il posto delle parole

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  • Lorella Bertoglio "Gallipedia"
    Lorella Bertoglio, Massimo Galli
    "Gallipedia"
    Voglio dire...
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/


    "Spiegare le malattie infettive è stato il lavoro della mia vita."


    Gallipedia è il più lungo racconto che Massimo Galli abbia mai fatto di sé. Durante la pandemia è stato scelto da molti come punto di riferimento per la coerenza e la credibilità dimostrata nello ‘spiegare’ i comportamenti del virus. Senza peli sulla lingua e senza opportunismi o compiacenze, ma anche ricordando come, di fronte a una malattia nuova, non esistano verità assolute e la scienza debba procedere passo per passo. C’è chi lo ha accusato di essere catastrofista, ma è solo stato coerente anche a rischio di risultare antipatico e ciò che ha detto è sempre stato basato su dati e fatti. Questo non è il libro sulla pandemia, che scriverà forse un giorno, ma un viaggio nelle esperienze di un uomo rigoroso e con un grande senso del dovere, alla ricerca della persona nascosta dietro al medico e allo scienziato. Che sa essere ironico, se decide di esserlo, ma di cui è molto difficile infrangere la riservatezza. Ha accettato di scriverlo per poter raccontare le malattie infettive che ha combattuto, curato e studiato, nella speranza di offrire utili informazioni ai lettori. Pagando il prezzo di raccontarsi un po’, senza sottrarsi a domande che i media hanno tentato più volte di proporgli, con scarso successo. Non proprio a tutte…però. Ne è risultato il racconto di una vita molto piena di storie, curiosità e interessi, anche ben al di là del suo essere infettivologo. Voglio dire…

    Lorella Bertoglio, nata a Lugano, si è perfezionata in lingue straniere e comunicazione a Londra. Da molti anni lavora in televisione curando programmi di salute. È proboviro di UNAMSI, l’Unione Italiana dei giornalisti Medico Scientifici. Negli anni ha intervistato i grandi specialisti della medicina, italiani e stranieri. Gallipedia è il suo primo “bambino di carta”.


    Massimo Galli, laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso L’Università Statale di Milano, che lo chiama come Professore Ordinario di Malattie Infettive nel 2000. Dal 1978 all’Ospedale Luigi Sacco, di cui ha diretto il reparto universitario di Malattie Infettive dal 2008 al 2021. Autore di oltre 600 pubblicazioni scientifiche, è stato Presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali dal 2017 al 2019. In prima linea durante la pandemia, continua a combattere le malattie infettive, a fare ricerca e a curare.



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    28 min
  • Lorena Senestro
    Lorena Senestro
    Concentrica Open School: il Teatro della Caduta torna tra i banchi di scuola!



    28/04/2022 ore 21 | IIS Avogadro

    I PESCI&ORTIKA - “LA FORESTA” – Prima Regionale


    29/04/2022 ore 21| Liceo Berti

    BALT - “GRAY O SULLA PAURA DELLA VECCHIEZZA” - Prima Regionale



    30/04/2022 ore 21 | IIS Avogadro

    COLLETTIVO LUNAZIONE - “IL COLLOQUIO”

    05/05/2022 ore 21 | Cecchi Point

    MARCO BIANCHINI - “INTO THE WILDE” – Prima Nazionale



    06/05/2022 ore 21.00 | Liceo Berti

    FETTARAPPA SANDRI/GUERRIERI - “APOCALISSE TASCABILE” - Prima Regionale



    07/05/2022 ore 21.00 | Liceo Berti

    PAN DOMU TEATRO - “ASSENZA SPARSA” - Prima Regionale



    Concentrica ritorna tra i banchi di scuola di alcuni Istituti scolastici della città di Torino nella versione Concentrica Open School, dopo un’edizione pre-pandemia realizzata nel 2019.

    IIS Avogadro, Convitto Nazionale Umberto I e Liceo Domenico Berti sono i tre Istituti torinesi che hanno aderito all’innovativo progetto formativo, partito nel mese di gennaio 2022 con laboratori

    pratici inseriti nei percorsi di Alternanza scuola-lavoro (PCTO) volti ad informare e avvicinare i ragazzi a quelle professioni legate al settore delle arti performative spesso nascoste “dietro le quinte”, facendo loro vivere in prima persona le fasi di organizzazione di un evento culturale.

    Dal 28 aprile al 7 maggio 2022, a conclusione del periodo formativo, gli studenti diventeranno i padroni di casa e, all’interno dell’ IIS Avogadro e del Liceo Berti, accoglieranno il pubblico esterno, accompagnandolo in speciali visite guidate, raccontando la propria scuola - spesso anche eccellenza di interesse storico o artistico - occupandosi di promuovere un importante cartellone di spettacoli teatrali.



    Il focus dei titoli selezionati dalla direzione artistica di Lorena Senestro e Massimo Betti Merlin è incentrato sui linguaggi contemporanei, sulle Compagnie emergenti da tutta Italia e su tematiche vicine ai giovani. Ogni sera, dopo lo spettacolo, le Compagnie si intratterranno sul palco, di fronte al pubblico, insieme agli studenti che per l’occasione si trasformeranno anche in intervistatori, dando voce alla propria curiosità. Con Concentrica Open School, la scuola diventa così un centro culturale aperto non solo ai ragazzi ma anche alle famiglie e alla comunità intera, come risultato di un percorso di orientamento sul terzo settore iniziato nei mesi precedenti con il coinvolgimento di formatori ad hoc.




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    9 min
  • Giovanni Carlo Federico Villa "Invito a Pompei"
    Giovanni Carlo Federico Villa
    "Invito a Pompei"
    https://www.palazzomadamatorino.it/it


    Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, dall’8 aprile al 29 agosto 2022, presenta la mostra Invito a Pompei, curata dal Parco Archeologico di Pompei e da Palazzo Madama.

    Un “invito” a entrare nelle case di Pompei, a scoprire quali erano le atmosfere, come erano arredate, quali oggetti erano usati quotidianamente dai suoi abitanti, come erano decorate e abbellite, attraverso un viaggio nel mondo pompeiano.

    Il percorso espositivo, nella maestosa Sala del Senato, dove si è fatta l’Italia, si snoda attraverso gli ambienti maggiormente rappresentativi delle case più lussuose della Pompei del I secolo d.C. La domus romana, per la prima volta a Torino, spalanca le sue porte ai visitatori, accogliendoli nell’intimità domestica e mostrando loro la normalità della vita quotidiana alle pendici del Vesuvio. Un tuffo nel passato, che offre l’occasione di aggirarsi in quegli ambienti in cui l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. spense d’un colpo la vita dei suoi abitanti. La Pompei di oggi non è che lo scheletro della città antica, prosciugata di ogni forma di vita dalla calamità naturale e svuotata di quegli oggetti che consentirebbero di immaginarla così com’era.

    Apre la mostra il bel plastico di fine Ottocento della Casa del Poeta Tragico, una di quelle che più hanno stimolato l’immaginario di viaggiatori e artisti del Grand Tour, tanto da essere l’ambientazione di molte scene del romanzo Gli ultimi giorni di Pompei di Edward Bulwer-Lytton, a cui si ispira l’opera di Federico Maldarelli Ione e Nidia del Museo di Antichità – Musei Reali di Torino, che chiude il percorso.

    Una ricca selezione di oltre 120 opere, tra arredi, statue, gioielli, bronzi, vetri e apparati decorativi, è presentata al visitatore in un itinerario tra gli spazi domestici (l’atrio, il triclinio, il peristilio con il giardino, le stanze da letto), che termina con i drammatici calchi di alcune vittime.

    La mostra è dunque un invito a una visita immersiva a 360 gradi negli ultimi giorni di vita di Pompei.

    “Ogni casa racconta la storia personale e intima di una famiglia, dei suoi abitanti, ma è anche microcosmo di una società e di un’epoca, con le loro abitudini espresse attraverso gli oggetti, gli arredi e le architetture - dichiara Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei - La domus romana, in particolare, aggiunge al racconto la straordinarietà e la bellezza di pitture e mosaici da ammirare. E le mostre ci consentono di raggiungere pubblici lontani e permettere, non solo a coloro che vengono in visita a Pompei, di fruirne. Quando trovano una cornice di prestigio come Palazzo Madama di Torino, l’esperienza di conoscenza e piacere è completa.”

    “Quasi due millenni or sono giungeva ad Augusta Taurinorum la notizia dell’eruzione del Vesuvio. E delle lettere di Plinio il Giovane a Tacito si discusse forse nella Porta Decumana di un Palazzo Madama, che tanta memoria conserva della formidabile stagione artistica riscoperta in epoca illuminista con gli scavi di Pompei. Siamo profondamente grati - afferma Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama - al Parco Archeologico e al Ministero della Cultura per averci ora consentito di presentare opere di raro significato e importanza in un contesto tanto evocativo. Ogni visitatore, uscendo dalla mostra, ripercorrerà quella torre romana ove gli avvenimenti di Pompei echeggiarono nei primi secoli della nostra storia”

    La mostra si inserisce nel solco delle grandi iniziative espositive promosse dalla Fondazione Torino Musei.

    Il catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale.



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    21 min
  • Domitilla Melloni "La musica dell'anima"
    Domitilla Melloni
    "La musica dell'anima"
    Voce, canto, meditazione
    Enrico Damiani Editore
    https://www.enricodamianieditore.com/

    La voce è relazione: ci lega agli altri, ci rivela reciprocamente, invita alla trascendenza e alla contemplazione.

    Il suo è un cammino senza fine, nel quale l’incontro con le altre voci è sempre il primo passo, da cui scaturiranno tutte le armonie possibili.

    Viviamo insieme in un mare di voci, interiori ed esterne, presenti e passate, mute e sonore. Ma come si ascolta la propria voce? Come si ascoltano le voci altrui?

    Domitilla Melloni ci conduce in un viaggio dal silenzio al canto, dall’io al noi, guidandoci nella pratica della meditazione con la voce a partire da semplici esercizi che dal respiro portano fino all’espressione di sé nel canto.

    Per scoprire che, tra le mille che ci abitano, c’è anche una voce nuova, mai sentita, che ha il compito di raccogliere a unità tutte le altre, di illuminare ciò che siamo ai nostri stessi occhi, di pronunciare il nome che raccoglie tutti i nostri nomi e che ci chiama a essere quello che siamo.

    Una via per tornare in contatto con il nostro corpo, un motivo di riflessione sul legame saldissimo che unisce ogni voce alla persona che ne è animata e un’opportunità di ricerca di nuova consapevolezza fondata sulla potenza creativa e creatrice di suoni, parole e canto.

    "Racconto, in queste pagine, come si ascolta la propria voce e come si ascoltano le voci altrui, come l’ascolto di ogni voce e di tante voci che praticano insieme sia sempre un’occasione di meditazione: cioè una via per tornare in contatto con il corpo che siamo, nel qui e ora; un motivo di riflessione e di conoscenza approfondita di sé, degli altri intorno a noi, e delle relazioni che ci legano; un’opportunità di raccoglimento e di celebrazione."
    Domitilla Melloni


    Domitilla Melloni, analista filosofa e formatrice, ha fatto della voce e del canto il centro del suo studio e della sua pratica filosofica e spirituale quotidiana. Dal 2014 conduce seminari sulla conoscenza di sé attraverso la voce e il canto a Milano, Bologna e occasionalmente in altre città. Docente della scuola di Analisi biografica a orientamento filosofico di Philo,
    https://scuolaphilo.it/ ha pubblicato Forte e sottile è il mio canto (Giunti 2014) e Vecchiaia (Mursia 2014). Questo libro riprendere e rielabora il testo di Voce e meditazione, pubblicato in esclusiva per le edicole nel 2020 per la collana “Quaderni di meditazione” del “Corriere della Sera”.
    https://www.domitillamelloni.it/




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    28 min
  • Luca Nannipieri "Il destino di un amore"
    Luca Nannipieri
    "Il destino di un amore"
    Tiziano Vecellio e Cecilia
    Skira Editore
    https://www.skira.net/

    Un appassionante romanzo sui misteri che si celano dietro l'enigmatico capolavoro di Tiziano.


    Questo libro è la storia che sta dietro a uno dei più potenti dipinti del Rinascimento: la Venere di Tiziano Vecellio.
    Lei è Cecilia Soldani, la moglie dell’artista, uno dei più acclamati del suo tempo. È incinta del terzo figlio: una gravidanza complicata. Cecilia vorrebbe abortire per continuare ad amare il pittore, ma muore scegliendo di dare al mondo la creatura che il marito vuole, invece, con
    forza. Alla nascita della piccola Lavinia, Tiziano, che fino ad allora ha seguito solo gloria e denaro, è travolto dall’improvvisa coscienza di un sentimento immenso e unico, scoperto solo con la morte della moglie.
    Inizia, così, a cercare Cecilia nei suoi quadri, dipingendola con tutto l’amore che negli anni non è riuscito a darle. La Venere – realizzata nel 1538 e oggi conservata agli Uffizi – è ancora, per chiunque la osservi, la scintilla palpitante di quel dolore e di quell’amore.


    Luca Nannipieri, critico e storico dell’arte, ha pubblicato con Skira i libri Capolavori rubati (2019), Raffaello Il trionfo della ragione (2020), A cosa serve la storia dell’arte (2020), e con Rai Libri Bellissima Italia. Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale (2018).
    Il suo ultimo libro sulla storia dell’arte è in corso di traduzione e pubblicazione all’estero. Suoi volumi sono usciti allegati ai quotidiani nazionali.
    Dirige Casa Nannipieri Arte, curando mostre e conferenze, da Giacomo Balla a Keith Haring.




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    28 min
  • Patrizia Carrano "La bambina che mangiava i comunisti"
    Patrizia Carrano
    "La bambina che mangiava i comunisti"
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/

    "Per chi ha amato i comunisti. Per chi ha odiato i comunisti. Per chi non sa nulla del Pci. Per chi si illude di sapere tutto del Pci. Per chi crede nello sguardo rivelatore dell’infanzia."


    Roma, metà anni Cinquanta. Nella capitale, dove i pittori mangiano a credito nelle osterie, le ragazze sognano Cinecittà, e gli intellettuali si interrogano se sia meglio essere fuori o dentro il PCI, approda la piccola Elisabetta, figlia di una comunista bella e irrequieta, decisa a conquistare un posto di rilievo nella grande macchina organizzativa del Partito. Al seguito della madre entrerà a Botteghe Oscure; mangerà le lasagne rosse alla mensa della CGIL; aspetterà con pazienza che finiscano le riunioni in sezione; incontrerà artisti come Turcato e Mafai, poeti come Cardarelli, ma soprattutto passerà interi pomeriggi a Campo Parioli, fra gli accampati sui terreni destinati al futuro Villaggio Olimpico. La bambina che mangiava i comunisti racconta il Partito con gli occhi innocenti ma inquisitori di una bambina capace di intuire, con le sole armi dell’infanzia, la fine di una collettiva sbornia politica che avverrà nel fatidico 1956, quando la neve imbiancherà Roma, crollerà il mito di Stalin, l’URSS invaderà l’Ungheria, ed Elisabetta compirà dieci anni.


    Patrizia Carrano vive a Roma. Giovanissima ha lavorato per il settimanale Noi donne, poi ad Amica, Anna, Elle, Max, Panorama e Sette. Per Rai 3 e Rai 1 ha raccontato oltre venti edizioni del Festival del cinema di Venezia. È stata una voce di Radio 2, dove ha narrato le donne del ‘900 in una trasmissione intitolata Amiche mie. Ha scritto una ventina di romanzi, quasi tutti con protagoniste femminili, da Baciami Stupido a Illuminata - La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata nel mondo. Ha firmato come unica sceneggiatrice alcune fiction di grande ascolto nel prime time di Rai 1. I suoi libri sono tradotti in cinque lingue.



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    18 min
  • Mario Balsamo "La vita estranea"
    Mario Balsamo
    "La vita estranea"
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/

    «Un lavoro sincero, impudico, spiazzante. Un modo curioso, giocoso e insieme serissimo di meditare sulla morte.» – Paolo di Paolo

    «L’escapologo è uno che fugge. Nessuno lo può imbrigliare senza che lui si liberi. Sul palco e nella vita.»

    Leo, famoso emulo di Houdini, scopre di avere un tumore in fase terminale. Dopo un primo momento di disperazione, sospende i suoi numeri di escapologia e cerca di ridefinire la sua esistenza, completamente stravolta dalle circostanze. Per una serie di casualità, incontra sulla sua strada Irene, una terapeuta che usa l’ipnosi per fargli prendere consapevolezza e farlo dialogare con la sua morte. Con la donna, dotata anche di poteri sciamanici, Leo comincia un viaggio che lo catapulta dentro un hospice (una struttura per malati terminali). La cosa gli permette di riacquistare la serenità e di vedere la sua fine imminente come un’occasione di autenticità. Oltre alla voce di Leo in presa diretta, a raccontare la sua storia da un altro punto di vista c’è lo stesso Leo, defunto, che dall’Aldilà si prende la briga di svelare i segreti della vita dopo la morte. Naturalmente lo fa in maniera ironica, divertente e surreale.


    Mario Balsamo è regista documentarista e insegna a diventarlo. Tra i suoi film, i più premiati e noti sono stati: Noi non siamo come James Bond, Mia madre fa l’attrice, Sognavo le nuvole colorate, Sotto il cielo di Baghdad, raccontati nel libro Il cielo rovesciato (di Sabina Curti e Fabrizio Croce, per i tipi di Bulzoni). Come scrittore e saggista ha firmato il romanzo storico Que viva marcos! (manifestolibri) e il manuale per la realizzazione di documentari L’officina del reale (Cdg).



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    13 min
  • Marco Ghizzoni "Violino"
    Marco Ghizzoni
    "Violino"
    Luci e ombre su Stradivari
    Oligo Editore
    https://www.oligoeditore.it/




    Marco Ghizzoni, tra gli autori cremonesi più significativi della generazione anni ’80, offre un profilo insolito e a tratti oscuro del più grande liutaio di tutti i tempi – Antonio Stradivari – attivo a Cremona nel corso del XVIII secolo. La figura di Stradivari mantiene ancora oggi contorni sfumati e avvolti dal mistero: ad esempio, non si conoscono né il luogo né la data esatta della sua nascita, né tantomeno le cause della sua morte. I segreti intorno al grande liutaio hanno alimentato il mito con elementi inventati e leggendari, come quello inerente al presunto furto del suo cranio. Il testamento, scoperto solo nel 1999, racconta di un uomo autoritario, assai lontano dall’immagine romantica dell’artista sensibile e disinteressato, onnipresente nella vita privata degli undici figli e abilissimo negli affari, tanto da lasciare una grande eredità che – ironia della sorte – sarà la causa principale della dispersione dei suoi capolavori.

    Marco Ghizzoni è nato a Cremona, dove vive, nel 1983. Ha pubblicato romanzi con Guanda e con Tea, questa è la sua prima raccolta di racconti. Quando non scrive, lavora nel settore commerciale di una multinazionale tedesca.
    Per Oligo Editore ha pubblicato "Il muro sottile. Dieci racconti".









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    24 min
  • Cristiano Ferrarese "Quarantamila"
    Cristiano Ferrarese
    "Quarantamila"
    Il romanzo sulla marcia dei quarantamila colletti bianchi della Fiat
    scritturapura edizioni
    https://www.scritturapura.it/index.php

    Un romanzo sui 35 giorni della città di Torino.
    La marcia di quarantamila colletti bianchi contro i picchettaggi delle tute blu, che cambiò per sempre il volto del movimento operaio in Italia. Torino, autunno 1980.
    Dalla radio arrivano le parole di Impressioni di settembre della PFM, perfette per quei giorni. La temperatura è ancora dolce e Josif è appena tornato dal mare. È iscritto a Filosofia, gli manca ancora qualche esame e intanto, per mantenersi, fa l’operaio a Mirafiori. Anche suo padre lavora alle presse, da tutta la vita. Il ritorno in fabbrica non è stato dei migliori.
    Nelle officine girano voci su licenziamenti di massa, si parla di 13.000 lavoratori, l’aria si sta facendo pesante, il sindacato aspetta che la FIAT accetti la richiesta di cassa integrazione.
    L’azienda tiene duro e iniziano gli scioperi. Gli operai presidiano i cancelli. Ma i quadri non ci stanno …


    Cristiano Ferrarese nasce a Busalla (Genova) una cinquantina di anni fa, ha vissuto a Mantova fino al 2015, anno in cui si è spostato a Bristol. Nel 1993, a Padova, si è laureato a pieni voti in filosofia con una tesi su Max Stirner.
    È stato cameriere, operaio, libraio, insegnante di scuola superiore, impiegato, sindacalista CGIL e portiere di notte in un hotel a 5 stelle.
    Ha curato alcune mostre d’arte.
    Tifa Genoa.
    È ottimista per disperazione, come diceva Leo Ferré.





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    18 min
  • Angela Ricci "Lucy Maud Montgomery"
    Angela Ricci
    "Lucy Maud Montgomery"
    A ottant'anni dalla sua scomparsa
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/

    Il primo volume di racconti scritti da Lucy Maud Montgomery ambientati ad Avonlea e dedicati ai personaggi della serie "Anna dai capelli rossi".



    L’arrivo di Anna Shirley non è certo l’unico evento degno di nota ad Avonlea. Le familiari atmosfere del paesino e dei suoi dintorni fanno da sfondo alle vicende di tanti altri abitanti, alcune commoventi e delicate, altre esilaranti e bizzarre, ma tutte colme di una profonda umanità. A tratti fa capolino anche l’inconfondibile chioma rossa di Anna, sempre pronta a offrire aiuto e a confortare gli animi con la sua allegria.

    «Una volta, qualche anno fa, ho conosciuto una bambina. Si chiamava Anna Shirley e viveva con i Cuthbert giù ad Avonlea. Ci siamo messi a parlare nel negozio di Blair, e accidenti se sapeva chiacchierare quella ragazzina!»



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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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