prezzo.
Il Brent, che da inizio anno ha guadagnato oltre il 60%, oggi sfiora la soglia degli 86 dollari al barile, mentre il Wti si è spinto sopra 83 dollari, in rialzo per la nona settimana consecutiva. Un rally così prolungato non si verificava dal 2015. E forse non è un caso che le scorte petrolifere dei Paesi Ocse si siano ormai ridotte ai minimi proprio dal 2015. È un capovolgimento notevole rispetto all'anno scorso, quando la paralisi da pandemia faceva traboccare i serbatoi di stoccaggio, addirittura al punto da provocare un crollo sotto zero del valore del Wti.
Dietro la notizia
Dopo il Covid, nuove nuvole si stagliano sull'orizzonte internazionale: quelle della stagflazione. L'eventualità è stata evocata per la prima volta qualche mese fa dall'economista Nouriel Roubini, che aveva già previsto la crisi finanziaria del 2007-2009. Ciò che è più grave è che i mercati finanziari cominciano a temere un simile scenario, nonostante i governatori di numerose banche centrali continuino a sostenere che la crescita dei prezzi delle materie prime e degli altri beni sia solo temporanea.
Speciale elezioni amministrative
C'era tempo fino a oggi alle 15 per votare ai ballottaggi per eleggere i sindaci di 65 Comuni, inclusi 10 capoluoghi di provincia: Roma, Torino, Trieste, Varese, Savona, Latina, Benevento, Caserta, Isernia e Cosenza. Coinvolti circa 5 milioni di italiani. Al primo turno al centrosinistra: Milano, Bologna e Napoli
Ospiti: Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, Alessandro Plateroti, editorialista del Sole 24 Ore, Elisabetta Fiorito, Radio24