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Si è da poco conclusa una votazione federale sul contenimento dell’immigrazione, ma il dibattito sull’evoluzione demografica continua, riguarda anche il calo delle nascite. Cosa succede quando sempre più persone non hanno figli? È davvero sempre una scelta? E perché la diminuzione della popolazione è vista come un problema? In questo episodio seguiamo le tracce di uno studio appena pubblicato su genitorialità e infertilità in Svizzera, cercando di capire quale potrà essere il nostro futuro demografico.
Lo facciamo con Gianluca Olgiati, che ha seguito a Zurigo la presentazione dello studio.
I Mondiali di Calcio sono iniziati e noi puntiamo lo sguardo su chi li organizza, la FIFA (la Federazione Internazionale di Calcio) e soprattutto su colui che è il volto della federazione, il presidente Gianni Infantino. Un uomo potente e con una visione del calcio che sta ridefinendo il gioco a livello globale.
Come è arrivato fin qui? Dalla sua infanzia in Vallese, quale percorso lo ha portato ai vertici del calcio mondiale? E quale direzione sta dando al calcio, cosa vuole cambiare, dopo gli scandali che hanno scosso la FIFA?
Con l’aiuto del collega della redazione sportiva, Gianluca Pusterla, vi proponiamo un ritratto di Gianni Infantino.
La sua immagine e il suo nome si ritrovano sempre più spesso quando si parla di Israele: Itamar Ben Gvir, ministro della Sicurezza nazionale israeliano, ha polarizzato l’attenzione globale dopo l’intercettazione dell’imbarcazione degli attivisti che volevano portare aiuti a Gaza, la Global South Flottiglia. Gli attivisti fermati e poi rientrati hanno accusato le autorità israeliane di violenze e abusi, raccontando delle provocazioni e umiliazioni subite proprio dal ministro Itamar Ben Gvir.
Quali sono gli obiettivi politici di Itamar Ben Gvir e del suo partito l’ “Otzma Yehudit”? Come si inserisce nel governo di Benjamin Netanyahu? E come vengono accolte all’interno del Paese le voci critiche?
Con Michele Giorgio cerchiamo di capire l’ascesa di un ultranazionalista e le reazioni che sta suscitando.
Sotto il microscopio sembra un lombrico attorcigliato, ma è particolarmente crudele e letale: il virus Ebola. Una variante finora poco diffusa sta causando un’epidemia, partita dalla Repubblica democratica del Congo. I casi aumentano, ma è poco probabile che il virus arrivi in Europa e in Svizzera. Come mai? E perché è così difficile curare chi si ammala?
In questo episodio, con la giornalista RSI Michèle Volonté, ci occupiamo di alcuni aspetti scientifici legati a Ebola, compresa la ricerca condotta anche a Bellinzona. Ma scopriamo anche come i contagi riflettano anche problemi più ampi di questa regione dell’Africa: guerre, flussi di rifugiati, instabilità economica, sfruttamento delle risorse minerali. La crisi non è solo sanitaria, ma anche di sicurezza, e umanitaria.
Da settimane, la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno mostrando cosa accade quando il traffico delle petroliere tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano si interrompe.
Il prezzo dell’“oro nero” continua ad oscillare, spesso verso l’alto: ma chi lo stabilisce, gli aumenti sono giustificati? E chi sono oggi i maggiori produttori di petrolio?
In questo episodio proviamo a fare chiarezza sul funzionamento del mercato petrolifero, guardiamo a quanto e’ presente il petrolio nella nostra vita quotidiana e cerchiamo di capire perché, qui in Europa, pur così lontani dallo Stretto di Hormuz, sentiamo comunque gli effetti della sua chiusura.
Lo facciamo con Marzio Minoli, della redazione economica.
Dopo il tracollo dei Laburisti alle elezioni amministrative del 7 maggio, le critiche al premier britannico Keir Starmer si moltiplicano. Il voto sta mostrando tensioni già presenti nella politica britannica e conflitti interni crescenti nel Partito Laburista, restituendo anche l’immagine di un Paese confrontato a sfide profonde.
Come si e’ arrivati alla crisi di leadership del premier, eletto nel 2024? Qual è il peso della Brexit sul Paese? E cosa significa per il Regno Unito un’instabilità politica che ha visto succedersi tre primi ministri in meno di quattro anni?
Ne parliamo con la nostra collaboratrice da Londra, Loretta Dalpozzo.
Il personale di cura in Svizzera si trova a un bivio: nel 2021 un ampio consenso popolare ha detto sì alle urne all’iniziativa Per cure infermieristiche forti. Ma le aspettative di miglioramento delle condizioni di lavoro si stanno confrontando con decisioni politiche che stanno ridimensionando le richieste dell’iniziativa.
Quale vantaggio allora per infermiere e infermieri e quindi per i pazienti? Perché non si riesce a ridurre il carico di lavoro?
Ne parliamo in questo episodio con il collega Mattia Serena, corrispondente da Berna, a Palazzo Federale.
1,75 franchi in piu’ all’ora possono fare la differenza. Sì, perché riguardano il salario orario minimo, che in Ticino è destinato ad aumentare. Oggi è fissato tra 20,00 e 20,50 franchi all’ora. Entro il 2029, dovrà raggiungere la forchetta tra 21,75 e 22,25 franchi all’ora. Conclusi gli adeguamenti, lo stipendio annuale sarà aumentato di 4800 franchi. Una decisione significativa, nel cantone dove si guadagna circa il 20% in meno rispetto al resto della Svizzera (salario mediano).
Ne approfitteranno migliaia di persone, soprattutto frontalieri, attualmente nelle fasce meno pagate. Ma gli impiegati di quali settori ne beneficeranno maggiormente? E in che misura questa soglia rischia di scontrarsi con una nuova legge in discussione al Parlamento federale, a Berna?
Ne parliamo con il collega Luca Berti, che risponde a queste e altre domande, tra il concreto e il filosofico. Perché dietro lo stipendio c’è anche il concetto di dignità.
Difendo il messaggio del Vangelo, ciò in cui credo. Senza alzare la voce, ma con determinazione, Leone XIV nelle ultime settimane ha lanciato un messaggio ai potenti del mondo, affermando il suo chiaro “no” alla guerra, ha chiesto un ritorno alla pace. Dalle dure condanne a chi manipola la religione per giustificare la violenza, fino allo scontro diretto con Donald Trump, il Papa si è espresso contro chi alimenta i conflitti e chi spinge verso il riarmo.
Uno stile pacato, il suo, che comincia a delineare i tratti di papa Prevost, eletto un anno fa. E anche il primo viaggio significativo all’estero, appena concluso in Africa, ci racconta molto della direzione del suo pontificato.
Con il collega Paolo Rodari ripercorriamo allora questo primo anno per capire meglio chi è il pontefice statunitense: quanta continuità c’è con il suo predecessore, Francesco? Perché lo scontro così duro con Donald Trump? E quali sono i temi che più gli stanno a cuore?
Il 9 febbraio 2026, un tribunale di Hong Kong, invocando la legge sulla sicurezza nazionale, condanna Jimmy Lai a 20 anni di carcere per “collusione con forze straniere e sedizione”. Per il miliardario 78enne, magnate dei media e instancabile attivista per i diritti civili e politici a Hong Kong, la condanna equivale quasi a un ergastolo.
In questo episodio ripercorriamo la storia di Jimmy Lai con il collega Julian Michaels , che ha intervistato il figlio di Jimmy Lai, Sebastien Lai, di cui sentiremo la voce.
Ritracciamo anche la storia di Hong Kong, dal 1997 diventata una Regione Amministrativa Speciale della Repubblica Popolare Cinese, per capire la sua evoluzione. Come è nata la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong? Perché ci sono state tante proteste di piazza pro-democrazia negli ultimi anni? Come ha fatto la città a diventare uno dei centri economico-finanziari più importanti al mondo?
Buon ascolto.
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