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  • Stefano Vicario "Il re degli stracci"
    Stefano Vicario
    "Il re degli stracci"
    La prima indagine di un invisibile
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/



    L’avvocato Andrea Massimi condivide con il fratello maggiore Giorgio lo studio legale ereditato dal padre. Tanto Andrea è infedele, vanesio, imprevedibile, quanto Giorgio è un uomo tutto d’un pezzo, rispettabile e dalla moralità granitica. Una sera Andrea viene travolto da una tragedia indicibile: la moglie e la figlia vengono uccise nella loro casa mentre lui si trovava con l’amante. Andrea, disperato e perseguitato dai sensi di colpa, rifiuta il suo mondo agiato per vivere da barbone insieme a un gruppo di senzatetto in un vagone abbandonato alla Stazione Termini di Roma.
    In quell’esistenza tra gli ultimi, Andrea trova una sorta di pace, fino a quando non vede un braccialetto che aveva regalato alla moglie al polso di una trans e decide di far luce su quella notte che aveva cercato di dimenticare. L’indagine di Andrea – aiutato dagli amici clochard e da Anna, un magistrato che conquista la sua fiducia, mentre il fratello si vergogna ancora di lui – è un viaggio pieno di sorprese tra poliziotti corrotti e personaggi di insospettabile umanità, sullo sfondo di una città che forse non osiamo immaginare. Un romanzo d’esordio da leggere tutto d’un fiato, una storia di tradimento e riscatto, una Roma noir in cui indagano un clochard senza passato e un giudice fuori dagli schemi.



    Stefano Vicario, nato a Roma nel 1953, è sceneggiatore e regista. Debutta nel 1973 come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e di altri registi come Damiano Damiani. Si specializza nelle produzioni televisive e cura la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui di Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni e molti altri. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni di grande successo (Tutto l’Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche diretto un lungometraggio cinematografico nel 2001 intitolato Sottovento! con Claudio Amendola e Anna Valle, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Del 2018 è sua la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri.



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    21 min
  • Mariano Bàino "Il cielo per Roma"
    Mariano Bàino
    "Il cielo per Roma"
    Exòrma Edizioni
    http://www.exormaedizioni.com/

    L’anima pellegrina di Sinesio, antico filosofo e discepolo innamorato di Ipazia, trasmigra nel corpo stanco di Chiaffredo Buffaldieci Guastella, avvocato romano. Ha una missione da compiere, assegnata dalle “alte sfere”: indagare sul conflitto che sconquassa la Chiesa, divisa fra due papi, il rivoluzionario e in carica Materno I e il tradizionalista e dimissionario Gregorio XVII. Chi dei due è l’Anticristo?


    Sinesio/Chiaffredo, incalzato dai ricordi, approda in una Roma contemporanea sacra e profana, diurna e notturna, centrale e periferica, turbata da uno strano morbo: il mondo intero ne è devastato, un contagio crudele che segna il tempo attuale e a cui sembra arduo opporre un rimedio. Fra avventure e riflessioni condotte sul filo dell’ironia, si troverà alle prese con uno sciupacchiato Mefisto/Orson, che desidera ingaggiarlo e indurlo al doppio gioco, con la salvifica Matilda, un angelo diventato donna, con il predicatore Benício Aparecido Pereira Rodrigues, al secolo Emidio Panaccione, a cui qualcuno ha voluto chiudere la bocca per sempre.
    Le metamorfosi non riguardano soltanto lo scenario e l’epoca, ma anche lo stile, il linguaggio dal carattere baldanzoso e indipendente, passando dal comune al bizzarro, da una logica scrupolosa all’assoluto della fantasia. Tutto sembra dare ragione, in questo libro, alla frase del Chisciotte di Cervantes per la quale: “Purché sia vera, non c’è storia che sia cattiva”. Vera nel senso dell’arte e dell’invenzione, naturalmente…
    Con una scrittura ricca, preziosa e avvolgente Bàino scrive un nuovo capitolo della collana quisiscrivemale, dedicata “ai pochi coltivatori di prose rimasti”.



    Mariano Bàino è nato a Napoli nel 1953, dove vive e lavora. È stato tra i fondatori, nei primi anni ’90, della rivista “Baldus” e del Gruppo 93. Ha tradotto poesie di Góngora, Frénaud, Lely, Fersen. Figura in varie antologie e suoi testi sono stati tradotti negli Usa.
    Tra le sue più recenti opere in prosa troviamo: Le anatre di ghiaccio (L’ancora del mediterraneo, 2004); L’uomo avanzato (Le Lettere, 2



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    34 min
  • Concetta D'Angeli "Le rovinose"
    Concetta D'Angeli
    "Le rovinose"
    Il ramo e la foglia Edizioni
    https://www.ilramoelafogliaedizioni.it/


    “Le rovinose” si svolge in Italia nei sanguinari anni del terrorismo. È la storia parallela di due ragazze che s’incontrano a Siena durante gli studi universitari e poi vivono vite diverse e lontane.
    Due vite animate da utopie, ambizioni, passioni, sconvolte da fallimenti e ossessioni autodistruttive, raccontate in modi diversi. Rappresentandole, l’autrice costruisce un quadro nitido e talvolta impietoso del nostro paese, dove vicende private, spesso cupe, s’intrecciano coi fatti di più ampia portata che possiamo ormai considerare Storia. In un linguaggio incalzante, colto e ironico, con venature dialettali e della lingua di tutti i giorni, D’Angeli ci racconta dunque la nostra storia, fatta anche di sfide personali, violenze domestiche, discriminazione e ribellione.
    Parte integrante del romanzo è la “Cronologia” che dal 1976 al 1988 annota l’impressionante successione delle uccisioni quasi quotidiane compiute da gruppi politici estremisti e dalla malavita organizzata.


    «Quella provvisorietà, quell’evanescenza che emanava da lei al di là della sua ferma bellezza, e quel movimento ininterrotto delle mani, sembrava non facesse altro che distribuire carezze: ai piatti sporchi che spostò dal tavolino al lavello, alla seggiola sfondata che le porse, alla sigaretta prima d’accenderla, all’aria stessa in mancanza d’altro, alle pagine da tradurre che sfogliò appena, con sfocato interesse.»



    Concetta D'Angeli, nata a Cittaducale (Rieti) nel 1949, vive a Pisa da quando vinse il concorso per la Scuola Normale Superiore; all’Università di Pisa insegnò poi Letteratura Italiana Contemporanea e Drammaturgia teatrale.
    Come studiosa, si è occupata di fiaba di tradizione popolare e colta (l’amato Carlo Collodi!), di autori del Novecento italiano (Italo Calvino, Elio Vittorini, Giovanni Testori, Pier Paolo Pasolini di cui ha curato l’edizione dei romanzi giovanili inediti “Amado mio e Atti impuri”, Garzanti 1982) e, con particolare coinvolgimento, di scrittrici italiane e straniere (Elsa Morante soprattutto, poi Karen Blixen, Agota Kristof, Simone Weil).
    Dal 2007 al 2010 ha progettato, realizzato e, insieme al grecista e comparatista Guido Paduano e al filosofo Alfonso Iacono, ha diretto la rivista semestrale di studi teatrali “Atti&Sipari”, con redazione costituita da studenti e sulla quale sono intervenute note personalità del mondo dello spettacolo (fra gli altri Carlo Cecchi, Sandro Lombardi, Danio Manfredini, Enzo Moscato).
    Ha scritto numerosi articoli su riviste letterarie italiane e straniere, e i volumi “Il comico. Contro la morale, la ragione, la morte”, Il Mulino 1999 (con Guido Paduano); Leggere Elsa Morante, Carocci 2003; “Forme della drammaturgia”, UTET 2004; “Coppia d’arte. Dario Fo e Franca Rame”, Plus, Pisa University Press 2006 (con Simone Soriani).
    Nel 2016 ha vinto il premio del concorso letterario “Edizione straordinaria”, bandito dalla casa editrice Pacini di Pisa, con il romanzo inedito “Tempo fermo”. Da Pacini è stato pubblicato nel 2020 anche il suo secondo romanzo, “I gatti ci guardano”.
    Nel 2020 è stata nominata membro della Giuria del “Premio Nazionale Letterario Pisa” (sezione Narrativa).




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    24 min
  • Franco De Chiara "Via Guglielmo da Spello, 17"
    Franco De Chiara
    "Via Guglielmo da Spello, 17"
    Castelvecchi Editore
    http://www.castelvecchieditore.com/


    Via Guglielmo da Spello è una strada tranquilla del quartiere Trieste a Roma, ma si sconsiglia di cercarla sullo stradario perché c’è il rischio di non trovarla. Al 17 c’è un palazzo d’epoca dove da qualche tempo, in certi appartamenti, lungo l’androne, compaiono crepe inquietanti. L’amministratore ne prende atto, fotografa, segnala; e chi di dovere invia squadre di tecnici a monitorare, redigere, valutare. Qui si intrecciano le storie di chi ci vive: l’inquilina russa di fastidiosa bellezza – nessuno sa cosa faccia nella vita; il depresso che affronta un cancro piuttosto serio, facendo in segreto il tifo per il cancro. E poi il vecchio portiere abruzzese, il cui vero problema non è andare in pensione, ma passare le consegne al sostituto cingalese. Il che, essendo razzista a livelli di guardia, gli risulta difficile. Intanto, le crepe non smettono d’aprirsi. Una tragicommedia che non finisce mai di essere più reale della realtà, e che si conclude su un aereo di linea in atterraggio a Dubai. Ma è così che vanno le cose del mondo.

    Franco De Chiara, romano, ha collaborato per molti anni con la Rai come regista e inviato, da Mixer a Chi l’ha visto a Un giorno in pretura. Ha messo in scena diversi spettacoli teatrali, scritto e diretto tre film e pubblicato quattro romanzi, tra cui Il navigante (2012) e Offerta speciale (2016).



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    29 min
  • Sara Sullam "Joan Didion"
    Sara Sullam
    "Joan Didion"



    È morta a 87 anni Joan Didion, giornalista e scrittrice statunitense, nota soprattutto per essere stata tra le più importanti esponenti del cosiddetto “New Journalism”, un tipo di giornalismo narrativo e letterario nato negli anni Sessanta. Didion è morta a causa delle complicazioni dovute alla malattia di Parkinson di cui soffriva, secondo quanto dichiarato dalla sua casa editrice.
    Nata a Sacramento, era tra i maggiori scrittori americani. Delle sue opere il Saggiatore ha pubblicato Verso Betlemme (2008), Prendila così (2014), The White Album (2015), Run River (2016), Miami (2016), Il suo ultimo desiderio (2017), Nel paese del Re pescatore (2017), Da dove vengo (2018), A Sud e a Ovest (2019), Finzioni politiche (2020), Blue Nights (2021) e Idee fisse (2021).





    Joan Didion
    "Da dove vengo"
    Un'autobiografia
    traduzione di Sara Sullam
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/
    Da dove vengo è l’opera in cui Joan Didion raccoglie tutta se stessa: è la sua autobiografia, restituita attraverso il prisma della storia americana. Dopo la morte della madre, la necessità di congedarsi dai genitori la porta a guardare dentro il rapporto con la famiglia e a scavare il luogo da cui proviene, dissodare la propria identità, chiedersi, appunto, «da dove vengo». Didion si rende conto di non aver mai capito la California, di doversi liberare dall’incantesimo sotto il quale è sempre vissuta.

    Con Da dove vengo Joan Didion scrive quindi la storia della sua terra, la storia della sua famiglia, la sua storia. Che si trasforma in una struggente contronarrazione dell’epica della frontiera, dalle traversate degli antenati al mito delle «cose selvagge» e del ranch, dai sogni dei pionieri ai leggendari grandi latifondisti. Lo spirito individualista e il trionfalismo civico, la scomparsa e il continuo riaffiorare di un paradiso naturale perduto, i grandi cambiamenti del dopoguerra, la potenza ciclopica della ferrovia, le speculazioni del mercato immobiliare e dell’industria aerospaziale, tutte le malinconie e le contraddizioni delle classi sociali: ogni cosa è declinata in toni intimi e corrosivi. Così la più raffinata scrittrice americana del nostro tempo passa al setaccio ogni granello di sabbia californiana e con grazia predatoria smaschera, ricompone, ripudia e invoca il proprio affresco delle origini.

    Da dove vengo è un’opera cadenzata sulle note di una lucida nostalgia. È l’esplorazione, tra siccità e alluvioni, di un territorio emotivo saldamente intrecciato a quello reale. Se la revisione del cosmo californiano è prima di tutto una riflessione su di sé, al termine di questo lungo viaggio Joan Didion trova la sua miniera d’oro, la sua eredità, la sua America, il suo dove. E noi con lei.



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    26 min
  • Enzo Fortunato "Buongiorno brava gente"
    Enzo Fortunato
    "Buongiorno brava gente"
    Mondadori
    https://www.mondadori.it/

    «Buongiorno brava gente»: con queste parole Francesco d’Assisi si rivolse agli abitanti di Poggio Bustone quando, lasciata la sua città, iniziò a predicare la Parola di Dio per le strade del mondo. Un saluto che racchiude insieme l’entusiasmo per l’avvio di una nuova giornata e il piacere di poterla condividere con gli altri.

    La recente pandemia ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, e che andare incontro a chi ci è vicino, con una parola, un gesto, un pensiero positivo, è un atto salvifico, rigenerante. Per accompagnare le persone in questi difficili mesi, padre Enzo Fortunato ha avviato una rubrica quotidiana sulla sua pagina Facebook, aprendola proprio con il francescano saluto «Buongiorno brava gente»: via via è divenuta un prezioso momento di confronto e conforto reciproco, nel quale scoprire la bellezza di non sentirsi soli, di farsi comunità alla luce del Vangelo e dell’esperienza del santo di Assisi.

    Così, ripartendo dalle riflessioni che lì sono scaturite, padre Enzo ci propone in queste pagine un breviario per tutto l’anno, un cammino di meditazioni che scandisca il nostro tempo giorno per giorno. Perché «il Vangelo è la guida per aprire un cantiere dentro noi stessi. Nella misura in cui lavoriamo su noi stessi, lavoriamo il mondo. Nella misura in cui ci immaginiamo nel sogno, cresciamo in un mondo diverso».

    Anche noi siamo invitati a ricordarci che l’unico modo per affrontare le difficoltà è avere fede, e che «il rapporto con Dio, la preghiera, ci conduce agli altri. È un modo di vivere la Parola e la nostra esistenza basato sull’avvicinarsi, sul sostenersi a vicenda, sul prendersi per mano».

    Solo così, camminando insieme, diventeremo strumenti di pace e renderemo ogni giorno un buon giorno.


    Enzo Fortunato è frate minore conventuale di Assisi, giornalista, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi e del mensile «San Francesco». Ha collaborato con «L'Osservatore Romano» e scrive per «Avvenire», «Corriere della Sera», «Huffington Post» e «Quotidiano Nazionale». È volto di Rai 1 con la rubrica «Tg1 Dialogo» e voce di Rai Radio 1 con «In viaggio con Francesco». Tiene seminari e conferenze in Italia e all'estero. Da Mondadori ha pubblicato Vado da Francesco (2014), Francesco il ribelle (2018) e La tunica e la tonaca (2020).



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    12 min
  • Annalisa Guida "Vangelo secondo Marco"
    Annalisa Guida
    "Vangelo secondo Marco"
    Ancora Libri
    https://www.ancoralibri.it/



    Il volume propone la traduzione e il commento del Vangelo di Marco, che viene letto durante la liturgia della Parola domenicale dell'Anno B nel rito romano. Il Vangelo di Marco è attualmente oggetto di una vera e propria riscoperta e di un grande interesse anche da parte di autori non cristiani o dichiaratamente non credenti, per la sua capacità di proporre un ritratto non convenzionale di Gesù.

    Il testo integrale del Vangelo secondo Marco, tradotto e commentato da Annalisa Guida.

    Versione del testo originale in una lingua italiana fluente e suggestiva, per rendere la sorprendente ricchezza del linguaggio evangelico.
    Commento fondato su un'accurata analisi del testo, arricchita da sensibilità e intuizioni femminili
    Particolare attenzione alla presenza decisiva delle donne nel racconto evangelico


    "Che cosa significasse, prima del vangelo di Marco, racco-gliere la sfida di “annunciare Gesù Cristo morto e risorto” possiamo solo immaginarlo. Nei testi cristiani antecedenti il primo vangelo scritto (alcune lettere paoline e pochi testi pervenutici indirettamente che oggi annoveriamo tra gli apocrifi del NT) abbiamo a mala pena brevissime notizie biografiche del Nazareno, prevalentemente legate agli eventi della passione, e tutt’al più alcune “parole del Signore” regi-strate indipendentemente.Eppure la tradizione cristiana senza vangeli non è nemme-no immaginabile; non solo non lo è nei suoi aspetti kerigma-tici e di contenuto, ma non lo è nella sua storia degli effetti, nella cultura, nella letteratura, figurarsi nella storia dell’arte.C’erano altri modi di annunciare Gesù? C’erano altre vie nella predicazione e nella catechesi per portare ai confini del mondo la buona notizia? In fondo, possiamo solo supporre di sì, ma lo facciamo quasi in absentia, perché sappiamo che la forma “vangelo” ha sbaragliato qualsiasi concorrente e si è man mano identificata come il lieto annuncio di Gesù Cristo, morto e risorto."

    Annalisa Guida, laureata in Lettere moderne, ha conseguito il dottorato in Teologia biblica ed è Docente Incaricata presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sez. San Luigi. È membro della redazione della rivista biblica «Parole di vita».





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    21 min
  • Silvia Ferrara "Il salto"
    Silvia Ferrara
    "Il salto"
    Segni, figure, parole: viaggio all'origine dell'immaginazione
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/


    Andiamo indietro di cinquantamila anni. Dobbiamo tornare lì, in una pangea segnata dai monti e dai fiumi, per vedere il salto. Non un salto di specie, ma un salto tutto umano: il guizzo, l’idea, il gesto creativo attraverso il quale ciò che prima era solo immaginato è diventato tangibile e concreto, portandoci dal mondo limitato delle cose al mondo altissimo e infinito dell’astrazione.
    Dalle impronte nella grotta di Pech Merle a quelle di Yenikapı in Turchia, dalle giraffe incise nel deserto del Sahara ai petroglifi giganti delle Hawaii, dai templi di Göbekli Tepe ai segni enigmatici nelle grotte del Salento, Silvia Ferrara ci guida lungo uno straordinario cammino di salti verso l’invisibile. Così scopriamo la nostra antichissima storia di manipolatori della natura, impastatori della sua materia grezza, orditori di trame inaspettate, esploratori dei meandri oscuri del possibile, tessitori di un mondo di fiction. Incontriamo disegni di uomini e donne e di animali estinti, figure astratte senza interpretazione, il senso di spazio condiviso. Come e perché sono nati? Come nasce un simbolo, un’icona, un segno? Chi lo crea? E chi lo capisce? Come passa il messaggio? Che cosa si voleva dire?
    In mezzo a queste migliaia di anni, tra le pieghe di generazioni che scivolano come grani di sabbia, ci sono i tentativi di dare risposte e il senso del viaggio di questo libro. Forse, però, lungo il cammino alcune domande devono rimanere sospese, per lasciare spazio allo stupore che ci riserva la nostra innata capacità di plasmare la realtà per come la percepiamo, per dar vita a qualcosa di diverso da quello che è. Innanzitutto per sopravvivere, e poi per sopravvivere per sempre. Per lasciare una traccia viva di noi.

    Un viaggio in un passato infinitamente lontano, alla scoperta dei luoghi remoti e misteriosi dove gli esseri umani hanno iniziato a immaginare. E hanno inventato figure, simboli, parole: qualcosa di completamente nuovo, di potente e di eterno.


    Silvia Ferrara è professore ordinario di Civiltà egee all’Università di Bologna. Ha studiato all’University College di Londra e all’Università di Oxford e, dopo vari anni come ricercatrice in Archeologia e linguistica a Oxford, è tornata in Italia. Nel 2017 il suo progetto di ricerca ha vinto il Consolidator Grant dell’European Research Council. Per Feltrinelli ha pubblicato La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose (2019).



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    27 min
  • Elena Mearini "Aritmia"
    Elena Mearini
    "Aritmia"
    Marco Saya Edizioni
    https://www.marcosayaedizioni.net/



    Aritmia raccoglie poesie brevi e frammenti che si rivelano essere battiti “fuori ordine”, cortocircuiti che il cuore subisce a causa di risvegli improvvisi. Queste ritorni violenti alla realtà denunciano una collettività in perenne stato di anestesia, un corpo sociale in assenza di sé.
    Viene raccontata una Milano affaticata dal nulla durante il periodo del lockdown, una popolazione che prova a migrare all’interno delle proprie case, i viaggi da una stanza all’altra, il tutto che accade senza rumore né movimento.
    Le sirene delle ambulanze per le strade diventano il grido generale delle cose che invocano la nostra aritmia, il nostro risveglio a più occhi e più tempi.
    La poesia ci rimprovera con lo schiaffo e al contempo ci consola con la promessa di un bello che resta sempre e comunque.


    Elena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Dirige la Piccola Accademia di poesia fondata nel 2020. Ha pubblicato una raccolta di poesia per LiberAria Editrice, Strategie dell’addio, e due per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Undicesimo comandamento, Perdisa pop editore, Bianca da morire, Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista nella cinquina per il Premio Scerbanenco. È di gennaio l’uscita di I passi di mia madre, Morellini Editore, candidato allo Strega 2021. Nel 2019 ha pubblicato per Perrone Editore Felice all’infinito. Ha curato l’antologia Tra Uomini e Dei, storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport per Morellini Editore ed è presente in diverse antologie di narrativa, tra cui Lettere alla madre e Lettere al padre, sempre per Morellini editore, a cura di Anna di Cagno, Nel mare di Lombardia per Les Flaneurs edizioni a cura di Davide Grittani.



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  • Renata Sansone "Teogonia. Tracce di futuro"
    Renata Sansone
    Amministratore Delegato Civita
    "Teogonia. Tracce di futuro"
    Premio d'Arte Contemporanea
    https://www.civita.it/Civita-Cultura-Holding/Mostre



    Grazie alla collaborazione tra le due Fondazioni nasce il “Premio d’Arte Contemporanea – Teogonia, Tracce di Futuro”, un concorso rivolto a giovani artisti under 35 finalizzato a valorizzare l’opera di Giorgio de Chirico



    Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, in collaborazione con Civita Mostre e Musei, lanciano oggi il “Premio d’Arte Contemporanea – Teogonia, Tracce di Futuro” rivolto a giovani artisti under 35, con l’obiettivo di favorire e promuovere il coinvolgimento delle nuove generazioni nel mondo dell’arte e della cultura.

    I partecipanti al concorso saranno chiamati a confrontarsi con la dimensione del mito, nella sua più ampia accezione, per rappresentare la complessità del presente, ispirandosi all’opera e all’intuizione del maestro Giorgio de Chirico, uno dei protagonisti principali nella storia artistica del Novecento. Nel 1961, infatti, il maestro realizzò, su commissione dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), una serie di dieci acquarelli che reinterpretavano realtà come Finmeccanica, Finelettrica, Fincantieri, la società Autostrade e la RAI utilizzando la metafora dei miti dell’Antica Grecia. Proprio come fece Giorgio de Chirico nelle sue opere – tutt’ora parte della collezione d’arte del Gruppo CDP- i giovani artisti saranno invitati a decifrare il presente attraverso l’antico, scorgendo possibili scenari futuri.

    Al Premio potranno candidarsi artisti singoli o collettivi residenti in Italia, con un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, che abbiano portato a termine o stiano ancora svolgendo un percorso formativo nell’ambito delle arti visive o che abbiano già intrapreso una carriera creativa.

    La giuria selezionerà tre opere che entreranno a far parte della collezione permanente di Fondazione CDP: al primo classificato sarà riconosciuto il premio di 10.000 euro, 6.000 euro al secondo e 4.000 euro al terzo. Le iscrizioni al concorso si potranno effettuare esclusivamente online, come previsto dal bando, sul sito www.premioarteteogonia.it, e saranno aperte fino al 28 gennaio 2022. La selezione dei vincitori si svolgerà dall’1 al 18 febbraio 2022.


    “Teogonia, Tracce di Futuro” si concluderà con un evento espositivo delle opere vincitrici del concorso, le cui modalità di svolgimento sono ancora in fase di definizione.

    La collaborazione tra la Fondazione CDP e la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico nasce dall’impegno di dar vita ad iniziative di promozione e valorizzazione delle eccellenze del patrimonio artistico-culturale dell’Italia, come previsto dalle linee d’intervento della Fondazione CDP, istituita lo scorso anno per volontà di Cassa Depositi e Prestiti per perseguire finalità di sviluppo sociale ed economico. L’iniziativa promuoverà al contempo la creatività presso le giovani generazioni, l’opera del Maestro de Chirico e la sua Casa-Museo in Piazza di Spagna a Roma.



    A partire dal mese di gennaio 2021, a coronamento della partnership, due opere del Maestro de Chirico, Poesia d’estate (1970) e Vita silente metafisica con busto di Minerva (1973), assieme al celebre busto della Minerva dello studio de Chirico, sono esposte in via Goito nella sede che ospita la Fondazione CDP.




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