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  • Luca Cari "Apnea"
    Luca Cari, Virgina Piccolillo
    "Apnea"
    Costa Concordia, 8 vigili del fuoco e l'impresa mai raccontata
    Mondadori
    https://www.mondadori.it/




    “Siamo finalmente saliti in cima alla nave, ma non è facile starci. La nave dà grossi scossoni e restare in piedi sulla murata liscia come una lastra di ghiaccio è complicato. Il rumore del ferro che striscia contro la roccia è un gemito che dice tutto. La nave sta andando a fondo. Non so che fine faremo.” Albi. Andre. Bartolo. Beppe. Bronco. Lallo. Massi. Trap. Sono i soprannomi degli otto pompieri saliti a bordo della Costa Concordia mentre imbarcava acqua dopo un inchino suicida a soli novanta metri dall’isola del Giglio, all’altezza degli scogli della Gabbianara. Era il 13 gennaio 2012, ultima tappa della crociera “Profumo d’agrumi”. In Apnea, per la prima volta, la tragedia della Concordia viene raccontata dalla viva voce di chi ha strappato a morte certa centinaia di persone ferite, intrappolate, smarrite e in molti casi abbandonate a loro stesse durante le manovre di evacuazione. Nessuno di quei vigili del fuoco altamente specializzati vuole oggi sentirsi chiamare eroe, perché chi fa quel mestiere è allenato nel corpo e nella mente ad affrontare situazioni drammatiche e lo vive come la normalità. Eppure leggendo le gesta di questi uomini, resi ciechi dal buio della notte e frustati dal mare mosso, è evidente che hanno compiuto qualcosa di eccezionale, di totalmente al di fuori della norma. Mentre l’enorme scafo della Concordia scivolava verso il fondo del mare con scricchiolii e spaventosi tonfi, in completo blackout e inclinata sul lato di dritta, i nove pompieri hanno dato anima, cuore e braccia per individuare e soccorrere tutti i sopravvissuti che non erano riusciti a mettersi in salvo dopo l’ordine di abbandonare la nave. Sempre in squadra, lavorando senza tregua, senza rifiatare un solo istante, ricorrendo anche alla fantasia di fronte agli ostacoli imprevedibili, trascinando di peso persone immobilizzate e terrorizzate, Albi, Andre, Bartolo, Beppe, Bronco, Lallo, Massi, Trap hanno soccorso, aiutato e liberato gli involontari prigionieri del disastro nautico, fermandosi solo quando il loro comandante ha decretato la fine dell’operazione. A distanza di dieci anni dall’evento gli otto co-protagonisti, insieme al loro comandante, svelano cosa è successo veramente dentro le viscere della Costa Concordia, una città galleggiante che trasportava oltre quattromila persone fra passeggeri e personale di bordo. Un racconto corale coinvolgente, emozionante, tremendamente vero, che fino a ora è rimasto silenziosamente custodito soltanto nei loro cuori, in un’apnea della memoria.


    Luca Cari è responsabile della comunicazione in emergenza del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Per l'inchiesta "Noi pompieri nel barcone dell'orrore" ha vinto il Premio giornalistico "Giustizia e Verità" Franco Giustolisi 2016. Ha inoltre pubblicato Mai più Concordia (2014), Non sono Dio (2014) e Maledetto Appennino (2017). È subito intervenuto per la tragedia della Concordia e nel 2014 gli è stata conferita l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica. In quei mesi, per i suoi tre figli, Pier Francesco, Andrea e Benedetta, fu a lungo un disperso che a volte tornava a casa.


    Virginia Piccolillo è giornalista del "Corriere della Sera", autrice di programmi televisivi e docufilm, sceneggiatrice (vincitrice del Festival del Cinema di Salerno). Il suo documentario "Fides - Il Coraggio della Dignità" ha aperto il Prix Italia. Commentatrice televisiva, insegna cronaca giudiziaria al master di giornalismo di Rcs Academy ed è componente della giuria del Premio giornalistico "Giustizia e Verità" Franco Giustolisi. Ha seguito come inviata numerosi eventi di cronaca, in Italia e all'estero, dall'omicidio Regeni al Cairo alle principali catastrofi come i terremoti e la Costa Concordia....
    16 min
  • Benedetta Craveri "La Contessa"
    Benedetta Craveri
    "La Contessa"
    Virginia Verasis di Castiglione
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/

    «Io non credo nell’amore, è una malattia che passa com’è venuta ... prendetemi oggi, non contate di avermi domani» scrive Virgina Verasis di Castiglione a uno dei suoi innumerevoli amanti, palesando la sua esigenza più radicata e insopprimibile: non avere padroni. Un’esigenza che emerge prepotentemente dal racconto che della sua vita ci propone l’autrice di Amanti e regine. Tutti noi – grazie agli scritti di testimoni e biografi, a film e sceneggiati televisivi, nonché ai moltissimi ritratti fotografici che in anni recenti sono stati pubblicati ed esposti – crediamo di sapere chi sia stata la contessa di Castiglione: una «seduttrice seriale» di incomparabile bellezza che, dopo aver conquistato (secondo le istruzioni ricevute dal conte di Cavour) Napoleone III e abbagliato la corte del Secondo Impero, si chiuse in una casa senza specchi nascondendo ai propri occhi e a quelli del mondo la sua inarrestabile decadenza. Ma colei che Robert de Montesquiou consacrò per sempre come «la divine comtesse» è stata molto di più, e Benedetta Craveri, la quale ha rintracciato negli archivi italiani e francesi un’ingente mole di lettere totalmente inedite, ce lo fa scoprire lasciando che sia Virginia a parlarci di sé: dei suoi amori, delle sue ambizioni, delle sue paure, delle sue ossessioni. Vengono così alla luce aspetti sorprendenti di una donna che seppe usare il suo fascino, ma anche la sua intelligenza politica, la sua audacia, la sua volontà di dominio, la sua straordinaria abilità di commediante, e anche una buona dose di cinismo, per raggiungere un traguardo all’epoca inimmaginabile: disporre liberamente della propria esistenza. Una ribellione alle regole imposte dalla morale del secolo borghese che, scrive Craveri, "ha mantenuto intatta la sua forza incendiaria e che ancora oggi disturba, sconcerta, scandalizza».



    Benedetta Craveri è una critica letteraria e scrittrice italiana. Laureata in lettere, oggi è una delle massime studiose italiane di lingua e letteratura francese, materia che ha insegnato presso le università di Viterbo e di Napoli.
    Acquista notorietà internazionale come autrice di saggi e monografie sulla vita intellettuale dei salotti francesi. Profonda conoscitrice del neoclassicismo transalpino del Settecento e dei primi anni dell'Ottocento, ha curato l'edizione italiana dell'opera di André Chénier. Membro dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, scrive anche per pagine culturali di prestigiosi quotidiani e periodici internazionali, fra cui «La Repubblica», «The New York Review of Books» e la «Revue d'histoire littéraire de la France».
    Vive fra Napoli, Roma e Parigi. In quest'ultima città è stata insignita di un riconoscimento prestigioso, quello di "ufficiale" dell'Ordre des Arts et des Lettres e ha collaborato, in qualità di professoressa invitata, con l'Università della Sorbona (2007).





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    31 min
  • Paolo Macry "Storie di fuoco"
    Paolo Macry
    "Storie di fuoco"
    Patrioti, militanti, terroristi
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    «Questo mettere continuamente in gioco la propria vita ha di per sé un grande fascino»
    Ernst Jünger

    «Le granate ci sorvolano fischiando. Sono di buon umore, quasi inebriato dal rombo dei cannoni»
    Ludwig Wittgenstein



    Per oltre due secoli la politica è stata una passione che ha indirizzato le scelte di vita delle persone. Un fuoco dentro. Per la politica uomini e donne hanno abbandonato affetti e interessi, si sono gettati nella mischia, hanno dato la vita: nelle lotte per l’indipendenza nazionale, nelle guerre, nelle rivoluzioni e controrivoluzioni. Paolo Macry racconta con partecipazione le storie di questi volontari, dal filoellenico Santorre di Santarosa ai mazziniani di Belfiore, dai giovani accorsi nel carnaio del ’14-18, Jünger, Stuparich, Wittgenstein, Gadda, alle gesta di Orwell e Koestler nella guerra di Spagna, dalla resistenza di Marc Bloch, della Rosa Bianca, di Ada Gobetti ai repubblichini Vivarelli e Mazzantini. Fino agli anni di piombo di Moretti, Mambro, Fioravanti. Ragioni pubbliche e inquietudini esistenziali, furori ideologici e narcisismi, senso d’onnipotenza e d’impotenza s’intrecciano nella loro scelta, spesso fatale, di andare fino in fondo con le armi in pugno.

    Paolo Macry, storico dell’età contemporanea e commentatore politico, con il Mulino ha pubblicato «La società contemporanea» (1995), «Ottocento» (2002), «Unità a Mezzogiorno» (2012), «Napoli» (2018) e «Gli ultimi giorni. Stati che crollano nell’Europa del Novecento» (nuova ed. 2019).




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    33 min
  • Alberto Saibene "Milano Fine Novecento"
    Alberto Saibene
    "Milano fine novecento"
    Storie, luoghi e personaggi di una città che non c'è più
    Edizioni Casagrande
    http://www.edizionicasagrande.com/


    Milano che risorge dalle macerie della guerra diviene presto il luogo a cui il resto del Paese guarda per diventare laico e moderno.

    Una città illuminata dai neon dove si incontrano e si mescolano registi, editori, scrittori, architetti, grafici e designer, imprenditori, discografici, fumettisti, comici e cantanti. Li accomuna la volontà di credere nel nuovo, di inventare nuove professioni: insomma di fare le cose per la prima volta e spesso di farle insieme. Alberto Saibene racconta la sua città attraverso gli incontri e i ricordi famigliari, osservandola nello specchio del cinema, facendo tappa alla Rinascente (vera scatola magica, non solo agli occhi di un bambino), rileggendo riviste «epocali» come «Linus», ma soprattutto rievocando i personaggi che ne hanno segnato la vita culturale e politica: da Giorgio Strehler a Giovanni Pirelli, da Camilla Cederna a Rosellina Archinto, da Bruno Munari a Umberto Eco, sono davvero tanti gli uomini e le donne che popolano le pagine di questo libro. Ripercorrere i momenti salienti del loro lavoro – caratterizzato a tratti da un’allegria e una fiducia nel futuro che oggi sembra appartenere a un altro mondo – significa comprendere le trasformazioni dell’intera società italiana ed europea. Con una scrittura sempre immersa nella realtà dei fatti ma non priva di affettuosa partecipazione e humour, Saibene intreccia i fili di tante storie e compone l’affresco di una città che non c’è più, ma di cui, dopo aver letto questo libro, sapremo riconoscere con maggiore consapevolezza l’eredità e l’influenza sul presente.



    Alberto Saibene (1965), saggista e storico della cultura, è autore di L’Italia di Adriano Olivetti (Edizioni di Comunità, 2017) e Il paese più bello del mondo. Il fai e la sfida per un’ Italia migliore (utet, 2019). È regista del film La ragazza Carla (2015), tratto dall’omonimo poema di Elio Pagliarani. Per Casagrande ha curato nel 2016 Che razza di ebreo sono io di Bruno Segre.




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    20 min
  • Giovanna Ginex "Divisionismo. 2 collezioni"
    Giovanna Ginex
    "Divisionismo. 2 collezioni"
    GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano
    e Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
    Gam | Galleria d'Arte Moderna, Milano
    fino al 6 marzo 2022



    GAM | Galleria d’arte Moderna di Milano e Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona presentano una mostra dedicata alla straordinaria stagione divisionista, di cui le due rispettive collezioni conservano le opere di alcuni tra i più significativi esponenti. Allestita nelle suggestive sale del pian terreno della Villa Reale, la rassegna si basa su una selezione puntuale di confronti tra le opere della Pinacoteca tortonese, da vent’anni sede della ricca collezione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona, e quelle della Galleria d’Arte Moderna di Milano, custode di alcuni tra i capolavori del Divisionismo e sede, nel corso degli anni, di importanti mostre dedicate agli artisti che sperimentarono e condivisero questa tecnica pittorica e la sua poetica.



    La mostra Divisionismo. 2 collezioni, curata da Giovanna Ginex in collaborazione con GAM, si terrà dal 19 novembre 2021 al 6 marzo 2022. Attraverso trenta opere, allestite in cinque sezioni, l’esposizione intende mettere a fuoco gli elementi caratterizzanti l’esperienza divisionista, i suoi protagonisti e gli artisti che furono loro sodali, presenti nelle due collezioni: Giacomo Balla, Leonardo Bistolfi, Umberto Boccioni, Giulio Branca, Luigi Conconi, Tranquillo Cremona, Carlo Fornara, Giuseppe Grandi, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza, Gaetano Previati, Attilio Pusterla, Daniele Ranzoni, Giovanni Segantini, Giovanni Sottocornola, Paolo Troubetzkoy.


    «La collocazione dei quadri nelle solite numerose Esposizioni ci svantaggia sempre, uno sopra l’altro, frutta, figure, marine, paesaggi, robe serie allegre, sguaiate, un caleidoscopio affascinante!»
    Angelo Morbelli a Giuseppe Pellizza, 26 gennaio 1895


    Electa pubblica il volume in occasione della mostra Divisionismo 2 Collezioni (Milano, Galleria d’Arte Moderna, fino al 6 marzo 2022) curata da Giovanna Ginex all’interno del programma espositivo del Comune di Milano.

    Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, la pubblicazione celebra il ventesimo anniversario di apertura al pubblico della Pinacoteca tortonese “il Divisionismo”, luogo che è diventato un centro d’eccellenza per la valorizzazione della produzione artistica divisionista, documentando l’attività di ben 50 artisti attraverso le 120 opere esposte.
    Album del Divisionismo ripercorre le tappe fondamentali della nascita e dello sviluppo del movimento pittorico che, a partire dalla prima uscita pubblica dei suoi giovani protagonisti alla Triennale di Brera del 1891, contribuì ad un rinnovamento radicale dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento, facendosi promotore di uno spirito rivoluzionario e di sperimentazione tecnico-scientifica che fornì un apporto fondamentale alla genesi delle successive avanguardie storiche.

    Sono pagine ricche di materiali d’archivio in gran parte inediti, che raccontano le vicende degli artisti, delle opere e delle principali mostre realizzate, dando voce direttamente ai protagonisti. Un apparato di articoli, scambi epistolari, recensioni della stampa italiana e straniera del tempo permette di delineare le varie sfaccettature e le peculiarità che hanno caratterizzato l’esperienza divisionista: dal rapporto con collezionisti e mercanti come Vittore Grubicy De Dragon, alle prime apparizioni presso le Esposizioni di Belle Arti come esponenti della “nuova scuola”, dal mancato riconoscimento da parte del mondo accademico ufficiale e del pubblico fino all’applicazione della divisione cromatica come mezzo pittorico rivoluzionario.
    Trovano spazio anche i temi legati all’impegno sociale, documentati attraverso un’iconografia di crudo realismo che esplora le pieghe...
    25 min
  • Mario Pellegrini "La notte della Concordia"
    Mario Pellegrini, Sabrina Grementieri
    "La notte della Concordia"
    BUR Rizzoli
    https://bur.rizzolilibri.it/



    Ciò che è veramente accaduto a bordo, nelle parole di chi ha vissuto la tragedia.


    13 gennaio 2012, 21.45. La nave da crociera Costa Concordia, con più di 4.200 persone a bordo, urta uno scoglio delle Scole davanti all’Isola del Giglio. Lo scafo si squarcia e inizia l’inabissamento. Durante uno dei più grandi disastri della storia marinaresca italiana, la maggioranza dei passeggeri si fa dominare da un panico cieco e assoluto. Tuttavia, mentre il caos si scatena e tutti cercano disperatamente di mettersi in salvo, Mario Pellegrini, vicesindaco del comune di Isola del Giglio, è il primo
a salire a bordo per soccorrere i passeggeri intrappolati e, dopo
sei ore, l’ultimo a tornare a terra: lui, a differenza di molti di loro, sa dove si trova la nave, che fuori da lì c’è la sua isola, che la terra è vicina, e con lei la salvezza.
In questo libro, per la prima volta, Mario Pellegrini ricostruisce, assieme a Sabrina Grementieri, quelle ore frenetiche, trascorse
nel tentativo di mettere in salvo più persone possibili, fornendo
un aiuto determinante per evitare una tragedia ancora più terribile di quella avvenuta. Attraverso il suo sguardo veniamo portati
nei corridoi e sui ponti della Concordia, vivendo in presa diretta gli attimi più drammatici, e con lui incontriamo diversi eroi di quella notte, persone che hanno messo a repentaglio la propria vita per gli altri e che Pellegrini e Grementieri hanno rintracciato, per raccontare anche le loro storie, in una cronaca corale che rende conto dell’interezza degli eventi.
La notte della Concordia non è un libro alla ricerca di colpevoli,
e lascia in disparte i temi arcinoti legati a questa tragedia che hanno affollato le cronache successive al naufragio. Con una forza unica, invece, ci porta nel ventre della grande nave accasciata sugli scogli, ci presenta il dramma delle persone comuni e racconta come pochi, scegliendo di tirare fuori il proprio coraggio, possano fare la differenza.


    Mario Pellegrini è nato all’Isola del Giglio, dove vive e lavora. Imprenditore turistico, è stato vicesindaco dell’isola per sette anni. È stato il primo soccorritore a salire sulla Costa Concordia appena incagliata.

    Sabrina Grementieri è nata 
a Imola. Diplomata in Lingue e laureata in Scienze politiche a indirizzo internazionale, ha studiato per un anno in Germania, ma il suo grande amore resta l’Italia, Paese dove vive e che
ama celebrare nei suoi libri. Tre sono le passioni che l’accompagnano da sempre: i viaggi, la lettura e la scrittura.
Ha esordito nel 2016 con La finestra
sul mare edito da Sperling&Kupfer
e pubblicato anche in Germania.
Per Fabbri ha scritto Il calore della neve (2018) ed Esprimi un desiderio (2020).




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    20 min
  • Vittorio Sgarbi "Raffaello. Un Dio mortale"
    Vittorio Sgarbi
    "Raffaello. Un Dio mortale"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    “Raffaello ha solo dipinto. Non è stato un uomo complesso come Leonardo, un pensatore curioso di tutto; non è stato come Caravaggio, un ‘maledetto’ che vive una vita piena di contrasti; non è stato un artista come Michelangelo, pittore, scultore, poeta, architetto. Raffaello ha dipinto soltanto. E ogni volta ha inventato un capolavoro. I pittori, come il suo maestro Perugino, tendono a ripetersi, a riprodurre un modello, hanno un archetipo di riferimento. Lui no. Ogni volta inventa un’immagine nuova. Opere che la critica disconosce sono di Raffaello: sono opere diverse da quelle che ci aspettiamo, perché Raffaello non è solo Raffaello, è anche Giorgione, è Caravaggio, è Michelangelo, è Parmigianino. Lui è tutto: nessuno è ‘più tutto’ di lui. Quello che ha fatto Raffaello è un prolungamento della creazione di Dio e della bellezza del mondo, una bellezza assoluta, senza limiti.”
    Seguendo il racconto di Giorgio Vasari, Vittorio Sgarbi compone il suo racconto di Raffaello, dal commovente rapporto con il padre e la madre, al magistero di Pietro Perugino, dagli affreschi delle Stanze Vaticane fino al torbido amore per la Fornarina che destabilizzò la sua calma olimpica. E ogni volta Vittorio Sgarbi percorre la fitta rete di legami con i pittori del suo tempo: l’ammirazione per Leonardo, il rapporto contrastato con Michelangelo, l’amicizia con Bramante.



    Vittorio Sgarbi è nato a Ferrara. Critico e storico dell’arte, ha curato mostre in Italia e all’estero, è autore di saggi e articoli. È parlamentare della Repubblica, sindaco di Sutri (VT), prosindaco di Urbino, presidente di Ferrara Arte, presidente della Fondazione Canova, presidente del MART. Nel 2011 ha diretto il Padiglione Italia per la 54° Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2017 è stato chiamato per chiara fama alla Università per stranieri di Perugia come professore ordinario di Storia dell’arte. La serie di volumi dedicata al Tesoro d’Italia, una storia e geografia dell’arte italiana, comprende Il tesoro d’Italia. La lunga avventura dell’arte (2013), Gli anni delle meraviglie. Da Piero della Francesca a Pontormo (2014), Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio (2015), Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo (2016), Dal mito alla favola bella. Da Canaletto a Boldini (2017), Il Novecento. Volume I: dal Futurismo al Neorealismo (2018), Il Novecento. Volume II: da Lucio Fontana a Piero Guccione (2019). Tra le sue pubblicazioni più recenti, Parmigianino (nuova edizione 2016), La Costituzione e la Bellezza (con Michele Ainis, 2016), Leonardo. Il genio dell’imperfezione (2019), Caravaggio. Il punto di vista del cavallo (nuova edizione 2021) e Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi (2021).




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    18 min
  • Claudio Strinati "Caravaggio e Vermeer"
    Claudio Strinati
    "Caravaggio e Vermeer"
    L'ombra e la luce
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    Da un lato la lotta ancestrale tra ciò che è limpido e ciò che è tenebroso. Dall'altro un senso di laica religiosità e di mistero inespresso. Il confronto inatteso tra due pittori che nulla avevano in comune, se non la prodigiosa attitudine a dipingere la luce.


    Punte di diamante delle piú importanti scuole pittoriche del loro tempo, Caravaggio e Vermeer hanno praticato generi diversi e vissuto vite agli antipodi. Eppure entrambi, ciascuno a suo modo, sono stati maestri nell’uso della luce. Considerato un rivoluzionario già dai suoi contemporanei, Caravaggio ha abbandonato la mediazione dello sfumato rinascimentale per lasciare spazio a una luce abbacinante, che emana direttamente dal buio senza passaggi intermedi. Quella di Vermeer è invece la luce dell’illuminazione interiore, l’aura che si forma intorno ai personaggi ritratti nell’intimità delle loro case. Con un’attenzione rivolta alle connessioni profonde e alle inevitabili differenze, Claudio Strinati ci presenta i due artisti come Minerve uscite dalla testa di Giove: entrambi sembrano nascere perfetti, con uno stile già compiuto, ed entrambi muoiono dopo una parabola breve e intensa, consegnando alla storia i capolavori che ancora oggi ammiriamo.

    «I due artisti sono a grande distanza l’uno dall’altro, ma all’interno di una stessa civiltà che è quella del secolo della scienza all’origine di qualsivoglia concetto di modernità. Si guardano da lontano ma quasi si potrebbero toccare rispetto al loro universo espressivo. L’uno, per cosí dire, è figlio della notte, l’altro è figlio del giorno».

    Questo libro viene pubblicato in occasione del 450° anniversario della nascita di Caravaggio.

    Claudio Strinati è storico dell'arte, saggista e curatore di eventi espositivi. Ha ideato numerose mostre tra cui, nel 2010, Caravaggio alle Scuderie del Quirinale di Roma. Ha curato trasmissioni di divulgazione artistica per Rai 5. Attualmente è segretario generale dell'Accademia nazionale di San Luca, presidente della società Dialogues, raccontare l'arte e direttore scientifico della Fondazione Sorgente Group. Nel 2020 ha pubblicato per Salani Il giardino dell'arte. Il romanzo di un viaggio tra le meraviglie d'Italia. Per Einaudi ha pubblicato Caravaggio e Vermeer. L'ombra e la luce (2021).



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    28 min
  • Federica Piacentini "Comincia a Brooklyn"
    Federica Piacentini
    "Comincia a Brooklyn"
    Nutrimenti
    https://www.nutrimenti.net/


    Martin Gale ha nove anni eppure è già pronto a liberare la forza di chi sente che non c’è più tempo, non si può aspettare ancora, bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a giocare. Giocare sul serio.
    Martin ama moltissimo ed è riamato, dai nonni emigrati dalla Grecia e dalla madre Leah, così come da Mama Jean, la bizzarra sconosciuta che ha deciso di ospitare lui e la madre dopo lo sfratto. Ama moltissimo anche Jack Gale, quel padre che langue, ma in compenso si sente riamato dal quartiere in cui è nato e cresciuto: Brooklyn. Il luogo di un amore duro eppure dolcissimo, vulcanico e trasformista, così empatico e diverso da Manhattan e dalla New York che il mondo canta, idolatra, accusa.
    Martin Gale ha un motivo per cominciare a giocare sul serio: la madre Leah non sta bene e ammalarsi, a Brooklyn così come negli Stati Uniti tutti, ha un costo. E giocare a scacchi, per vincere il lauto premio messo in palio da un torneo, è allora un atto di ribellione contro le circostanze, le regole, le costrizioni fatali in cui ciascuno si ritrova – volente o nolente – quando viene al mondo. Quello che Martin scoprirà, mentre impara il gioco sulla scacchiera, è che proprio là nel mezzo si spalanca la vita adulta.


    Federica Piacentini è nata a Gaeta nel 1983. Si è laureata in editoria e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha frequentato la scuola biennale di scrittura creativa di Roberto Cotroneo, la Luiss Writing School ed è infine diventata una professional creative coach, dedicandosi alla creatività a trecentosessanta gradi. Ha viaggiato molto, vive a New York insieme alla sua famiglia. Comincia a Brooklyn è il suo primo romanzo.




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    24 min
  • Alberto Coco "Maria che danza sulle antenne di un calabrone"
    Alberto Coco
    "Maria che danza sulle antenne di un calabrone"
    Porto Seguro Editore
    https://www.portoseguroeditore.com/

    Quella che leggerete è la storia di un ragazzo, Berto, e di sua nonna Pina.
    È la storia di un viaggio attraverso l’Italia, da Milano a San Severo; un percorso nella memoria e nella storia, un cammino interiore di chi è prossimo alla morte e di chi invece alla vita adulta, tra segreti, misteri e sogni che diventano realtà.
    È l’amore, però, il vero protagonista di Maria che danza sulle antenne di un calabrone: l’amore raccontato in tutte le sue forme più pure, l’amore di una nonna per suo nipote, di una madre per il figlio morto giovane, di un padre per una figlia straordinariamente “diversa”. In un reticolato di vite vissute, di intimità, segreti e ricordi, Maria che danza sulle antenne di un calabrone esplora la tragedia della morte e della malattia, lo splendore della vita e il suo mistero più grande: la rinascita.

    Alberto Coco, 1964, vive a Cusago (Milano). Ha lavorato in tutto il mondo occupandosi di marketing e di comunicazione, di licensing e publishing. Per conto della sua società, Ubisoft, racconta ai ragazzi italiani i brand che hanno fatto la storia dell’industria dei videogiochi.
    Maria che danza sulle antenne di un calabrone è il suo primo romanzo.



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    12 min

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