il posto delle parole

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  • Mariolina Venezia "Ecchecavolo"
    Mariolina Venezia
    "Ecchecavolo"
    Il mondo secondo Imma Tataranni
    https://www.einaudi.it/



    La piemme protagonista della serie TV in onda su Rai 1

    I colleghi che si sentono in dovere di fare i simpatici a tutti i costi, le suocere impiccione, i tuttologi dell'ultimo minuto. Quelli che non si regolano durante il pranzo della domenica e quelli che chiedono «ti è piaciuto?» dopo aver fatto l'amore: nel suo mondo ideale Imma Tataranni non fa sconti a nessuno. Neanche a se stessa. Dopo il successo televisivo, la Dottoressa torna in libreria, ma non con una delle sue indagini: questa volta vuole dettare legge. Cosí, mentre risolve un caso o fa la spesa al supermercato, elabora le sue personali normative. Un libro divertente, struggente, pungente. Proprio come lei.


    Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma, dove lavora per cinema, teatro e televisione. Con Einaudi ha pubblicato Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007. Sempre per Einaudi ha pubblicato in seguito le indagini di Imma Tataranni: Come piante tra i sassi (2009, 2018 e 2021), Maltempo (2013, 2018 e 2021), Rione Serra Venerdì (2018 e 2021), Via del Riscatto (2019 e 2021) e Ecchecavolo (2021). Da questi gialli è stata tratta la serie televisiva in onda su Rai 1 Imma Tataranni - Sostituto procuratore, arrivata alla seconda stagione con uno straordinario successo di pubblico.



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    16 min
  • Luca Ricci "Gli invernali"
    Luca Ricci
    "Gli invernali"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    Un editore rifiuta il romanzo di uno scrittore: niente di male, se editore e scrittore non fossero anche amici per la pelle e testimoni di nozze dei rispettivi matrimoni; un esordiente viene tenuto a battesimo da un importante critico letterario: tutto bene, se l’esordiente non frequentasse l’ex moglie del critico; una scrittrice di romanzi rosa va a letto con il suo agente letterario: ammissibile, se scrittrice e agente non si incontrassero a colazione proprio con il marito di lei, un onesto lavoratore nel ramo della fibra ottica senza alcuna propensione per l’arte.
    E questo girotondo di personaggi che appartengono al famigerato quanto avventuroso mondo culturale non potrebbe andare in scena se non durante la “barzelletta seria” che è l’inverno romano. Un tempo li si sarebbe chiamati con ossequio “intellettuali”, oggi li guardiamo con tenerezza mentre tentano di sfangarla, tra idealismo e problemi pratici, tradimenti e atti di fede, illuminazioni e ottenebramenti. In una Roma incorniciata dalle finestre dei locali e delle case dentro cui si sverna, che “se non esistesse non andrebbe inventata”, si consuma un’impietosa schermaglia che riguarda le passioni, i sentimenti, gli affetti: la posta in gioco come sempre è la vita.
    Dopo Gli autunnali e Gli estivi, Luca Ricci ci consegna il terzo tassello della quadrilogia delle stagioni, un romanzo che, quasi per contrapporsi alla letargia invernale, ha un ritmo ancora più indiavolato, ed è capace d’indagare le ragioni più profonde che muovono le donne e gli uomini.



    Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). I suoi libri sono tradotti in diverse lingue straniere.



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    21 min
  • Demetrio Paolin "Anatomia di un profeta"
    Demetrio Paolin
    "Anatomia di un profeta"
    Voland
    https://www.voland.it/

    Primi anni ’90, in un piccolo paese del Monferrato. Di fronte a una tomba vuota un uomo recita un verso del profeta Geremia come una preghiera. Da quel preciso istante la vita del profeta e la vicenda drammatica del bimbo/Dio che non vuole più vivere si legano. Patrick il bambino, con le figure dolenti e folli dei suoi genitori, Geremia il profeta e le sue parole piene di ira e tenerezza, l’io narrante, sempre in bilico tra il tentativo di raccontare e il non senso del mondo, e Dio, che vive e muore, che odia e vuole redimere, sono le voci che si intrecciano in questo romanzo ibrido e complesso che narra la più semplice e antica delle storie: una storia d’amore e morte.


    Demetrio Paolin, vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo Il mio nome è Legione (2009), i saggi Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana (2008) e Non fate troppi pettegolezzi (2014) e diversi studi critici su Primo Levi. Ha collaborato con il “Corriere della Sera” e “il manifesto”. Conforme alla gloria, il suo secondo romanzo, uscito a sette anni di distanza dal primo, è stato tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016.



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    40 min
  • Tessa Rosenfeld "Graffio"
    Tessa Rosenfeld
    "Graffio"
    Linea Edizioni
    https://www.lineaedizioni.it/

    Un’audace ricerca della felicità
    Mariolina Venezia

    A parte la bravura come immobiliarista, Nikla Poggiardo è odiosa nell’insofferenza verso i bambini, autolesionista nell’ingozzarsi fino al vomito, inadeguata nella scelta scellerata del compagno di vita, il plurimaritato notaio Cesare de Nistris, con il quale intrattiene rapporti intimi, dapprima incandescenti, poi via via sempre più degradanti. Vittima di un abuso che la lascia tramortita, fugge da Roma verso il Salento.
    Ma anche qui, nella terra natia, i demoni che la perseguitano non le danno tregua.

    Dopo svariate peripezie, sarà l’avventura con un uomo rozzo e volgare a segnare per Nikla un prima e un dopo, lasciandola alla deriva con un regalo avvelenato. Qualcosa di così inaspettato da costringerla a ribaltare, tra rabbia e sbalordimenti, l’intera sua esistenza.


    Tessa Rosenfeld nasce a Santa Monica, da padre americano e madre italo-russa. GRAFFIO, il suo primo romanzo è ambientato a Roma e nel Salento dove risiede con suo marito, Fabio Calenda, e due adoratissimi cani.



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    31 min
  • Francesco La Rocca "Interno Corte"
    Francesco La Rocca
    "Interno Corte"
    Disegni di Moisi Guga
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/


    Nazarena, la nonnina ribelle che ama i bagni d’aria, abita al primo piano. Sullo stesso pianerottolo c’è Nina, che insieme al fratello immagina i dinosauri in orbita nello spazio. E poi Mattia, che colleziona fossili di montagna, e Ayyoub che origlia i discorsi dal ricevitore del citofono: le storie degli inquilini di un palazzo di ringhiera si snodano una dopo l’altra durante l’esplosivo appuntamento che periodicamente la vita impone: l’assemblea condominiale.

    "Le tre scale si aprono sul limite interno dell'androne: diciotto gradini per rampa, due rampe per piano, tre piani per scala.
    Ogni pianerottolo è pavimentato con la stessa pietra del cortile tagliata, levigata e composta a mosaico con decori geometrici differenziati per piano. Dal primo all'ultimo: esagono, fiore, picca."



    Francesco La Rocca è nato a Torino nel 1983. Ha studiato Diritti Umani e lavora nel sociale. L’esperienza lo ha portato a scrivere storie del quotidiano declinato al fantastico. Interno corte è la sua prima pubblicazione.

    Moisi Guga è nato a Shkodër, in Albania, nel 1988. Laureato in grafica d’arte all’Accademia Albertina, vive a Torino, dividendosi tra il disegno e una cooperativa sociale.



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    30 min
  • Tiziana Buccico "Racconti d'Afghanistan"
    Tiziana Buccico
    "Racconti d'Afghanistan"
    Mostra fotografica, Saluzzo (Cuneo).



    Mostra fotografica “Racconti d’Afghanistan” a cura dell’artista e giornalista Mario Laporta in collaborazione con IGAV.

    Attraverso le immagini di Mario Laporta scattate in Afghanistan durante la seconda ondata anti-talebana nel 2002, viaggeremo in una nazione nuovamente colpita dai tragici avvenimenti di questi mesi. Un faro su un Paese alla disperata ricerca di normalità.

    Orari mostra: da sabato 27 novembre 2021 a domenica 23 gennaio 2022
    Aperta sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00
    Ingresso gratuito


    Incastonato tra l’ex Unione Sovietica, l’Iran, il subcontinente indiano e la Cina, l’Afghanistan è stato per lungo tempo il crocevia dell’Asia Centrale, attraversato da carovane e popoli migratori che hanno lasciato in eredità un complesso mosaico di gruppi etnici e linguistici. Negli ultimi due secoli, a partire dal conflitto tra Gran Bretagna e Russia definito “il grande gioco” – di cui l’Afghanistan rappresentava un’importante casella sulla scacchiera geopolitica -, passando per l’occupazione sovietica e poi quella statunitense, il Paese ha subito assedi e invasioni, vissuto guerre civili e colpi di stato, caratterizzandosi per un’endemica instabilità prodotta tanto da influenze esterne che dalla complessa frammentazione all’interno.

    L’arrivo degli Stati Uniti all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001 per attaccare i talebani, accusati di dare rifugio all’organizzazione terroristica di Al Qaeda, ha rappresentato, nel bene e nel male, il tentativo di estirpare un regime estremista per proporre una forse errata trasfigurazione della democrazia, senza tenere in debito conto la complessità e le mille anime che danno corpo al tessuto sociale afghano. Gli avvenimenti recenti testimoniano il lungo e lento fallimento dell’operazione americana che ha finito per riconsegnare il Paese al vecchio nemico che era venuto a combattere.

    Le fotografie di Mario Laporta, che risalgono al 2002, a Kabul, durante l’Operazione Anaconda, parte di quella che è stata definita la seconda ondata anti-talebana, raccontano di una lieve speranza che si fa strada nella vita del popolo afghano, tra la gente che lentamente comincia a cedere al sogno occidentale. Le immagini testimoniano la voglia dirompente di voler vivere una normalità solitamente negata, riappropriandosi delle proprie tradizioni, dei giochi, del lavoro, dei propri spazi. “Dopo lungo tempo si tornavano a vedere i primi aquiloni, le prime donne senza burqua, i primi scambi di denaro, le prime bancarelle di libri. Per me sono foto che documentano una speranza per il futuro, ma che oggi, alla luce dei tragici avvenimenti di questi mesi, si rivelano un ricordo che forse, per molti anni ancora, non ritornerà più. Vorrei però fossero almeno un augurio, affinché gli afghani possano realmente, e da soli, liberarsi di un regime che vorrebbe riportarli in un passato che la stessa quotidianità popolare aveva definitivamente sepolto” (Mario Laporta).


    Tiziana Buccico, napoletana verace, classe 1969, da sempre appassionata di politica, cultura e Medio Oriente. Un passato di uffici stampa tra cui l’Istituto italiano per gli Studi filosofici. Poi giornalista di pagine di cultura e società per La Città e il Corriere del Mezzogiorno. Ha lavorato per uffici stampa politici e istituzionali, organizzando eventi e campagne elettorali. Per otto anni, sino al 2017, è stata in Iran per seguire marito e famiglia. Da allora la passione per i viaggi e le culture diverse è cresciuta. Ha così iniziato a occuparsi di Via della Seta e ha avuto modo di prendere parte a tanti eventi e iniziative, oltre a essere impegnata con la Scuola italiana di Teheran.

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    19 min
  • Roberto Vetrugno "Umiliati"
    Roberto Vetrugno
    "Umiliati"
    Vallecchi Editore
    https://www.vallecchi-firenze.it/


    "Storie di uomini umiliati, di coppie finite male, guerre tragicomiche nelle famiglie, nate da un amore e distrutte dal suo naufragio."

    Dopo una violenta lite con la moglie, Alberto vuole separarsi e si rifugia in pieno inverno a Otranto, in una casa sul mare. Va a trovare un amico, il professore: appena lo informa delle sue intenzioni, il professore gli mostra un misterioso trattato rinascimentale, Anteros, sive contra amorem, che illustra i rischi mortali dell’amore. Poi insieme a due vecchi amici convocati apposta, decide di togliere ogni dubbio dalla testa di Alberto e gli racconta la storia tragicomica degli Umiliati, una squadretta di calcio formata da mariti integralmente umiliati dalle mogli. Alberto ascolta, è confuso, torna nella sua solitudine per riflettere. Ma un fatto di cronaca lo sconvolge: un padre ha ucciso i figli perché la moglie gli ha chiesto la separazione, poi si è ammazzato lanciandosi da un ponte. Alberto decide di andare al funerale dell’assassino, per cercare di capire quel gesto maledetto. Per comprendere fino in fondo quanto male può fare l’amore coniugale.



    Roberto Vetrugno (Lecce 1975) è professore associato di Linguistica Italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. Nel 2019 ha pubblicato il suo primo romanzo, Tripoli (Unicopli).



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    22 min
  • Laura Bellotti "La seconda lettera"
    Laura Bellotti
    "La seconda lettera"
    Corrispondenza con un condannato a morte
    Prefazione di Mario Marazziti
    Ianieri Edizioni
    https://www.ianieriedizioni.com/



    James Aren Duckett è detenuto nell’FSP (Florida State Prison) dal 30 giugno 1988, a seguito della condanna per lo stupro e l’uccisione di una bambina di 11 anni. In questi 33 anni, Jim, così lo chiamano gli amici e i suoi cari, lotta con i suoi legali per affermare la propria innocenza e per evidenziare le incongruenze e i malfunzionamenti del sistema giudiziario (e carcerario) degli Stati Uniti d’America. Oltre alla sua storia, la corrispondenza con l’autrice, iniziata nel 2012 e tuttora attiva, svela pensieri, paure e riflessioni di Jim, eternamente sospeso tra l’attesa di un responso e la vita in un carcere di massima sicurezza. Una preziosa testimonianza, la sua, che impone il rifiuto dell’idea che la Giustizia passi attraverso la pena di morte.



    Laura Bellotti, traduttrice e interprete alla British School di Milano, ha lavorato come libera professionista per vari editori, tra cui Mondadori e Rizzoli, traducendo per riviste da inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese. Ama viaggiare e l’arte, in particolare la pittura e la musica. Sua madre era pianista e concertista.



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    29 min
  • Claudio Giovanardi "A Sud dell'inferno"
    Claudio Giovanardi
    "A Sud dell'inferno"
    Enigma in quattro quardi
    La Lepre Edizioni
    https://lalepreedizioni.com/


    Un viaggio negli abissi dell’anima umana, in cui ritroviamo l’eco degli orrori narrati con sempre maggior frequenza dalle cronache quotidiane. La storia maledetta di Umberto e della sua famiglia, in un susseguirsi di ricatti, tradimenti e voltafaccia, viene raccontata dall’Autore in quattro quadri, concepiti in modo da poter essere letti a ritroso nel tempo, dagli effetti verso le cause che li hanno determinati. L’uso sapiente delle parole accompagna il lettore nei bassifondi umani, mentre l’atmosfera della narrazione varia dalla leggerezza all’intensità, dall’ironia alla tragedia. Ciascun personaggio si rivela al contempo vittima e carnefice, e anche i tentativi di redenzione risultano alla fine vani. Ognuno andrà incontro al proprio destino, non avendo le chiavi per mutarne il corso.


    Claudio Giovanardi è nato e vive a Roma. Insegna Storia della lingua italiana e Linguistica italiana all’Università Roma Tre. Oltre a numerosi volumi scientifici e divulgativi, ha pubblicato il romanzo Mamma ricordi (Manni 2013, finalista al premio Pisa) e la raccolta di racconti Tutto così regolare tutto così prevedibile (Manni 2015).



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    27 min
  • Paolo Zamboni "Nascoste nella tela"
    Paolo Zamboni
    "Nascoste nella tela"
    Tra arte e medicina, un'indagine sui segreti delle opere più famose
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Paolo Zamboni è un grande amante dell’arte. Nei suoi momenti di evasione, tra libri, viaggi e mostre, si è però reso conto che non può fare a meno di rimanere medico anche davanti alle più straordinarie immagini dipinte dai massimi artisti di ogni epoca. È così che ha cominciato a notare i segni clinici delle malattie raffigurate, forse inconsapevolmente, in alcune delle più note opere d’arte.

    Se analizziamo con attenzione questi dipinti, infatti, scopriamo per esempio che il Bacchino malato di Caravaggio soffriva del morbo di Addison, una malattia che sarebbe stata descritta solo più di due secoli dopo; che sulla mano della Gioconda c’è una cisti tendinea; che il monaco nella cappella Brancacci ritratto da Masaccio o da Filippino Lippi ha un melanoma sul volto e la causa della morte prematura di Battista Sforza potrebbe celarsi in quell’arterite temporale a cellule giganti che Piero della Francesca ha così ben rappresentato nel famosissimo dittico dei duchi di Urbino conservato agli Uffizi di Firenze.

    L’autore riporta ogni opera al suo contesto storico, per dirci qualcosa di più sull’artista e i personaggi raffigurati. In una vera e propria indagine, a partire dagli indizi visivi e dalle fonti in nostro possesso, risaliamo per esempio alla causa delle difficoltà respiratorie di Rodolfo II d’Asburgo, tipiche dei minatori ma impensabili come conseguenze della vita a corte: l’imperatore, infatti, si dedicava all’alchimia, in minuscoli laboratori senza ricambio d’aria, nel tentativo di trasformare le polveri in oro. Con attento spirito d’osservazione possiamo poi individuare una serie di encefali «nascosti» in alcuni dipinti sacri: scopriamo così che durante il Rinascimento il papa aveva concesso la possibilità di eseguire studi anatomici sui cadaveri, ma non di esporne i dettagli pubblicamente, inducendo alcuni pittori, che collaboravano con i medici nella riproduzione dei segreti del corpo umano, a nascondere una rappresentazione del cervello nelle loro opere, come ha fatto il Bastianino nel Giudizio Universale della cattedrale di Ferrara.

    Un libro illustrato in cui l’arte viene raccontata da un punto di vista totalmente inedito e dunque sorprendente, ricco di dettagli e curiosità sui grandi artisti e la loro epoca.

    Paolo Zamboni è un medico appassionato d'arte. Ha dedicato interamente la sua vita ai suoi pazienti e alla ricerca medica, figurando nella lista dei Top Italian Scientists (TIS). È professore ordinario presso l'Università di Ferrara.



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    23 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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