🎙️ IL CAPPIO e altri libri

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By MARCELLA BOCCIAArtsBooks
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🎙️ IL CAPPIO e altri libri episodes

  • L’arte di morire bene (Marcella Boccia)
    L’arte di morire bene (Marcella Boccia)

    Mi hanno insegnato l’arte di sopravvivere,di ingoiare le spine senza sanguinare,di camminare sui chiodi senza inciampare.Mi hanno detto che il dolore si domacome un cavallo selvaggio,che basta stringere i dentie aspettare che passi.Ma io ho imparato l’arte di morire bene,con la grazia delle foglie d’autunnoche non urlano quando cadono,con la dignità di una statua etruscache sorride ancora dopo millenni sottoterra.Ho imparato dai vecchi di Napoliche parlano con i mortie li salutano ogni mattina,ho imparato dai poeti impiccatiche la parola finepuò essere scritta con una corda.Ho imparato che il cappioè una promessa mantenuta,che c’è più libertà in un nodo scorsoioche in mille giorni a marcire in questa gabbiache chiamano vita.Non c’è bisogno di drammi,di lettere lasciate sul tavolo,di candele accese nel buio.Si muore bene come si vive male:in silenzio,senza disturbare nessuno.E quando verranno a cercarmi,troveranno solo una stanza vuota,una finestra aperta,una città che continua a respirarecome se nulla fosse mai accaduto.Perché l’arte di morire beneè saper svanire senza fare rumore,lasciare il mondosenza chiedergli più nulla.E se esiste un Dio lassù,che mi guardi negli occhie impari da mecome si fa.



    (Libro: “Il cappio” di Marcella Boccia)
    3 min
  • Il poeta è un dio minore (Marcella Boccia)
    Il poeta è un dio minore (Marcella Boccia)

    Il poeta è un dio minore,uno scarto di creazione,un angelo con le ali tarateche Dio ha scacciato senza far rumore.Lo trovi nei vicoli di Napolia masticare bestemmietra i panni stesi e il fumo densodei sogni bruciati.Lo trovi sui binari di Bologna,gli occhi fissi sui treni che partono,senza mai salire,perché ogni destinazione è una condanna.Lo trovi nei bar di Torino,a scrivere versi sulle tovaglie di cartamentre gli operai della Fiatalzano bicchieri di vino amaroper mandare giù il turno di notte.Il poeta è un dio minoreperché vede tutto e non salva nessuno.Nemmeno se stesso.Ha le mani sporche di parole,ma le parole non bastanoa ricucire le ferite della terra,a raddrizzare la schiena piegatadi chi porta il peso della Storia.Il poeta è un dio minore,senza tempio né fedeli,senza miracoli da vendere ai disperati.Scrive per allentare il cappio,ma ogni verso lo stringe più forte.Scrive perché la morte abbia un nome,una forma, un volto,e non sia solo un’ombrache aspetta sull’uscio.E quando la notte si chiude come un sipario,quando il mondo si addormenta senza sogni,il poeta resta sveglio,inchiodato alla sua croce di carta,con il cuore che batte troppo forte,con il cuore che batte troppo poco.Perché il poeta è un dio minore,e non ha mai chiesto di essere dio.

    (Libro: “Il cappio” di Marcella Boccia)
    3 min
  • Eutanasia dell’anima (Marcella Boccia)
    Eutanasia dell’anima (Marcella Boccia)

    Hanno staccato la spina al cielo,le stelle si sono spente come lampadine rotte,e io sono rimasta qui,seduta sul ciglio della notte,con la bocca piena di silenzio.Ho visto il sole sgozzarsi sui tetti di Milano,la sua luce colare nelle stradecome sangue da una giugulare aperta.E nessuno si è fermato a guardare.L’Italia è una madre che allatta veleno,che canta ninne nanne ai bambini sepoltisotto il fango di Giampilieri,tra le macerie dell’Aquila,sotto i ponti crollati di Genova.Ho chiesto a Dio il permesso di morire,mi ha risposto il ventoche soffia tra i portici di Bolognae sa di vino andato a male.Il poeta è un condannato a morte,senza sbarre, senza processo.Scrive per allentare il cappio,ma ogni parola stringe più forte.E allora datemi una dolce eutanasia,non del corpo—quello lo porta via il tempo—ma dell’anima che si contorce e sbava,che batte i pugni contro il pettocome un uccello impazzito in una gabbia senza uscita.Datemi la pace che si concede ai cavalli rotti,alle querce sradicate dal vento,ai cani randagi che nessuno vuole amare.Che sia veloce come un colpo alla nuca,o lenta come la ruggine sulle statuenei cimiteri di Firenze.Perché io non voglio più esistere a metà,non voglio essere un relittotrascinato a riva dal tempo.Voglio spegnermi intera,come un lampo nel buio,come un dio stancoche si concede il lussodi non essere più nulla.


    (Libro: “Il cappio” di Marcella Boccia)
    3 min
  • Il cappio (Marcella Boccia)
    Il cappio

    Mi stringe la gola la cravatta del cielo,un nodo scorsoio fatto di vene,rosso come i tramonti sui tetti di Roma,nero come l’inchiostro nei pozzi di Dio.L’Italia è una madre che culla i suoi morti,li canta nel vento sulle mura di Napoli,li lascia marcire nei letti d’ospedale,li vende a basso costo alle guerre sbagliate.Ho visto uomini credersi liberimentre si stringevano al collo i giorni,mentre contavano il prezzo del pane,mentre baciavano i figli con labbra disfatte.Il poeta è un dio minore,un profeta senza altari né croci,una Sibilla che scrive col sanguee ride mentre il mondo si impicca.Il cappio è un cerchio perfetto,come l’eternità,come la menzogna,come il destino.E quando l’aria si farà strettacome un vicolo di Palermo,come una bara lasciata socchiusa,quando la mia lingua cercherà paroleche nessun uomo vuole ascoltare,forse allora capiròse sono mai stata vivao solo un'eco spezzatanel buio di un universo sordo.

    (Libro: “Il cappio” di Marcella Boccia)
    3 min

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"IL CAPPIO e altri libri" è il podcast che dà voce ai…