🎙️ IL CAPPIO e altri libri

🎙️ IL CAPPIO e altri libri

By MARCELLA BOCCIAArtsBooks
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🎙️ IL CAPPIO e altri libri episodes

  • La tua voce è il mio veleno (Marcella Boccia)
    La tua voce è il mio veleno (Marcella Boccia)

    La tua voce scivola sulla mia pellecome un coltello affilato di seta,mi accarezza, mi incanta, mi uccide,è miele amaro sulle mie ferite.Ogni parola tua è un morso di luce,un’ombra che danza sul bordo del cuore,un’eco che resta anche quando taci,un veleno dolce da cui non voglio guarire.Mi hai detto amore, e il suono ha trematonelle mie ossa fragili come vetro,mi hai detto mia, e il mondo si è strettocome una corda d’oro intorno al respiro.La tua voce mi brucia, mi piega, mi spezza,è il sussurro che scava la notte più nera,è il vento che porta promesse e tempeste,è il veleno che bevo con labbra felici.E se anche un giorno dovessi sparire,se il silenzio inghiottisse il tuo nome,la tua voce resterebbe nel sangue,sussurrando piano la fine di me.

    (Dal libro “Poesie d’amore" di Marcella Boccia)
    2 min
  • Ti ho amato fino a sanguinare (Marcella Boccia)
    Ti ho amato fino a sanguinare (Marcella Boccia)

    Ti ho amato fino a spellarmi l’anima,fino a lasciarti impresso nelle venecome un veleno dolce da cui non voglio guarire,come una febbre che non smette di ardere.Ti ho amato con la furia delle ondeche si schiantano contro le scogliere d’inverno,con il pianto delle stelle morentinell’abisso nero della notte.Ti ho amato come si ama il peccato,con la bocca sporca di desiderio,con le mani tese verso il fuoco,con il cuore offerto in sacrificio.E ora vago tra le rovine di noi,tra i baci che ancora mi bruciano la pelle,tra i sussurri che si sono fatti cenere,tra le cicatrici che portano il tuo nome.Ma se tornassi, se solo tornassi,ti amerei ancora, ancora e ancora,fino a consumarmi, fino a sparire,fino a sanguinare l’ultimo respiro del cuore.

    (Dal libro “Poesie d’amore" di Marcella Boccia)
    2 min
  • Labbra come ferite aperte (Marcella Boccia)
    Labbra come ferite aperte (Marcella Boccia)

    Le tue labbra, amore, sono ferite aperte,rosse come il tramonto che annega nel mare,calde come il ferro fuso che marchia la pelle,pronte a bruciarmi ancora, ancora, ancora.Quando mi baci, il mondo si lacera,cade in ginocchio, geme, si svena,e il cielo si spezza in mille zaffirimentre il mio cuore si piega alla tua rovina.Mi hai detto amore, e quel suono mi ha inciso,come un coltello che affonda nel miele,come un rosario di spine sulla bocca,una preghiera che si spegne nel sangue.Sei il peccato che non voglio lavare,la febbre che mi tiene viva,l'assenza che scava cattedrali d'ombranel tempio fragile del mio petto.Baciami ancora, fammi sanguinare,voglio sentire la ferita del tuo amorescorrermi addosso come un fiume di fuoco,finchÊ non diventerò cenere nel tuo respiro.



    (Dal libro “Poesie d’amore” di Marcella Boccia)
    2 min
  • L’acqua sa tutto (Marcella Boccia)
    L’acqua sa tutto (Marcella Boccia)

    L’acqua sa tutto, scivola nei secoli senza domande, si insinua nelle crepe della Storia, lava via il sangue e il pianto, ma ne conserva il sapore. Sa il nome di chi affonda con le mani tese al cielo e la bocca piena di sale, di chi si arrende all’abbraccio liquido come un figlio stanco, di chi scompare senza eco tra le onde chiuse nel silenzio. Sa il peso dei corpi caduti nei fiumi, nelle vasche, nelle cisterne, nelle stanze dove la morte è stata scelta come un vestito troppo stretto da portare ancora. Sa la fatica delle labbra screpolate che mormorano preghiere tra deserti senz’ombra, sa i piedi che sanguinano su strade di polvere e piombo, le gole vuote di chi muore con il miraggio di un fiume negli occhi. L’acqua sa tutto. Ma non parla. Si lascia bere, si lascia attraversare, e dentro di sé conserva ogni segreto.

    (Libro: “Nebbia”, di Marcella Boccia)
    3 min
  • Dimenticare come si respira (Marcella Boccia)
    Dimenticare come si respira (Marcella Boccia)

    Dimenticare come si respira è lasciare che l’aria diventi vetro, schegge invisibili nella gola, macerie di ossigeno che non trovano più casa nei polmoni. È l’arte segreta di chi affonda senza muovere un muscolo, di chi impara a stare immobile mentre il mondo gli scivola addosso come pioggia che non bagna più. Dimenticare come si respira è un inverno sottopelle, una lingua che non sa più il suono del proprio nome, un cuore che sbaglia i battiti e si crede pietra. Eppure, nel silenzio delle vene, una voce lontana mi chiama, un soffio testardo mi spinge, come una mareggiata nera che non ha ancora deciso se vuole uccidermi o salvarmi.Il battito irregolare del tempoIl tempo inciampa, si spezza, si ricuce male come una ferita cucita in fretta. Si piega su se stesso, un foglio di carta troppo letto, gli angoli stropicciati di un ricordo che non vuole morire. A volte corre, e io resto indietro, come un nome dimenticato sulla lingua, come un’ombra senza corpo, come una mano che si tende nel vuoto. Altre volte si blocca, e mi inchioda ai giorni lunghi, alle stanze senza porte, ai pensieri che tornano come marea nera sul cuore. Ogni secondo è un battito irregolare, un’aritmia che graffia il petto, una danza scomposta tra il vivere e il lasciarsi andare. E io conto il tempo con il respiro, aspettando che smetta di sbagliare il passo, che mi dimentichi, o che finalmente mi porti via.
    3 min
  • La nebbia sotto la pelle  (Marcella Boccia)
    La nebbia sotto la pelle  (Marcella Boccia)

    La nebbia non è fuori, non danza sui marciapiedi scrostati, non si insinua tra i rami spogli né affoga i lampioni nel suo abbraccio di fumo. La nebbia è sotto la pelle, impigliata nei nervi come un filo spinato, è una coltre muta tra me e il mondo, una mano trasparente che mi chiude gli occhi dall’interno. Ho cercato il sole a mani nude, mi sono incisa la pelle per vederne il chiarore filtrare dalle vene, ma solo un buio lattiginoso mi è colato tra le dita, come latte avariato. La nebbia non evapora, non si arrende all’alba, non indietreggia al vento. Si addensa dentro, si solidifica, diventa carne, e io, statua di bruma, rimango qui, senza volto, senza nome, senza tempo.

    (Libro: “Nebbia”, di Marcella Boccia)
    2 min
  • Il cielo ha smesso di rispondere (Marcella Boccia)
    Il cielo ha smesso di rispondere (Marcella Boccia)

    Il cielo ha smesso di rispondere,e le mie preghiere senza Diosi sono perse nel vuoto,fragili come il fiato d’invernosui vetri di una stanza vuota.Non c’è più eco,né segni da interpretare tra le nuvole,solo un’assenza densache mi stringe la golacome un’ombra troppo vicina.Una volta c’era il vento,portava sussurri di mondi lontani,di foglie che cadevanosenza chiedere il perché.Ora anche il vento tace.E il silenzio è un velo sottileche mi separa da ogni cosa,un sudario leggeroche scivola sulla mia pellesenza che io trovi il coraggio di strapparlo.

    (Libro: “Nebbia” di Marcella Boccia)
    2 min
  • Ho bussato alla porta dell’inferno (Marcella Boccia)
    Ho bussato alla porta dell’inferno (Marcella Boccia)

    Ho bussato alla porta dell’inferno,con le nocche sbucciate e il fiato corto,aspettando che qualcuno rispondesseo che almeno il vento mi dicesse di tornare.Ma il vento taceva,e le fiamme erano fredde,solo una nebbia spessa come piomboavvolgeva i miei passi incerti.Ho chiamato i dannati per nome,ma non c’era risposta,solo il battito sordo del mio cuorecontro il muro di un Dio distratto.Forse l’inferno è questo silenzio,questa lunga attesa senza voce,questa porta che non si apree non si chiude mai.

    (Libro: “Nebbia” di Marcella Boccia)
    2 min
  • La bellezza della fine (Marcella Boccia)
    La bellezza della fine (Marcella Boccia)

    C'è una grazia segreta nell’ultima luce,quando il giorno si sporge sull'orlo del nullae il cielo si scioglie in un pallore d’argento.C'è un'eleganza sottile nel crollo,nelle mani che lasciano andare,nel respiro che si spegnecome un’eco tra le ossa.Nessuno parla della bellezza della fine,dell'attimo esatto in cui il dolore si curvae diventa silenzio,del modo in cui il vento raccogliele ultime parole e le disperdetra i campi dell’eternità.Forse morire è solo questo:svanire con grazia,come la bruma che si dissolve all’alba,come una foglia che si staccasenza chiedere perché.

    (Libro: “Nebbia” di Marcella Boccia)
    2 min
  • Nebbia rossa (Marcella Boccia)
    Nebbia rossa (Marcella Boccia)

    Nebbia rossa striscia sui viali deserti,s'insinua tra le costole della nottecome una lama sussurrata alla carne,un presagio inciso nei muri anneriti.Sangue rappreso sulle rotaie arrugginite,memorie in frantumi nelle vetrine vuote,il vento trascina nomi senza voltoche il tempo ha scolpito su pietre gelide.Eppure, la città respira ancora,tra le sirene che ululano nel nulla,tra passi dispersi sull'asfalto bagnato,tra i riflessi di occhi che non dormono mai.Se questa è la fine, che sia rossa,che sia incendio che consuma l’assenza,che sia l’ultimo abbraccio di un mondo morenteprima di svanire nel buio senza volto.

    (Libro: “Nebbia” di Marcella Boccia)
    2 min

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 – Il Podcast "La poesia è un cappio attorno al cuore: stringe, soffoca, eppure ti tiene in vita."
"IL CAPPIO e altri libri" è il podcast che dà voce ai…