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  • Lorenzo Tomasin "Storia dell'italiano scritto" Premio Pavese 2021
    Lorenzo Tomasin, Matteo Motolese, Giuseppe Antonelli
    "Storia dell'italiano scritto"
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/


    Premio Pavese 2021
    Sabato 6 e domenica 7 novembre 2021
    Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, Santo Stefano Belbo (CN)

    I vincitori della 38esima edizione:
    Antonella Anedda Angioy (poesia)
    Antonio Franchini (narrativa)
    Stefano Mauri (editoria)
    Tommaso Pincio (traduzione)
    Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin (saggistica)

    La sezione saggistica vede un’assegnazione collettiva al gruppo di autori composto da Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin - rispettivamente professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia, professore ordinario di Linguistica italiana all'Università La Sapienza di Roma e professore di Filologia romanza e di Storia della lingua italiana all’Università di Losanna - per l’opera in sei volumi Storia dell’italiano scritto (Carocci), avviata a inizio 2014 e completata a marzo 2021. Otto anni di lavoro che hanno attraversato la poesia, la prosa letteraria e le forme dell'italiano dell'uso familiare, giornalistico e burocratico, oltre alle grammatiche e ai problemi della testualità, coinvolgendo moltissimi collaboratori. Con questa assegnazione si intende premiare in particolare “il taglio metodologico assai originale” adottato dagli autori e “la coerenza” con cui questa grande opera è stata portata avanti, “differenziandola da ogni precedente”.



    Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest’opera in più volumi intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell’italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d’interpretazione complessiva della nostra storia linguistica.

    Come si è diffuso, nel corso del tempo, l’italiano scritto? Quali supporti sono stati usati per trasmetterlo? Che tipo di lingua troviamo nelle testimonianze autografe dei grandi autori? A queste e altre domande intende rispondere l’ultimo volume della Storia dell’italiano scritto: una riflessione a più voci sulla componente primaria e materiale della scrittura che ha caratterizzato gli oltre dieci secoli di storia della nostra lingua.

    Lorenzo Tomasin
    Insegna Filologia romanza e Storia della lingua italiana all’Università di Losanna. Nei suoi studi si è occupato di temi posti tra filologia e dialettologia, storia linguistica e storia letteraria.

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    19 min
  • Antonella Anedda "Historiae" Premio Pavese 2021
    Antonella Anedda
    Premio Pavese 2021
    Sezione Poesia


    Premio Pavese 2021
    Sabato 6 e domenica 7 novembre 2021
    Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, Santo Stefano Belbo (CN)

    I vincitori della 38esima edizione:
    Antonella Anedda Angioy (poesia)
    Antonio Franchini (narrativa)
    Stefano Mauri (editoria)
    Tommaso Pincio (traduzione)
    Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin (saggistica)


    Per la sezione poesia il Premio Pavese va alla poetessa e saggista Antonella Anedda Angioy. Dal 2021 il Premio Pavese apre ad una nuova sezione dedicata alla poesia, ambito in cui Cesare Pavese ha operato caratterizzando la sua ricerca poetica con innovazione e segnando un nuovo percorso di linguaggio per le successive generazioni di scrittori. “La poesia di Antonella Anedda raccoglie, ausculta, prolunga in respiro «il soffio delle cose» ed è kosmos perché la sua parola è eticamente tesa oltre la pronuncia, oltre colui che dà timbro a una parola che appartiene al mondo, e di cui il poeta ha eterna cura”. Il Premio ad Antonella Anedda Angioy vuole riconoscere la ricerca stilistica pavesiana e dunque sottolineare l’importanza della parola, del verso in un percorso poetico intenso e raffinato.


    Antonella Anedda
    "Historiae"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    La poesia di Antonella Anedda è caratterizzata da sempre da una specie di sguardo a raggi infrarossi, da una capacità percettiva in grado di illuminare figure dell’invisibile, di evocare assenze e mancanze. E anche in questo libro, raccontando le tragedie dei migranti affogati nei nostri mari o la vita di chi va a cercare qualche avanzo nei cassonetti dei rifiuti, sono soprattutto le immagini a far procedere le «historiae». Immagini che riportano alla luce ciò che non si vuole vedere. Il rimosso storico è dunque al centro del libro, ma intrecciato con incursioni nella lingua sarda ed elaborazioni di lutti personali. Come se non ci fosse differenza tra pubblico e privato e l’angoscia fosse tutt’una. Ma oltre alla storia, piú della storia, ci sono la geografia e la geologia. La prima e l’ultima sezione, che incorniciano il nucleo piú politico del libro, sono dedicate a paesaggi allo stesso tempo concreti e metafisici, e alle ossa dei morti che ci ricordano l’appartenenza alla natura pietrosa dell’universo.

    Antonella Anedda
    Di origini sarde è nata a Roma, dove vive. Tra le sue raccolte di poesia: Residenze invernali (Crocetti 1992), Notti di pace occidentale (Donzelli 1999), Il catalogo della gioia (Donzelli 2003), Dal balcone del corpo (Mondadori 2007), Salva con nome (Mondadori 2012). In prosa ha pubblicato Cosa sono gli anni (Fazi 1997), La luce delle cose. Immagini e parole nella notte (Feltrinelli 2000), La vita dei dettagli (Donzelli 2009) e Isolatria. Viaggio nell'arcipelago della Maddalena (Laterza 2013). Le sue traduzioni di poeti classici e moderni sono pubblicate in Nomi distanti (Empiria 1998). Per Einaudi ha pbblicato la raccolta di poesie Historiae (2018).


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    20 min
  • Matteo Motolese "Storia dell'italiano scritto" Premio Pavese 2021
    Matteo Motolese, Giuseppe Antonelli, Lorenzo Tomasin
    "Storia dell'italiano scritto"
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/


    Premio Pavese 2021
    Sabato 6 e domenica 7 novembre 2021
    Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, Santo Stefano Belbo (CN)

    I vincitori della 38esima edizione:
    Antonella Anedda Angioy (poesia)
    Antonio Franchini (narrativa)
    Stefano Mauri (editoria)
    Tommaso Pincio (traduzione)
    Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin (saggistica)

    La sezione saggistica vede un’assegnazione collettiva al gruppo di autori composto da Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin - rispettivamente professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia, professore ordinario di Linguistica italiana all'Università La Sapienza di Roma e professore di Filologia romanza e di Storia della lingua italiana all’Università di Losanna - per l’opera in sei volumi Storia dell’italiano scritto (Carocci), avviata a inizio 2014 e completata a marzo 2021. Otto anni di lavoro che hanno attraversato la poesia, la prosa letteraria e le forme dell'italiano dell'uso familiare, giornalistico e burocratico, oltre alle grammatiche e ai problemi della testualità, coinvolgendo moltissimi collaboratori. Con questa assegnazione si intende premiare in particolare “il taglio metodologico assai originale” adottato dagli autori e “la coerenza” con cui questa grande opera è stata portata avanti, “differenziandola da ogni precedente”.



    Negli ultimi due decenni la storia della lingua italiana ha conosciuto un intenso sviluppo, conquistando una posizione centrale nel panorama degli studi umanistici. Quest’opera in più volumi intende mettere a frutto le innovazioni metodologiche più recenti, per ricostruire quella parte di storia linguistica (la più ampia, non solo cronologicamente) che è legata agli usi scritti dell’italiano. Il risultato è una mappa nitida e aggiornata: un prezioso strumento di lettura e insieme d’interpretazione complessiva della nostra storia linguistica.

    Come si è diffuso, nel corso del tempo, l’italiano scritto? Quali supporti sono stati usati per trasmetterlo? Che tipo di lingua troviamo nelle testimonianze autografe dei grandi autori? A queste e altre domande intende rispondere l’ultimo volume della Storia dell’italiano scritto: una riflessione a più voci sulla componente primaria e materiale della scrittura che ha caratterizzato gli oltre dieci secoli di storia della nostra lingua.




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    18 min
  • Gino Tellini "Palazzeschi"
    Gino Tellini
    "Palazzeschi"
    Salerno Editrice
    https://www.salernoeditrice.it/


    Rio Bo («Tre casettine / dai tetti aguzzi»), La fontana malata («Clof, clop, cloch»), Chi sono? («Chi sono? / Il saltimbanco dell’anima mia»): giocoliere irriverente e spericolato, come l’aereo omino di fumo protagonista del romanzo Il Codice di Perelà, il fiorentino Aldo Palazzeschi (1885-1974) è autore poliedrico, poeta e narratore controcorrente. Dalle avanguardie storiche a inizio secolo, tra suggestioni crepuscolari (I cavalli bianchi) e futuriste (L’Incendiario), è approdato in piena maturità alla stagione tra le due guerre (Stampe dell’800, Sorelle Materassi, Il palio dei buffi), per poi rinnovarsi, nel periodo della Neoavanguardia e dopo il Sessantotto, con una sempreverde energia inventiva. Ha attraversato l’intero Novecento, tra epoche e climi culturali diversi, ma ha sempre fatto parte per sé, rifiutando etichette d’appartenenza a qualsivoglia schieramento letterario. Da irriverente malpensante, ha sempre difeso il proprio talento nel sovvertire mode e parole d’ordine suggerite dalla cultura dominante.
    Imprendibile Palazzeschi. Quando sembra di averne catturato ogni segreto, ecco che sfugge e vola via, leggero e multiforme come Perelà, lasciando dietro di sé l’eco di una risata: divertita, irridente, sarcastica, liberatoria? Lo spettacolo stupefacente del mondo lo incanta e lui possiede il dono raro di saperne godere la messinscena piú variegata, multicolore, cangiante. Il fatto è che ama e valorizza la diversità, l’imprevedibile varietà, il movimento. E in piú possiede la virtú preziosa dell’autoironia. Al tempo stesso, però, scruta con sofferenza le ombre e le pene che angustiano la realtà d’ogni giorno. Ma aspira a un punto alto d’osservazione che gli consenta di convertire in gioia anche la sostanza dolente del vivere e dell’esistere: «Muoiono i poeti / ma non muore la poesia / perché la poesia / è infinita / come la vita».



    Gino Tellini è professore emerito dell’Università di Firenze. Presso la Salerno Editrice ha pubblicato, oltre a Manzoni. La storia e il romanzo (1979), Leopardi (2001, 4a ristampa 2020), Manzoni
    (2007) e Svevo (2013), le edizioni di G. Verga, Le novelle (1980, 2 voll.), G. Leopardi, I Canti e le Operette morali (1994), A. Manzoni, Le tragedie (1996). Tra le opere piú recenti: Metodi e protagonisti della critica letteraria (Milano 2010, 2019); Natura e arte nella letteratura italiana (ivi, 2015); Storia del romanzo italiano (ivi, 2017).



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    29 min
  • Ilaria Bonacossa "Artissima"
    Ilaria Bonacossa
    "Artissima"
    https://www.artissima.art/

    Da venerdì 5 sino a domenica 7 novembre 2021 gli ampi e luminosi spazi dell’Oval di Torino accoglieranno le quattro storiche sezioni della fiera – Main Section, New Entries, Dialogue/Monologue e Art Spaces & Editions – e il pubblico, in linea con gli elevati standard di sicurezza che Artissima è in grado di offrire e in conformità alle regole e alle disposizioni di legge vigenti al momento dell’apertura.

    Artissima XYZ – la piattaforma digitale che dal 2020 ospita le tre sezioni curate della fiera, Present Future, Back to the Future e Disegni – sarà visibile online dal 4 a 9 novembre 2021 e fisicamente in tre mostre collettive allestite nel padiglione fieristico.

    Artissima 2021 nasce in una situazione temporale anomala, più volte definita e percepita come “sospesa” e “statica”, ma che in realtà continua, inesorabilmente, a produrre nuove visioni, idee, modi di agire e reagire. L’eredità dei tempi critici spinge ad attivare un cambio di passo che si manifesta nella necessità di trasformare la fragilità in forza attraverso una visione creativa. Da qui nasce la volontà di dedicare la ventottesima edizione della fiera al concetto di Controtempo. Termine mutuato dall’ambito musicale, qui eletto a metafora della capacità dell’arte di battere sugli accenti deboli trasformandoli in punti di forza e creando un contrasto di voce dominante. Un impulso dinamico che genera nuovi ritmi visivi con tempi e respiri necessari, contrastati, interstiziali.

    “L’arte – spiega Ilaria Bonacossa – ha sempre agito in un ‘controtempo emotivo e formale’ grazie a intuizioni che anticipano il futuro cambiando le traiettorie di visione della realtà, scalzando i paradigmi e aprendo a interpretazioni e prospettive imprevedibili eppure imprescindibili. Sotto questa luce, la storia dell’arte si compone di una polifonia di voci a tempo e in controtempo, legate in una sinfonia unica e sorprendente. Una sinfonia che Artissima vuole continuare e contribuire a scrivere”.


    L’immagine coordinata del 2021 è affidata per il quarto anno allo studio grafico torinese Fionda che così presenta la nuova grafica:
    “La serie incalzante di immagini che quotidianamente riceviamo, se viste attraverso prospettive e inclinazioni diverse, ci mostrano e ci svelano nuove realtà. Abbiamo bisogno di farci sorprendere da frammenti rivelatori che ci ricordino l’esistenza di altre modalità di registrazione di tutto ciò che ci circonda.
    Lo specchio è lo strumento che ci permette di guardare ciò che i nostri occhi non riescono a vedere; il suo riflesso è sempre una scoperta, una visione di una realtà prima invisibile e sconosciuta.
    Non una sola verità, quindi, non un solo ora: un attimo dopo, oppure un attimo prima: Plurimie, pluritmie. Giocare d’anticipo oppure scegliere di scivolare su un leggero voluto ritardo. Asincronie, diacronie.
    Come l’accento forte dà maggior impulso al tempo debole, così gli specchi rivelano misteri e celebrano nuove verità. Nessuna formula magica per ricomporre il mondo, nessuna immagine finale certa. Solo nuove prospettive, solo nuovi sguardi. Controtempo”.



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    16 min
  • Vito Catalano "Il conte di Racalmuto"
    Vito Catalano
    "Il conte di Racalmuto"
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/


    Sicilia, XVII secolo. Il paese di Racalmuto è governato dal conte Girolamo del Carretto, uomo spietato e avido, dall'insaziabile istinto predatorio. Traditori d'ogni risma e assassini senza scrupoli percorrono ogni giorno vie e sentieri, mentre la gente vive in mezzo a sospetti e paure. Il bene e il male si confondono. Ma il potere del conte, pur sembrando senza limiti, finisce col trovare un inaspettato intreccio di nemici: la moglie Beatrice, il priore del convento degli Agostiniani e un servo. Fra inganni, agguati e innamoramenti, i personaggi del romanzo rimarranno invischiati in una rete pericolosa. Ispirandosi a una storia vera e partendo dalle righe che il nonno Leonardo Sciascia ha scritto sull'episodio nelle pagine dedicate al paese natale di Racalmuto, Vito Catalano costruisce una trama in cui la fantasia si mescola a ricordi di luoghi e persone.


    Vito Catalano è nato a Palermo nel 1979. Negli ultimi quindici anni ha vissuto fra Italia e Polonia e ha pubblicato i romanzi “L' orma del lupo” (Avagliano editore, 2010), “La sciabola spezzata” (Rubbettino, 2013), “Il pugnale di Toledo” (Avagliano editore, 2016), “La notte della colpa” (Lisciani Libri, 2019).



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    14 min
  • Jacopo Masini "Santi numi"
    Jacopo Masini
    "Santi numi"
    Edizioni Exòrma
    http://www.exormaedizioni.com/


    Santi numi è una raccolta di vite di santi ma… immaginari: santi che vengono prelevati in qualche modo dalla tradizione apologetica dei profeti e riportati alla nostra epoca.

    Dodici racconti lunghi e altri brevi fanno diventare santi e beati gente di paese, uomini e donne vissuti nella valle del Po non si sa se per davvero o per finta. Ma qualcuno possiede un sistema infallibile per separare il vero dal falso?

    Immaginiamo di prendere alcune storie di santi che sono patrimonio, conscio e inconscio, della nostra cultura anche iconografica e spostarle ai giorni nostri; di prelevare in qualche modo alcune figure dalle grandi raccolte agiografiche della tradizione tardoantica e medievale e trasferirle più o meno verso la fine del secolo scorso.

    Così Giona, Giuditta, Paolo il Semplice, i monaci del deserto, sant’Ambrogio, ma anche Maria, Zaccaria, Elisabetta e san Francesco diventano personaggi contemporanei. Se quei martiri, beati, santi che si sono fatti amputare, martirizzare, che hanno scelto l’ascesi e la follia, facessero le stesse cose oggi, cosa penseremmo di loro? Ci verrebbe da sorridere e, quindi, ci farebbero pensare.

    Quelle raccolte in Santi numi sono storie che mescolano stati d’animo e generi, proprio come avviene negli antichi testi: la commedia, la tragedia, l’orrore, il misticismo, il riso, l’assurdo e tutto ciò che ci ha reso come siamo, cioè esseri umani che stanno sulla terra col passo degli insetti, solo con le zampe più lunghe.


    Jacopo Masini nasce nel 1974 a Parma. Ha collaborato a lungo con la scuola Holden di Torino e da oltre quindici anni tiene corsi di scrittura creativa. È autore di romanzi, racconti, testi teatrali pubblicati in antologie da Transeuropa, Feltrinelli, Fandango, Epika Edizioni, Inkiostro.
    Il suo ultimo lavoro, Polpette e altre storie brevissime, è stato pubblicato da Del Vecchio Editore.




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    22 min
  • Marco Annoni "Etica dei vaccini"
    Marco Annoni
    "Etica dei vaccini"
    Tra libertà e responsabilità
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/


    Contributi di: Evandro Agazzi, Marco Annoni, Enrico M. Bucci, Carlo Casonato, Lorenzo d’Avack, Alberto Giubilini, Manuela Monti, Telmo Pievani, Carlo Alberto Redi, Angela Santoni, Marta Tomasi


    Gli interrogativi e i dilemmi del la più grande campagna di vaccina zione della storia contemporanea. Un progetto editoriale che interpella i massimi esperti delle più diverse discipline, dalla biologia alle scienze sociali, dalla medicina all’ecologia, dal diritto alla filosofia.

    La pandemia da Covid-19 ha trasformato in modo profondo le nostre vite a livello individuale e collettivo. Per sua natura, infatti, ogni pandemia colpisce sempre una comunità nella sua interezza, o direttamente attraverso l’esperienza della malattia, o indirettamente attraverso la paura, le restrizioni alla libertà personale, le misure sanitarie decise dalle istituzioni e le conseguenze economiche, politiche e sociali. In questo scenario, è evidente che il significato della più grande campagna vaccinale nella storia contemporanea non può essere compreso in relazione alla sola dimensione medico-sanitaria. Con l’arrivo dei vaccini, infatti, si apre una nuova e importante fase al centro della quale si trovano alcune domande fondamentali che interrogano in modo diretto la nostra forma di vita attuale e i rapporti che legano tra loro politica, scienza, comunicazione pubblica ed etica. Quali valori, principî e procedure dovrebbero guidare lo sviluppo e la distribuzione di una risorsa scarsa e potenzialmente salvavita come un vaccino? Quali responsabilità e doveri abbiamo nei confronti di noi stessi, degli altri e della società in un momento di profonda crisi sanitaria ed economica? È giusto consentire agli operatori sanitari di non vaccinarsi o ciò rientra invece entro i loro doveri morali e professionali? Quali ragioni permettono di giustificare o rifiutare l’imposizione di un obbligo vaccinale a tutta la popolazione? Come ripensare la nostra coesistenza con altre forme di vita biologica e gli ecosistemi per evitare nuove pandemie? Quale società, economia e visione del mondo dovremmo immaginare e provare a costruire una volta che l’emergenza sarà finita? Per rispondere a queste e altre domande fondamentali su ciò che sta accadendo, questo volume raccoglie una serie di contributi originali di alcune tra le voci più autorevoli provenienti da discipline diverse come la biologia, la scienza, il diritto, la filosofia e l’etica. Coniugando rigore scientifico e chiarezza, con uno stile accessibile e privo di tecnicismi, il libro offre una serie di strumenti indispensabili per comprendere il significato delle campagne vaccinali contro il Covid-19 e riuscire così a navigare con maggiore consapevolezza tra le scelte individuali e collettive che ci attendono.


    Marco Annoni è ricercatore in bioetica presso il Centro interdipartimentale per l’etica e l’integrità nella ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Cid-Cnr). È coordinatore del Comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi, direttore della rivista «The Future of Science and Ethics» e parte della Ethics and Regulatory Support Unit (Ersu) della Fondazione Human Technopole. Il suo ultimo libro dedicato a questi temi è Verità e cura. Dalla diagnosi al placebo, l’etica dell’inganno in medicina (Ets, 2019).



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    27 min
  • Claudio Salsi "Sculture lignee a confronto"
    Claudio Salsi
    curatore della mostra:
    "Sculture lignee a confronto"
    Dalle città ducali di Vigevano e Milano

    Fino al 16 gennaio 2022, il Castello Sforzesco di Milano organizza nella Sala della Balla la mostra “Sculture lignee a confronto dalle città ducali di Vigevano e Milano”, a cura di Claudio Salsi, Direttore Area Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici del Comune di Milano. Promossa e organizzata da Castello Sforzesco - Comune di Milano-Cultura con Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como Lecco Monza-Brianza Pavia Sondrio e Varese, Città di Vigevano e Diocesi di Vigevano è realizzata in coproduzione con Civita Mostre e Musei e con il sostegno di Fondazione Cariplo.
    Concepita come naturale prosecuzione della rassegna espositiva Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento (Parigi 2020 – Milano 2021), questa iniziativa è un ulteriore approfondimento intorno alle sculture lignee policrome di area lombarda, proponendo un duplice focus sul Compianto di San Dionigi e sull’Ancona di San Giuseppe provenienti da Vigevano, come Milano sede di un’importante corte sforzesca tra Quattro e Cinquecento.
    Questo è un periodo di florida produzione artistica nel territorio lombardo tra l’epoca di Ludovico il Moro, la dominazione francese e il momento dell’ultimo duca Francesco II Sforza, che nei primi anni ’30 del XVI secolo si dedica alla riqualificazione del castello e del duomo di Vigevano. Un'epoca in cui molte corti - ora rivali, ora alleate - tutte splendide e sovente imparentate da convenienti matrimoni, nonostante il susseguirsi di turbolenze politiche e militari e pestilenze, contribuirono a dare vita in Italia a quell’età dell’oro dell’arte che produrrà non solo capolavori già universalmente conosciuti, ma anche opere di destinazione liturgica di straordinaria fattura e qualità estetica ancora in gran parte da scoprire, come la mostra attuale si prefigge di dimostrare.
    Le sculture sono state recentemente oggetto di interventi di restauro, di indagini scientifiche e
    documentarie, realizzate in sinergia tra la competente Soprintendenza territoriale e il Castello di Milano. L’azione di tutela del Ministero si coniuga alla funzione di valorizzazione del Museo milanese; questa collaborazione consente di esporre le opere decontestualizzate dal loro ambiente originario, ma ben visibili e presentate in modo da renderne leggibili i valori stilistici e la raffinatezza dei dettagli. Ciò consente una serie di confronti con alcune opere del Castello Sforzesco, come le figure dal disperso Compianto dalla chiesa milanese di Santa Maria Bianca in Casoretto, accostate per l’occasione alle sculture vigevanesi.
    La collocazione entro il percorso museale del Castello Sforzesco di Milano favorisce inoltre il dialogo con la collezione permanente esposta presso il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee (Corte Ducale), una delle maggiori raccolte di sculture lombarde del Rinascimento, e con gli Arazzi dei Mesi Trivulzio esposti nella Sala della Balla, intessuti a Vigevano nei primi anni del ‘500 su disegno di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino, nelle stesse date in cui venivano scolpite e dipinte le sculture che qui oggi si espongono.

    Un catalogo riccamente illustrato, a cura di Claudio Salsi, edito di Marsilio Editori, accompagna la mostra come sussidio per lo studio del patrimonio vigevanese anche grazie ad un’ampia sezione di documenti, frutto di accurate indagini tra archivi svolte per l’occasione.




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    25 min
  • Angelo Mastrandrea "L'ultimo miglio"
    Angelo Mastrandrea
    "L'ultimo miglio"
    Viaggio nel mondo dell'e-commerce e della logistica in Italia tra Amazon, rider, portacontainer, magazzinieri e criminalità organizzata
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/libro/lultimo-miglio



    Cosa succede dietro le quinte nel mondo della logistica e dell'e-commerce?
    Chi ci lavora, e a quali condizioni?
    Che costi sociali, economici e ambientali hanno le infrastrutture che reggono il capitalismo del nuovo millennio, quelle virtuali di internet e quelle materiali del trasporto di merci?

    La logistica è divenuto un settore cruciale, anzi il settore cruciale dell'economia capitalista dalla fine degli anni Novanta. Il trasporto su gomma e via mare delle merci, e quello al dettaglio dell'e-commerce, nell'ultimo decennio sono esplosi e, con l'emergenza sanitaria del Covid-19, hanno conquistato enormi quote di mercato.

    Consegnare ordini così frammentati e in poche ore ha costi altissimi: sociali, anzitutto, per lo sfruttamento dell'ultimo anello della catena, magazzinieri e driver; ambientali, per l'inquinamento che generano i passaggi su gomma nelle città e, a livello mondiale, il traffico sui mari delle navi portacontainer; economici, per la perdita di Prodotto interno lordo generata dalle delocalizzazioni produttive.

    È nota la leadership di Amazon nell'e-commerce: la sua forza contrattuale, l'assenza di regole nei rapporti di lavoro, l'evasione fiscale ne hanno fatto il padrone indiscusso. Ma la questione riguarda l'intera economia e si riversa a cascata lungo tutto il sistema, radicando forme di abuso lavorativo in cui il sommerso diventa la regola. Con il corredo, a volte, di infiltrazioni della criminalità organizzata.

    Angelo Mastrandrea si è messo sulle strade della logistica raccontando alcuni casi emblematici: l'assenza di tutele nel mondo di Amazon, le condizioni dei magazzinieri alla Città del Libro di Stradella, la ribellione alla mafia dei trasportatori di frutta della Geotrans in Sicilia, i viaggi intercontinentali delle navi portacontainer con i loro carichi di monnezza, e l'ultimo miglio dei rider, i ragazzi in bicicletta che consegnano il cibo nelle nostre case.




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