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  • Mario De Caro "Festival Filosofia"
    Mario De Caro
    "Festival Filosofia"
    https://www.festivalfilosofia.it/




    Festival Filosofia
    Sabato 18 settembre 2021, ore 10:00
    Lectio Magistralis di Mario De Caro
    "Variazioni sul libero arbitrio"
    Agenti liberi ed enti naturali
    prenota il tuo posto: https://www.festivalfilosofia.it/


    Mario De Caro, Giuseppe Lavazza, Giuseppe Sartori
    "Siamo davvero liberi?"
    Le neuroscienze e il mistero del libero arbitrio
    Codice Edizioni
    https://www.codiceedizioni.it/
    La libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci sembra spesso il più naturale e incontrovertibile dei dati. Recenti osservazioni sperimentali, tuttavia, sembrano suggerire che noi acquisiamo consapevolezza delle nostre intenzioni di agire solo dopo che il comando cerebrale del movimento è già partito. Parrebbe dunque che, in linea di principio, le nostre scelte possano essere previste da un osservatore esterno prima che noi le compiamo. Ma questo non indica forse che l'idea di libertà e quella di responsabilità morale che ne dipende sono soltanto illusioni? In realtà non è detto che sia così. La discussione sul libero arbitrio, uno dei misteri più antichi e affascinanti del pensiero umano, è infatti ancora aperta, e oggi vede l'appassionata partecipazione non solo dei filosofi ma anche di neurobiologi, psicologi e scienziati cognitivi. In questo volume alcuni dei massimi esperti italiani e internazionali analizzano il contributo che a tale dibattito, rilevante per le sue conseguenze sociali e politiche, offrono le sorprendenti e controverse acquisizioni delle scienze





    Mario De Caro
    "Realtà"
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/
    La riflessione sull'idea di realtà è iniziata con la nascita della filosofia e continua da allora. Sul finire del Novecento, però, ha conosciuto un periodo di oblio dovuto al successo delle filosofie legate alla cosiddetta «svolta linguistica». Ma oggi la realtà è tornata e, come il fantasma del Commendatore alla fine del Don Giovanni, ci ricorda di questioni che non si possono ignorare. Per giudicare della realtà esterna dobbiamo fidarci dei sensi o della scienza? I colori, i suoni, gli odori esistono davvero o sono solo un prodotto interno alla nostra mente? Oltre agli oggetti materiali, esistono anche quelli immateriali, come le menti, i numeri e il tempo? E che statuto hanno i giudizi estetici e morali? Mario De Caro, con uno stile chiaro e accessibile anche ai non addetti ai lavori, ci aiuta a rispondere a queste domande. Lo fa introducendoci al «realismo ordinario» – che predilige la testimonianza dell'esperienza percettiva a quella della scienza –, facendoci dialogare con il «realismo scientifico» – secondo cui il mondo contiene soltanto le cose che le scienze naturali possono descrivere e spiegare – e approdando infine a una terza forma di realismo: il «naturalismo liberalizzato», che ammette l'esistenza (e la necessità) di una pluralità di chiavi di accesso a una realtà che è irriducibilmente complessa e variegata.


    Mario De Caro è professore di Filosofia morale presso l’Università Roma Tre. Insegna anche presso la Tufts University. Si occupa di filosofia morale, di libero arbitrio, di teoria dell’azione e storia della scienza. Più di recente si interessa della teoria del “naturalismo liberale”. È Associate editor del “Journal of the American Philosophical Association” e di “Ancient Philosophy Today”. Collabora con “Il Sole 24 Ore”, e ha scritto per “The Times”, “la Repubblica”, “La Stampa” e “il manifesto”. Con Maurizio Ferraris e Achille Varzi, ha condotto tre serie di “Zettel - Filosofia in movimento”...
    20 min
  • Pier Luigi Vaccaneo "Pavese Festival"
    Pier Luigi Vaccaneo
    "Pavese Festival"
    https://fondazionecesarepavese.it/pavese-festival/


    Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.
    PAVESE FESTIVAL 2021
    XXI edizione, da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Santo Stefano Belbo

    con contributi inediti di: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino


    Quattro giornate per celebrare Cesare Pavese nel suo paese natale: a Santo Stefano Belbo, da giovedì 9 a domenica 12 settembre 2021, torna l’appuntamento con il Pavese Festival, la rassegna tra musica, arte, teatro e libri che ogni anno invita grandi protagonisti del panorama culturale italiano a dialogare con lo scrittore, le sue opere e i luoghi che le hanno ispirate.

    Ospiti dell’edizione 2021 saranno: Marcello Fois, Alessandro Preziosi, Neri Marcorè, Omar Pedrini, Colapesce e Dimartino, ciascuno presente con un contributo inedito ideato appositamente per il Pavese Festival. Il filo conduttore del festival - per il secondo anno consecutivo chiamato a confrontarsi con le sfide della pandemia - è la frase che Cesare Pavese fa pronunciare a Odisseo in uno dei Dialoghi con Leucò: Quello che cerco l’ho nel cuore, come te. Un invito all’ascolto interiore per tornare alla propria verità, dopo un lungo periodo di inquietudini e incursioni nell’ignoto.


    L’edizione 2021 si apre giovedì 9 settembre con la presentazione di una nuova proposta editoriale curata da Marcello Fois e realizzata da Fondazione Cesare Pavese ed Emons: l’audiolibro dei Dialoghi con Leucò, interpretati da Michela Cescon, Paolo Cresta, Alessandro Curti, Marcello Fois, Iaia Forte e Neri Marcorè e accompagnati dalle musiche di Gavino Murgia, in uscita proprio il 9 settembre, compleanno di Cesare Pavese, nella nuova collana Double face. Alle ore 18.30 sul palco di Piazza Umberto I, Marcello Fois racconterà il progetto e leggerà insieme ad Aldo Delaude alcuni brani dell’opera, con l’accompagnamento musicale di Gabriele Fioritti. A seguire, alle ore 21.30, la prima nazionale del recital di Alessandro Preziosi ispirato al romanzo La luna e i falò, nell’adattamento di Tommaso Mattei e con le musiche di Ezio Bosso. Lo spettacolo si sofferma sui punti focali del noto “romanzo del ritorno”, teso tra la dimensione dell’infanzia e la visione nitida della tanto auspicata maturità, evidenziandone la tensione verso la poesia e allo stesso tempo l’intimo sforzo verso uno stile nuovo. La performance si impegna a restituire il logorio di cui Pavese soffriva da tempo, con grande rispetto e attenzione alla lingua del romanzo.

    Venerdì 10 settembre alle ore 18.30 la Chiesa dei S.S. Giacomo e Cristoforo, nel centro storico di Santo Stefano Belbo, ospiterà l’inaugurazione della mostra “Fascinazioni mitologiche: D’Annunzio e Pavese” del pittore, scultore e incisore siciliano Concetto Fusillo. Un viaggio tra antico e contemporaneo in cui - accostando i mondi poetici dell’Alcyone e dei Dialoghi con Leucò - l’artista ricostruisce i paesaggi, le storie, le mitologie e i percorsi della memoria in cui rintracciare le nostre radici concettuali. A seguire, alle ore 21.30, il palco di Piazza Umberto I tornerà a ospitare uno degli storici protagonisti del Pavese Festival, Neri Marcorè, che quest’anno presenterà un tributo ai Dialoghi con Leucò, accompagnato dalle note di Domenico Mariorenzi. I testi selezionati, intervallati da una serie di brani di cantautori italiani, sono i dieci scelti per Dialoghi con Leucò come non li hai mai ascoltati, il podcast che la Fondazione Cesare Pavese ha inaugurato nei mesi scorsi in collaborazione con Lessonpod.

    Il programma di sabato 11 settembre si apre alle ore 11 con la presentazione del libro Ciò che nel silenzio non tace, opera d’esordio della scrittrice Martina Merletti edita da Einaudi e scelta dal gruppo di lettura...
    19 min
  • Renata Colorni "Il mestiere dell'ombra"
    Renata Colorni
    "Il mestiere dell'ombra"
    Tradurre letteratura
    Edizioni Henry Beyle
    http://www.henrybeyle.com/


    Babel Festival, Bellinzona
    Venerdì 10 settembre 2021
    "Il mestiere dell'ombra"
    con Renata Colorni e Ilide Carmignani
    https://www.babelfestival.com/



    "Il mestiere dell'ombra"
    Premio della Fondazione Capalbio alla traduzione

    Un testo autobiografico nel quale Renata Colorni racconta i molti versanti e le diverse stagioni della sua professione di traduttrice e curatrice di opere in lingua tedesca, fino all'approdo alla guida dei Meridiani con i quali ha chiuso la sua prestigiosa carriera editoriale. Il testo è corredato da una serie di immagini applicate a mano che riproducono le copertine dei libri di alcuni degli autori sui quali da traduttrice Renata Colorni ha lavorato con passione, da Thomas Bernhard e Friedrich Dürrenmatt a Elias Canetti e Thomas Mann, affiancate da brani di questi scrittori da lei stessa tradotti.

    Figlia del patriota e antifascista Eugenio Colorni (1909-1944), di madre tedesca, si laurea in filosofia medievale e collabora con l’Università degli Studi di Milano. Dalla fine degli anni Sessanta inizia a lavorare nell’editoria, curando per Franco Angeli varie collane accademiche e per Boringhieri la traduzione delle Opere di S. Freud. A lei si devono inoltre le versioni dal tedesco di molti tra gli autori più significativi del Novecento letterario, come Thomas Bernhard, Elias. Canetti, e Friedrich Dürrenmatt. Dal 1995 al 2020 dirige la collana I meridiani per Mondadori. Per le eleganti traduzioni e curatele ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Grinzane Cavour (1995) e il Premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei (2007). Nel 2020 ha pubblicato Il mestiere dell’ombra. Tradurre letteratura (Edizioni Henry Beyle).





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    https://ilpostodelleparole.it/
    18 min
  • Fabrizio Boscaglia "iL ritorno dell'anima"
    Fabrizio Boscaglia
    "Il ritorno dell'anima"
    Giuliano Ladolfi Editore
    https://www.ladolfieditore.it/



    «Lo scrivere di Fabrizio Boscaglia ha il passo lento della meditazione, la dolcezza della cura, la potenza discreta della luce del mattino che arriva e spalanca lo sguardo su ciò che avanza della notte» (Luca Pizzolitto).

    "In quell'attimo, in cui
    ci siamo amati per sempre,
    non mi sono accorto
    d'averti appena perduta."


    "Maestro,
    dai tuoi occhi
    un invito
    cresce."


    Fabrizio Boscaglia è nato a Torino nel 1981 e vive a Lisbona, in Portogallo.
    Ricercatore e docente al dipartimento di Studi Religiosi dell’Università Lusofona, studia i dialoghi tra la cultura portoghese e quella islamica.
    Sulle rive del fiume Tago, ha curato l’edizione di manoscritti e poesie di Fernando Pessoa.
    Ha all’attivo numerosi saggi, conferenze ed eventi culturali. Ha curato mostre alla Biblioteca Nazionale del Portogallo e ha collaborato col Museo Calouste Gulbenkian.
    È marito e padre, figlio e fratello.
    Il ritorno dell’anima, sua prima raccolta poetica, riunisce versi scritti nel transito tra gioventù e adultità, in un percorso intimo, non privo di apparenti deviazioni, che col tempo lo ha portato a incontrare la via spirituale del Sufismo.
    Scrive per ricordarsi di vedere e per riconciliarsi col Reale.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    21 min
  • Anna Villari "Fellini Museum"
    Anna Villari
    "Fellini Museum"
    Rimini
    https://www.fellinimuseum.it/



    “Nulla si sa, tutto si immagina”
    Federico Fellini, La Voce della Luna, 1990


    Il Fellini Museum non intende interpretare il cinema del regista riminese come opera in sé conclusa, come sacrario o omaggio alla memoria, ma esalta l’eredità culturale di uno dei più illustri registi della storia del cinema, che a Rimini ha avuto i natali nel 1920. Il Fellini Museum è un museo del cinema che mette al centro di tutto l’opera del grande regista, la sua arte, con oltre cinque ore di estratti di film composti in un allestimento immersivo e partecipativo che rende il visitatore protagonista della sua stessa visita. Un repertorio audiovisivo unico, proposto come un percorso nel flusso creativo dell’opera di Fellini, cui si affianca una importante sezione documentale con i disegni di scena originali, gli abiti di Danilo Donati, oggetti e fotografie, i taccuini di Nino Rota. Ma il Fellini Museum è anche un “museo che esce dal museo”, agendo su più fronti e superando i suoi stessi luoghi: accende la macchina dell’immaginazione e riunisce in un unicum concettuale e spaziale, con la Piazza Malatesta, dando vita a un percorso composito di narrazioni partecipate in una esperienza immersiva e diffusa. Il ‘dialogo’ tra spazi interni ed esterni che caratterizza il Fellini Museum è senza soluzione di continuità, in cui creatività e immaginazione contaminano positivamente Rimini e il suo cammino nel presente e nel futuro, come chiave di accesso al mondo del «tutto si immagina».

    Il progetto è parte di una più ampia azione di rinnovamento infrastrutturale e di valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico della città e del suo centro storico, che ha visto in precedenza altre realizzazioni importanti come il restauro del Teatro Galli, il PART – Palazzi dell’Arte di Rimini e porta a compimento una strategia complessiva di valorizzazione della città che ne sta ridisegnando l’immagine e il futuro.

    IL FELLINI MUSEUM
    Se l’unico vero realista è il visionario, Federico Fellini merita di essere divulgato attraverso una visione realistica del patrimonio ideale e materiale che ha condiviso con il mondo. Il progetto di dedicare un museo alla sua figura nasce, infatti, con l’intento di restituirne e interpretarne l’opera come chiave per connettere tradizione e contemporaneità, mostrando la bellezza che dal suo pensiero e dalla sua arte si espande, fonte d’ispirazione e ricchezza diffusa.

    Il Fellini Museum si dipana lungo tre punti cardine del centro storico di Rimini, mettendo in connessione diverse realtà in un’unica vocazione di trasmissione del sapere e della scintilla creativa che fu del grande regista italiano. I tre assi interessati sono: Castel Sismondo, la rocca del Quattrocento al cui progetto contribuì Filippo Brunelleschi; Palazzo del Fulgor, un edificio di origine settecentesca, dove a piano terra ha sede il Fulgor, leggendario cinema immortalato in Amarcord e ora riallestito con le scenografie progettate dal tre volte Premio Oscar Dante Ferretti; e Piazza Malatesta, una grande area urbana, con porzioni a verde, arene per spettacoli, installazioni artistiche, un immenso velo d’acqua a rievocare l’antico fossato del castello e una grande panca circolare che, come nel finale di 8½, vuole essere un inno alla vita, alla solidarietà, alla voglia di stare assieme.




    Foto: Lorenzo Burlando

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    27 min
  • Pina Totaro "Festival Filosofia"
    Pina Totaro
    "Trattato Teologico-Politico" di Baruch Spinoza
    Festival Filosofia
    https://www.festivalfilosofia.it/

    Festival Filosofia
    Carpi, Venerdì 17 settembre 2021, ore 10:00
    la lezione dei classici
    Pina Totaro "Trattato Teologico-Politico" di Baruch Spinoza
    prenota il tuo posto: https://www.festivalfilosofia.it/


    Vissuto in un’età intollerante e fanatica, dilaniata da conflitti che lasciarono tracce dolorose anche sulla sua storia personale e familiare, bandito nel 1656 dalla comunità ebraica di Amsterdam con una scomunica densa di esecrazioni durissime, Baruch Spinoza, indefesso paladino della libertà di “filosofare e ricercare”, non ha mai smesso di affascinare nei secoli lettori di ogni genere, avvinti dalle sue teorie filosofiche così come dalla sua controversa figura, spesso avvolta dalla leggenda e da un romanticismo di maniera. Uomo di cultura vasta e profonda, partecipò ai grandi dibattiti religiosi e sociali del suo tempo, manifestando negli scritti l’esigenza di una radicale secolarizzazione della teologia tradizionale; esigenza che non poteva accordarsi in nessun modo con l’ortodossia, ebraica o cristiana. Spinoza non fu però un teorico dell’ateismo: se è vero che nessun Dio della trascendenza e della religione rivelata trova spazio nel suo sistema, vi è un Dio in Spinoza, il Deus sive Natura, che si manifesta nel mondo attraverso il linguaggio della ragione, nelle leggi della natura e della società. Viene presentata in questo volume quella che è sicuramente l’opera più importante del filosofo olandese, apparsa postuma nel 1677, l’Ethica ordine geometrico demonstrata, insieme all’unico libro pubblicato lui vivente, il Tractatus theologico-politicus, manifesto contro ogni fanatismo. Nell’epoca dei roghi e dell’Inquisizione, il pensiero di Spinoza appare in tutta la sua dirompente radicalità.



    Pina Totaro è Primo Ricercatore presso l’Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee (ILIESI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), con incarichi d’insegnamento di Storia della filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Le sue aree di ricerca vertono su scienza e filosofia dal Rinascimento all’Illuminismo, sulla storia del pensiero teologico-politico moderno, sulla storia del lessico e della terminologia di cultura, sul Cartesianesimo e lo Spinozismo tra XVII e XX secolo. Tra le sue pubblicazioni: Spinoza. Tractatus theologico-politicus –Trattato teologico-politico (a cura di, Napoli 2007); Spinoza. Opera posthuma. Amsterdam 1677 (a cura di, Macerata 2008); «Instrumenta mentis». Contributi al lessico filosofico di Spinoza (Firenze 2009); Tradurre filosofia. Esperienze di traduzione di testi filosofici del Seicento e Settecento (Firenze 2011); The Vatican manuscript of Spinoza’s «Ethica» (con L. Spruit, Leiden-Boston 2011); «Sphaera». Forma, immagine e metafora tra Medioevo ed età moderna (con L. Valente, a cura di, Firenze-Roma 2012); Spinoza. Compendio di Grammatica Ebraica (con M. Gargiulo, Firenze 2013); Tullio Gregory e l’ILIESI (Roma 2019); Il sogno tra tarda antichità e età moderna (con C. Buccolini, a cura di, Roma 2020); Quatre Enquêtes sur Spinoza (Paris 2021).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    31 min
  • Pietro Adamo "Hard core: istruzioni per l'uso"
    Pietro Adamo
    "Hard Core: istruzioni per l'uso"
    Sessuopolitica e porno di massa
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/


    La pornografia continua a impattare sulla società occidentale con forza inusitata. È dalla fine degli anni ’60, quando è diventata di massa, che tocca, influenza e persino modifica i comportamenti sessuali, le relazioni di genere, l’immaginario erotico nel suo complesso. Per questi motivi se ne sono interessati miriadi di studiosi, producendo una bibliografia immensa. Pietro Adamo, uno dei veterani italiani dei “Porn Studies”, polemizza con lo stile di tali saggi, del tutto ignari delle pratiche sociali e culturali che fanno della pornografia un genere popolare di grande consumo. Leggendo l’hard core all’incrocio tra l’istanza di emancipazione sessuale dalla morale tradizionale che lo ha ispirato, sin dai suoi esordi a inizio ’500, e la sua inerente sessuopolitica, tarata sull’occhio maschile e orientata alla subordinazione femminile, Adamo scende negli inferi del porno “vero”, discutendo tendenze e scuole, assetti produttivi e autori, presenza e assenza della donna, passando dai primi filmini in Super8 ai successi sul grande schermo, dall’avvento della videocassetta all’affermazione dell’hard in rete, scavando nelle sue motivazioni, nelle sue ragioni d’essere, nelle sue oscillazioni culturali e politiche.


    Pietro Adamo insegna Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Torino. Si occupa della cultura politica del protestantesimo radicale, della storia della tradizione libertaria e del percorso delle controculture. Trai suoi ultimi libri: L’anarchismo americano nel Novecento (2016) e William Godwin e la società libera (2017). Sul fenomeno hard core ha scritto La pornografia e i suoi nemici (1996) e Il porno di massa (2004).



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    35 min
  • Tommaso Ghidini "Homo caelestis"
    Tommaso Ghidini
    "Homo Caelestis"
    L'incredibile racconto di come saremo
    Longanesi
    https://www.longanesi.it/


    Tommaso Ghidini al Festival della Mente, Sarzana



    «Forse la benedizione più grande che si possa ricevere è scoprire giovanissimi qual è quella passione che ci brucia dentro come una febbre. Un motore nucleare personalissimo che produce speranza, fiducia, ottimismo senza lasciare scorie radioattive. È quel momento perfetto in cui siamo sospesi tra chi siamo e chi diventeremo, trasformati e modellati dall’argilla prodigiosa dei nostri sogni, perché l’amore è ambizioso. Ha programmi grandiosi per noi, dobbiamo solo assecondarlo senza mai abbandonare quel credo.»

    Tommaso Ghidini, da vent’anni coinvolto nei più prestigiosi programmi aerospaziali al mondo e alto funzionario dell’Agenzia Spaziale Europea, quella passione l’ha scoperta molto presto: il volo. L’irresistibile attrazione per quello spazio senza confini che è il cielo, sottile congiunzione tra la Terra e le stelle, ha plasmato la sua esistenza. Ghidini oggi ha occhi che vedono il futuro più da vicino di molti altri. Perché lui, quel futuro, lo sta costruendo da tempo e sa che l’uomo del nuovo millennio impianterà una stazione sulla Luna, andrà su Marte, varerà i voli interplanetari e varcherà la frontiera che ci divide dallo spazio profondo. L’uomo del nuovo millennio avrà un rapporto del tutto nuovo con il cosmo in cui viviamo: l’Homo sapiens sapiens è pronto per diventare Homo cælestis.
    Attraverso una suggestiva riflessione che ci condurrà lungo l’intero arco di vita di un essere umano – dal concetto di nascita a quello di morte, dall’idea di libertà a quella di amore – Ghidini racconta con lucidità visionaria, eccezionale passione e assoluta competenza il rapporto profondo di attrazione e sfida che lega da sempre l’uomo e lo spazio. La sua esplorazione, mentre tocca i misteri più affascinanti dell’Universo, ci svela molto di noi e della nostra storia, proiettandoci al tempo stesso verso un futuro che attraverso le sue parole sembra quasi di poter toccare con mano.





    Da Homo sapiens a Homo caelestis: l’alba di una nuova era

    Oggi siamo all’alba di una nuova era. Grazie alla loro visionarietà, combinata alla concretezza e alla capacità di organizzazione, i Sapiens hanno la possibilità di portare la propria vita, la propria cultura, i propri ideali, perfino i propri amori, là dove la vita non esiste. Siamo noi gli alieni che ambiscono a diventare una specie multiplanetaria, varcando il sottile confine della nostra atmosfera e mettendo piede nell'universo infinito delle possibilità. L’homo sapiens si trasformerà in homo caelestis non solo attraverso le tecnologie e le scoperte scientifiche che la corsa allo spazio ci regala, ma soprattutto per mezzo di una nuova consapevolezza di noi che l’indagine del cosmo e degli altri mondi dello spazio ci permette di acquisire. Riusciremo a volerlo fino in fondo?


    Tommaso Ghidini è a capo della Divisione di Strutture, meccanismi e materiali dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Con laboratori e centri di calcolo di fama e livello mondiale, la Divisione garantisce l’integrità strutturale dell’intera gamma di programmi e missioni spaziali dell’ESA. Collabora anche con il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, dove ha tenuto il primo corso europeo sulla stampa 3D di componenti per lo spazio. Portavoce ufficiale dell’ESA, è attivissimo nella divulgazione scientifica e tiene speech apprezzati in tutto il mondo. Parallelamente alle sue attività istituzionali, coltiva incessantemente la grande passione per il volo. A settembre esce il suo primo libro, Homo Caelestis. L’incredibile racconto di come saremo (Longanesi).


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    18 min
  • Giulia Pompili "Sotto lo stesso cielo"
    Giulia Pompili
    "Sotto lo stesso cielo"
    Giappone, Taiwan e Corea. I rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/




    Fuori Luogo Biella, Festival
    Giulia Pompili, dialoga con Cora Ranci su "Ustica. Una ricostruzione storica" Laterza Editori
    Sabato 4 settembre 2021, ore 15:00
    https://www.fuoriluogobiella.it/



    «Una mattina ci siamo svegliati e il Secolo asiatico era diventato il Secolo cinese.» La nuova rivalità tra America e Cina, l’aggressiva politica di Xi Jinping spesso ci portano a vedere l’Asia come un’estensione di Pechino, che fagocita e ruba la scena alle nazioni che la circondano. Eppure il ritorno del Dragone sulla scena mondiale, in buona parte, dipende proprio da loro, dalle economie più sviluppate cui la Cina è legata in modo indissolubile. Non esiste Pechino senza Taipei, non esiste Pechino senza Seul, ma soprattutto non esiste Pechino senza Tokyo. La vicinanza geografica, culturale e storica rende praticamente impossibile interpretare i fatti asiatici di oggi – e di conseguenza quelli americani, europei, mondiali – senza conoscere che cosa succede al di là dei confini del Celeste impero.

    In Asia orientale, infatti, c’è «un clima di eccitante evoluzione, una trasformazione contagiosa». Taiwan inizia a farsi conoscere come un’isola di diritti, di sviluppo, di istruzione, ed è il posto dove trovare la tecnologia più avanzata. In Corea del Sud si può osservare da vicino il sogno di una democrazia che si trasforma in una superpotenza tech e che, con la sua musica e i suoi film, va alla conquista dei grandi festival internazionali, dagli Oscar ai Grammy Awards. Il Giappone, nonostante abbia alle spalle vent’anni di stagnazione economica, ancora oggi in Asia rappresenta l’eccellenza, la raffinatezza, il modello di sviluppo culturale ideale.

    Attingendo non solo alla storia e ai fatti più recenti, ma anche agli incontri, alle esperienze, ai dialoghi avuti durante i suoi numerosi reportage, la giornalista del «Foglio» Giulia Pompili dedica un libro all’«altra» Asia, ovvero a quella che Cina non è. E da questa prospettiva, globale e personale insieme, mescolando politica, costume e aneddoti, ci racconta il disgelo tra le due Coree, il rilancio del Giappone di Shinzo Abe, il crescente soft power di Seul, l’isola ribelle di Taiwan, ma anche la divisione generazionale e le discriminazioni presenti in queste società ancora fortemente patriarcali. Con la consapevolezza che «l’Asia orientale è un posto complicato, dove il passato torna costantemente nelle cronache contemporanee, dove anche mangiare un gamberetto può essere un atto politico. Ma è l’unico luogo da cui partire per capire lo scontro globale tra America e Cina, e magari trovare una terza via tra due modelli distantissimi».


    Giulia Pompili è giornalista del «Foglio» dal 2010, dove segue soprattutto le notizie dell'Asia orientale, tra Giappone, Cina, le Coree e Taiwan. Dal 2017 è autrice della newsletter «Katane», la prima in italiano sulle vicende asiatiche. È terzo dan di kendo



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    https://ilpostodelleparole.it/
    16 min
  • Annalisa Bruchi "Festival della Tv e dei nuovi media"
    Annalisa Bruchi
    "Festival della TV e dei nuovi media"
    Dogliani, Cuneo
    https://festivaldellatv.it/

    Annalisa Bruchi
    Giornalista e conduttrice televisiva


    Nata a Siena, dopo una laurea con lode presso la facoltà di Giurisprudenza, si trasferisce a Londra e prosegue la sua formazione con un Master alla London School of Economics and Political Science. In questi anni lavora come ricercatrice in Relazioni Internazionali presso il Public Record Office di Londra e come Analista di Credito all’Italian International Bank di Londra.

    Giornalista professionista approda alla Rai nel 1997 nella struttura Format diretta da Giovanni Minoli dove collabora a Mixer. Poi il Maurizio Costanzo Show dove si occupa di approfondimenti di economia, politica e cronaca finanziaria.

    Nel 2005 torna in RAI dove collabora nuovamente con la struttura di Giovanni Minoli (diventato direttore di Rai Educational) e nei suoi programmi, da Economix a La storia siamo noi.

    Nel 2009 debutta come conduttrice e autrice, con il programma Big-La via del cuore e della ragione, in onda su Rai3 per tre stagioni poi, in occasione dei festeggiamenti del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, scrive e conduce Fratelli d’Italia in onda su Rai2.

    Dal 2013 va in onda sempre su Rai2 il programma economico 2Next-Economia e Futuro da lei condotto e curato che verrà confermato per quattro stagioni, con importanti riscontri di pubblico e critica, poi arriva la conduzione di Night Tabloid e dal gennaio di quest’anno quella di Povera Patria il programma settimanale d’informazione e approfondimento politico di Rai2, affiancata da Aldo Cazzullo e Alessandro Giuli.

    Da quattro anni le è affidata la telecronaca del Palio di Siena.



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    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    6 min

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Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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