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  • Paolo Talanca "Ivan Graziani. Il primo cantautore rock"
    Paolo Talanca
    "Ivan Graziani. Il primo cantautore rock"
    Prefazione di Andrea Scanzi
    Crac Edizioni
    http://edizionicrac.blogspot.com/

    Ricordando il cantautore Ivan Graziani, scomparso 25 anni fa, il 1° gennaio 1997.


    Di cosa parla questo libro? Parla dell'assoluta unicità di Ivan Graziani come cantautore rock, che negli anni Settanta "inventa" uno stile di scrittura e un linguaggio per la canzone come nessuno aveva fatto prima. Parte dagli anni Sessanta, dalla musica che c'era intorno a Ivan e dai suoi primi passi, e arriva ad analizzare il momento in cui Ivan stesso comprende come scrivere i brani, quale stile usare per dire al meglio le cose che aveva da dire, nella forma artistica "canzone" che gli era più congeniale. Il periodo cruciale è la fine degli anni Settanta, il momento di svolta nello stile verso un modo di scrivere unico e, dunque, d'autore. Certamente non parla solo dei brani più famosi: Agnese, Lugano addio, Firenze. O, meglio, li mette da parte, perché considerarli l'apice artistico di Ivan Graziani - come probabilmente è giusto fare, soprattutto per Lugano addio - farebbe trascurare il suo merito principale: aver compreso come unire al meglio la forza del genere "rock" con quello del genere "canzone d'autore". Sotto questo punto di vista, brani come Pigro o Fuoco sulla collina restituiscono molto meglio di altri la grandezza di un autore che era un fiume artistico in perpetuo moto, che puntava all'autenticità - con tutto l'armamentario etimologico e di senso che questa parola comporta -, che non si fidava mai di forme o verità acquisite ma cercava sempre di stupire, cercava l'originalità e, così facendo, cercava una strada propria. Prefazione di Andrea Scanzi.


    Paolo Talanca
    "Sono nato a Pescara nel 1979. Insegnante, critico musicale e direttore artistico, mi sono laureato in Lettere con una tesi su Guccini, Gozzano e Montale."
    https://www.paolotalanca.it/biografia/




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    13 min
  • Mattia Bertaina "Premio Alpi del Mare" Silvio Orlando
    Mattia Bertaina
    "Premio Alpi del Mare - Città di Busca"
    https://www.cineclubmelies.it/

    Arriverà a Busca per ricevere il premio cinematografico PAM-Città di Busca domenica 9 gennaio l’attore Silvio Orlando, uno dei più iconici volti del panorama artistico italiano, attore di cinema, teatro, e televisione.

    Il cineclub Méliès, insieme con la Città assessorato alla Cultura, organizzata la quarta edizione del riconoscimento, creato nel 2017, in occasione dei sessant'anni del cine-teatro Lux di Busca. Con cadenza annuale, esso pone l'attenzione su personalità di spicco del mondo del cinema, che si sono distinte per una carriera di successi e autorevoli collaborazioni artistiche, personalità amate dal grande pubblico che sono entrate nel cuore degli spettatori per lavori di pregiata fattura. Ad aprire l'Albo d'oro, nel 2017, Giuseppe Battiston, seguito nel 2018 da Margherita Buy e nel 2019 da Claudio Bisio. Poi c’è stata l’interruzione forzata dovuta alla pandemia.

    “Sarà un grande piacere ed un onore avere a Busca un attore come Silvio Orlando - dice il sindaco Marco Gallo –. La Città ha aderito fina dalla prima edizione all’iniziativa del premio proposta del cineclub, perché crediamo nel lavoro complessivo che l’associazione sta portando avanti con varie iniziative, dalle rassegne d’autore, al cinema all’aperto, alla creazione della cineteca Arecco, che hanno reso possibile la rinascita del cinema-teatro cittadino, con grande beneficio per la vita culturale di Busca. Si tratta del ritorno di un importante evento culturale dopo il periodo più grave di emergenza sanitaria e rappresenta un significativo buon auspicio".

    Dopo la consegna della targa in vetro e l’incontro fra l’attore e il pubblico, sarà proiettato il nuovo film di Roberto Andò “Il bambino nascosto" tratto dall’omonimo romanzo edito da La Nave di Teseo e uscito nelle sale nelle scorse settimane. Prendono parte all’evento il sindaco Marco Gallo, il critico cinematografico Giancarlo Zappoli, direttore di MyMovies, il presidente del Méliès Mattia Bertaina.

    La premiazione è il preludio all'omaggio all’attore delle settimane successive con una retrospettiva dedicata dei alcuni dei lavori più importanti che lo hanno reso celebre e immortale. Saranno proiettati "Ariaferma" di Leonardo Di Costanzo (lunedì 14 marzo), “Luce dei miei occhi" di Giuseppe Piccioni (lunedì 21 marzo) e “Si sente il rumore del mare" di Mimmo Calopresti (lunedì 28 marzo).

    Per potersi garantire una poltrona per la serata telefonare al 349.1817658; biglietto unico 10 euro. Per l’accesso in sala è necessario essere in possesso di green pass rafforzato e osservare tutte le disposizioni di prevenzione.



    Mattia Bertaina è attualmente Presidente del Cineclub Méliès, Direttore Artistico del Cine-teatro Lux di Busca e vice-delegato per il Piemonte ANCCI (Associazione Nazionale Circoli Cinematografici Italiani); membro del Consiglio di Amministrazione presso l'Istituzione Comunale Culturale di Busca, è co-fondatore del blog "Qui si parla di Cinema" e collabora stabilmente con le testate locali "Il Maira" ed "Il Buschese". Laureato in Giurisprudenza con una tesi in Diritto Processuale Amministrativo ed impiegato in ambito bancario, è appassionato di Cinema, che studia ed approfondisce dal 2004. Frequenta regolarmente la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia ed il Torino Film festival; ha creato una cineteca privata che conta oltre 1500 titoli e tiene annualmente corsi di analisi filmica.






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    14 min
  • Giona Peduzzi "Le strade del figlio"
    Giona Peduzzi
    "Le strade del figlio"
    Polaris Editore
    https://www.polariseditore.it/



    Ermanno ha 19 anni ed è fermamente convinto di avere una marcia in più rispetto a tutti quanti, per questo è sempre da solo e fatica a trovare il proprio posto nel mondo. Appassionato di cinema e di tutto quello che ha a che fare con la morte, Ermanno addossa tutte le colpe della propria infelicità al padre che non ha mai conosciuto e che sa essere un Santone in India.
    Così un giorno, con un colpo di testa di cui si pente un attimo dopo, decide di partire alla sua ricerca, con la speranza che i suoi problemi si risolvano magicamente. Il suo sarà un viaggio di formazione, in cui scoprirà i propri limiti ma anche le proprie qualità, perdendosi tra le strade dell’India, il Paese più emozionante del Mondo.


    Giona Peduzzi è nato nel 1980 e vive a Roma. Da quasi vent’anni lavora come autore televisivo per i principali network nazionali. Crede che il viaggio sia la più potente forma di conoscenza perciò dedica ogni sua giornata libera all’esplorazione del mondo, accompagnato da sua moglie e i suoi due figli.
    Ha scritto programmi televisivi, articoli, racconti, sceneggiature e testi teatrali ma Le strade del figlio è il suo primo romanzo.



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    21 min
  • Valter Giantin "Vivere a lungo con successo"
    Valter Giantin
    "Vivere a lungo con successo"
    Città Nuova Edizioni
    https://www.cittanuova.it/

    Esiste una relazione tra la nostra salute e il nostro patrimonio genetico? Quanto il nostro benessere dipende dall’ambiente che ci circonda? Cosa possiamo fare per adattare il nostro organismo al variare dell’età? Quanto è importante avere una vita sociale attorno a noi? Perché, a volte, persone che riteniamo in piena salute e che hanno una buona socialità sentono di non voler più vivere? Questo libro cerca di rispondere a queste e ad altre frequenti domande sulla salute definendo una matrice multidimensionale in cui poter collocare lo stato di benessere degli individui nei diversi momenti della vita, indicando al lettore quali sono le strategie più opportune per raggiungere e mantenere, il più a lungo possibile, una (piena) salute per sempre

    Valter Giantin, medico-geriatra, docente di geriatria/medicina interna e bioetica presso la Clinica Geriatrica dell’Università di Padova, è coordinatore scientifico del corso di perfezionamento post-laurea “Comunicazione emotiva e relazione terapeutica” presso la stessa Università. È docente di bioetica presso Master dell’Università Cattolica di I e II livello, presso la Fondazione Lanza di Padova e la Fondazione Marcianum di Venezia. È presidente dell’associazione di utilità e promozione sociale Panthakù.


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    34 min
  • Enrico Montrosset "Pier Paolo Pasolini. Fuori Quadro"
    Enrico Montrosset
    "Pier Paolo Pasolini. Fuori Quadro"
    Il cinema in forma di poesia


    Fino al 6 marzo 2022, il Castello Gamba di Chatillon ospita la mostra Pier Paolo Pasolini Fuori Quadro - Il cinema in forma di poesia.

    L’evento è promosso e organizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, in occasione del centenario dalla nascita del celebre poeta, sceneggiatore, attore, regista e drammaturgo italiano nato a Bologna il 5 marzo 1922 e morto a Roma il 2 novembre 1975.

    All’interno delle sale del castello saranno esposti alcuni suggestivi scatti d’autore: foto di scena e di set in un’alternanza di visto e non visto, di campo e fuori campo, di quadro e fuori quadro. La mostra intende così dare forza all’idea del visibile contemporaneo di cui Pasolini ha contribuito a definire forme, margini e logiche.

    Le immagini presentate sono il risultato di un progetto più ampio realizzato nel 2006 dal Museo del Cinema di Torino, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. La condivisione è il frutto di un pensiero che sollecita la promozione del Museo e delle sue collezioni in ambito regionale, nell’ottica di attrarre un pubblico sempre più ampio verso registi indimenticabili.


    INFORMAZIONI
    Struttura Patrimonio storico-artistico e Gestione siti culturali
    Ufficio Comunicazione
    0165-274322 / 274327

    [email protected]
    [email protected]



    Castello Gamba
    Per offrire all’amatissima sposa Angélique Passerin d’Entrèves la possibilità di trascorrere lunghi periodi all’anno vicina agli affetti della famiglia di origine, che risiedeva nel castello di Châtillon, il barone torinese Carlo Maurizio Gamba, decise di costruire una nuova dimora nella stessa località, sulla balza rocciosa denominata Crêt-de-Breil.

    Il progetto fu affidato all'ingegnere Carlo Saroldi, torinese di nascita ma « valdôtain de cœur », cui spetta anche la ricostruzione, negli stessi anni, della chiesa parrocchiale di Châtillon.

    Iniziato nel 1903, data incisa sul fronte nord dell'edificio e concluso nel 1905, il «grandioso palazzo in pietra nello stile del principio del Seicento»– così come viene descritto in una delle prime guide turistiche della Valle d'Aosta – era munito di tutti moderni comfort, tra cui persino un ascensore, il primo installato nella regione. Il salone di ingresso, con la boiserie decorata da motivi a pergamena e il camino in pietra sul quale è dipinto lo stemma dei proprietari, rendeva omaggio al gusto neogotico che nel coevo Castel Savoia di Gressoney viveva la sua ultima ed eclettica stagione.

    Un destino avverso avrebbe infranto i rosei progetti di vita di Angélique e Carlo Maurizio. Colpita da un male incurabile, forse aggravato dal dolore per la perdita della figlioletta Irene, Angélique si spense appena trentasettenne nel 1909, mentre il marito morì improvvisamente, in questo edificio, il 2 dicembre 1928.

    In mancanza di eredi diretti, il castello pervenne ai Passerin d'Entrèves, che nel 1982 lo vendettero alla Regione autonoma Valle d'Aosta.

    Un importante intervento di restauro, finalizzato a trasformare l'edificio storico in nuova sede museale, che oggi ospita la ricca collezione di arte moderna e contemporanea regionale, è stato curato dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d'Aosta.





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    21 min
  • Fabio Bussotti "La ragazza di Hopper"
    Fabio Bussotti
    "La ragazza di Hopper"
    Mincione Edizioni
    https://www.mincionedizioni.com/


    “La ragazza di Hopper” è la settima avventura del commissario Bertone che si ritrova in un quadro di Hopper con la paura di non uscirne più.

    Roma, lunedì 7 settembre 2020. La cameriera di notte Nora Rednic viene strangolata nella stanza 684 dell’albergo Massimo D’Azeglio. Il commissario Flavio Bertone, osservando attentamente il cadavere sul letto, pensa che la bella ragazza di origini rumene si sia lasciata uccidere senza opporre resistenza…

    Il lenzuolo ancora intatto, le scarpe appaiate davanti alla poltrona, le tende alla finestra, la canottiera rosa, tutto gli ricorda il quadro di Hopper Stanza d’Albergo…



    Ma il cielo era blu cobalto. La radio annunciava condizioni atmosferiche perfette e una fiducia incondizionata nel futuro prossimo e anche in quello venturo. L'oceano era una tavola piatta, senza schiume e con nessuna voglia di ruggire. I gabbiani si facevano fatti loro. I cormorani parlottavano tra le dune. Il vento soffiava leggero, felice di non avere una direzione precisa. Il bianco delle spiagge atlantiche era a tratti abbagliante e misterioso come la fronte di Moby Dick o un muro di una casa in un quadro di Hopper.

    “Perché non mi spari subito? Hai paura di svegliare qualcuno dell'albergo o hai semplicemente paura?”

    “Non ho paura di ammazzarti. Voglio solo farlo bene.”



    "Ma la vita vera accade fra il buio e la luce:
    -Ho chiuso a chiave la porta-, dicesti,
    un'importante frase, gradiva di fato. Ricordo le parole
    ma ho scordato da che lato le dicevi,
    se dentro casa o fuori della porta."
    da "Sempre gli uomini vedono nel buio" di Yehuda Amichai



    Fabio Bussotti attore, drammaturgo, sceneggiatore e traduttore, è nato a Trevi e vive tra Roma e Madrid. Si è diplomato alla Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman. Ha vinto il Nastro d'Argento come migliore attore non protagonista per il film Francesco diretto da Liliana Cavani. La ragazza di Hopper è la settima avventura del Commissario Bertone che si ritrova dentro un quadro di Hopper con la paura di non uscire più. Le prime due, L'invidia di Velázquez e il Cameriere di Borges sono disponibili in audiolibro grazie a Fabler Audio Edizioni.


    https://www.mincionedizioni.com/

    https://www.ibs.it/ragazza-di-hopper-libro-fabio-bussotti/e/9782931144107

    http://www.fabiobussotti.it/



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    19 min
  • Fabio Bacà "Nova"
    Fabio Bacà
    "Nova"
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/


    Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all’università, e usa nel suo mestiere di neurochirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce della vita non elettrizzante che conduce nella Lucca suburbana: l’estremismo vegano di sua moglie, ad esempio, o l’inspiegabile atterraggio in giardino di un boomerang aborigeno in arrivo dal nulla. Ma in quei suoni familiari e sedati si nasconde una vibrazione più sinistra, che all’improvviso un pretesto qualsiasi – una discussione al semaforo, una bega di decibel con un vicino di casa – rischia di rendere insopportabile. È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo, enigmatico maestro, Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, non si sa. O si preferisce non sapere.


    "A cosa pensa un uomo appena si sveglia? Cosa gli recapita la connivenza d’inconscio e realtà|?Qual è l’oggetto delle sue prime, confuse meditazioni mentre tenta di recuperare la potestà sul vero? Quali le immagini, i suoni, i bisbigli, i tumulti nella sua testa?
    Probabilmente riflette su di sé, o sulla donna che gli dorme accanto.
    Forse pensa ai figli. Oppure ai genitori, all’amante, alla colazione, a un amico in difficoltà, alle scadenze fiscali, alla cena di gruppo del sabato successivo, al mal di schiena, alla politica, ai contrattempi professionali, alla macchina nuova in leasing che gli ha proposto il suo concessionario, a Dio, ai gol della sera prima, alla casa in campagna, alle vecchie ambizioni arenatesi chissà dove, alle caviglie di una collega, ai film di Christopher Nolan, alla mozione di coito avanzata dalla fugace libidine dell’erezione mattutina.
    Davide no.
    Davide pensa alla morte."


    Fabio Bacà è nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto, dove vive e lavora. Nel 2019 Adelphi ha pubblicato il suo esordio, Benevolenza cosmica, con il quale ha vinto il prestigioso premio Severino Cesari di Umbria Libri.


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    29 min
  • Marina Benedetti "Medioevo inquisitoriale"
    Marina Benedetti
    "Medioevo inquisitoriale"
    Manoscritti, protagonisti, paradossi
    Salerno Editrice
    https://www.salernoeditrice.it/



    Nel 1252 l’inquisitore Pietro da Verona viene assassinato. È questo vero e proprio cold case medievale a rafforzare il potere dell’officium fidei, per cui si arriva ad accusare di eresia perfino alcuni santi. Nel XIV secolo, da Avignone, il papa impiega gli inquisitori per combattere i signori della penisola italiana. A Milano, nel 1437, Bernardino da Siena condanna dal pulpito il maestro d’abaco cittadino dando avvio a una serie di processi in cui i principali testimoni risultano i suoi studenti.

    Sono solo alcuni frammenti del “Medioevo inquisitoriale” raccontato in questo libro, una vicenda ricostruita attraverso documenti inediti, protagonisti piú o meno noti, a partire dal XIII secolo fino alla crociata contro i valdesi del 1488. L’inquisizione medievale si nutre spesso di luoghi comuni che l’autrice si impegna a sfatare, ricostruendo una vicenda dalle origini complesse e dagli esiti talvolta paradossali. Ne emerge un nuovo ritratto del Medioevo e una trama in cui santi, inquisitori e inquisiti si confondono, i frati partecipano alle crociate, le inchieste vengono annullate, gli inquisitori sono santi, i processi escono dagli archivi e circolano nell’Europa del XVII secolo.



    Marina Benedetti insegna Storia del cristianesimo presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di eresie, soprattutto al femminile, di inquisizione, di trasmissione di manoscritti medievali. È autrice di Inquisitori lombardi del Duecento (Roma 2008) e Condannate al silenzio. Le eretiche medievali (Milano 2017). Ha curato Storia del cristianesimo, ii. L’età medievale (secoli VIII-XV) (Roma 2020; 6a rist.) e, con Euan Cameron, A Companion to the Waldenses in the Middle Ages, di prossima pubblicazione.



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    33 min
  • Andrea Frediani "L'ultimo soldato di Mussolini"
    Andrea Frediani
    "L'ultimo soldato di Mussolini"
    Newton Compton Editori
    https://www.newtoncompton.com/

    Un grande romanzo
    Una guerra senza onore
    Una storia impossibile da dimenticare

    All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, la vita di Ulisse Savino, un reduce della milizia fascista, è distrutta.

    Respinto dalla compagna, ignorato dalla stessa figlia, disorientato dalla caduta di Mussolini e del fascismo e pieno di vergogna per il tradimento italiano nei confronti della Germania nazista, non vede vie d’uscita. Ma la creazione della Repubblica di Salò fa rinascere in lui nuove speranze. Unitosi con ritrovato entusiasmo alle file della Legione d’assalto Tagliamento, non vede l’ora di poter affiancare i nazisti nella lotta contro gli Alleati. La realtà che lo attende però è ben diversa e lo porterà a scontrarsi con i partigiani e la popolazione che li sostiene, e a confrontarsi con rastrellamenti, fucilazioni, violenze e soprusi di ogni sorta. Col progredire di questa guerra fratricida, le sue convinzioni cominciano a vacillare; gli eventi di cui è testimone lo spingono a cercare uno scampolo di umanità in un immaginario rapporto con la figlia, e I suoi occhi prendono a guardare in modo diverso coloro che si battono per liberare l’Italia dal giogo del nazifascismo.

    Un autore da oltre 1 milione di copie
    Uno straordinario romanzo sul periodo più buio della nostra storia

    «Andrea Frediani accompagna i lettori senza perdersi in luoghi comuni e tenendo fede alla correttezza della ricostruzione storica.»
    la Repubblica

    «Frediani sa tenere il pubblico con il fiato sospeso grazie a un ritmo e a una cadenza serrata, tipiche di romanzieri quali Ken Follett, Valerio Massimo Manfredi e Michael Crichton. Il suo stile è fluido, accattivante, mai monotono e ripetitivo, e immerge interamente il lettore nelle vicende narrate e nelle sensazioni provate dai vari personaggi.»
    Corriere della Sera

    «Non si può fare a meno di appassionarsi alla narrazione di questo autore.»
    Il Messaggero




    Andrea Frediani
    È nato a Roma nel 1963. Divulgatore storico tra i più noti d’Italia, ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici, tra i quali: Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Marathon; La dinastia; 300 guerrieri; 300. Nascita di un impero; I 300 di Roma; Missione impossibile; L’enigma del gesuita. Ha firmato le serie Gli invincibili e Roma Caput Mundi; i thriller storici Il custode dei 99 manoscritti e La spia dei Borgia; Lo chiamavano Gladiatore, con Massimo Lugli; Il cospiratore; La guerra infinita; Il bibliotecario di Auschwitz; I tre cavalieri di Roma e Attacco all’impero, primi volumi della Invasion Saga, I Lupi di Roma, L’ultimo soldato di Mussolini e Le Williams. Le sue opere sono state tradotte in sette lingue.

    http://andreafrediani.it/



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    22 min
  • Rosangela Bonsignorio "Contro la perdita della memoria" Umberto Eco
    Rosangela Bonsignorio
    "Umberto Eco a 90 anni dalla nascita"
    http://www.framecultura.it/umberto-eco/

    Storie che lasciano il segno
    "Contro la perdita della memoria"
    Umberto Eco


    Il Festival della Comunicazione celebra la memoria di
    Umberto Eco, a 90 anni dalla nascita, con un podcast speciale

    Una pubblicazione senza tempo che ripercorre i più profondi e visionari pensieri del grande maestro, con le voci di Gianrico Carofiglio, Danco Singer e gli estratti originali di Umberto Eco.
    Si intitola “Contro la perdita della memoria”, come la lectio che Eco fece all’ONU nel 2013.
    ________


    Umberto Eco avrebbe compiuto 90 anni il 5 gennaio 2022. Semiologo e filosofo, accademico e bibliofilo, saggista e romanziere, già da molti anni prima della sua scomparsa – nel 2016 – è riconosciuto dall’umanità intera come un grande maestro, capace di istruire, di educare e di ispirare. Celebre tra i suoi infiniti contributi culturali è il discorso che tenne il 21 ottobre del 2013 all’ONU a New York, dedicato all’importanza della memoria, nella storia e soprattutto nell’era della tecnologia digitale e del web, con una visione che oggi appare quanto mai attuale e precorritrice dei tempi.

    Insieme a Danco Singer e Rosangela Bonsignorio, Umberto Eco è stato quasi nove anni fa anche l’ideatore del Festival della Comunicazione a Camogli. E proprio il Festival, in occasione del novantesimo anniversario della nascita del suo padrino, ne onora la memoria con uno speciale appuntamento in podcast, originale e inedito, che ne custodisce e diffonde parte dell’eredità, raccogliendo un frammento del suo pensiero.

    Così il titolo originale del discorso tenuto all’ONU, “Contro la perdita della memoria”, è diventato sia il nome del podcast inedito targato Festival della Comunicazione sia il meta-messaggio per celebrare il patrimonio culturale che Eco ci ha lasciato attraverso le sue stesse parole, che con un’efficacia senza eguali raccontano perché ‘memoria’ non è semplicemente ‘ricordare’. Gli estratti originali dalla viva voce di Umberto Eco si alternano alla straordinaria interpretazione di alcuni suoi decisivi passaggi da parte di Gianrico Carofiglio, che con la sua voce narrante valorizza pensieri di assoluta genialità.

    Il podcast “Contro la perdita della memoria” è disponibile gratuitamente online alla pagina http://www.framecultura.it/umberto-eco/, oltre che su tutte le principali piattaforme per l’ascolto.

    Il Festival della Comunicazione ritorna dall’8 all’11 settembre 2022 a Camogli per la sua nona edizione, dedicata al tema della Libertà. E anche quest’anno il Festival accompagna il proprio affezionato pubblico con uscite settimanali, in formato audio e nelle due serie Storie che lasciano il segno e Replay. Contenuti nuovi e inediti dalla voce diretta dei grandi protagonisti del Festival, mescolati con alcuni degli interventi che hanno fatto la storia della manifestazione. Sono disponibili cercando festivalcom su tutti i principali canali digitali e le piattaforme podcast, oppure su festivalcomunicazione.it e framecultura.it




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