il posto delle parole

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  • Enrico Chierici "Sognami libero"
    Enrico Chierici
    "Sognami libero"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/


    Fra “normalità” e “follia”, il confine è sottile e i due campi spesso tracimano uno nell’altro. È l’esperienza della protagonista di queste pagine, medico psichiatra ospedaliero alle prese con i suoi pazienti e con i problemi della sua vita. In entrambe le situazioni, inaspettate soluzioni arriveranno attraverso l’attenzione sincera e la compassione reciproca.


    Nell’ospedale psichiatrico di Lione si è da poco trasferita una dottoressa. Il suo compagno non ha gradito il passaggio a questo ospedale dedicato ai “pazzi” e, tra di loro, la regola è che non si parli di lavoro: regola severa, perché di cose ne succedono molte, nel padiglione F. Infatti, mentre la relazione fra i due si deteriora, uno dei pazienti inizia compulsivamente a riempire pagine con una scrittura cifrata, forse note. La dottoressa decide allora di approfondire la conoscenza di tutti i suoi pazienti e inizia una lettura scrupolosa delle cartelle cliniche scoprendo delle storie insospettabili.

    Le esistenze sofferte dei suoi pazienti, la sua pena, la sua professionalità e le risorse vitali dei malati, una nuova capacità di interagire al di là delle etichette, daranno al padiglione F l’occasione per una cura reciproca e per un percorso di solidarietà e di serenità.

    In questo romanzo, Enrico Chierici si cimenta con un materia delicata, la realtà e le sue interpretazioni, il dolore proprio e quello degli altri, affrontandolo attraverso i pensieri e le vicende di una donna in cerca di se stessa. Come nelle opere precedenti alle parole si accompagna una colonna sonora, un po’ folle e fuori dalle righe, ma toccante e tremendamente coinvolgente, come questa storia.

    … «Dottoressa – la voce di Doc arriva quando non mi aspetto più di sentirla – qualche giorno fa, prima che succedesse quello che è successo, tra lei e René, voglio dire, ho sentito che raccontava ad Alice di averci sognato».
    «È vero. C’eravamo un po’ tutti, noi del padiglione F. Ma tu avevi la parte più importante, eri il protagonista indiscusso del mio sogno».
    «Ed eravamo qui, all’interno del Vinatier?».
    «Sì».
    Ora cammina con lo sguardo a terra, come se temesse di calpestare qualcosa di pericoloso.
    «La prossima volta, dottoressa, sognami libero; sognami lontano dai miei piedi» …




    Enrico Chierici, nato a Genova nel ‘72, vive a Torino con la moglie e i suoi tre figli. Ha studiato chimica e adesso passa gran parte delle sue giornate a giocare con la materia. Per molto tempo ha cercato di aiutare i ragazzi nella loro crescita attraverso lo scoutismo. Da un paio di anni ha scoperto che scrivere è uno dei suoi sogni.

    Tra le sue pagine si nascondono alcune delle sue passioni: la ricerca di Dio, il desiderio di pace e la stupidità della violenza, il valore dell’amicizia, la vicinanza a chi nella vita ha perso molto, la musica e, qua e là, un po’ della magia della chimica.



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    15 min
  • Roy Menarini "La grande illusione"
    Roy Menarini
    "La grande illusione"
    Storie di uno spettatore
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/

    Alla domanda “Che cos’è uno spettatore?” si potrebbe rispondere in tanti modi. Non solo perché ciascuno ha in mente una propria idea di spettatore, basata il più delle volte su di sé e sui propri comportamenti, ma anche perché nel corso del tempo guardare un film ha assunto significati culturali e sociali molto diversi tra loro. Basti pensare al fatto che, fino a metà del Novecento, per vedere un lungometraggio lo spettatore poteva solamente andare in una sala cinematografica, mentre oggi meno del cinque per cento dei film prodotti ogni anno viene visto collettivamente su grande schermo. Un tempo si poteva solo stare seduti in una poltrona a orari stabiliti da altri, oggi possiamo vedere film in piedi o sdraiati o mentre pranziamo, a orari stabiliti da noi. Il volume attraversa la storia degli spettatori partendo da esperienze cinematografiche personali e giungendo a riflessioni di valore universale sul guardare i film tra forme sociali e prassi culturali.

    Roy Menarini è professore ordinario all’Università di Bologna, dove insegna Cinema e industria culturale. Ha scritto numerosi volumi sul cinema contemporaneo, sulla critica cinematografica e sulla cinefilia. Ha pubblicato saggi nelle principali riviste nazionali ed è senior editor del semestrale “Cinergie”. Collabora a numerosi progetti di formazione ed educazione all’immagine audiovisiva.



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    20 min
  • Ivanna Rosi "Aida e Umberto"
    Ivanna Rosi
    "Aida e Umberto"
    Le Lettere Edizioni
    https://www.lelettere.it/

    Grazie alla preziosa documentazione lasciata dal padre, Ivanna Rosi ricostruisce una vicenda familiare che è di fatto una microstoria toscana, e in particolare senese, tra gli anni Venti e Cinquanta. Ambienti, passioni, pregiudizi, sofferenze, ambizioni, nelle loro interferenze e conflitti talvolta drammatici con il potere fascista e con le difficoltà del dopoguerra. Al centro la bella storia d’amore di Aida e Umberto, nel piccolo mondo di Vescovado di Murlo, sotto l’occhio inquisitore dei gerarchi locali, alla vigilia della guerra. Quel lontano passato della famiglia e i successivi ricordi dell’infanzia e adolescenza legati alle due coppie dei genitori e degli zii sono filtrati da uno sguardo retrospettivo benevolo e affettuoso che lungi dal gravare di postume riprovazioni gli errori e anche le colpe, pur non taciute, nei limiti dello spirito piccolo borghese degli anni Cinquanta, riscopre il tesoro dimenticato o equivocato e screditato, dell’amore ricevuto, la giovinezza e la bellezza di Aida, la complessità malinconica di Umberto, la vivacità capricciosa e appassionata di Silvia, la placida serenità di Palmiero. “La mia anima - scrive Alphonse de Lamartine nelle Confidences - è come i setacci con cui i cercatori d’oro del Messico raccolgono le pagliette del puro metallo dai torrenti delle Cordigliere. La sabbia se ne va, l’oro rimane. Perché opprimere la memoria con ciò che non serve a nutrire, a incantare, a consolare il cuore?”


    Ivanna Rosi ha insegnato nelle università di Firenze, Macerata e Pisa.




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    27 min
  • Mimma Gaspari "La musica è cambiata?!"
    Mimma Gaspari
    "La musica è cambiata?!"
    Dite la vostra che io ho detto la mia
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/

    Mimma Gaspari, verso la fine del ’59, inizia la sua carriera come paroliera, chiamata da Teddy Reno. Un colpo di fortuna, ma anche un lavoro fortemente voluto, dentro al mondo della musica, che segnerà profondamente la sua vita portandola a ricoprire ruoli di grande e delicata sensibilità. Dalle Messaggerie Musicali, a Milano, fondate dal geniale imprenditore Ladislao Sugar, alla RCA Italiana di Ennio Melis a Roma, per circa un trentennio Mimma Gaspari si è occupata dei percorsi promozionali dei cantanti contribuendo alla nascita e al successo di quel fenomeno che furono i cantautori.
    Moltissimi sono i nomi con cui ha lavorato, tra cui Patty Pravo, Nada, Renato Zero, Enzo Jannacci, Gabriella Ferri, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Paolo Conte, conoscendo anche artisti stranieri come Frank e Nancy Sinatra, Sammy Davis, Gene Pitney, Maurice Chevalier e Connie Francis.
    Il mondo che ha raccontato in Penso che un «mondo» così non ritorni mai più (uscito nel 2009 per Baldini+Castoldi) è certamente sopravvissuto, e potrete rileggerlo in queste pagine. Ma la rivoluzione digitale, l’hip-hop e un’intera armata di nuovi eroi, agguerriti, creativi e irriverenti, si sono affacciati sulla scena musicale italiana, cambiandola. Si è voltato pagina.
    E come succede in questi casi, tutto quello che fino a ieri sembrava normale, contemporaneo, oggi suona improvvisamente antico.
    L’autrice analizza che cosa è cambiato negli ultimi dieci anni nel nostro panorama musicale e chi ha contribuito a questo cambiamento (da J-Ax a Fedez, da Fabri Fibra a Marracash, da Gué Pequeno a Blanco, da Achille Lauro a Salmo) confrontandosi con chi alla musica ha dedicato tanto – da Arbore a Baglioni, dalla Caselli a Cocciante, da Morandi a Renato Zero, da Paolo Conte a Mogol e molti altri – e l’ha resa grande come, forse, «non ritornerà mai più».


    Mimma Gaspari ha lavorato per cinquant’anni nel mondo della musica italiana, ha iniziato nel 1959 lavorando sui testi di Teddy Reno e poi ha continuato fino ad oggi, lavorando per le più importanti case discografiche, come promoter di cantanti italiani, ufficio stampa, autrice di testi e molto altro.


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    33 min
  • Gianni Biondillo "Writers Milano"
    Gianni Biondillo
    "Writers Milano"
    9 e 10 aprile 2022, Milano
    http://writersfestival.it/


    “Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio”
    S.J. Lec

    Writers avvicina scrittori e lettori, attraverso racconti, discussioni, letture, mostre, spettacoli e concerti.


    Domenica 10 aprile, ore 18.00
    “L’artista non sono io”
    Gianni Biondillo, dialoga con Enrico De Regibus

    Gianni Biondillo chiacchiera con Enrico Deregibus delle sue passioni musicali, a partire dagli amati dischi di Lucio Battisti con i testi surreali e sfuggenti di Pasquale Panella, che fanno spesso capolino nei libri dello scrittore milanese, per arrivare al mondo dei cantautori storici e a chissà che altro. Sarà l’occasione anche per soffermarsi sull’ultimo suo romanzo, “I cani del barrio”, indagando i rapporti fra letteratura e canzone, le affinità e le divergenze. Parlando ad esempio del ritmo della scrittura. Ma volendo anche della melodia.


    Il voto più alto a scuola, la maglia del fuoriclasse sui campi da calcio, il numero perfetto secondo i pitagorici: il 10 è associato a numerosi significati di valenza simbolica che richiamano l’idea dell’eccellenza. Per questo, il festival letterario Writers. Gli scrittori (si) raccontano ha scelto di dedicare la sua decima edizione, in programma il 9 e il 10 aprile ai Frigoriferi Milanesi, al tema del talento. Una qualità impalpabile e multiforme, difficile da definire con precisione ma in grado di esprimersi in contesti molto diversi tra loro – dalla letteratura alla musica, dallo sport al teatro – con esiti spesso sorprendenti.


    Lanciato nel 2012, Writers ha saputo uscire dal format collaudato basato su presentazioni di libri e dibattiti tentando nuove strade all’insegna della contaminazione tra le arti, imponendosi come un contenitore di esperienze sui generis e un appuntamento atteso e partecipato dal pubblico. A celebrare il suo decimo anniversario, in maniera raccolta, visti i tempi difficili, sono stati invitati dieci scrittori (5 donne e 5 uomini), scelti tra quelli che più hanno contribuito al successo del festival.


    Elisabetta Bucciarelli, Gianni Biondillo, Giorgio Fontana, Nicola Gardini, Helena Janeczek, Marina Mander, Antonio Moresco, Alessandra Sarchi, Filippo Tuena e Chiara Valerio affronteranno il tema secondo il loro punto di vista. Ognuno di loro ha scelto una particolare declinazione del talento e uno o più relatori con cui dialogare, in parole o in musica. Tutti gli incontri saranno aperti al pubblico, fino alla capienza massima delle sale, e trasmessi in streaming sul sito web, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del festival.

    Writers#10, a cura di Francesco M. Cataluccio, Isabella Di Nolfo, Paolo Marrone e Stefania Vaccari, prenderà il via sabato 9 aprile alle ore 15 con Helena Janeczek, impegnata in un dialogo con la critica letteraria Daniela Brogi sul tema dei talenti delle donne. A seguire, Filippo Tuena si concentrerà su un particolare tipo di talento, quello “cialtronesco”, che si esprime nella poesia e nella canzone dialettale: lo scrittore romano leggerà una serie di sonetti e versi in romanesco accompagnato dagli stornelli di Paolo Marrone e dalle note di Daniele Perini (Versi romaneschi e talenti cialtroneschi, in programma alle 16). Alle 17, Alessandra Sarchi, accompagnata ancora da Filippo Tuena, proverà a esplorare una versione alternativa della storia della letteratura mondiale, chiedendosi che cosa sarebbe accaduto se il percorso di alcune tra le eroine più note avesse cambiato rotta, deviando dal destino luttuoso che appariva ineluttabile (Le eroine delle letteratura: uno straordinario talento per morire). Alle 18, Chiara Valerio ragionerà su Il talento di Dracula, leggendaria icona horror ed emblema della compresenza tra vita e morte nello stesso...
    9 min
  • Luca Busso "Al di là dei recinti"
    Luca Busso
    "Al di là dei recinti"
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/


    Una testimonianza vera, realmente vissuta. Luca Busso, figlio di un importante commerciante di bestiame, attivo nei cinquant’anni centrali del novecento, è stato, fin da giovanissimo, in contatto con gli animali.
    A 17 anni, tre anni dopo la morte accidentale del padre, decide di iniziare ad allevare giovani tori per l’ingrasso, poi, 4 anni più tardi, con l’acquisto di alcune manze gravide, darà il via ad un allevamento di vacche da latte di razza frisona in provincia di Cuneo.
    Appassionato del suo mestiere, ottiene importanti riconoscimenti a livello nazionale, divenendo un allevatore di punta in Italia.
    Per 27 anni si consacrerà totalmente ai suoi animali, con i quali condividerà ogni giorno e ogni notte.

    In queste pagine, si rivela un osservatore curioso, con la volontà di avvicinarsi al misterioso mondo di ciascuna delle sue vacche; ce le presenta con il loro nome, descrive minuziosamente il loro fisico, racconta del loro carattere e comportamento. Il lettore scoprirà, dunque, le personalità e le singolarità di Janis, Annaluisa, Evita e Alpina, Lesta e Orca e di tutte le altre. L’arrivo di Bressana, vacca di straordinaria bellezza, dotata di un carattere fiero e indipendente, sarà la svolta nell’esistenza di Luca.
    Questa vita consacrata agli animali, fatta di totale devozione, di lavoro incessante e di affezione, crea un legame con le bestie che si inciderà definitivamente nel carattere dell’autore.
    La narrazione di questa singolare esperienza, non è solo una perorazione della causa animale. Questo scritto suscita in noi molto più che empatia, ci provoca e interroga la nostra umanità.


    Luca Busso nasce a Pinerolo (TO), classe 1956. In giovanissima età intraprende l’attività di allevatore e agricoltore fino all’anno 2000. Si trasferisce allora in Francia dove, oggi, svolge l’attività di libero professionista giardiniere e paesaggista.



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    31 min
  • Simonetta Bitasi "Writers Milano"
    Simonetta Bitasi
    "Writers"
    9 e 10 aprile 2022, Milano
    http://writersfestival.it/


    “Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio”
    S.J. Lec

    Writers avvicina scrittori e lettori, attraverso racconti, discussioni, letture, mostre, spettacoli e concerti.


    Domenica 10 aprile, ore15.00
    “Cercatori di talenti”
    con Elisabetta Bucciarelli, Simonetta Bitasi, Kento, Francesco De Laurentis, Giovanni Covini.


    Il voto più alto a scuola, la maglia del fuoriclasse sui campi da calcio, il numero perfetto secondo i pitagorici: il 10 è associato a numerosi significati di valenza simbolica che richiamano l’idea dell’eccellenza. Per questo, il festival letterario Writers. Gli scrittori (si) raccontano ha scelto di dedicare la sua decima edizione, in programma il 9 e il 10 aprile ai Frigoriferi Milanesi, al tema del talento. Una qualità impalpabile e multiforme, difficile da definire con precisione ma in grado di esprimersi in contesti molto diversi tra loro – dalla letteratura alla musica, dallo sport al teatro – con esiti spesso sorprendenti.


    Lanciato nel 2012, Writers ha saputo uscire dal format collaudato basato su presentazioni di libri e dibattiti tentando nuove strade all’insegna della contaminazione tra le arti, imponendosi come un contenitore di esperienze sui generis e un appuntamento atteso e partecipato dal pubblico. A celebrare il suo decimo anniversario, in maniera raccolta, visti i tempi difficili, sono stati invitati dieci scrittori (5 donne e 5 uomini), scelti tra quelli che più hanno contribuito al successo del festival.


    Elisabetta Bucciarelli, Gianni Biondillo, Giorgio Fontana, Nicola Gardini, Helena Janeczek, Marina Mander, Antonio Moresco, Alessandra Sarchi, Filippo Tuena e Chiara Valerio affronteranno il tema secondo il loro punto di vista. Ognuno di loro ha scelto una particolare declinazione del talento e uno o più relatori con cui dialogare, in parole o in musica. Tutti gli incontri saranno aperti al pubblico, fino alla capienza massima delle sale, e trasmessi in streaming sul sito web, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del festival.

    Writers#10, a cura di Francesco M. Cataluccio, Isabella Di Nolfo, Paolo Marrone e Stefania Vaccari, prenderà il via sabato 9 aprile alle ore 15 con Helena Janeczek, impegnata in un dialogo con la critica letteraria Daniela Brogi sul tema dei talenti delle donne. A seguire, Filippo Tuena si concentrerà su un particolare tipo di talento, quello “cialtronesco”, che si esprime nella poesia e nella canzone dialettale: lo scrittore romano leggerà una serie di sonetti e versi in romanesco accompagnato dagli stornelli di Paolo Marrone e dalle note di Daniele Perini (Versi romaneschi e talenti cialtroneschi, in programma alle 16). Alle 17, Alessandra Sarchi, accompagnata ancora da Filippo Tuena, proverà a esplorare una versione alternativa della storia della letteratura mondiale, chiedendosi che cosa sarebbe accaduto se il percorso di alcune tra le eroine più note avesse cambiato rotta, deviando dal destino luttuoso che appariva ineluttabile (Le eroine delle letteratura: uno straordinario talento per morire). Alle 18, Chiara Valerio ragionerà su Il talento di Dracula, leggendaria icona horror ed emblema della compresenza tra vita e morte nello stesso corpo, figura che ha un ruolo di primo piano anche nell’ultimo lavoro dell’autrice. Alle 19, infine, Marina Mander e Alessandro Mezzena Lona racconteranno Il talento interrotto di Vitaliano Trevisan, poliedrico scrittore, attore e drammaturgo purtroppo scomparso prematuramente all’inizio di quest’anno.
    La giornata di domenica 10 aprile si aprirà, sempre alle 15, con l’incontro con i Cercatori di talenti ideato e organizzato da Elisabetta Bucciarelli: Francesco De Laurentiis, allenatore di giovani talenti tennistici;...
    19 min
  • Helena Janeczek "Writers"
    Helena Janeczek
    "Writers"
    9 e 10 aprile 2022, Milano
    http://writersfestival.it/


    “Il momento in cui si riconosce la propria mancanza di talento è un lampo di genio”
    S.J. Lec

    Writers avvicina scrittori e lettori, attraverso racconti, discussioni, letture, mostre, spettacoli e concerti.

    Milano, Frigoriferi Milanesi
    Sabato 9 aprile 15.00
    Elena Janeczek "Il talento delle donne"


    Il voto più alto a scuola, la maglia del fuoriclasse sui campi da calcio, il numero perfetto secondo i pitagorici: il 10 è associato a numerosi significati di valenza simbolica che richiamano l’idea dell’eccellenza. Per questo, il festival letterario Writers. Gli scrittori (si) raccontano ha scelto di dedicare la sua decima edizione, in programma il 9 e il 10 aprile ai Frigoriferi Milanesi, al tema del talento. Una qualità impalpabile e multiforme, difficile da definire con precisione ma in grado di esprimersi in contesti molto diversi tra loro – dalla letteratura alla musica, dallo sport al teatro – con esiti spesso sorprendenti.


    Lanciato nel 2012, Writers ha saputo uscire dal format collaudato basato su presentazioni di libri e dibattiti tentando nuove strade all’insegna della contaminazione tra le arti, imponendosi come un contenitore di esperienze sui generis e un appuntamento atteso e partecipato dal pubblico. A celebrare il suo decimo anniversario, in maniera raccolta, visti i tempi difficili, sono stati invitati dieci scrittori (5 donne e 5 uomini), scelti tra quelli che più hanno contribuito al successo del festival.


    Elisabetta Bucciarelli, Gianni Biondillo, Giorgio Fontana, Nicola Gardini, Helena Janeczek, Marina Mander, Antonio Moresco, Alessandra Sarchi, Filippo Tuena e Chiara Valerio affronteranno il tema secondo il loro punto di vista. Ognuno di loro ha scelto una particolare declinazione del talento e uno o più relatori con cui dialogare, in parole o in musica. Tutti gli incontri saranno aperti al pubblico, fino alla capienza massima delle sale, e trasmessi in streaming sul sito web, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del festival.

    Writers#10, a cura di Francesco M. Cataluccio, Isabella Di Nolfo, Paolo Marrone e Stefania Vaccari, prenderà il via sabato 9 aprile alle ore 15 con Helena Janeczek, impegnata in un dialogo con la critica letteraria Daniela Brogi sul tema dei talenti delle donne. A seguire, Filippo Tuena si concentrerà su un particolare tipo di talento, quello “cialtronesco”, che si esprime nella poesia e nella canzone dialettale: lo scrittore romano leggerà una serie di sonetti e versi in romanesco accompagnato dagli stornelli di Paolo Marrone e dalle note di Daniele Perini (Versi romaneschi e talenti cialtroneschi, in programma alle 16). Alle 17, Alessandra Sarchi, accompagnata ancora da Filippo Tuena, proverà a esplorare una versione alternativa della storia della letteratura mondiale, chiedendosi che cosa sarebbe accaduto se il percorso di alcune tra le eroine più note avesse cambiato rotta, deviando dal destino luttuoso che appariva ineluttabile (Le eroine delle letteratura: uno straordinario talento per morire). Alle 18, Chiara Valerio ragionerà su Il talento di Dracula, leggendaria icona horror ed emblema della compresenza tra vita e morte nello stesso corpo, figura che ha un ruolo di primo piano anche nell’ultimo lavoro dell’autrice. Alle 19, infine, Marina Mander e Alessandro Mezzena Lona racconteranno Il talento interrotto di Vitaliano Trevisan, poliedrico scrittore, attore e drammaturgo purtroppo scomparso prematuramente all’inizio di quest’anno.
    La giornata di domenica 10 aprile si aprirà, sempre alle 15, con l’incontro con i Cercatori di talenti ideato e organizzato da Elisabetta Bucciarelli: Francesco De Laurentiis, allenatore di giovani talenti tennistici; Francesco Carlo a.k.a Kento, rapper impegnato nell’insegnare a...
    14 min
  • Paolo Dompé "Di notte alla mia scrivania"
    Paolo Dompé
    "Di notte alla mia scrivania"
    Europa Edizioni
    http://www.europaedizioni.it/


    L’associazione Culturale Cenacolo "Clemente Rebora" di Savigliano, nell’ambito del XIV° "Festival di espressione artistica e di impegno civile" - “La poesia, espressione di tensione umana e spirituale”, presenta sabato 9 aprile alle ore 15,30 presso la sala chiesa di sant’Agostino – piazzetta Arimondi, 15 di Savigliano; il reading con presentazione della silloge “Di notte alla mia scrivania” di Paolo Dompe’.

    Saluto di Antonio Scommegna, Presidente dell’associazione Culturale Cenacolo “Clemente Rebora”. Interventi di Maria Franca Dallorto Peroni, Presidente dell’associazione Culturale “Massimiliano Kolbe” – Premio di Poesia e di Daniele Bianco, pittore. Legge Paolo Dompè.

    Spazi musicali a cura del Civico Istituto Musicale “G. B. Fergusio” di Savigliano.




    «La poesia non è tutto quello che voglio scrivere, tutti i pensieri non entrano nella mia penna» - così esordisce Paolo Dompè in uno dei suoi componimenti, ma chi leggerà la seguente silloge comprenderà presto che, in realtà, l'autore è riuscito a esprimere in queste pagine pensieri profondi e coinvolgenti, che al di là della bellezza stilistica sanno sorprendere perché spingono, delicatamente ma con incisione, alla riflessione collettiva, e perché trasmettono emozioni intense. Sì, perché sia nei componimenti iniziali della raccolta, in cui la metrica aderisce a un'architettura più tradizionale, sia in quelli che si presentano quasi come un racconto, animato dai sentimenti ripercorsi e dai loro simboli, la grazia della poesia emerge insieme all'immediatezza dei messaggi, che giungono chiari al lettore anche quando sono parzialmente celati da un velo di ricercatezza. Del resto, l'autore è ben consapevole di quante sfumatura connotino l'esercizio della "parola" e sa servirsene egregiamente.» (dalla prefazione di Marina Sarracino)



    "Fiume Maira"

    Il fiume d’argento dalle sponde rifatte,
    brilla nella notte in cui lo sento accanto;
    con due amici passeggiamo lungo il greto.
    La notte blu rischiarata da lampioni sparuti,
    pare lenzuolo di stelle senza sosta;
    tranquilla trascorre questa serata di sabato,
    e l’acqua di fiume che attraversa Savigliano,
    il Maira, ripulito nell’alveo scorre luccicante.
    Quante persone han calpestato i tuoi ciottoli,
    pescatori immerso i loro stivali,
    quali storie hai visto o sentito raccontare;
    il viaggio è bello attraverso zone e panorami.
    Stasera la magia di quest’acqua è unica,
    non è sciocca poesia cantata alla luna,
    è solo saper sognare con occhi di cuore.

    12 dicembre 2012



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    21 min
  • Marzio Mian "Maledetta Sarajevo"
    Marzio G. Mian, Francesco Battistini
    "Maledetta Sarajevo"
    Viaggio nella guerra dei trent'anni. Il Vietnam d'Europa.
    Neri Pozza
    https://neripozza.it/


    Fu la prima guerra in Europa dal 1945. Il più lungo assedio dell’età moderna. Genocidi e pogrom come non se ne vedevano dai tempi di Hitler e Stalin. A Srebrenica, l’uomo diede il peggio di sé. I lager, gli stupri etnici, i profughi. L’evoluta Europa si ritrovò faccia a faccia con un odio tribale che pareva uscito dal Medioevo.

    Accadeva solo trent’anni fa, al di là dell’Adriatico, e già non ce lo ricordiamo più. Eppure la guerra in Bosnia rappresentò un prima e un dopo per tutti noi, la madre di tante crisi successive: lo scontro con l’Islam, l’odio razziale, i nazionalismi, le grandi migrazioni. Francesco Battistini e Marzio G. Mian, che raccontarono la guerra da dentro, tornano ad ascoltare i protagonisti di quella tragedia. Vittime e carnefici. Testimoni e mediatori internazionali, come Carl Bildt, Lord Owen, Carla Del Ponte. Incontrano il generale francese che comandava i Caschi Blu dell’Onu e scappò da Srebrenica. Intervistano nel supercarcere dell’Isola di Wight il primo responsabile di tutto: Radovan Karadžic´, condannato all’ergastolo per genocidio, che rivela episodi, retroscena, segreti di quegli anni di follia e della sua lunga latitanza. «A un certo punto – dice – ci accorgemmo che nemmeno i gatti dei musulmani andavano d’accordo con i gatti dei serbi».

    Un viaggio inchiesta in un dopoguerra non ancora finito. Un’indagine sulle responsabilità d’allora e sui fallimenti del dopo. La pavida Europa, ostaggio dell’arroganza tedesca e incapace di gestire le emergenze in casa sua. Le ambigue manovre del Vaticano. I misteri del primo bombardamento nella storia della Nato. Le spie americane che al Tribunale dell’Aia ostacolavano la nuova Norimberga. I nuovi tamburi di guerra in una Bosnia ancora più radicalizzata.

    Passati trent’anni, questo libro racconta anche di noi. Di come siamo cambiati: facevamo a gara per accogliere i profughi, affondavamo nel fango per portare gli aiuti, gli intellettuali si sporcavano la camicia sotto le bombe. E l’ultimo giornalismo eroico, senza internet e social, andava sul campo a smuovere le coscienze e a smascherare il potere. Non siamo mai guariti dalla Sindrome di Sarajevo, la maledizione di un luogo che ha incendiato il Novecento con la Prima guerra mondiale e ha tenuto a battesimo il Nuovo Millennio. Senza saperlo, la generazione cresciuta dopo il 1992 si porta ancora addosso la polvere di quelle macerie.



    Francesco Battistini è inviato speciale al Corriere della Sera, dopo aver lavorato al Giornale di Indro Montanelli e alla Voce. Ha seguito i Balcani dalla Bosnia in poi. Già corrispondente da Gerusalemme, si occupa prevalentemente di Europa dell’Est, Medio Oriente e Nord Africa. Ha coperto una dozzina di conflitti dall’Afghanistan all’Iraq. Coautore di Che cosa è l’Isis (Fondazione Corriere della Sera).

    Marzio G. Mian è stato vicedirettore di Io Donna del Corriere della Sera, collabora con Sky, Rai, Internazionale, L’Espresso, GQ, il Giornale, Reportagen. Ha realizzato reportage in 56 Paesi. Autore di Karadžic´ - Carnefice psichiatra poeta (Mursia, prefazione di Indro Montanelli), Artico, La battaglia per il Grande Nord (Neri Pozza) tradotto in Spagna e Germania e Tevere controcorrente (Neri Pozza).



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    23 min

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