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  • Andrea Maggi "Tutti promossi!"
    Andrea Maggi
    "Tutti promossi!"
    I trucchi del prof per sopravvivere alla scuola
    Feltrinelli Kids
    https://www.feltrinellieditore.it/



    Quali sono i verbi che ogni studente dovrebbe saper declinare alla perfezione? “Studiare” e “imparare”? Forse ancora prima “iniziare”, “sbagliare” e “migliorare”. Proprio così; se nella vita non si smette mai di imparare, a scuola non si smette mai di iniziare! Ma ogni inizio porta con sé anche una buona dose di dubbi e paure, specialmente di fronte ai professori, ai compagni e alle nuove materie. Ecco allora che in questo libro troverai spunti, consigli e segreti per cavartela in ogni occasione, dal tema di italiano alle interrogazioni, dallo studio a casa alla preparazione degli esami. Imparerai a domare i componimenti di Foscolo con vero spirito da rockstar e a surfare sulle poesie di D’Annunzio. Ragioneremo insieme su come affrontare al meglio anche gli incidenti di percorso,
    fra cui i brutti voti e le difficoltà con i compagni, per guadagnare la fiducia in te stesso e conquistare l’obiettivo più importante: vivere la scuola senza ansie e senza stress, un passo dopo l’altro, fino alla promozione!

    A cosa serve la scuola? Come mai bisogna studiare?
    Perché rompersi... la testa su tante materie “inutili”?

    Tutti i segreti, i consigli e i rimedi antipanico del prof di italiano del Collegio per vivere alla grande l’avventura della scuola.






    Andrea Maggi, nato a Pordenone, è professore di italiano, storia e geografia nella scuola media. Entrato nel cuore di ragazzi e genitori grazie al docu-reality di Rai 2 Il Collegio, è seguitissimo sui social, dove racconta quotidianamente la sua vita di insegnante a quasi 500.000 follower su Instagram e a più di 300.000 su TikTok. Ha pubblicato diversi libri per adulti e per ragazzi, come Guerra ai prof! (Feltrinelli, 2019) e Conta sul tuo cuore (Giunti, 2021), e il saggio Educhiamoli alle regole (Urra Feltrinelli, 2019).


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    11 min
  • Marisa Fasanella "Madri"
    Marisa Fasanella
    "Madri"
    Castelvecchi
    http://www.castelvecchieditore.com/


    "La notte, a volte, ti sentivo ridere nel ventre."


    Madri (storie di Lena di lune e di maree)

    Nei vicoli storti, fuori e dentro le mura del manicomio, Lena si appunta su foglietti di carta le storie che ha udito, per non dimenticarle, e le custodisce in una borsa di tela rossa. L’uomo che suonava l’organetto sotto le finestre del manicomio la aspetta sul molo. Ti racconterò una storia, gli sussurra lei all’orecchio, e poi un’altra e un’altra e ancora un’altra… Sono storie di confino, dal luogo dove rinchiudono le donne che urlano per le strade e non si lavano e non si pettinano; storie di uomini che vogliono le donne come proprietà, animali per figliare, serve per accudire. Sono storie di morti e nascite violente, di caseprigioni. Undici più una, in cui Marisa Fasanella squarcia la normalità di vite ordinarie e rivela conflitti e non detti; rivisita gli stereotipi e li trascende, raccontando la mancanza e l’urgenza di una solidarietà propriamente umana



    Marisa Fasanella
    Nata a Cassano all’Ionio, ha esordito nel 1994 con il romanzo Maschere e lenzuola del Vicolo Santacroce. Ha poi pubblicato molti racconti e romanzi, vincitori di numerosi premi, tra cui ricordiamo: Gineceo. Undici crudeli racconti (1996), L’ombra lunga dei moroni (2002), Rimorsi (2010) e Nina (2014).



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    13 min
  • Marcello Vecchio "Elogio della cannabis"
    Marcello Vecchio
    "Elogio della cannabis"
    Perché aspettiamo? Cosa aspettiamo?
    Prefazione di Leo Osslan
    Fefè Editore
    https://www.fefeeditore.com/

    "...la spinta alla libertà, l’ispirazione a ribadirne la necessità fisiologica, il coraggio di ricercarla e difenderla in ogni luogo e condizione...".


    Questo Elogio della cannabis è per chi coltiva il sogno di vedere legalizzata la cannabis anche in Italia: un libro dedicato a chi ha sofferto carcere, pregiudizi ed emarginazione perché convinto che la cannabis sia meno nociva del tabacco e dell’alcol, droghe legali di uso più comune. è la testimonianza della repressione subita e una denuncia contro l’inerzia e la compromissione di chi non vuole rendersi conto dell’enorme potenzialità sociale, terapeutica ed economica della cannabis.



    Marcello Vecchio è nato a Tripoli (Libia) nel 1955, laureato in Scienze Agrarie all’Università di Torino e in Scienze Ambientali all’Università del Piemonte Orientale, libero professionista e insegnante in Istituti agrari, è dipendente della Regione Piemonte come tecnico ambientale nell’agricoltura. Convinto che nelle piante si trovino le risposte a molte patologie che colpiscono l’uomo, da anni s’interessa di canapa e la coltiva in modo trasparente. Ma nel 2019 la sua attività e lui sono definiti rispettivamente: “più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso” e “stabilmente inserito in un circuito delinquenziale”. La conseguenza è stata il carcere – 17 giorni e i domiciliari per circa tre mesi – e la perdita del posto di lavoro.




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    14 min
  • Arianna Arisi Rota "Il cappello dell'imperatore"
    Arianna Arisi Rota
    "Il cappello dell'Imperatore"
    Storia, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/


    Il collezionismo napoleonico cominciò all’alba del 19 giugno 1815 sul campo di battaglia di Waterloo e da allora non si è più fermato, contagiando per due secoli le personalità più disparate, da Lord Byron fino a Stanley Kubrick, che per il suo film mancato, quello appunto su Napoleone, realizzò una monumentale ricerca. Del resto, basta scorrere i cataloghi delle case d’aste e delle mostre per cogliere la persistenza del flusso emotivo, oltre che del valore economico, veicolato dai reperti del political drama più avvincente del XIX secolo. Ma gli oggetti ossessionarono lo stesso Napoleone, il quale nel testamento elencò gli effetti personali che desiderava fossero consegnati soprattutto al figlio: oltre a oggetti prevedibili come armi, uniformi e libri, orologi e argenteria varia, anche una collezione di tabacchiere, e poi il lavabo della camera da letto, un bidè d’argento dorato, i letti e i materassi usati a Sant’Elena, sino alla biancheria intima. Nel 1821 fu il suo corpo a diventare oggetto di culto: maschere funebri e presunti calchi di dita circolarono in una capillare operazione di commercializzazione e giunsero fino nelle Americhe, proiettando oltre oceano il mito innescato dalla nostalgia borghese e dal rimpianto dei veterani. Tra memoria, feticismo e necrofilia, il volume racconta il fenomeno di merchandising destinato al pubblico globale assetato di tracce materiali legate alla persona e al privato di Napoleone. Fiume carsico carico di simbologia, la cultura materiale napoleonica incentrata sui resti, sulle reliquie e sui cimeli fornisce consistenza tattile e visiva al mito, capace così di rinnovarsi in una «geografia del desiderio» globale e senza tempo. Nel bicentenario della morte dell’imperatore dei francesi, questo libro, arricchito da un curioso apparato iconografico – in cui il lettore potrà scoprire alcuni «feticci» dell’epopea –, porta l’onda lunga dell’epica napoleonica sino ai nostri giorni, dimostrando quanto essa ancora ci appartenga.



    Arianna Arisi Rota è professore ordinario di Storia contemporanea nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Pavia. Si è occupata di diplomazia nell’Italia napoleonica, di mobilitazione politica giovanile nell’Ottocento europeo, di costruzione della memoria post-risorgimentale. Tra le sue monografie: I piccoli cospiratori. Politica ed emozioni nei primi mazziniani (il Mulino, 2010), 1869: il Risorgimento alla deriva. Affari e politica nel caso Lobbia (il Mulino, 2015), Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (il Mulino, 2019).



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    23 min
  • Elena Sgalambro "Contro la musica" Manlio Sgalambro
    Elena Sgalambro
    "Contro la musica" di Manlio Sgalambro
    Carbonio Editore
    https://carbonioeditore.it/


    Introduce la nuova edizione la prefazione a tratti affettuosamente irriverente della figlia Elena Sgalambro. Il significato di Contro la musica deve essere inteso. Non è una volgare polemica che
    qui si innesca ma una delicata questione metafisica. Questione che si configura relativamente all’ethos dell’ascolto.


    Scrive il cult-philosophe siciliano:
    “Un ascolto che è senza ethos. Un ascolto subìto, dove l’ascoltatore inciampa nella musica ed è obbligato ad ascoltarla, anche quando non lo vuole (…) come quando entra in un negozio per comprare un paio di mutande e, oltre a pagare, deve pure sorbirsi un sottofondo musicale, sia esso un quartetto d’archi o una canzone da stadio.”
    E ancora: “Quel che vorrei fosse chiaro è che, con la musica, da un certo punto in poi l’Occidente ha trasformato una esperienza dello spirito in un fatto di cultura. Cioè in qualche cosa di amministrabile, di pianificabile, di storicizzabile. Ma lo spirito non si lascia né amministrare né pianificare né storicizzare.”
    E così chiude Manlio Sgalambro… Chi ascolta veramente, ascolta l’ascolto. Chi ascolta veramente, ascolta la fine del mondo.


    Manlio Sgalambro (Lentini, 1924-Catania, 2014). Alcune delle sue opere sono state tradotte in Francia e in Germania. In Italia ha pubblicato, tra gli altri, con Adelphi, Bompiani, Il Girasole edizioni, De Martinis & C.



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    10 min
  • Fortunata De Martinis "Contro la musica" di Manlio Sgalambro
    Fortunata De Martinis
    presidente di Carbonio Editore
    direttrice collana "Particelle"
    https://carbonioeditore.it/

    La nostra libertà di pensare non può essere esercitata al di fuori della nostra volontà di capire.


    Da questo paradigma nasce Particelle, una raccolta di scritti brevi il cui nucleo di volta
    in volta riguarderà filosofia, politica, attualità, arte, pamphlet del passato rivisitati in
    un’ottica contemporanea. L’intento è costruire una circolarità di discussione su queste
    tematiche e portarle nello spazio pubblico, qualunque esso sia.



    Il pamphlet di Manlio Sgalambro, pubblicato nel gennaio 1994, che fu foriero della lunga collaborazione tra il filosofo e Franco Battiato, “Esplorabile mistero, affascinante, temibile e insondabile la vita, questo pensavo leggendo il minato pamphlet, un libro estremo, radicale, snob, che nulla concede eppure è già diventato un caso”. (la Repubblica, aprile 1994)

    Introduce la nuova edizione la prefazione a tratti affettuosamente irriverente della figlia Elena Sgalambro. Il significato di Contro la musica deve essere inteso. Non è una volgare polemica che
    qui si innesca ma una delicata questione metafisica. Questione che si configura relativamente all’ethos dell’ascolto.

    Scrive il cult-philosophe siciliano:
    “Un ascolto che è senza ethos. Un ascolto subìto, dove l’ascoltatore inciampa nella musica ed è obbligato ad ascoltarla, anche quando non lo vuole (…) come quando entra in un negozio per comprare un paio di mutande e, oltre a pagare, deve pure sorbirsi un sottofondo musicale, sia esso un quartetto d’archi o una canzone da stadio.”
    E ancora: “Quel che vorrei fosse chiaro è che, con la musica, da un certo punto in poi l’Occidente ha trasformato una esperienza dello spirito in un fatto di cultura. Cioè in qualche cosa di amministrabile, di pianificabile, di storicizzabile. Ma lo spirito non si lascia né amministrare né pianificare né storicizzare.”



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    11 min
  • Pier Luigi Vercesi "La donna che decise il suo destino"
    Pier Luigi Vercesi
    "La donna che decise il suo destino"
    Vita controcorrente di Cristina di Belgioioso
    Neri Pozza
    https://neripozza.it/


    Donna bellissima e indomabile. Figlia del marchese Trivulzio, tra gli uomini più ricchi di Lombardia, a sedici anni sfida la famiglia rifiutandosi di sposare il marito scelto per lei e convola a nozze con il principe Emilio Barbiano di Belgioioso, bello e maledetto, carbonaro e playboy nella Milano degli anni Venti dell’Ottocento. Passano pochi anni e decide di abbandonarlo perché non accetta di essere tradita, dando ovviamente scandalo. La Milano austriaca le sta ormai stretta. Comincia la sua carriera di esule e di finanziatrice di disperate spedizioni patriottiche. A Parigi, dopo aver vissuto qualche anno nell’indigenza perché l’Austria ha sequestrato i suoi beni (la aiuta l’eroe delle due rivoluzioni, il marchese di Lafayette che si innamora di lei), inaugura un salotto frequentato da scrittori, artisti e politici. Molti cadono ai suoi piedi, da Alfred De Musset a Franz Liszt, da Heinrich Heine a Honoré de Balzac, ma lei non va oltre il flirt. L’unica persona a cui si lega è lo storico François Mignet, che con i suoi articoli aveva fatto cadere Carlo X e salire al trono Luigi Filippo, il re borghese. Diventa il punto di riferimento, anche economico, di molti esuli, fonda giornali, collabora alla prestigiosa Revue des deux Monde, è tra le poche persone che si occupano dell’uomo in disgrazia, esule e prigioniero, che diventerà Napoleone III e che poi la deluderà. Si attira le invidie di altre salottiere e di patrioti italiani che vorrebbero si limitasse a scucire quattrini e a non occuparsi di politica. Torna in Italia e riorganizza i suoi possedimenti aprendo scuole per i figli dei contadini. Tutta la nobiltà insorge. Alessandro Manzoni la condanna: «Ma se li facciamo studiare chi coltiverà le nostre terre?». In vista del Quarantotto si traferisce a Napoli e raggiunge Milano subito dopo le Cinque giornate con un contingente di volontari napoletani. Organizza gli ospedali da campo durante la Repubblica Romana. Delusa dalla Francia che tradisce le aspirazioni italiane, si trasferisce in Anatolia, dove organizza una fattoria con criteri socialisti. Fa un viaggio, a cavallo, fino a Gerusalemme. Una notte attentano alla sua vita e rischia di morire. Quando finalmente l’Italia diventa una nazione, lotta perché migliorino le condizioni di vita dei più poveri e anche in questo caso si fa molti nemici. Così la donna che per tutta la vita ebbe il coraggio di battersi sempre per le sue convinzioni, morta esattamente 150 anni fa, si attirò una serie di fantasiose biografie. Vista con gli occhi di oggi, e alla luce delle moltissime lettere ritrovate, si conferma essere quella che forse un solo uomo dell’Ottocento, Carlo Cattaneo, vide: «La prima donna d’Italia».



    Pier Luigi Vercesi è nato a Corteolona nel 1961. Inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra le quali Fiume. L'avventura che cambiò l'Italia (Neri Pozza, 2017), Il naso di Dante (Neri Pozza, 2018), La notte in cui Mussolini perse la testa (Neri Pozza, 2019), Il marine. Storia di Raffaele Minichiello (Mondadori, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza di più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014). Ha, inoltre, realizzato numerosi documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale. Per Neri Pozza cura la sottocollana dei Colibrì - Il Tempo Storico.



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    26 min
  • Anna Di Cagno "Gala Eluard Dalì"
    Anna Di Cagno
    "Gala Eluard Dalì"
    Per interposti uomini
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/

    Aprile 1975, Pùbol, Gerona. Gala Éluard Dalì si ritira per una settimana in solitudine nel castello che il suo secondo marito, Salvador Dalì, le ha regalato. Una notte una ragazza bussa alla sua porta: è una giovane studentessa dell’Università di Torino che sta lavorando alla sua tesi di laurea. Si apre così un incontro causale, ma forse necessario per entrambe, che si svolge all’interno di quello che Dalì considerò il suo più grande capolavoro.

    In ogni stanza si apre uno squarcio sulla vita, incredibile e mitica, della Musa più celebre del surrealismo; una donna che ha segnato un’epoca, e ispirato il poeta e l’artista più famosi del movimento culturale.

    Un incontro-scontro dal quale entrambe usciranno trasformate: la giovane studentessa troverà finalmente una strada tutta sua, e Gala troverà il modo di realizzare ancora se stessa, questa volta per “interposta donna”.


    Anna Di Cagno è nata a Bari ma vive a Milano. Ha studiato Filosofia a Torino e poi lavorato per “Cosmopolitan” e “Soprattutto”. Ha sempre collaborato con magazine femminili occupandosi di tematiche di costume, cultura e attualità. Ha collaborato con agenzie di comunicazione e tre anni fa ha fondato il blog www.mollybrown.it, il primo sito italiano che si occupa di cultura pop. Per Morellini Editore ha scritto “Nonne, istruzioni per l’uso” e ben tre edizioni della guida “Milano al Femminile”. Sempre per lo stesso editore ha curato “Lettere alla madre” (2018) e “Lettere al padre” (2019), antologie con testi degli autori più interessanti della narrativa italiana, e partecipato alla raccolta di racconti, a cura di Elena Mearini, “Tra Uomini e Dei. Storie di rinascita e riscatto attraverso lo sport” (2020). Con Elena Mearini tiene corsi di scrittura creativa presso Labò, associazione culturale di cui è vice-presidente.



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    33 min
  • Chiara Carminati "ABC il mio primo alfabetiere"
    Chiara Carminati
    "ABC il mio primo alfabetiere"
    Illustrazioni di AnnaLaura Cantone
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/




    Lettera dopo lettera, un alfabetiere che propone 25 brevi e surreali storie in versi. Dalla A di Anatra alla Z di Zanzara, per ogni lettera dell’alfabeto un animale, sempre alle prese con qualcosa da mangiare.

    Le vere protagoniste rimangono le lettere dell’alfabeto, festeggiate dall’intreccio di ripetizioni e allitterazioni presenti in ogni testo. Parole e immagini, un susseguirsi di animali, cibi e bevande, per avvicinarsi in modo ludico e spensierato al suono e al riconoscimento grafico delle lettere.


    Carminati Chiara
    È autrice di poesie, racconti, romanzi, canzoni e spettacoli teatrali. Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero. All’attività di scrittura affianca un intenso calendario di incontri con le classi e di laboratori di poesia. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autrice. Nel 2016 ha vinto il Premio Strega Ragazzi e Ragazze con il romanzo Fuori Fuoco (Bompiani). È stata candidata da Ibby per l’Italia al H.C. Andersen International Award nel 2016 e nel 2018, con A fior di pelle (Lapis) ha vinto il Premio Nati per Leggere 2019 e con Occhio ladro (Lapis) ha vinto il Premio Andersen 2021 - Miglior libro fatto ad arte. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi Ragazzi, Rizzoli, Mondadori, Bompiani e tanti altri.

    Cantone AnnaLaura
    Nata ad Alessandria nel 1977, insegna illustrazione per l’infanzia nell’Istituto europeo di design a Milano. Sono numerose le sue pubblicazioni tradotte all’estero, così come i riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Andersen 2003. Molti titoli pubblicati in Italia: ha illustrato per EL, Emme Edizioni (tra gli altri: L’omino dei sogni e Alice nelle figure di Gianni Rodari); Feltrinelli Kids (Il gufo che aveva paura del buio e altre storie); Franco Cosimo Panini, Gallucci, Arka, Sassi Editore.


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    10 min
  • Andrea Donaera "Lei che non tocca mai terra"
    Andrea Donaera
    "Lei che non tocca mai terra"
    NN Editore
    https://www.nneditore.it/


    Miriam è in coma dopo un incidente. Andrea la conosce appena ma si è innamorato perdutamente di lei, e ora le siede accanto e le parla, tutti i giorni, perché riesce a sentire la sua voce. Le loro parole si incontrano in un limbo oscuro, dove Miriam ricostruisce i suoi ricordi e Andrea cerca di tenerla ancorata alla vita. Attorno al letto della ragazza si muovono altre figure, che attendono il suo risveglio. Ci sono Mara e Lucio, i genitori, già segnati da una tragedia che li ha allontanati l’uno dall’altra. C’è papa Nanni, il venerato santone esorcista, che vede in Andrea un allievo e in Miriam i segni del demonio. E infine c’è Gabry, la migliore amica di Miriam, che da Bologna le manda lunghi messaggi. In sette giorni, i racconti dei personaggi si alternano a svelare una trama di amore e morte, di salvezza e destino, dove la ragione sfuma nell’inconscio finché la realtà non deflagra e riprende il sopravvento.

    Andrea Donaera torna con un dramma familiare ambientato in un Salento al di là delle cartoline, dove la spiritualità sta nelle ombre e non esiste fede che non sia anche certezza del male. Scritto in una lingua poetica e viva, Lei che non tocca mai terra è una ballata dolce e crudele, una storia romantica e cangiante, capace di insinuarsi come un incantesimo nei sogni più profondi.

    Questo libro è per chi da piccolo girava su se stesso fino a sentire la testa leggera, per chi è riuscito a ribellarsi al suo Avversario come in un romanzo d’avventura, per chi attende un bacio che lo riporti in vita, e per chi ha ascoltato per un istante il silenzio del vento, mentre lo spazio e il tempo cessavano di esistere



    Andrea Donaera è nato nel 1989 a Maglie ed è cresciuto a Gallipoli. Nel 2019 ha pubblicato per NNE il suo romanzo d’esordio,Io sono la bestia, che è stato salutato da pubblico e critica come un vero caso editoriale ed è stato tradotto in Francia. Collabora con il quotidiano Domani e scrive per Metalitalia.



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