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  • Alessandra Scali "Nel nome del figlio" Bjorn Larsson
    Alessandra Scali
    traduttrice
    "Nel nome del figlio"
    Bjorn Larsson
    Iperborea
    https://iperborea.com/

    Cosa significa vivere senza padre e convivere con pochi ricordi del passato, senza radici e nessuna voglia di trovarne di nuove? Björn Larsson firma un intimo e doloroso omaggio al padre prematuramente scomparso.



    27 agosto 1961. A Skinnskatteberg, nella Svezia centrale, una piccola barca a motore carica di sei uomini e due bambini prende il largo nel lago Nedre Vätter durante una gara di pesca. Un altro bambino, figlio dell’elettricista Bernt Larsson, non ha voluto accompagnare a bordo il padre ed è tornato a casa. A notte fonda lo sveglia un grido disperato: la zia ha saputo che la barca è stata ritrovata capovolta e i passeggeri sono dispersi. Gli otto corpi vengono poi recuperati, ma la dinamica dell’incidente resterà per sempre oscura. A Skinnskatteberg tutti piangono le vittime, tutti tranne il figlio di Bernt: lui per la morte del padre riesce a provare soltanto sollievo. Com’è possibile? Dopo molti anni quel bambino è diventato uno dei più importanti scrittori svedesi, ma ai personaggi delle sue storie non ha mai dato una famiglia, dei parenti, un passato, e si accorge di aver sempre vissuto da orfano, guardando più avanti che indietro. Di certo non ha mai rimpianto il padre, del quale ha solo una manciata di ricordi. Ma cosa significa, per lui e per chiunque, vivere senza radici e senza desiderarne? Tra dubbi e vuoti di informazioni, ha inizio la ricognizione di un legame di sangue, destinata a fare di quel padre solo la proiezione di un figlio. Sfilano, in questa indagine in bilico tra biografia e autobiografia, e tra narrazione pura e divagazioni scientifico-filosofiche, i grandi scrittori del passato che Björn Larsson ha letto e studiato, da Harry Martinson a Per Olov Enquist, da Marcel Proust all’amatissima Simone de Beauvoir, contribuendo a restituire, insieme al ritratto impossibile di un padre, una riflessione sulla memoria, sull’identità e sulla libertà.



    Björn Larsson, nato a Jönköping nel 1953, docente di letteratura francese all'Università di Lund, filologo, traduttore, scrittore e appassionato velista, è uno degli autori svedesi più noti anche in Italia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Grinzane Biamonti, Premio Elsa Morante, Premio internazionale cultura del mare, Premio Boccaccio Europa e il prestigioso Prix Médicis in Francia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati in Italia da Iperborea, La vera storia del pirata Long John Silver, Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati, I poeti morti non scrivono gialli e L'ultima avventura del pirata Long John Silver.




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    20 min
  • Alessandra Comazzi "Festival della tv e dei nuovi media"
    Alessandra Comazzi
    "Festival della tv e dei nuovi media"
    Dogliani (Cuneo)
    https://festivaldellatv.it/

    Il Festival è ideato e organizzato da IL – Idee al Lavoro srl in collaborazione con Dogliani Eventi, associazione culturale che raccoglie le forze civili e imprenditoriali del territorio.

    Il Festival è nato da un’idea di Federica Mariani.


    Quello che è stato e quello che sarà: una riflessione sul tempo in cui stiamo vivendo.

    E’ stato sufficiente così poco tempo, seppure travolti da un evento così epocale, per far sì che i valori della società civile risultino totalmente stravolti?

    Alla fine di tutto saremo “migliori” o “peggiori”? Più consapevoli o più temerari?

    Ripensiamo a quello che è successo, ma ripensiamo soprattutto all’idea stessa di noi: dove si dirige la nuova volontà generale? Verso l’appropriazione di una dimensione condivisa e consapevole volta al bene comune, oppure verso la pretesa illusoria di salvarsi chiudendosi in un perimetro sempre più autoreferenziale, asfittico e individuale?

    Siamo davvero all’inizio del fiorire di una nuova società oppure, come diceva Eliot, “il mondo finisce così: non con il rumore di un’esplosione, ma con un fastidioso piagnisteo”?

    Beh, dipende solamente da noi. Ripensiamoci.



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    12 min
  • Roberto Lasagna "Nanni Moretti"
    Roberto Lasagna
    "Nanni Moretti"
    Il cinema come cura
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/


    Da Io sono un autarchico a Tre piani, il cinema di Nanni Moretti ci invita a superare i nostri schemi mentali attraverso alcuni dei film più originali e disarmanti prodotti in Italia dagli anni Settanta a oggi. Dalle ossessioni dell’alter ego Michele Apicella a quelle di un autore maturo che continua a interrogare lo spettatore in opere calate dentro le esitazioni di un neoeletto Papa in crisi, di una regista in scacco esistenziale, dei condomini di una palazzina romana ispirata alle pagine dello scrittore Eshkol Nevo. Tutto il cinema di Moretti come percorso di rivendicazione di una crisi che è motivo di autoanalisi, per l’autore e per lo spettatore



    “Curarsi con il cinema, seguendo un autore che ci parla di insofferenze e di punti di vista sulle relazioni; un autore mai imparziale, che ci invita a mettere in discussione i nostri schemi mentali anche quando sembra volerci far soprattutto sorridere. Il suo cinema ci dice di noi in molti modi, ridesta il nostro bisogno di reagire, di essere osservatori attivi del nostro tempo. Curarsi per riprendere, con il cinema, un discorso magari interrotto tra le intemperie delle vicende storiche ed esistenziali, portando alla luce grazie all’esperienza trasformativa che il linguaggio dei film favorisce e riflette. Motivati da una tensione interiore, quella comune a Nanni Moretti, la cui passione civile e il cui attivismo politico sono espressione di una partecipazione intensa, sentita (…) nel percorso di Moretti è possibile rivedersi, cambiati, segnati dal tempo, immutati e diversi, feriti ma ancora vigili e non piegati. Un atteggiamento che è autenticamente schietto, sin dalle intemperanze dei primi lungometraggi, dove l’autore trova lo slancio per offrire la coerenza di chi evita costantemente qualunque posa che lo renderebbe conciliante o simpatico”.

    Roberto Lasagna, saggista e critico, è stato per quindici anni tra i collaboratori della rivista “Duellanti” ed è tra i fondatori della casa editrice Falsopiano. Laureato in Filosofia con una tesi in Estetica del cinema, è autore di brillanti saggi sul cinema e sui registi, tra i quali: Martin Scorsese (1998), America perduta. I film di Michael Cimino (1998), Wenders Story. Il cinema, il mito (1998), Russ Meyer (2000), Al Pacino (2000), Lars Von Trier (2003), Steven Spielberg (2006), I film di Dario Argento (2009), Walt Disney. Una storia del cinema (2011).



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    33 min
  • Edoardo Faletti "Il Festival di Emergency"
    Edoardo Faletti
    "Il Festival di Emergency"
    Reggio Emilia, dal 3 al 5 settembre 2021
    https://www.emergency.it/festival/

    “La cura”, il Festival di EMERGENCY.
    Reggio Emilia, 3-4-5 settembre
    Tre giorni di incontri su salute, uguale e diseguale, ma anche guerra – con l’analisi e le testimonianze della crisi in Afghanistan, migrazioni, lavoro, scienza, ambiente. La cura come diritto e valore fondamentale per ricostruire il senso del vivere comune: sarà questo il filo conduttore del Festival 2021 di EMERGENCY.


    Quali sono le condizioni politiche, economiche e sociali affinché la cura corrisponda effettivamente ai bisogni collettivi e non alle logiche di mercato? Perché la salute è diventata la cartina di tornasole di un sistema diseguale e squilibrato? Cosa significa prendersi cura di chi non ha diritti e subisce le conseguenze della guerra?

    Questi e tanti altri i nuovi quesiti dei nostri tempi a cui EMERGENCY proverà a dare una risposta insieme ai numerosi ospiti presenti: Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY; Corrado Formigli, giornalista e conduttore televisivo; Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice; Paolo Giordano, scrittore; Alberto Zanin, Medical Coordinator del Centro chirurgico per vittime di guerra di EMERGENCY a Kabul; Marco Puntin, Country Director di EMERGENCY in Afghanistan; Marco Paolini, attore e drammaturgo; la scrittrice Simonetta Agnello Hornby; l’immunologa Antonella Viola; i filosofi Michela Marzano e Telmo Pievani; Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ed ex europarlamentare; la virologa Ilaria Capua; il teologo Vito Mancuso; il direttore di Le Scienze, Mind e NatGeo Italia Marco Cattaneo; le ricercatrici Francesca De Vittor e Silvia de Francia; la regista Sahraa Karimi; l’attivista John Mpaliza; Raul Pantaleo e Mario Spallino, che presenteranno il loro nuovo libro; l’autrice Arianna Giorgia Bonazzi; Gianfranco Schiavone, consigliere ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione; i giornalisti Marianna Aprile, Laura Silvia Battaglia, Giuliano Battiston, Massimo Bernardini, Daniele Biella, Annalisa Camilli, Ferdinando Cotugno, Giulia Crivelli, Luca Liverani, Francesca Mannocchi, Federico Taddia, Marco Trovato, Emanuela Zuccalà.





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    10 min
  • Maria Cristina Origlia "Questione di merito"
    Maria Cristina Origlia
    "Questione di merito"



    Fuori Luogo Festival, Biella

    Sabato 4 settembre 2021
    "Siamo tutti femministi"
    Perché la piena partecipazione delle donne alla ripresa socio-economica del paese conviene a tutti
    Marianna Aprile, giornalista, dialoga con Maria Cristina Origlia.

    Domenica 5 settembre 2021
    "Ripresa, una questione di fiducia"
    L'Italia alla ricerca del difficile equilibrio tra il contenimento del debito pubblico e la valorizzazione del Made in Italy nel mondo.
    Incontro con Oscar Farinetti, Maria Cristina Origlia, Carlo Cottarelli


    Maria Cristina Origlia
    "Questione di merito"
    Guerini e Associati
    https://www.guerini.it/
    Il declino dell’Italia è un destino inevitabile? Le dieci storie qui raccolte, con competenza, intelligenza e curiosità, da Maria Cristina Origlia, giornalista economica e presidente del Forum della Meritocrazia (prima associazione no profit nata in Italia per diffondere la cultura del merito nel paese), dimostrano che non è così. In Italia e all’estero – dall’Italia partiti e, spesso, in Italia tornati – ci sono scienziati, filosofi, economisti che hanno costruito le loro carriere sull’impegno, sulla serietà e sul rispetto verso se stessi e le proprie scelte. Dalla virologa Ilaria Capua, con il suo rivoluzionario approccio alla salute, a Leonardo Becchetti, tra le principali voci dell’economia civile, a Daniela Del Boca, pioniera della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. E ancora: dal sindacalista controcorrente Marco Bentivogli, apripista del dibattito 4.0, alla presidente del Maxxi Giovanna Melandri, impegnata a promuovere la finanza d’impatto, dall’artefice dell’Istituto italiano di tecnologia Roberto Cingolani ad Alessandra Perrazzelli, vicedirettrice della Banca d’Italia capace di affermare la visione femminile nel business, da Carlo Cottarelli, impegnato nella missione di diffondere la cultura della spesa pubblica nel paese, a Federica Saliola, che dalla Word Bank lavora per elaborare policy dedicate alla crescita sostenibile. Per finire, il filosofo Luciano Floridi che, con la sua visione utile a comprendere i risvolti etici del digitale, va ad aggiungersi alle altre «storie di merito» di questo libro che è anche un manifesto corale, pieno di idee, proposte, esperienze di persone che possono essere d’ispirazione per il nostro presente.


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    12 min
  • Antonio Iovane "La seduta spiritica"
    Antonio Iovane
    "La seduta spiritica"
    minimum fax
    https://www.minimumfax.com/


    Fuori Luogo Biella, Festival
    Domenica 5 settembre 2021, ore 12:00
    "Misteri d'Italia: il caso Moro e la seduta spiritica"
    con Antonio Iovane
    La seduta spiritica in questione è quella memorabile del 2 aprile 1978 durante la quale
    venne fuori il nome di Gradoli come luogo della prigionia di Aldo Moro, rapito in Via Fani dalle Brigate Rosse il 16 marzo. Per indagare questa storia assurda il giornalista Antonio Iovane ha messo in ordine, uno dietro l'altro fatti e testimonianze. Mescolando finzione e reportage, interviste, memorie e autobiografia, ha trasformato in azione tutto quello che è stato raccontato dai protagonisti della seduta spiritica.



    La seduta spiritica
    Antonio Iovane

    È il 2 aprile del 1978. In una villa vicino a Bologna alcuni professori si riuniscono insieme alle loro famiglie per trascorrere una domenica spensierata e qualcuno, per passare il tempo, propone di fare una seduta spiritica per trovare Aldo Moro, da diciassette giorni nelle mani delle Brigate Rosse. E gli spiriti rispondono, offrendo gli indizi per individuare il principale covo delle BR. Ma cosa accadde quel pomeriggio? Davvero un piattino da caffè capovolto si mosse da solo tra le lettere dell’alfabeto disegnate su un foglio di carta formando la parola Gradoli?
    Per indagare su questa storia assurda Antonio Iovane ha messo in ordine, uno dietro l’altro, fatti e testimonianze. Mescolando finzione e reportage, interviste, memorie e autobiografia, ha trasformato in azione tutto quello che è stato raccontato dai protagonisti della seduta spiritica. È una ricostruzione indiziaria, un racconto inchiesta che mette in rilievo gli equivoci e le circostanze ambigue di questa storia.
    L’Italia è un paese senza verità, se manca la verità si può solo cercare di formulare gli enigmi irrisolti nella maniera più corretta. Ma, come diceva Sciascia che apre e chiude questa indagine, i fatti della vita, una volta scritti, diventano più complessi e oscuri.


    Antonio Iovane è nato e vive a Roma. Giornalista, lavora per Gedi Digital. Per Barbera editore ha scritto La gang dei senzamore (2005) e Ti credevo più romantico (2006), mentre nel 2019 ha pubblicato una favola illustrata da Ellekappa per Albe edizioni: Il segreto del Mago Bubù. Con minimum fax ha già pubblicato Il brigatista (2019).



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    21 min
  • Eleonora Marangoni "E siccome lei"
    Eleonora Marangoni
    "E siccome lei"
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/


    Fuori Luogo Biella, Festival
    Domenica 5 settembre 2021, ore 16:45
    "E siccome lei"
    Quarantasei ritratti, ad opera dell’autrice Eleonora Marangoni, di donne interpretate da Monica Vitti nella sua lunga carriera. L'attrice diventa il mezzo attraverso cui leggere, racconto dopo racconto, la complessità del femminile e l’Italia della seconda metà del secolo scorso.




    Nostalgiche, ironiche, gelose, testarde, eccentriche o sfuggenti: le donne di questi racconti hanno il volto e la voce di Monica Vitti, e si susseguono una dopo l’altra in un irresistibile ritratto corale. Sono tutte diverse, come diversa da tutte è stata lei: la Vitti è un’icona italiana, ma della fissità delle icone ha poco e niente. La sua personalità è unica proprio perché ne contiene molte: è la ragazza con la pistola e la regina dell’alienazione, la bionda fatale e l’amica con la battuta pronta. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio che Monica Vitti ha interpretato al cinema, ed è il racconto di un carattere, un destino, un modo di stare al mondo. Claudia de L’avventura, Teresa la ladra, Modesty Blaise, Assunta Patanè e le altre sono riunite insieme in queste pagine; si riprendono la loro storia, reclamano un altro po’ di spazio, si regalano un incontro imprevisto o perfino un finale diverso.
    Eleonora Marangoni ritrae le donne di oltre trentacinque anni di carriera, dagli esordi nella commedia anni Cinquanta al cinema di Antonioni fino ai film degli anni Ottanta con Roberto Russo, passando per Risi, Monicelli, Sordi, Brass, Scola e Buñuel. Le filtra una a una attraverso il suo sguardo e le inchioda a un dettaglio, le evoca a partire da una frase o da un gesto, le fissa in un sorriso ingenuo o in un ricordo lontano, e in ogni ritratto coglie fragilità e tenacia, un segno della grazia e dei misteri del vivere.
    Ritratti e destini dipinti con tenerezza e umorismo, attraverso i quali ci viene restituita l’essenza di una donna dai molti volti, un pezzo di storia del cinema e di ognuno di noi.



    Ascolta la conversazione con Eleonora Marangoni per il suo romanzo "Lux" pubblicato da Neri Pozza:
    https://ilpostodelleparole.it/eleonora-marangoni/eleonora-marangoni-lux/


    Eleonora Marangoni è nata a Roma nel 1983. Ha esordito in Francia con il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011). Ha pubblicato il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e il saggio Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014).
    Il suo romanzo Lux, Premio Neri Pozza 2017, è entrato nella dozzina del Premio Strega, ha vinto il Premio Megamark e il Premio Opera Prima. Nel 2020 ha pubblicato il saggio Viceversa. Il mondo visto di spalle (Johan & Levi).


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    27 min
  • Leonard Mazzone "Ipocrisia"
    Leonard Mazzone
    "Ipocrisia"
    Storia e critica del più socievole dei vizi
    Orthotes Edizioni
    https://www.orthotes.com/leonard-mazzone/



    Inconfessata per definizione, l’ipocrisia è una delle categorie polemiche più usate e abusate, ancora oggi, per denunciare il “cinismo mascherato” di certi attori sociali, soprattutto quando rivestono cariche pubbliche. Ma l’ipocrisia è stata sempre e solo questo? Dovremmo davvero diffidarne sempre e contestare ogni sua manifestazione? Quali e quante forme di ipocrisia possiamo distinguere? Quale rapporto esiste fra l’ipocrisia e la scarsa attitudine autocritica di chi è solito contestare le condotte di vita altrui? E soprattutto: quale rapporto esiste fra questo vizio comune, la politica democratica e la riproduzione istituzionale di diverse forme di oppressione e di dominio? Sono solo alcune delle domande che ispirano questo viaggio filosofico a ritroso nella storia di uno dei concetti più camaleontici della cultura occidentale. Le svolte semantiche che da Omero a Sloterdijk scandiscono questa storia sorprendente consentiranno di differenziare diverse accezioni del fenomeno: dall’ipocrisia psicologica di chi dissimula la propria personalità per proteggersi dall’aggressività altrui al narcisismo etico di chi tradisce sistematicamente le qualità professate, passando attraverso diverse manifestazioni di opportunismo auto-indulgente e di moralismo ipocrita. Al termine di questo viaggio, ci si soffermerà sulle forme contemporanee di ipocrisia democratica per analizzare criticamente le “messinscene apologetiche” che gli attori istituzionali sono soliti utilizzare per immunizzare se stessi, il loro operato e le istituzioni che rappresentano, dalle rivendicazioni egualitarie di cittadini e cittadine che contestano diverse forme di violenza e di dominio.


    Leonard Mazzone (Torino 1984) è assegnista di ricerca in Filosofia sociale e politica all’Università Milano-Bicocca, dove lavora a un progetto sulle politiche della paura e sulla costruzione di dispositivi urbani di sicurezza. Oltre ad aver pubblicato diversi articoli su riviste italiane e internazionali come «Filosofia Politica, Politica e società», «Iride», «European Journal of Political Theory» e «Theoria», è autore di Una teoria negativa della giustizia. Per un’etica del conflitto contro i mali comuni (Milano-Udine 2014), Il principio possibilità. Masse, potere e metamorfosi nell’opera di Elias Canetti (Torino 2017) e Introduzione a Elias Canetti. La scrittura come professione (Napoli-Salerno 2017).



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    37 min
  • Carlo Galli "Platone. La necessità della politica"
    Carlo Galli
    "Platone. La necessità della politica"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/

    Festival Filosofia, Modena
    Sabato 18 settembre 2021, ore 1:00
    Carlo Galli "Politica. Fra necessità e libertà"
    https://www.festivalfilosofia.it/protagonisti/Carlo-Galli&anno=2021





    Meraviglioso e vertiginoso, coinvolgente e sconvolgente, magnetico ed enigmatico, la Repubblica è il libro che segna la riflessione filosofico-politica occidentale. Un classico di potenza inesauribile, che ci insegna come porre problemi servendosi non solo di ragionamento ma anche di immagini, come quella della caverna, il mito più famoso della storia. Speculazione e potenza narrativa si combinano qui per descrivere con straordinario realismo le dinamiche delle oligarchie, delle democrazie, delle tirannidi, e per sollevare questioni che attraversano anche la politica di oggi. Un filosofo contemporaneo legge il più grande filosofo di tutti i tempi, aiutandoci a capire che cosa di questo libro ancora ci parla.





    Carlo Galli è professore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna. Dal 2009 è presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna. Ha ideato e dirige numerose collane scientifiche presso editori come il Mulino e Laterza. Dirige la rivista “Filosofia politica” ed è editorialista del quotidiano “la Repubblica”. Nei suoi studi ha analizzato le categorie politiche moderne (tra cui Stato, sovranità, rappresentanza, guerra) nella loro trasformazione storico-concettuale. Tra i suoi volumi: Spazi politici (Bologna 2001); La guerra globale (Roma-Bari 2002); Lo sguardo di Giano. Saggi su Carl Schmitt (Bologna 2008); L’umanità multiculturale (Bologna 2008); Contingenza e necessità nella ragione politica moderna (Roma-Bari 2009); Perché ancora destra e sinistra? (Roma-Bari 2010); Non nominare il nome di Dio invano (con P. Stefani, Bologna 2011); Il disagio della democrazia (Torino 2011); I riluttanti. Le élites italiane di fronte alla responsabilità (Roma-Bari 2012); Abbiccì della cronaca politica (Bologna 2012); Sinistra. Per il lavoro, per la democrazia (Milano 2013); Itinerario nelle crisi (Milano 2013); Riforma costituzionale: le ragioni del No (Roma-Bari 2016); Democrazia senza popolo. Cronache dal Parlamento sulla crisi della politica italiana (Milano 2017); Marx eretico (Bologna 2018); Sovranità (Bologna 2019); Forme della critica. Saggi di filosofia politica (Bologna 2020); Platone, la necessità della politica (Bologna 2021).



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    29 min
  • Elisa Palazzi "Fuori Luogo Biella"
    Elisa Palazzi
    "Fuori Luogo Biella"


    Fuori Luogo Biella
    Montagne fragili
    Guardare le Alpi con occhi diversi
    Domenica 5 settembre 2021, ore 12:00
    Elisa Palazzi con Andrea Vico


    Fuori Luogo Biella - Young
    "Perché la Terra ha la febbre?"
    Se il clima cambia per noi è un problema?
    Domenica 5 settembre 2021, ore 15:45
    con Elisa Palazzi



    L’incontro sarà dedicato alla situazione di vera e propria crisi che il territorio montano sta vivendo: le montagne coprono un quarto della superficie terrestre, ospitano il 12% della popolazione ma soprattutto forniscono il 60-80% dell’acqua destinata ad essere utilizzata a valle, sono un importante scrigno di biodiversità e sono un elemento-chiave per la regolazione del clima. Ma la perdita di ghiacciai, la tendenza a piogge violente alternate a lunghe periodi di siccità, l’abbandono del territorio montano da parte delle popolazioni e l’impoverimento del patrimonio boschivo rendono le montagne sempre più fragili.

    Su questo delicato e complesso tema, il giornalista e divulgatore scientifico Andrea Vico dialogherà con Elisa Palazzi,ricercatrice dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR, coordinatrice della rete internazionale "Global Network for Observations and Information in Mountain Environments (GEO-Gnome)” e specializzata nello studio degli impatti dei cambiamenti climatici nelle Alpi, Hymalaya e Tibet.







    Elisa Palazzi. Ricercatrice all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e docente di Fisica del Clima all’Università di Torino, città in cui vive dal 2011. Studia il clima e i suoi cambiamenti nelle regioni di montagna, in particolare le Alpi, la catena Himalayana e il Plateau Tibetano, per capire quali siano i fattori che influenzano la disponibilità futura di risorse idriche. Da anni si occupa anche della comunicazione di questi temi agli adulti e ai ragazzi. È autrice insieme a Federico Taddia del libro per ragazzi Perché la Terra ha la febbre? (Collana Teste Toste di Editoriale Scienza 2019).



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