il posto delle parole

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  • Ferdinando Menga "L'emergenza del futuro"
    Ferdinando G. Menga
    "L'emergenza del futuro"
    I destini del pianeta e le responsabilità del presente
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/


    «Come pensare una responsabilità intergenerazionale autenticamente rivolta a beneficio degli abitanti del pianeta di domani? Il nostro tempo si trova di fronte al compito, oramai non più differibile, di riprogettare in modo radicale una forma di etica e di politica che garantisca una vita degna di essere vissuta ai posteri (anche remoti) che abiteranno la Terra».

    Cosa accomuna la vicenda planetaria della pandemia che stiamo attraversando e i numerosi eventi di protesta che, da qualche anno a questa parte, sono stati portati avanti con coraggio e determinazione da Greta Thunberg e dai Fridays for Future? Al netto delle differenze fra «l’evento Covid-19» e «l’evento Greta», entrambi possono essere compresi come avvenimenti che segnano una crisi della contemporaneità. Sebbene con modalità diverse, tutti e due penetrano il nostro presente, lo scuotono, lo interrogano, ne mettono in discussione i dispositivi vigenti, e, così facendo, lo spingono inevitabilmente a un ripensamento non più rinviabile del nostro rapporto con i destini del pianeta e con le generazioni future. È per questo motivo che una delle parole-chiave che sono maggiormente circolate negli ultimi tempi è esattamente futuro. Quali, allora, le poste in gioco di una responsabilità intergenerazionale? Quali le difficoltà di pensarla in modo radicale? Con quali strumenti e attraverso quali modelli? Queste sono le sfide che si impongono alle nostre comunità politiche e devono essere da esse accolte e affrontate. Questo libro offre un agile percorso di riflessione sul tema senza, però, aggirarne le difficoltà teoriche e pratiche. Assieme alla presentazione delle questioni di fondo, il volume delinea anche alcune traiettorie di risposta, insistendo sulla necessità di risintonizzare le nostre istituzioni democratiche sul tema dell’appello radicale dei senza voce per eccellenza: le generazioni future. Proprio a partire dagli eventi recenti, che ci hanno messi di fronte a tutta la nostra fragilità strutturale, le nostre comunità sono così chiamate – secondo l’autore – a ripensarsi a partire da un’ingiunzione che proviene loro, letteralmente, da «vulnerabilità a venire».

    Ferdinando G. Menga è professore associato di Filosofia del diritto all’Università della Campania «Luigi Vanvitelli» e visiting professor stabile presso l’Institut für Ethik dell’Università di Tubinga. È risultato vincitore nel 2017 del programma ministeriale di rientro dei cervelli «Rita Levi Montalcini». È co-direttore delle riviste «Etica & Politica» ed «Endoxa/Prospettive sul presente». Tra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi articoli su rivista: Lo scandalo del futuro. Per una giustizia intergenerazionale (Edizioni di Storia e Letteratura, 2016); La mediazione e i suoi destini (ombre corte, 2012); Potere costituente e rappresentanza democratica (Editoriale Scientifica, 2010).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min
  • Chiara Tavella "Confessions. Santorre di Santa Rosa"
    Chiara Tavella
    curatrice del libro
    "Confessions 1801 - 1813"
    Santorre di Santa Rosa
    Edizioni dell'Orso
    https://www.ediorso.it/


    Come ha osservato Marziano Guglielminetti, esistono «differenti modi di fare dell’io l’oggetto dello scrivere», di dare al sé uno spazio per raccontarsi e per tracciare con la penna la percezione del proprio vissuto. Il patriota piemontese Santorre di Santa Rosa (1783-1825) ha sperimentato, come forse pochi altri, quasi tutte le modalità della scrittura in prima persona: dai diari agli zibaldoni letterari, dall’autobiografia alle note di viaggio, dai ricordi vergati velocemente su quaderni di recupero alle lettere in cui racconta di sé ai famigliari e agli amici. Tuttavia i risultati più convincenti sono senza dubbio raggiunti attraverso la forma-diario. È infatti alle Confessions, iniziate in francese e proseguite con un secondo ciclo, ancora inedito, in italiano, che Santa Rosa affida, per quasi vent’anni, la «dolce e fedele immagine» di sé, dall’adolescenza all’alba della militanza politica che precede il suo impegno nei moti rivoluzionari. Questi journaux intimes, finora mai pubblicati integralmente e poco conosciuti nel panorama delle scritture dell’io dell’Ottocento romantico, costituiscono un documento fondamentale per la storia culturale del Piemonte preunitario e per gli studi sulla formazione dei protagonisti del nostro Risorgimento, ma non solo. Grazie al loro carattere privato, le Confessions ci consentono di indagare la personalità di Santa Rosa in una prospettiva inedita, lontana dalle rappresentazioni convenzionali dell’eroe, rivelandone le passioni, prima di tutto letterarie, e la tormentata maturazione delle sue convinzioni politiche e linguistiche in una terra di frontiera dove l’italianità, tra difficoltà, compromessi e precise scelte ideologiche, tarda ad affermarsi.


    Chiara Tavella è Ricercatrice (Rtd/A) in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino. Studia la letteratura dell’Ottocento e del Novecento, con un interesse particolare per gli archivi e le biblioteche d’autore e per le scritture dell’io (diari, epistolari, romanzi autobiografici). È membro del “Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti” e ha partecipato, negli anni, a diversi progetti di ricerca sul poeta genovese. Tra le sue pubblicazioni si segnalano l’edizione critica delle “Confessions” di Santorre di Santa Rosa (2020, premio Fondazione Parini Chirio), l’edizione del romanzo pavesiano “Il carcere” per la BUR e diversi saggi su Francesco De Sanctis, Edoardo Sanguineti e Sibilla Aleramo. Fa parte delle redazioni di «Sinestesie», del «Giornale storico della letteratura italiana» e della «Rivista di Storia dell’Università di Torino».



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    10 min
  • Elisa Bogliotti "Castelli in Giallo Kids"
    Elisa Bogliotti
    "Castelli in Giallo Kids"


    CASTELLI IN GIALLO KIDS
    HALLOWEEN EDITION 2021
    Sabato 30 e domenica 31 ottobre al Castello Galli della Loggia

    Castelli in Giallo Kids – la sezione dedicata ai ragazzi e ai bambini del festival di letteratura noir che si svolge nelle più affascinanti dimore storiche piemontesi – torna in occasione della celebre Festa dei morti per due pomeriggi rivolti ai più piccoli.

    Sabato 30 e domenica 31 ottobre, l’antica dimora storica di La Loggia, alle porte di Torino, si tingerà dei colori del brivido accogliendo CASTELLI IN GIALLO KIDS HALLOWEEN EDITION.
    Il programma prevede la presenza di alcuni degli scrittori e illustratori più rappresentativi della letteratura italiana per l’infanzia ed è rivolto ai bambini dai 3 ai 12 anni. Si inizia il sabato alle 15.00 con Francesco Muzzopappa. L’autore è noto ai più giovani per le “Fiabe brevi che finiscono malissimo”, prodotte in collaborazione con Sio, un successo da oltre 20 milioni di visualizzazioni su Youtube. Francesco presenterà il suo ultimo libro “Grace Yard. In carne, ossa e mummie” (DeaA Edizioni) ai bambini dai 9 anni in su. Contemporaneamente, gli attori del Teatro delle Dieci condurranno i più piccoli (bambini dai 3 anni) alla scoperta di racconti da brivido con il reading “Spaventose storie”. Dopo una golosa merenda offerta a tutti, alle 16.30 Noemi Vola guiderà il laboratorio artistico “Fuori i mostri!” . L’illustratrice cercherà di lavorare sulle paure dei bambini conducendoli alla materializzazione dei loro “mostri” attraverso il pongo. Dalle 16.30 alle 18.30 il Teatro delle Dieci, proporrà alle famiglie una visita guidata alla scoperta della storia, dei misteri e delle leggende del castello.
    Il giorno seguente, domenica 31 ottobre alle 15.00 sarà Alessandro Barbaglia ad aprire il pomeriggio con la presentazione del suo libro “Storie vere al 97%” pubblicato per DeA (bambini dai 9 anni in su). Alla stessa ora i più piccoli saranno intrattenuti dal reading “Spaventose Storie”. Dopo la merenda verrà riproposto il laboratorio “Fuori i mostri!” di Noemi Vola e le visite guidate narrate a cura del Teatro delle Dieci.

    Gli autori di Castelli in Giallo Kids Halloween Edition:

    Alessandro Barbaglia
    Poeta, scrittore, artista teatrale e libraio, è nato nel 1980 e vive a Novara. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo per adulti La Locanda dell’Ultima Solitudine, finalista al Premio Bancarella. In seguito al successo del suo esordio letterario ha pubblicato L’Atlante dell’Invisibile e Nella Balena.

    Francesco Muzzopappa
    è uno scrittore italiano nato a Bari, che vive a Milano ormai da anni. Premio Massimo Troisi 2017 con il romanzo Dente per dente, Francesco ha pubblicato con Fazi le commedie Una posizione scomoda, Affari di famiglia e Heidi, tradotte con successo in Francia e opzionate per trasposizioni cinematografiche e teatrali. Ha pubblicato racconti sul «Corriere della Sera», «Linus» e in diverse antologie e riviste letterarie. Le sue Fiabe brevi che finiscono malissimo, prodotte in collaborazione con Sio, hanno raggiunto su YouTube 20 milioni di visualizzazioni.

    Noemi Vola
    Nata nel 1993, è autrice e illustratrice italiana. Ha pubblicato con Corraini Sulla vita sfortunata dei vermi. Trattato abbastanza breve di storia naturale (2021); Un libro di cavalli rivoluzionari (2018) e Un orso sullo stomaco, vincitore nel 2018 del Premio Nazionale Nati per Leggere e selezionato, nello stesso anno, per la mostra "100 Outstanding Picturebooks” curata da dPICTUS alla Frankfurt Book Fair. Il suo libro FIM? Isto nao açaba assim (Planeta Tangerina) è vincitore dell’International Serpa Picturebook Prize 2017. Nel 2019 è stata selezionata alla Mostra Illustratori della Children’s book Fair di Bologna. Il suo ultimo libro, The Unforgettable Party, è uscito nel 2021 con l’editore canadese Tundra.Ha collaborato con varie realtà editoriali in...
    14 min
  • Nicola Gardini "Viva il greco"
    Nicola Gardini
    "Viva il greco"
    Alla scoperta della lingua madre
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    La Grecia antica è a un tempo inizio e punto d’arrivo. Nella sua lingua si sono elaborati i fondamenti stessi della nostra civiltà, all’insegna di altissimi ideali come la giustizia e l’amicizia. I racconti eroici di Omero hanno trasmesso un’etica dell’eccellenza; la lirica di Saffo ha rappresentato i travagli e le gioie dell’eros; quella di Pindaro ha esaltato le glorie della competizione atletica; le storie di Erodoto e Tucidide hanno indagato le differenze tra i popoli e i motivi dei conflitti; le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide hanno portato in scena il dramma della libertà individuale; le commedie di Aristofane hanno criticato le derive della democrazia e posto in primo piano la formazione dei giovani; i dialoghi di Platone hanno dato voce alle ambivalenze del reale; i discorsi di Demostene hanno insegnato a difendere la libertà dalle sopraffazioni più temibili… Dopo averci iniziato all’utile inutilità del latino, Nicola Gardini volge ora lo sguardo alla madre ideale di tutti noi e ci accompagna alla scoperta di una lingua di infinita ricchezza, fitta di contrasti e di parallelismi, costruita sul confronto e sull’antitesi, che ancora può aiutarci a interpretare la complessità dei nostri tempi, invitando a comporre i dissidi in convergenze.


    Nicola Gardini (1965) insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Con il romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2012. La sua ultima raccolta di poesie è Istruzioni per dipingere. Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Per Garzanti ha firmato Viva il latino, in corso di pubblicazione in numerosi paesi, Con Ovidio, Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo e Il libro è quella cosa.
    Il suo sito web è http://www.nicolagardini.com/



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    38 min
  • Ester Armanino "Contare le sedie"
    Ester Armanino
    "Contare le sedie"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/



    Festival delle Letterature Migranti
    Domenica 31 ottobre, ore 18:00
    Palermo, Palazzo Branciforti
    Ester Armanino presenta "Contare le sedie"
    https://www.festivaletteraturemigranti.it/

    «Sto per non essere carina. Sento che sta per succedere e che nessuno se lo aspetta da una sempre carina come me».

    Di quante vite è fatta la vita di una donna? Troppe, per perdersi ad assecondare il desiderio degli altri. Qui c'è una ragazza che avvita la caffettiera con la stessa forza con cui soffoca i sentimenti, una bambina che salta sul letto forsennata per disfare le trecce troppo strette, una donna con le scarpe sporche di calce che dirige gli operai nel cantiere della sua casa. E c'è una voce personalissima, ariosa, piena di accensioni, che sa raccontare i piccoli e grandi smottamenti, gli spigoli e i cambi di passo con la levità delle grandi scrittrici.

    L’esercizio piú difficile è trovare la forza di dire semplicemente «questa sono io», mettere insieme i pezzi, e riconoscersi intera. Sembra una cosa ovvia, ma ogni ragazza sa che è una conquista. La bambina la cui prima parola è stata «betoniera», la studentessa che si appassiona ai numeri per amore di un surfista, la donna che scopre il desiderio di maternità dopo un incontro con le orche – sono tutte istantanee parziali, capaci di catturare l’essenza. La vita di una donna possiamo guardarla come un fiume che corre, o fermarla in corsa per saggiare ogni volta la trasformazione. È quello che fa Ester Armanino in questo libro curioso nella struttura, profondamente caldo. Un tassello dopo l’altro, il quadro si compone e il ritratto che ne viene fuori è tenacemente vivo, tridimensionale, fatto di attese, fughe, perdite, incontri, capacità di costruire, solitudine, fondamenta. E cosí, come in quel gioco delle sedie che si faceva da bambini, sottraendo un pezzo alla volta, il dolore può diventare una sfida alla pari, l’amore di sé – di tutte le donne che abbiamo dentro – un po’ screanzato e finalmente possibile.


    Ester Armanino è architetto e vive a Genova. Il suo primo romanzo Storia naturale di una famiglia (Einaudi 2011) ha vinto il Premio Kihlgren Opera Prima, il Premio Viadana Giovani, il Premio Zocca e il Premio per la Cultura Mediterranea - sezione Narrativa giovani. E' fra gli autori di Undici per la Liguria (Einaudi 2015). Sempre per Einaudi, ha pubblicato, i romanzi L'arca (2016) e Contare le sedie (2021).



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    17 min
  • Nicoletta Sipos "Colette. Un sogno audace"
    Nicoletta Sipos
    "Colette. Un sogno audace"
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/


    Alla scoperta di Sidonie Gabrielle Colette, autrice di Claudine, Gigi, Chéri, mito della letteratura mondiale e scrittrice che, a settant’anni dalla scomparsa, attira ancora una folta schiera di lettori. Una pioniera, un’esploratrice, una donna che ha sfidato le regole e le convenienze del suo tempo. Mima, attrice di vaudeville, amante onnivora, grand’ufficiale della Legion d’onore, presidente dell’Accademia Goncourt, anima inquieta, narratrice di emozioni e sentimenti con una prosa godibilissima, frutto di lavoro raffinato. A narrare la sua storia in queste pagine è la figlia – Colette de Jouvenel – che filtra i ricordi attraverso il complesso rapporto che le unì ben oltre la morte. Con una serie di sorprese coloratissime – come le loro vite.


    Inseguì tra contraddizioni e ambiguità il sogno più audace per una donna del suo tempo: essere padrona di sé. Il primo marito la chiudeva a chiave per costringerla a scrivere, ma finì apprezzata da Proust, Cocteau, Gide. Diede scandalo danzando nuda al music-hall e per i suoi amori, ma si puliva del fango con un sorriso. Era raffinata, ma bazzicava i bassifondi. Creò cosmetici su consiglio di André Maginot – lo stratega che progettò la linea difensiva francese sfondata dai tedeschi nel 1940 – e dall’impresa fallita imparò a scrivere testi pubblicitari per le sigarette Lucky Strike e le automobili Ford. Voleva far frustare a sangue le femministe e chiuderle in un harem, ma rifiutò di entrare nell’Académie Française perché era preclusa alle scrittrici. Ebbe compagni che potevano essere suoi figli, ma ignorò la sua unica figlia dicendo che generazioni diverse non dovevano vivere insieme. Eppure la figlia, lei pure di nome Colette, si dedicò al culto della madre e volle essere sepolta accanto a lei. Ed è alla figlia che ho affidato il racconto per scavare nei fatti, della biografia della donna.

    Nicoletta Sipos scrive di libri su “Chi” e sul blog nicolettasipos.it. Italiana di origini ungheresi, considera un punto di forza elaborare i suoi romanzi da storie vere. La sua vita di Colette corrisponde a questo criterio. Si è occupata di violenza domestica (Il buio oltre la porta); di maternità assistita (Perché io no); della Shoah in Ungheria (La promessa del tramonto e La ragazza con il cappotto rosso). Con Lena & il Moro e ha trasformato in noir l’incontro tra una professoressa in pensione e un giovane sbandato alla vigilia di Natale. È sposata con l’uomo più paziente del mondo, ha quattro figli e sei nipoti.




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    18 min
  • Eleonora Lombardo "Festival delle Letterature Migranti"
    Eleonora Lombardo
    "Festival delle Letterature Migranti"
    https://www.festivaletteraturemigranti.it/


    Venerdì 29 ottobre 2021, ore 16:00
    Festival delle Letterature Migranti
    Palazzo Branciforte, Palermo
    Vera Gheno "Femminili Singolari" effequ edizioni "Trovare le parole" Edizioni Torre di Abele
    Eleonora Lombardo

    Ministra, sindaca, parole declinate al femminile che stanno entrando – a fatica – nel linguaggio comune grazie anche alla spinta dei media. Altre come ingegnera, avvocata, architetta, rimangono per molte persone un tabù, mentre la discussione sul linguaggio di genere diventa ancora oggi preda di facili ironie e bollata come perdita di tempo in quanto “ci sono questioni molto più serie da affrontare”.

    Eleonora Lombardo
    Dopo la laurea in greco antico, ha conseguito il master in Teoria e tecnica della narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Ha lavorato come autrice in Rai e per il teatro. Giornalista, scrive di cultura per l’edizione siciliana di la Repubblica e tiene corsi di scrittura creativa. Il resto lo fa da ghost, compreso vivere a Palermo. La disobbedienza sentimentale (Cairo 2019) è il suo primo romanzo.
    https://www.eleonoralombardo.com/



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    19 min
  • Cristina Pozzi "After"
    Cristina Pozzi, Andrea Dusi
    "After"
    Il mondo che ci attende
    Bompiani
    https://www.bompiani.it/

    Perché il Covid-19 ci ha colti di sorpresa? È stato davvero un cigno nero, un evento raro e imprevedibile? Per restare in tema di metafore animali, meglio dire che si è trattato di un rinoceronte grigio, una minaccia di grande impatto e altissima probabilità, ma trascurata: le pandemie sono infatti studiate da anni come uno dei maggiori rischi per l’umanità. Ma per essere preparati agli scenari futuri non basta immaginarli, studiarli, esplorarli: occorre che le simulazioni si traducano in azioni, diventando strategie per chi governa e cultura per i cittadini. Il rinoceronte invece ci ha colpiti e travolti, e ha cambiato completamente lo status quo: il mondo come lo conoscevamo non esiste più. Ma se siamo arrivati impreparati all’emergenza, rischiamo di esserlo ancora di più di fronte a quello che ci aspetta. Cosa succederà dopo? Per prevedere e costruire il futuro che ci attende sono necessari gli strumenti giusti: facendo ricorso alle teorie della complessità, del cambiamento, al modello VUCA – acronimo inglese di volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, quattro parole magiche della nostra epoca – e agli studi di futuro, due esperti future makers prendono in esame i driver del cambiamento e il loro impatto su diversi ambiti: economia, politica, geopolitica, scienza, tecnologia, ambiente, società ed etica. Ma ci mostrano anche come la composizione degli scenari futuri dipenda da noi e dalle nostre scelte: il nuovo mondo, l’After, è nelle nostre mani.

    Cristina Pozzi si definisce una Future Maker, un’attivista che mira alla divulgazione del futuro e della riflessione etica sulle nuove tecnologie emergenti. È Co-fondatrice e Amministratore Delegato di Impactscool, organizzazione aperta che porta formazione e dibattito sulle nuove tecnologie e sui loro impatti sociali oltre ad insegnare gli strumenti essenziali di educazione al futuro. Cristina ha un passato imprenditoriale di successo ed è investitrice, advisor e mentor di numerose start-up a livello nazionale e internazionale. Grazie a lavoro svolto con Impactscool e al suo percorso professionale Cristina è diventata un membro dei Young Global Leader del World Economic Forum (2019-2024).




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    19 min
  • Davide Camarrone "Festival Letterature Migranti"
    Davide Camarrone
    "Festival Letterature Migranti" Palermo
    https://www.festivaletteraturemigranti.it/


    Nato nel 2015 a Palermo, luogo simbolico e territorio aperto a costanti fenomeni di métissage, il Festival delle Letterature Migranti s’interessa agli effetti che gli spostamenti fisici e immateriali, mediatici o epistemologici, hanno sulle lingue, le letterature e le culture dell’area mediterranea e oltre.
    Il programma del Festival delle Letterature Migranti include tre diverse fasce di appuntamenti. Gli incontri pubblici legati alla letteratura e agli altri linguaggi espressivi. Gli incontri con gli studenti di scuole e università. Le attività culturali e sociali, gli spettacoli e i concerti realizzati in collaborazione con le associazioni e gli enti teatrali e musicali cittadini.

    La parte centrale del programma ruota intorno a 30 incontri letterari tra altrettanti autori da tutto il mondo e altrettanti discussant: una comunità, questi ultimi, di autori, critici, docenti, esperti e giornalisti palermitani o a Palermo residenti. I trenta testi dei quali si compone il programma costituiranno una sorta di guida al Contemporaneo, di canone, di cifrario per l’interpretazione del tempo convulso che stiamo vivendo: percorso da migrazioni di popoli e di culture, attraversato da crisi e conflitti, riscritto da una profonda mutazione culturale e linguistica. Il programma letterario è coordinato dal direttore di FLM Davide Camarrone e sottoposto al vaglio del comitato scientifico presieduto dal Prof. Ignazio E. Buttitta (composto in prevalenza da docenti dell’Università di Palermo). Del comitato di direzione, fanno parte Giuseppe Cutino per il teatro, Simone Arcagni per la sezione dedicata alla Transizione Digitale, Dario Oliveri per la musica, Agata Polizzi per l’Arte Contemporanea.



    Davide Camarrone è un giornalista della Rai a Palermo. È autore di alcuni saggi, testi letterari e teatrali. Ha scritto, inoltre, il soggetto e la sceneggiatura di Ce ne ricorderemo di questo pianeta, documetario dedicato a Leonardo Sciascia. Tra le sue pubblicazioni più note: Lorenza e il commissario, Questo è un uomo e I Maestri di Gibellina.


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    20 min
  • Roberto Pugliese "Sinestesia Eco"
    Roberto Pugliese
    "Sinestesia Eco"


    Premio Matteo Olivero
    a cura di Stefano Raimondi
    Inaugurazione "Sinestesia Eco"
    giovedì 28 ottobre ore 18.30
    Ex Biblioteca Civica
    Via Volta, Saluzzo, Cuneo


    Nella molteplicità di appuntamenti che compongono l’affresco di START il Premio Matteo Olivero ha una posizione centrale. Promosso dalla città di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art e JoBonobo il Premio, nelle ultime edizioni, si è caratterizzato per l’intento di costruire un percorso artistico che rilegga l’arte classica con gli occhi del contemporaneo. Per il quarto anno il Premio ha selezionato e finanziato la realizzazione di un’opera site specific che arricchisce il percorso cittadino avviato con Campi Flegrei Conferenza del tedesco Veit Laurent Kurz (vincitore 2020), Harp del colombiano Santiago Reyes Villaveces (2019), Analemma del duo newyorkese Mark Barrow e Sarah Parke (2018).

    La giuria composta da Ilaria Bonacossa, dal 2017 direttrice di Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, Alessandro Rabottini critico d’arte, curatore e direttore artistico della Fondazione In Between Art Film, Arturo Demaria consigliere della Fondazione Amleto Bertoni, Roberto Giordana direttore generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo insieme a Stefano Raimondi curatore del Premio, dal 2010 direttore di The Blank Contemporary Art e dal 2020 direttore artistico di ArtVerona ha assegnato all’unanimità il Premio Matteo Olivero 2021 a ROBERTO PUGLIESE con il progetto Sinestesia Eco.


    Il percorso progettuale dell’edizione 2021 di START/ SToria e ARTe a Saluzzo si conclude con l’inaugurazione dell’opera vincitrice della 43a edizione del Premio Matto Olivero per l’arte contemporanea giovedì 28 ottobre alle 18.30 alla presenza dell’artista e delle istituzioni.


    L'opera, un'installazione sonora collocata sulla facciata dell’Ex Biblioteca Civica crea un dialogo armonico tra i contenuti e gli strumenti presenti nelle sale della Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale e l'architettura esterna, trasformando l'edificio in un modello di Palazzo Musicale. La natura al tempo stesso visiva e uditiva dell'opera sarà, anche nel futuro, capace di interagire e coinvolgere la comunità del territorio e di essere al tempo stesso motore di un percorso culturale che la città di Saluzzo ha attivato attraverso il Premio Matteo Olivero.


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Un quotidiano culturale
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