il posto delle parole

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  • Francesca Milano "Festival Comunicazione"
    Francesca Milano
    "Festival Comunicazione"
    Camogli dal 9 al 12 settembre 2021
    http://www.festivalcomunicazione.it/



    sabato 11 settembre
    ore 18:30 > Barcollo-Barracuda
    Aperitivo del Festival – Rinascere – Tra mente e corpo, le parole
    Con Francesca Milano e Fiorenza Sarzanini

    Quando le parole non bastano, si trovano altri modi per comunicare all’esterno il proprio stato d’animo, il proprio disagio. Fiorenza Sarzanini, vicedirettore del Corriere della Sera, ha indagato sulle cause che portano ai disturbi alimentari e nel podcast “Specchio” racconta le storie di chi sta cercando di guarire. Nel caso di Maria Silvia Spolato, la cui storia è raccontata da Sara Poma nel podcast “Prima”, la rivendicazione di sé viene invece messa in piazza, l’8 marzo del 1972, il giorno del primo coming out lesbico in Italia.



    Francesca Milano
    Da piccola ha perfezionato l’arte di arrampicarsi sugli alberi e deciso che avrebbe voluto essere una giornalista per poter raccontare storie. Per farlo si è iscritta al corso di Scienze della Comunicazione all’Università di Perugia, e poi al master in Teorie e metodi dell’investigazione criminale alla Sapienza di Roma e dopo ancora alla scuola di giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Si è trasferita in Toscana per lavorare al “Corriere di Arezzo” e poi è arrivata a Milano. Ha lavorato per 15 anni al “Sole 24Ore”, prima al quotidiano cartaceo e poi al sito, dove si è occupata dei social network e dei podcast. Dal 2015 ha organizzato il Premio Subito, un’occasione per riflettere su come cambia il giornalismo. Quando esce con il suo cane ascolta podcast. Quando sta a casa guarda serie tv. Se è domenica c’è solo l’Inter.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    14 min
  • Giovanni Bessé "Zolfo e cotone"
    Giovanni Bessè
    "Zolfo e cotone"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    Sicilia e America, un soldato piemontese nella Sicilia postunitaria e due soldati americani nel luglio 1943. Miniere e campagne, nobiltà e malaffare, migrazioni, povertà e riscatto e come filo conduttore una “citulena”, piccola lampada da minatore.


    Il piccolo Vito, fuggito da una miniera di zolfo, trova protezione nella colta e determinata Teresa Montemurro, serva per necessità, e in Antonio Greco, proprietario terriero progressista e lungimirante.

    Intorno a loro le rivolte dei Fasci Siciliani e l’intervento repressivo dell’esercito italiano dove entra in scena il soldato piemontese Giovanni Andreis; antimilitarista e tendenzialmente anarchico abbandona il passato per una nuova vita in un mondo solo apparentemente lontano dal suo originario.

    E poi ci sono Bettina, il Conte, Mantia, Colajanni e Giolitti, piroscafi e treni, irlandesi e afroamericani, solidarietà e amicizia, amori e rivalità in mondi che si incontrano e si scontrano in un’avventura di andata e ritorno dalla conclusione inattesa.

    Il linguaggio rapido e pulito non teme di attingere al parlato e dà vita a un romanzo corale dalla narrazione incalzante, quasi cinematografica, dove i personaggi tutti, protagonisti e comparse, accompagnano la lettura stuzzicando la curiosità e svelando situazioni impreviste

    … L’imbocco della miniera era scavato alla base di un terrazzamento e sostenuto da grandi pietroni di calcare in alto e ai lati. A Vito sembrava la bocca di un cagnaccio che digrignava i denti contro di lui. C’erano già tanti altri carusi pronti ad entrare… Molti sembravano guardare, alla prima luce dell’alba, le colline gialle e brulle che circondavano la solfara, ma in realtà si stavano bevendo gli ultimi momenti di luce…



    … Il vento era quello che lui [Giovanni Andreis], aveva sempre desiderato essere: ovunque libero e incontrollabile. Vento di rivolta.

    Lo sguardo gli cadde sugli occhi luccicanti di Teresa impaziente di reagire con forza, subito e senza paura.

    Quando lei parlò, la sua voce esprimeva la stessa volontà del suo sguardo.

    «Lo so. E lo sanno meglio di me quelli dei Fasci che, proprio perché questo finisca, stanno rivoltandosi in tutta la Sicilia. Adesso bisogna che Andreis torni da Mantia, obbedisca ai suoi ordini e faccia quello che gli chiede. Sicuramente sa che lei, don Greco, ha aiutato questo italiano come ha aiutato me…».

    Giovanni Bessé,
    nato a Torino nel 1947, laureato in Storia e Filosofia, ha lavorato per trentacinque anni in pubblicità. Tornato alla sua passione per la Storia, nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro 1919. L’anno sconosciuto della Grande Guerra. Ama immaginare vicende della gente comune in un reale contesto storico.




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    21 min
  • Gianluca Dotti "Festival Comunicazione"
    Gianluca Dotti
    "Festival Comunicazione"
    Camogli, dal 9 al 12 settembre 2021
    http://www.festivalcomunicazione.it/

    Quattro giorni di grandi eventi per esplorare l’aspirazione umana alla Conoscenza
    Il Festival della Comunicazione ci aspetta anche quest’anno, dal vivo e in presenza, con la sua ottava edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre nell’incantevole borgo marinaro di Camogli. Una prestigiosa e amata manifestazione che offre al suo pubblico proposte sempre più ricche ed entusiasmanti si riconferma come uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale italiano. Con più di 130 ospiti e oltre 70 incontri, a cui si aggiungono spettacoli, laboratori, escursioni e molto altro, il Festival della Comunicazione 2021 sarà l’edizione più ampia e ricca di sempre.
    Ideato con Umberto Eco, diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, organizzato da Frame in collaborazione con il Comune di Camogli e la Regione Liguria, in partnership con Commissione europea, Rai e Università di Genova, il Festival ha come fil rouge il tema Conoscenza, intesa come quell’irresistibile aspirazione umana che ci spinge oltre il nostro comune sentire, a superare orizzonti e a disegnare prospettive nuove, con la propensione che abbiamo – innata – a dare senso alle cose e agli eventi che ci circondano. Conoscere significa raggiungere una comprensione profonda, ricomporre la frammentarietà delle informazioni e dei dati grezzi e parziali, in un tutto organico che dia significato e sostanza a quello che siamo e alle nostre civiltà.
    Il Festival, che ha ricevuto anche per il 2021 la Medaglia del Presidente della Repubblica, sarà una
    stimolante occasione per vivere la Conoscenza come esplorazione, scoperta e indagine. Un modo per scavare nelle realtà altre attraverso la fisicità e la complessità dei sensi: conoscere è anche conoscersi attraverso lo sguardo dell’altro, come antidoto contro ogni presunzione, reticenza, timidezza, discriminazione o pregiudizio.
    Intorno a questo tema i tanti e autorevoli ospiti – protagonisti del mondo scientifico, culturale, tecnologico, artistico, economico, imprenditoriale, dello spettacolo e dell’intrattenimento – svilupperanno un dialogo appassionante e vivace, attraversando i generi e i toni più svariati. Dai talk agli sketch dissacranti, dal commento ironico della rassegna stampa del mattino alle coinvolgenti lectio dei grandi nomi della cultura,
    dalle colazioni con gli autori fino agli incontri degli aperitivi, i quattro giorni di Festival creeranno una vibrante atmosfera di voci, colori, pensieri e punti di vista, capaci di coinvolgere tutti tra dibattiti e intrattenimento, spettacoli e amatissimi monologhi.
    Diceva Umberto Eco a proposito della Conoscenza: “Bisogna mettersi alla prova, intervenire nel dibattito locale, ascoltare le opinioni, cambiare pian piano il proprio modo di vedere, pensare e scrivere, guardandosi dalle forme di pseudo-partecipazione del web che idolatrano l’ideale della assoluta presa di parola. Bisogna recuperare il modello del dialogo socratico, del confronto aperto, del continuo esercizio dialettico di critica e di autocritica”.



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    10 min
  • Elisabetta Bartuli "Babel Festival"
    Elisabetta Bartuli
    "Babel Festival"
    Bellinzona, dal 10 al 12 settembre 2021
    Festival di letteratura e traduzione
    https://www.babelfestival.com/


    Bellinzona | 10/11/12 settembre 2021
    Il mito di Babele ci parla della perdita della lingua unica e della confusione di tutte le lingue.
    Istantaneamente ogni cosa e ogni idea assunsero una pluralità di nomi, gli uomini si dispersero e la torre sovradimensionata, simbolo della loro visione e della loro arroganza, rimase in balia dell’ombra smisurata che ne anticipa la distruzione.
    Il mito di Babele ci parla della dispersione dei figli degli uomini sulla faccia di tutta la terra. L’impero babilonese si estendeva da Babele a un gran numero di stati moderni, tra cui l’Iraq, l’Iran, il Libano, la Siria, la Palestina e la Turchia, paesi che oggi conoscono fortissime diaspore, in buona parte connesse a un altro grande crollo, quello delle Torri gemelle a New York.
    A vent’anni esatti dall’11 settembre 2001, BabelBabele osserva le più alte costruzioni dell’immaginazione, i loro crolli e le macerie mirabolanti.
    BabelBabele segue la dispersione e la diaspora, nell’antichità come oggi, delle popolazioni e delle lingue, e lungo i loro tragitti divina il nostro presente.
    BabelBabele ascolta la condizione punita e plurale che segna la nascita delle diverse lingue, delle contaminazioni e delle scorribande tra le lingue, e la nascita della traduzione.
    Tra gli ospiti, Kader Abdolah, Ribka Sibahtu, Mathias Énard, Dima Wannous, Charif Majdalani.


    Domenica 12 – Teatro Sociale
    alle 14:00 la scrittrice siriana Dima Wannous, la giovane voce della giovane diaspora, che in Quelli che hanno paura racconta la storia della rivoluzione siriana attraverso le voci di due amanti, e mostra intimamente come sia vivere nel terrore, ma anche come la letteratura sa creare bellezza persino nella sofferenza. Con lei, le sue traduttrici Elisabetta Bartuli e Cristina Dozio.



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    23 min
  • Giovanna Romanelli "Pavese Festival"
    Giovanna Romanelli
    "Pavese Festival"



    Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.
    PAVESE FESTIVAL 2021
    XXI edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Santo Stefano Belbo

    con contributi inediti di: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino


    Quattro giornate per celebrare Cesare Pavese nel suo paese natale: a Santo Stefano Belbo, da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021, torna l’appuntamento con il Pavese Festival, la rassegna tra musica, arte, teatro e libri che ogni anno invita grandi protagonisti del panorama culturale italiano a dialogare con lo scrittore, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate.

    Ospiti dell’edizione 2021 saranno: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino, ciascuno presente con un contributo inedito ideato appositamente per il Pavese Festival. Il filo conduttore del festival - per il secondo anno consecutivo chiamato a confrontarsi con le sfide della pandemia - è la frase che Cesare Pavese fa pronunciare a Odisseo in uno dei Dialoghi con Leucò: Quello che cerco l’ho nel cuore, come te. Un invito all’ascolto interiore per tornare alla propria verità, dopo un lungo periodo di inquietudini e incursioni nell’ignoto.


    L’edizione 2021 si apre giovedì 9 settembre con la presentazione di una nuova proposta editoriale curata da Marcello Fois e realizzata da Fondazione Cesare Pavese ed Emons: l’audiolibro dei Dialoghi con Leucò, interpretati da Michela Cescon, Paolo Cresta, Alessandro Curti, Marcello Fois, Iaia Forte e Neri Marcorè e accompagnati dalle musiche di Gavino Murgia, in uscita proprio il 9 settembre, compleanno di Cesare Pavese, nella nuova collana Double face. Alle ore 18.30 sul palco di Piazza Umberto I, Marcello Fois racconterà il progetto e leggerà insieme ad Aldo Delaude alcuni brani dell’opera, con l’accompagnamento musicale di Gabriele Fioritti. A seguire, alle ore 21.30, la prima nazionale del recital di Alessandro Preziosi ispirato al romanzo La luna e i falò, nell’adattamento di Tommaso Mattei e con le musiche di Ezio Bosso. Lo spettacolo si sofferma sui punti focali del noto “romanzo del ritorno”, teso tra la dimensione dell’infanzia e la visione nitida della tanto auspicata maturità, evidenziandone la tensione verso la poesia e allo stesso tempo l’intimo sforzo verso uno stile nuovo. La performance si impegna a restituire il logorio di cui Pavese soffriva da tempo, con grande rispetto e attenzione alla lingua del romanzo.

    Venerdì 10 settembre alle ore 18.30 la Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, nel centro storico di Santo Stefano Belbo, ospiterà l’inaugurazione della mostra “Fascinazioni mitologiche: D’Annunzio e Pavese” del pittore, scultore e incisore siciliano Concetto Fusillo. Un viaggio tra antico e contemporaneo in cui - accostando i mondi poetici dell’Alcyone e dei Dialoghi con Leucò - l’artista ricostruisce i paesaggi, le storie, le mitologie e i percorsi della memoria in cui rintracciare le nostre radici concettuali. A seguire, alle ore 21.30, il palco di Piazza Umberto I tornerà a ospitare uno degli storici protagonisti del Pavese Festival, Neri Marcorè, che quest’anno presenterà un tributo ai Dialoghi con Leucò, accompagnato dalle note di Domenico Mariorenzi. I testi selezionati, intervallati da una serie di brani di cantautori italiani, sono i dieci scelti per Dialoghi con Leucò come non li hai mai ascoltati, il podcast che la Fondazione Cesare Pavese ha inaugurato nei mesi scorsi in collaborazione con Lessonpod.

    Il programma di sabato 11 settembre si apre alle ore 11 con la presentazione del libro Ciò che nel silenzio non tace, opera d’esordio della scrittrice Martina Merletti edita da Einaudi e scelta dal gruppo di lettura condivisa della biblioteca civica “Cesare Pavese” di Santo Stefano Belbo come lettura estiva. Nel pomeriggio il festival si sposta sulle...
    21 min
  • Omar Pedrini "Pavese Festival"
    Omar Pedrini
    "Pavese Festival"
    https://fondazionecesarepavese.it/pavese-festival/


    Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.
    PAVESE FESTIVAL 2021
    XXI edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Santo Stefano Belbo

    con contributi inediti di: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino


    Quattro giornate per celebrare Cesare Pavese nel suo paese natale: a Santo Stefano Belbo, da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021, torna l’appuntamento con il Pavese Festival, la rassegna tra musica, arte, teatro e libri che ogni anno invita grandi protagonisti del panorama culturale italiano a dialogare con lo scrittore, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate.

    Ospiti dell’edizione 2021 saranno: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino, ciascuno presente con un contributo inedito ideato appositamente per il Pavese Festival. Il filo conduttore del festival - per il secondo anno consecutivo chiamato a confrontarsi con le sfide della pandemia - è la frase che Cesare Pavese fa pronunciare a Odisseo in uno dei Dialoghi con Leucò: Quello che cerco l’ho nel cuore, come te. Un invito all’ascolto interiore per tornare alla propria verità, dopo un lungo periodo di inquietudini e incursioni nell’ignoto.


    L’edizione 2021 si apre giovedì 9 settembre con la presentazione di una nuova proposta editoriale curata da Marcello Fois e realizzata da Fondazione Cesare Pavese ed Emons: l’audiolibro dei Dialoghi con Leucò, interpretati da Michela Cescon, Paolo Cresta, Alessandro Curti, Marcello Fois, Iaia Forte e Neri Marcorè e accompagnati dalle musiche di Gavino Murgia, in uscita proprio il 9 settembre, compleanno di Cesare Pavese, nella nuova collana Double face. Alle ore 18.30 sul palco di Piazza Umberto I, Marcello Fois racconterà il progetto e leggerà insieme ad Aldo Delaude alcuni brani dell’opera, con l’accompagnamento musicale di Gabriele Fioritti. A seguire, alle ore 21.30, la prima nazionale del recital di Alessandro Preziosi ispirato al romanzo La luna e i falò, nell’adattamento di Tommaso Mattei e con le musiche di Ezio Bosso. Lo spettacolo si sofferma sui punti focali del noto “romanzo del ritorno”, teso tra la dimensione dell’infanzia e la visione nitida della tanto auspicata maturità, evidenziandone la tensione verso la poesia e allo stesso tempo l’intimo sforzo verso uno stile nuovo. La performance si impegna a restituire il logorio di cui Pavese soffriva da tempo, con grande rispetto e attenzione alla lingua del romanzo.

    Venerdì 10 settembre alle ore 18.30 la Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, nel centro storico di Santo Stefano Belbo, ospiterà l’inaugurazione della mostra “Fascinazioni mitologiche: D’Annunzio e Pavese” del pittore, scultore e incisore siciliano Concetto Fusillo. Un viaggio tra antico e contemporaneo in cui - accostando i mondi poetici dell’Alcyone e dei Dialoghi con Leucò - l’artista ricostruisce i paesaggi, le storie, le mitologie e i percorsi della memoria in cui rintracciare le nostre radici concettuali. A seguire, alle ore 21.30, il palco di Piazza Umberto I tornerà a ospitare uno degli storici protagonisti del Pavese Festival, Neri Marcorè, che quest’anno presenterà un tributo ai Dialoghi con Leucò, accompagnato dalle note di Domenico Mariorenzi. I testi selezionati, intervallati da una serie di brani di cantautori italiani, sono i dieci scelti per Dialoghi con Leucò come non li hai mai ascoltati, il podcast che la Fondazione Cesare Pavese ha inaugurato nei mesi scorsi in collaborazione con Lessonpod.

    Il programma di sabato 11 settembre si apre alle ore 11 con la presentazione del libro Ciò che nel silenzio non tace, opera d’esordio della scrittrice Martina Merletti edita da Einaudi e scelta dal gruppo di lettura condivisa della...
    21 min
  • Nicola Panichi "Festival Filosofia"
    Nicola Panichi
    "Festival Filosofia"



    Festival Filosofia, Sassuolo
    Venerdì 17 settembre 2021, ore 10:00
    la lezione dei classici
    Saggi di Michel de Montaigne

    I Saggi di Montaigne sono presentati per descriverne la teoria dell’io e della relazione all’altro, nell’ottica della «conversazione» e dell’ideale di amicizia che vi è sotteso.


    Nicola Panichi
    "La virtù eloquente"
    La "civil conversazione" nel Rinascimento
    Scuola Normale di Pisa
    Hegel nelle "Lezioni di storia della filosofia" guarda a Socrate e ai suoi interlocutori nei testi di Platone come a «figure plastiche della conversazione». Parole in azione: negazione della «melanconica morale». Coincidenza di conversazione e filosofia. Come ribadiscono i suoi teorici, la «civil conversatione» è essenzialmente «lingua» e «costumi» e ridefinisce, quindi, il soggetto come linguaggio e come essere morale, armonia e corrispondenza etica ed estetica di parole e azioni. Dunque, se la civilitas, la «buona creanza», lamentava Erasmo, è regione trascurata della filosofia, regione «umile» di una virtù eloquente, essa postula del pari la coincidenza di buone qualità e belle maniere: «abito della virtù». Se ne ricorderà Kant. Progetto anche ideologico, congiunge nella «dignità del moderno» ideali educativi, architettonici, linguistici ed estetici. La retorica della conversazione diviene così retorica della ragion pratica, tra natura e storia.


    Nicola Panichi è professoressa di Storia della filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. È autrice di numerosi saggi, apparsi su riviste nazionali e internazionali, su alcuni temi di fondo del Cinquecento italiano ed europeo, e si è occupata a lungo di Montaigne. È membro dell’Editorial Board di “Montaigne Studies” (University of Chicago). I suoi campi di ricerca riguardano la storia della filosofia del Rinascimento e dell’età moderna, la storiografia filosofica, la filosofia del linguaggio e la filosofia politica. Tra le sue pubblicazioni: Plutarchus redivivus: La Boétie e i suoi interpreti (1999, seconda ed. Roma 2008); Michel de Montaigne. L’immaginazione (Firenze 2000); I vincoli del disinganno. Per una nuova interpretazione di Montaigne (Firenze 2004); Montaigne (Roma 2010); Ecce Homo. Studi su Montaigne (Pisa 2017).



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    27 min
  • Giulio Graglia "Pavese Festival"
    Giulio Graglia
    "Pavese Festival"
    https://fondazionecesarepavese.it/pavese-festival/


    Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.
    PAVESE FESTIVAL 2021
    XXI edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Santo Stefano Belbo

    con contributi inediti di: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino


    Quattro giornate per celebrare Cesare Pavese nel suo paese natale: a Santo Stefano Belbo, da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021, torna l’appuntamento con il Pavese Festival, la rassegna tra musica, arte, teatro e libri che ogni anno invita grandi protagonisti del panorama culturale italiano a dialogare con lo scrittore, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate.

    Ospiti dell’edizione 2021 saranno: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino, ciascuno presente con un contributo inedito ideato appositamente per il Pavese Festival. Il filo conduttore del festival - per il secondo anno consecutivo chiamato a confrontarsi con le sfide della pandemia - è la frase che Cesare Pavese fa pronunciare a Odisseo in uno dei Dialoghi con Leucò: Quello che cerco l’ho nel cuore, come te. Un invito all’ascolto interiore per tornare alla propria verità, dopo un lungo periodo di inquietudini e incursioni nell’ignoto.


    L’edizione 2021 si apre giovedì 9 settembre con la presentazione di una nuova proposta editoriale curata da Marcello Fois e realizzata da Fondazione Cesare Pavese ed Emons: l’audiolibro dei Dialoghi con Leucò, interpretati da Michela Cescon, Paolo Cresta, Alessandro Curti, Marcello Fois, Iaia Forte e Neri Marcorè e accompagnati dalle musiche di Gavino Murgia, in uscita proprio il 9 settembre, compleanno di Cesare Pavese, nella nuova collana Double face. Alle ore 18.30 sul palco di Piazza Umberto I, Marcello Fois racconterà il progetto e leggerà insieme ad Aldo Delaude alcuni brani dell’opera, con l’accompagnamento musicale di Gabriele Fioritti. A seguire, alle ore 21.30, la prima nazionale del recital di Alessandro Preziosi ispirato al romanzo La luna e i falò, nell’adattamento di Tommaso Mattei e con le musiche di Ezio Bosso. Lo spettacolo si sofferma sui punti focali del noto “romanzo del ritorno”, teso tra la dimensione dell’infanzia e la visione nitida della tanto auspicata maturità, evidenziandone la tensione verso la poesia e allo stesso tempo l’intimo sforzo verso uno stile nuovo. La performance si impegna a restituire il logorio di cui Pavese soffriva da tempo, con grande rispetto e attenzione alla lingua del romanzo.

    Venerdì 10 settembre alle ore 18.30 la Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, nel centro storico di Santo Stefano Belbo, ospiterà l’inaugurazione della mostra “Fascinazioni mitologiche: D’Annunzio e Pavese” del pittore, scultore e incisore siciliano Concetto Fusillo. Un viaggio tra antico e contemporaneo in cui - accostando i mondi poetici dell’Alcyone e dei Dialoghi con Leucò - l’artista ricostruisce i paesaggi, le storie, le mitologie e i percorsi della memoria in cui rintracciare le nostre radici concettuali. A seguire, alle ore 21.30, il palco di Piazza Umberto I tornerà a ospitare uno degli storici protagonisti del Pavese Festival, Neri Marcorè, che quest’anno presenterà un tributo ai Dialoghi con Leucò, accompagnato dalle note di Domenico Mariorenzi. I testi selezionati, intervallati da una serie di brani di cantautori italiani, sono i dieci scelti per Dialoghi con Leucò come non li hai mai ascoltati, il podcast che la Fondazione Cesare Pavese ha inaugurato nei mesi scorsi in collaborazione con Lessonpod.

    Il programma di sabato 11 settembre si apre alle ore 11 con la presentazione del libro Ciò che nel silenzio non tace, opera d’esordio della scrittrice Martina Merletti edita da Einaudi e scelta dal gruppo di lettura condivisa...
    14 min
  • Francesco Casoni "I giorni delle cicale"
    Francesco Casoni
    "I giorni delle cicale"
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/libro/9788899479824



    Tra le pagine di questo romanzo il lettore incontra personaggi che potrebbe incontrare tutti i giorni. Solo che l’autore, con uno stile nitido e vitale, li segue fin dentro le loro case, fin dentro le loro vite; e li mette in relazione seminando tracce e qualche mistero. Conosciamo così Lucia e la sua vita familiare spenta, Nevio e i suoi giorni di vedovo inquieto, Dominique che è un clochard, ma forse anche qualcos’altro. Poi ci sono altri personaggi che definire minori non è giusto, poiché nella storia diventano comunque importanti, a volte perfino determinanti. Come determinanti sono i luoghi dove tutta questa vicenda appassionante si svolge: e insieme ai luoghi la natura, i suoi abitanti e le sue manifestazioni. Che sembrano dettare il ritmo agli eventi e che hanno un ruolo vitale non solo in queste pagine scritte, ma, come sappiamo bene, nella nostra esistenza. Una storia che tiene avvinti fino alla fine, ma che riflette anche su qualcosa di grande e misterioso che permea e mette in connessione le vite di tutti noi.

    Illustrazione di copertina di Claudia Piola.

    Francesco Casoni è nato a Rovigo nel 1980, dove tuttora si ostina a vivere. Dopo una breve carriera nel giornalismo, ha continuato a lavorare nel mondo della comunicazione. Oggi è responsabile marketing di Zico, dove tiene corsi di comunicazione e creatività. Combatte da alcuni decenni una feroce battaglia con la noia, scrivendo racconti e articoli, suonando vari strumenti musicali, disegnando fumetti e vignette. Collabora da molti anni con la rivista REM. Con Apogeo ha pubblicato nel 2017 il romanzo "Le mille verità".



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    21 min
  • Marcello Fois "Pavese Festival"
    Marcello Fois
    "Pavese Festival"
    https://fondazionecesarepavese.it/pavese-festival/


    Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.
    PAVESE FESTIVAL 2021
    XXI edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Santo Stefano Belbo

    con contributi inediti di: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino


    Quattro giornate per celebrare Cesare Pavese nel suo paese natale: a Santo Stefano Belbo, da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021, torna l’appuntamento con il Pavese Festival, la rassegna tra musica, arte, teatro e libri che ogni anno invita grandi protagonisti del panorama culturale italiano a dialogare con lo scrittore, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate.

    Ospiti dell’edizione 2021 saranno: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino, ciascuno presente con un contributo inedito ideato appositamente per il Pavese Festival. Il filo conduttore del festival - per il secondo anno consecutivo chiamato a confrontarsi con le sfide della pandemia - è la frase che Cesare Pavese fa pronunciare a Odisseo in uno dei Dialoghi con Leucò: Quello che cerco l’ho nel cuore, come te. Un invito all’ascolto interiore per tornare alla propria verità, dopo un lungo periodo di inquietudini e incursioni nell’ignoto.


    L’edizione 2021 si apre giovedì 9 settembre con la presentazione di una nuova proposta editoriale curata da Marcello Fois e realizzata da Fondazione Cesare Pavese ed Emons: l’audiolibro dei Dialoghi con Leucò, interpretati da Michela Cescon, Paolo Cresta, Alessandro Curti, Marcello Fois, Iaia Forte e Neri Marcorè e accompagnati dalle musiche di Gavino Murgia, in uscita proprio il 9 settembre, compleanno di Cesare Pavese, nella nuova collana Double face. Alle ore 18.30 sul palco di Piazza Umberto I, Marcello Fois racconterà il progetto e leggerà insieme ad Aldo Delaude alcuni brani dell’opera, con l’accompagnamento musicale di Gabriele Fioritti. A seguire, alle ore 21.30, la prima nazionale del recital di Alessandro Preziosi ispirato al romanzo La luna e i falò, nell’adattamento di Tommaso Mattei e con le musiche di Ezio Bosso. Lo spettacolo si sofferma sui punti focali del noto “romanzo del ritorno”, teso tra la dimensione dell’infanzia e la visione nitida della tanto auspicata maturità, evidenziandone la tensione verso la poesia e allo stesso tempo l’intimo sforzo verso uno stile nuovo. La performance si impegna a restituire il logorio di cui Pavese soffriva da tempo, con grande rispetto e attenzione alla lingua del romanzo.

    Venerdì 10 settembre alle ore 18.30 la Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, nel centro storico di Santo Stefano Belbo, ospiterà l’inaugurazione della mostra “Fascinazioni mitologiche: D’Annunzio e Pavese” del pittore, scultore e incisore siciliano Concetto Fusillo. Un viaggio tra antico e contemporaneo in cui - accostando i mondi poetici dell’Alcyone e dei Dialoghi con Leucò - l’artista ricostruisce i paesaggi, le storie, le mitologie e i percorsi della memoria in cui rintracciare le nostre radici concettuali. A seguire, alle ore 21.30, il palco di Piazza Umberto I tornerà a ospitare uno degli storici protagonisti del Pavese Festival, Neri Marcorè, che quest’anno presenterà un tributo ai Dialoghi con Leucò, accompagnato dalle note di Domenico Mariorenzi. I testi selezionati, intervallati da una serie di brani di cantautori italiani, sono i dieci scelti per Dialoghi con Leucò come non li hai mai ascoltati, il podcast che la Fondazione Cesare Pavese ha inaugurato nei mesi scorsi in collaborazione con Lessonpod.

    Il programma di sabato 11 settembre si apre alle ore 11 con la presentazione del libro Ciò che nel silenzio non tace, opera d’esordio della scrittrice Martina Merletti edita da Einaudi e scelta dal gruppo di lettura condivisa...
    15 min

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