il posto delle parole

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  • Vanni Bianconi "Babel Festival"
    Vanni Bianconi
    "Babel Festival"
    Bellinzona dal 10 al 12 settembre 2021
    https://www.babelfestival.com/babel-2021/

    Bellinzona | 10/11/12 settembre 2021
    Il mito di Babele ci parla della perdita della lingua unica e della confusione di tutte le lingue.
    Istantaneamente ogni cosa e ogni idea assunsero una pluralità di nomi, gli uomini si dispersero e la torre sovradimensionata, simbolo della loro visione e della loro arroganza, rimase in balia dell’ombra smisurata che ne anticipa la distruzione.
    Il mito di Babele ci parla della dispersione dei figli degli uomini sulla faccia di tutta la terra. L’impero babilonese si estendeva da Babele a un gran numero di stati moderni, tra cui l’Iraq, l’Iran, il Libano, la Siria, la Palestina e la Turchia, paesi che oggi conoscono fortissime diaspore, in buona parte connesse a un altro grande crollo, quello delle Torri gemelle a New York.
    A vent’anni esatti dall’11 settembre 2001, BabelBabele osserva le più alte costruzioni dell’immaginazione, i loro crolli e le macerie mirabolanti.
    BabelBabele segue la dispersione e la diaspora, nell’antichità come oggi, delle popolazioni e delle lingue, e lungo i loro tragitti divina il nostro presente.
    BabelBabele ascolta la condizione punita e plurale che segna la nascita delle diverse lingue, delle contaminazioni e delle scorribande tra le lingue, e la nascita della traduzione.
    Tra gli ospiti, Kader Abdolah, Ribka Sibahtu, Mathias Énard, Dima Wannous, Charif Majdalani

    Vanni Bianconi, direttore artistico BabelFestival
    "Tarmacadam"
    Edizioni Nottetempo
    https://www.edizioninottetempo.it/it/tarmacadam
    Scrittore, poeta e traduttore, Vanni Bianconi va alla ricerca di parole ed espressioni inerenti a segreti o quisquilie del paesaggio fisico, linguistico e interiore, le interroga, le traspone da una lingua a un’altra lingua, e scrive negli scarti tra queste.
    Nasce così questa raccolta di storie in prima, seconda e terza persona che partono da un luogo e da una parola ricchi di esperienza e significato per indagare gli intricati rapporti tra vita e simbolo, casa e viaggio, appartenenza e spaesamento, lingua madre e traduzione. Perché “una voce”, scrive Bianconi, “non è mai univoca ma è plurale, è voce se è abitata da altre voci”.
    Pronunciati in forma di racconto, i ventuno incantesimi che prendono vita in Tarmacadam riescono a trasformare l’esperienza quotidiana, la parola e il corpo in occasioni di magia e scoperta.





    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Gianni Crestani "Fuori Luogo"
    Gianni Crestani
    #fuoriluogo
    il Festival letterario della Città di Biella
    da venerdì 3 a domenica 5 settembre
    VII edizione
    https://www.fuoriluogobiella.it/


    Tra gli ospiti:
    Marco Balzano, Marta Barone, Francesco Costa, Carlo Cottarelli, Paolo di Paolo,
    Oscar Farinetti, Ilaria Gaspari, Margherita Oggero, Omar Pedrini, Giulia Pompili,
    Luca Scarlini, Simonetta Sciandivasci

    Dal 3 al 5 settembre torna #fuoriluogo, il festival letterario della Città di Biella. Dopo l’edizione online dello scorso novembre e gli appuntamenti di #fuoriluogo OFF di giugno 2021, che hanno visto la presenza di Alessandro Barbero, Luca Scarlini e i cinque finalisti del Premio Strega 2021, il festival torna finalmente in presenza per la sua settima edizione con un ricco programma di eventi.

    Dopo il lungo periodo di adattamento al mondo digitale che la pandemia ci ha imposto, #fuoriluogo vuole riprendere la relazione corporea con il mondo circostante, proponendo una mescolanza tra incontri, ospiti, idee, storie e spunti di riflessione che possa generare una grande festa.

    La tre giorni di incontri – tutti gratuiti tranne la performance conclusiva di domenica 5 settembre che prevede un biglietto di ingresso – comprenderà oltre 50 ospiti e sarà affiancata da un programma dedicato al pubblico più giovane, #fuoriluogo Young, che si svolgerà nell’arco di un mese tra settembre e ottobre. Insieme agli appuntamenti del festival sarà inoltre possibile per il pubblico partecipare a visite guidate alla scoperta della storia dei luoghi simbolo della città di Biella.

    Il Programma
    Venerdì 3 settembre alle 21.00 il festival inaugurerà con un appuntamento in collaborazione con il Biella Jazz Club sul grande Lucio Dalla: Motore del 2000 - viaggi (musicali) organizzati da Washington, Milano e Bologna.

    La programmazione di sabato 4 settembre inizierà con Giornali & Caffé, lettura e commento dei giornali insieme alle giornaliste Simonetta Sciandivasci e Irene Soave. Tra gli appuntamenti poi: Visione dell'estremo: un racconto per voci sull'opera ultima di Pier Paolo Pasolini, incentrato sull’opera pasoliniana "Salò Sade", pellicola estrema e a lungo censurata, insieme a Luca Scarlini, scrittore e performer, e a Silvia De Laude; Appetiti. Storie di cibo e di passione, un viaggio dentro al cibo con il giornalista e critico enogastronomico Luca Iaccarino in compagnia della scrittrice Margherita Oggero; Omar Pedrini, storico leader e fondatore dei Timoria, con Simonetta Sciandivasci; Maria Cristina Origlia che affronterà il tema Siamo tutti femministi - Perché la piena partecipazione delle donne alla ripresa socio-economica del paese conviene a tutti insieme alla giornalista Marianna Aprile. Inoltre Francesco Costa racconterà alla giornalista Maria Cristina Origlia il suo secondo libro “Una storia americana” (Mondadori) nella cornice dell’incontro Il futuro nelle mani di Biden e Harris; evento realizzato in collaborazione con CheBanca!. Chiuderà la giornata Book in Jazz - ascolta: parole e suoni verdi alle ore 19.30 presso Villa Boffo, un viaggio sonoro in cui il Jazz incontra “Il canto degli alberi” di Antonio Moresco (Aboca).

    Ad aprire la giornata di domenica 5 settembre tornerà Francesco Costa che condurrà la seconda puntata di Giornali & Caffè insieme a Simonetta Sciandivasci. A seguire, tra gli altri, l’incontro Le avrei voluto parlare di me con Marco Balzano, finalista Premio Strega 2017 e l'incontro A volte dimenticate - Marta Barone e Ilaria Gaspari ricordano le grandi scrittrici del Novecento, con Marta Barone e Ilaria Gaspari. Ancora: Misteri d’Italia: il caso Moro e la seduta spiritica con il giornalista Antonio Iovane che ha messo in ordine fatti e testimonianze di quel mistero e li racconterà insieme allo scrittore Paolo di Paolo; Montagne fragili, Guardare le Alpi con occhi...
    15 min
  • Giorgio Enrico Bena "Sulle vie del mondo"
    Giorgio Enrico Bena
    "Sulle vie del mondo"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/




    A cura di Giorgio Enrico Bena

    Racconti di: Donatella Actis, Gea Aricò, Paolo Calvino, Paolo Camera, Federica Capozzi, Giorgio Enrico Bena, Giuliano Faccani, Delfina Grosso, Giorgio Macor, Ferruccio Nano, Costanza Ossola, Tania Re, Daniele Regge, Laura Remondino, Franca Rizzi Martini, Roberto Taberna, Raffaele Tomasulo, Teodora Trevisan, Riccardo Zerbetto


    Racconti fotografici di: Ernesto Chiabotto, Ornella Corradi, Chiara Enrico Bena, Silvia Maria Ramasso

    Vie, rotte, piste, cammini, sentieri… fin dalla profondità della sua storia l’umanità si è spostata sulla terra per cercare condizioni di vita migliori, per fuggire o per raggiungere, per conquistare terre e orizzonti, per curiosità per spirito d’avventura per inquietudine. Tracciare strade è congenito all’uomo; questa antologia ne segue i percorsi.

    Dal sole spietato dei deserti africani alle giungle amazoniche, dalle impervie montagne dell’Asia centrale alla dolce Europa, dalle pianure siberiane al cuore dell’Australia, queste pagine ci trasportano attraverso continenti, civiltà e natura incontrastata. Una schiera di personaggi affolla il libro percorrendo le strade più diverse, dalle rotte marine ai tracciati ferroviari, dalle piste assolate ai sentieri nascosti nella foresta oppure su e giù per le colline, sulle grandi vie lungo le quali si sono mossi i popoli e la storia. Ciascuno di loro insegue i suoi desideri, la sua avventura, il suo destino, i miti più antichi… Si alternano paesaggi di ogni latitudine, intrisi di emozioni, nostalgie, curiosità. Diciotto storie in sapiente equilibrio fra narrativa e descrizione, diverse fra loro per stile e interpretazione.

    Ad arricchire il viaggio quattro suggestivi portfolio fotografici che ci portano addirittura dalla Terra alla Luna.


    Giorgio Enrico Bena nasce nel 1957 a Torino dove vive e lavora in ambito scientifico. Fin dagli anni Ottanta si interessa a tutto ciò che riguarda il fumetto, l’illustrazione e le avanguardie artistiche del ‘900, colleziona ingombranti volumi nelle lingue più disparate e disegna. Passioni. Come quelle per il viaggio e per la fotografia naturalistica. Ha al suo attivo numerose esposizioni di disegno e fotografia. Fra queste, una collettiva del 2009 sulla caduta del muro di Berlino con artisti italiani e tedeschi, di cui è stato il curatore, e una personale di fotografia nel 2007 a Millicent (Australia).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Benedetta Marietti "Festival della Mente"
    Benedetta Marietti
    "Festival della Mente"
    dal 31 agosto al 3 settembre 2021
    https://www.festivaldellamente.it/


    l Festival della Mente è il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee.
    Si svolge a Sarzana a fine estate con la direzione di Benedetta Marietti.
    Il festival è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana.
    Tre giornate in cui relatori italiani e internazionali propongono incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, indagando i cambiamenti, le energie e le speranze della società di oggi, rivolgendosi con un linguaggio accessibile al pubblico ampio e intergenerazionale che è la vera anima del festival.
    Il programma prevede una sezione per bambini e ragazzi curata da Francesca Gianfranchi.

    Negli anni fondamentale è stato l'apporto dei giovani volontari che contribuiscono a creare il clima di accoglienza e condivisione che da sempre contraddistingue il Festival della Mente.





    «La creatività è il carattere distintivo della nostra specie e ha come fine ultimo la comprensione di noi stessi», scrive lo scienziato premio Pulitzer Edward O. Wilson nel suo bel saggio Le origini della creatività. E proprio il concetto di “origine” è il filo conduttore della XVIII edizione del Festival della Mente, il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. Un festival multidisciplinare che unisce i due grandi rami della conoscenza, l’ambito scientifico e quello umanistico, «che sono complementari nel nostro esercizio della creatività».

    “Origine” è un concetto che può essere interpretato in molti modi: non spinge a indagare soltanto fenomeni del passato ma è anche sinonimo di nascita o di rinascita, ed è quindi rivolto al futuro. Dopo l’arrivo di una pandemia che ha sconvolto gli equilibri globali e che ha causato una crisi economica, sociale e sanitaria senza precedenti, ma che ci ha reso più consapevoli dei nostri bisogni culturali, abbiamo il dovere di cogliere l’opportunità di reinventarci una società nuova, più sostenibile, più giusta e più bella.


    E se attraverso le parole dei relatori – scienziati, letterati, studiosi, storici, filosofi, artisti – riusciremo ad arrivare, come auspica Wilson, a una conoscenza più approfondita del mondo in cui viviamo e della condizione umana, vorrà dire che il festival anche quest’anno avrà dato il suo contributo nel trasmetterci il desiderio di progettare un futuro diverso, aiutandoci a condividere valori e speranze.

    Ringrazio i promotori, Fondazione Carispezia, con il presidente Andrea Corradino, e il Comune di Sarzana, con il sindaco Cristina Ponzanelli, perché continuano a credere con convinzione nella cultura come bene collettivo, indispensabile per creare comunità. E lo staff organizzativo, i collaboratori, i volontari e tutti i relatori per la professionalità e la passione con cui hanno contribuito, anche quest’anno, alla realizzazione del Festival della Mente.

    Benedetta Marietti
    Direttrice del Festival della Mente





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    11 min
  • Alice Basso "Il grido della rosa"
    Alice Basso
    "Il grido della rosa"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Lavora per una rivista di gialli.
    Per amici ha i detective dei libri.
    Grazie a loro trova la verità.



    Torino, 1935. Mancano poche settimane all’uscita del nuovo numero della rivista di gialli «Saturnalia». Anita è intenta a dattilografare con grande attenzione: ormai ama il suo lavoro, e non solo perché Sebastiano Satta Ascona, che le detta la traduzione di racconti americani pieni di sparatorie e frasi a effetto, è vicino a lei. Molto vicino a lei. Alla sua scrivania Anita è ancora più concentrata del solito, ancora più immersa in quelle storie, perché questa volta le protagoniste sono donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Ad Anita sembra un sogno. A lei, che mal sopporta le restrizioni del regime fascista. A lei, che ha rimandato il matrimonio per lavorare. A lei, che legge libri proibiti che parlano di indipendenza, libertà e uguaglianza. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. Nella realtà, ben poche sono le donne libere e che non hanno niente da temere: il regime si fregia di onorarle, di proteggere persino ragazze madri e prostitute, ma basta poco per accorgersi che a contare veramente sono sempre e solo i maschi, siano uomini adulti o bambini, futuri soldati dell’Impero. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, per tutti si tratta solo di un incidente: se l’è andata a cercare, stava di sicuro tentando di entrare di nascosto. Anita non conosce Gioia, ma non importa: come per le sue investigatrici, basta un indizio ad accendere la sua intuizione. Deve capire cosa è successo veramente a Gioia, anche a costo di ficcare il naso in ambienti nei quali una brava ragazza e futura sposa non metterebbe mai piede. Perché la giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.
    La nuova protagonista nata dalla penna acuta di Alice Basso ha conquistato tutti: le classifiche dei libri più venduti, i lettori che sono già fan della ghostwriter Vani Sarca e la stampa più autorevole. Anita è entrata nel cuore di chiunque ami il potere dei libri, le investigazioni ricche di misteri e le protagoniste uniche nel loro genere.


    Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.




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    23 min
  • Alessandra Carati "Festival della Mente"
    Alessandra Carati
    "Festival della Mente
    "Sognare una nuova convivenza"
    https://www.festivaldellamente.it/

    Festival della Mente
    "Sognare una nuova convivenza"
    Domenica 5 settembre 2021, ore 11:00
    Otegha Uwagba e Alessandra Carati
    prenotazione posti.


    Vivere in un Paese diverso da quello della propria famiglia d’origine può causare una lacerazione. Essere neri in un Paese di bianchi o musulmani in un paese cattolico genera un senso di estraneità che si sperimenta nel Paese d’adozione: si finisce per appartenere a una “minoranza” – etnica, linguistica, religiosa o di genere. D’altro canto, il sistema di vita della cosiddetta “maggioranza” è messo alla prova dal contatto quotidiano e concreto con la diversità. Nonostante le migliori intenzioni, nei confronti di chi si colloca al di fuori della coesione culturale ci si ritrova a misurare una distanza, segnare una differenza, dare per scontata una disparità. Dove nasce la percezione di un’inferiorità delle “minoranze”? E a quali privilegi la "maggioranza" è disposta a rinunciare? Quale nuova convivenza possiamo sognare e immaginare nel futuro?
    Interprete: Sonia Folin



    Otegha Uwagba è la fondatrice di Women Who, piattaforma che connette e supporta in tutto il mondo le donne che lavorano. Scrittrice e brand consultant, è stata inclusa nella lista «30 under 30» di Forbes. Laureata a Oxford in Philosophy, Politics and Economics, ha pubblicato Little Black Book per ragazze che lavorano (2018) e Bianchi. Sulla razza e altre falsità (2021), usciti per Solferino.

    Alessandra Carati, autrice, curatrice editoriale, formatrice, esordisce nella narrativa con E poi saremo salvi (Mondadori, 2021), vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima. Il romanzo racconta la dolorosa impresa di separarsi dal proprio Paese per tentare di radicarsi in uno nuovo.


    Ascolta su ilpostodelleparole.it la conversazione con Alessandra Carati per il suo romanzo "E poi saremo salvi", Mondadori Editore
    https://ilpostodelleparole.it/libri/alessandra-carati-e-poi-saremo-salvi/

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    17 min
  • Maestro Tetsugen Serra "L'incertezza è zen"
    Maestro Tetsugen Serra
    "L'incertezza è zen"
    Enrico Damiani Editore
    https://www.enricodamianieditore.com/


    «Tutto quello che gli altri buttano via, lo zen lo utilizza». E se scoprissimo che l’incertezza può diventare la nostra migliore amica?


    Se l’incertezza appartiene da sempre alla condizione umana, oggi è diventata l’assoluta protagonista delle nostre vite. In quest’epoca esasperata e frenetica, cui si è aggiunta la paura di un pericolo inedito e globale, ci siamo sentiti mancare la terra sotto i piedi. Del resto, quando il mondo cambia in maniera così repentina e imprevedibile, il livello di ansia generale e individuale non può che salire.

    Ma è sempre possibile trovare un modo diverso di interpretare la realtà, lontano da rassicuranti semplificazioni. Come ci dice un antico detto: «Tutto quello che gli altri buttano via, lo zen lo utilizza». Seguendo questa strada, scopriamo che trasformare l’insicurezza in cui viviamo in uno strumento positivo di crescita e di miglioramento è alla portata di tutti.

    Utilizzando i koan, le storie paradossali che, nel buddhismo zen, aiutano la meditazione, il maestro Tetsugen Serra ci mostra che ognuno di noi può trovare un metodo semplice ma potente per accettare, coltivare, trasformare l’incertezza in resilienza. Perché, come ben sappiamo, il punto non è cosa succede nella nostra vita, ma come affrontiamo quello che succede.

    «Non considerare mai definito il tuo punto di vista». Questo libro ti porta a superare l’ansia dell’incertezza per una vita migliore e felice. Con lo zen è possibile!


    ll maestro Carlo Tetsugen Serra (Milano, 1953) compie il suo percorso zen nel monastero Toshoji, in Giappone, ricevendo la trasmissione del dharma dal maestro zen Tetsujyo Deguchi Roshi. Nel 1988 rientra in Italia e a Milano fonda Enso-Ji (Il Cerchio), primo monastero zen in città, e più tardi Sanbo-Ji (Tempio dei Tre Gioielli) sui monti dell’Appenino tosco-emiliano, per monaci e laici. È autore di molti libri e video, tra cui Urban zen. Avere cura dell’ambiente per avere cura di noi stessi (Cairo, 2019) e Lo zen in Italia. La storia avvincente dei maestri zen in Italia. Conoscere lo zen: come nasce e dove si pratica (Xenia, 2019). È ideatore di Dharma Academy, portale di alta divulgazione sul buddhismo zen.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    30 min
  • Arturo Brachetti "Pierino, il lupo e l'altro"
    Arturo Brachetti
    "Pierino, il lupo e l'altro"
    Concerto di Ensemble Symphony Orchestra
    con il racconto di Arturo Brachetti
    https://brachetti.com/


    La musica si può vedere? In questo caso, la risposta è sì. Perché Pierino, il lupo e l’altro è u concerto classico ma non è un concerto tradizionale.
    Il progetto nasce dall’idea di creare un’occasione concreta di ampliare il pubblico della musica
    sinfonica con una formula originale, capace di coinvolgere e divertire: una vera e propria attività di
    divulgazione musicale.
    La base di partenza di Pierino, il lupo e l’altro è l’Ensemble Symphony Orchestra, una delle più
    conosciute orchestre nell’ambito nazionale che ha fatto della versatilità delle sue cifre stilistiche:
    grazie all’attenzione che ha per ogni tipo di genere, il suo repertorio spazia dalle arie d’opera più
    conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale.
    La parte musicale si appoggia al racconto di Arturo Brachetti, uno degli artisti teatrali italiani più
    noti al mondo, qui impegnato in veste di voce narrante. Profondo conoscitore del teatro
    internazionale, da tempo affianca a quello di artista il ruolo di showteller (letteralmente
    raccontatore di spettacoli), uno degli aspetti meno noti ma più radicati di Brachetti, con lo scopo
    di diffondere e divulgare la conoscenza delle arti dello spettacolo in maniera semplice e
    coinvolgente.
    Dall’incontro tra queste due realtà nasce Pierino, il lupo e l’altro, un concerto dal sapore di
    spettacolo, inusuale e accessibile che, grazie alla resa in forma visiva, porta a tutti la musica
    classica (sia habitué sia nuovo pubblico) sempre impeccabile dal punto di vista artistico.
    Il concerto è diviso in due parti. La prima è Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev così come lo
    conosciamo e lo abbiamo incontrato più volte, spesso nel periodo scolastico. Qui, grazie alla voce
    e maestria di Brachetti, con la complicità dell’orchestra, il pubblico vive un’esperienza divertente
    e coinvolgente, che lo trascina con facilità nel mondo della musica classica.
    Sul palco appaiono (a sorpresa) prima Prokofiev e poi Arturo Brachetti, che si rivolge direttamente
    agli spettatori spiegando loro che, se si vuole ascoltare quest’opera, bisogna aver il cuore leggero
    come quello dei bambini. Da qui comincia a raccontare la favola…
    I personaggi, rappresentati dagli strumenti musicali, entrano in scena. Brachetti li fa vivere
    attraverso semplici effetti che aiutano il pubblico a seguire il filo narrativo, fino alla parata finale.
    La seconda parte è L’altro, un percorso a sorpresa tra i differenti stili di direzione musicale, reso
    divertente dalla complicità dell’orchestra e del pubblico.
    Il concerto si chiude con un suggestivo momento di sand painting a dimostrazione di come il
    connubio tra le arti, apparentemente lontane tra loro, possa creare nuove e affascinanti
    esperienze.


    Nell’estate Arturo Brachetti è presente anche con il suo talk Arturo racconta Brachetti, una
    chiacchierata a-tu-per-tu con il pubblico: sarà come entrare nel dietro le quinte della sua vita,
    parlando dei debutti, dei viaggi intorno al mondo, della vita quotidiana, delle “mille arti” in cui
    eccelle e altro ancora.



    Ensemble Symphony Orchestra nasce in seno all’Orchestra Sinfonica di Massa e Carrara grazie alla
    fusione delle esperienze classiche e liriche di alcuni tra i migliori strumentisti italiani provenienti da
    importanti teatri nazionali quali il Carlo Felice di Genova, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro
    Comunale di Bologna, l’Orchestra della Toscana, la Fondazione Toscanini di Parma e così via.
    Ad oggi è una delle Orchestre più conosciute nel panorama artistico nazionale, grazie ai molteplici
    progetti cui ha...
    24 min
  • Tito Pioli "Per dire sole dico oggipolenta"
    Tito Pioli
    "Per dire sole dico oggipolenta"
    Del Vecchio Editore
    https://www.delvecchioeditore.it/

    Filiberto, Fili per gli altri, Berto per se stesso, è/era/sarà un ardente odiatore di ogni tipo di macchina e un aspirante professore. Una macchia sul viso lo rende mostruosamente poco adatto a ergersi in cattedra, ma la malattia sembra reagire alla conoscenza, ogni nuova parola imparata e insegnata fa visibilmente ridurre la macchia sul suo volto. E Berto conosce una lingua scomparsa, l’italiano antico appreso sui libri, una lingua che gli conferisce una voce vera così in contrasto con le voci finte e metalliche che si propagano dalle macchine. E le sue parole vere dicono cose vere che in pochi sanno ascoltare ma lui è incapace di tacere e questo lo rende un pericoloso sobillatore di anime. Berto ripara libri antichi, crea sculture e scarica cassette della frutta. Berto suona anche, suona per coprire le urla dei bambini e dei maiali, suona mentre loro sono portati verso il loro futuro e trasformati in un qualcosa di migliore: pregiato culatello, avvocato, medico, ingegnere. Ma non si fa la rivoluzione da soli, ed è la rivoluzione quella a cui Berto aspira. E quindi Berto esiste negli sguardi di chi lo incontra, di chi lo ascolta e di chi lo racconta. Nicla la ladra, che con Berto scarica cassette di frutta, trascorre nuda lunghe giornate nella stalla, distrugge e crea, scopre e inventa. Nel suo sguardo violento e appassionato Berto è profeta e rivoluzionario. Sara Pinto, sorella gemella di Berto, disseziona la sua vita per riuscire a capire, e possibilmente fare sua, la scintilla di bellezza e genialità che vede splendere nel fratello. E poi il nonno Piergaddo, santo benefattore e porcaro da generazioni, il triumvirato degli italianisti, il movimento dei caravaggeschi, gli studenti, Bologna. Tutto il mondo osserva Berto il “Lupo” la sua macchia mostruosa e le sue parole antiche. Come in un quadro caravaggesco la luce colpisce tutti con violenta concretezza e crea contasti solo apparentemente inconciliabili: vita e morte, bellezza e violenza, eternità e caducità. Tutto questo è reso nella splendida prosa di Tito Pioli come il resoconto di un sogno, di un viaggio fantastico, di una rivoluzione riuscita: ci porta ad esplorare le contraddizioni che ci fanno sentire sicuri. Attraverso una sagace ironia ci smaschera, mette a tacere la musica che copre le grida, ci disturba, ci chiama in causa e così facendo ci offre la possibilità di affacciarci su quella bellezza così intrinseca in ogni cosa da essere l’unica vera testimone della realtà.


    Tito Pioli
    Libraio antiquario che “legge le interviste al contrario, va al mare da solo e festeggia il Capodanno con gente che non conosce”, vive nelle colline vicino Parma e svolge attività di volontariato nell’Assistenza Pubblica di quella città. Ha pubblicato racconti con le case editrici Guanda e Giulio Perrone Editore. Il suo primo romanzo, Alfabeto mondo, segnalato al PREMIO CALVINO è uscito nel 2015 per i tipi Diabasis.


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    15 min
  • Elena Mora "Wallis Simpson"
    Elena Mora
    "Wallis Simpson"
    Una sola debolezza
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/


    Divorziata, carismatica, ambiziosa e regina di stile: per lei Edoardo VIII lasciò il trono inglese. La sua debolezza? Quella di tante donne: affidare il suo destino nelle mani di un uomo.



    Per lei, un re ha rinunciato al trono inglese. È grazie a lei che ora vi siede Elisabetta. Solo lei ha fatto più danni di Diana alla corona d’Inghilterra. Lei, ben prima di Meghan ha devastato i rapporti fra due fratelli. Ma chi era veramente Wallis Simpson? Come ha potuto una quarantenne americana, due volte divorziata, spiritosa e sgraziata conquistare il cuore di Edoardo VIII, il più affascinante principe di Galles della storia?

    Nel libro di Elena Mora colei che è stata la donna più odiata d’Inghilterra, ma a un passo da diventarne la regina, si racconta in prima persona. E le sue parole ricostruiscono la grande storia d’amore di cui è stata prima protagonista, poi prigioniera. Perché se sei una Cenerentola, e un principe si innamora di te, il lieto fine non è assicurato. “Una sola debolezza” è un punto di vista femminile su una storia raccontata sempre al maschile: e svela i retroscena più dolorosi, curiosi e piccanti di quella che in Gran Bretagna era stata definita “la più clamorosa notizia dopo la resurrezione di Cristo”.

    Elena Mora è autrice di più di venti libri e di due serie di cartoni animati per la Rai, firma storica del settimanale “Diva e donna”, Elena Mora è la fondatrice del blog “Un amore di nonna”. Con un gruppo di talentuose amiche, giornaliste e scrittrici, ha pubblicato cinque raccolte di racconti i cui diritti hanno finanziato progetti per aiutare donne meno fortunate di tutto il mondo tramite Unicef, Fondazione Rava, Cooperazione Italiana. Il suo ultimo libro è Menopausa più vita (Cairo editore).




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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
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