il posto delle parole

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  • Davide Enia "Festival della Mente"
    Davide Enia
    "Festival della Mente"
    "Maggio '43"
    https://www.festivaldellamente.it/


    Festival della Mente, Venerdì 3 settembre 2021, ore 21:15
    Davide Enia, Giulio Barocchieri
    "Maggio '43"
    prenota il tuo posto: https://www.festivaldellamente.it/


    Cos’è la notte quando tanto arriva sempre l’urlo della sirena d’allarme per i bombardamenti notturni? Cos’è che non ce la faccio più a mangiare sempre pane nero e allora cerco di pescare le anguille? Cos’è strisciare contro i muri per non farsi vedere dalla milizia fascista? Cos’è cercare l’amuchina al mercato nero? Cos’è che mi servono 1800 lire per le medicine e non so come recuperarle? Cos’è vedere il massacro di Palermo il 9 maggio ’43 e camminarci dentro e non ci sono più le case e nemmeno le strade e non si vede niente che c’è polvere e fumo dappertutto ma comunque quello che vedi nemmanco si riconosce? maggio ’43 nasce dalla narrazione di chi quel giorno si trovava a Palermo, frammenti di memoria che Enia scompone e intreccia per incastonarli in una storia unica.

    Davide Enia (Palermo, 1974) è drammaturgo, attore e romanziere, autore e interprete di Italia-Brasile 3 a 2 (pubblicato da Sellerio nel 2010), Scanna, I capitoli dell’infanzia, L’abisso, per i quali vince i più importanti premi del teatro italiano. Per Radio Rai Due realizza il radiodramma Rembò. Ha pubblicato anche i romanzi Così in terra (Dalai, 2012) e Uomini e pecore (EDT, 2014), e con Sellerio maggio ’43 (2013) e Appunti per un naufragio (2017).

    Giulio Barocchieri è un musicista palermitano. Si è diplomato in chitarra Pop Fusion nel 2003 presso il Centro Professione Musica di Milano. Dal 2003 al 2006 è stato il chitarrista dei Beati Paoli che hanno collaborato con Lucio Dalla e Claudio Baglioni. Dal 2004 ad oggi è in tournée con Davide Enia per il quale ha composto le musiche di tutti gli spettacoli.



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    19 min
  • Luigi Pavan "Ma il tempo esiste?"
    Luigi Pavan
    "Ma il tempo esiste?"
    Note sulla temporalità interiore
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/



    Quando nasce e quando termina? Perché il tempo passa? Vi è un tempo lineare oppure è senza direzione? È continuo oppure è irregolare e sfaccettato? Vi è un tempo della natura legato agli organismi viventi? Esiste solo perché un soggetto lo percepisce e lo può esplorare, oppure in realtà il mondo è immobile? È irreversibile oppure è recuperabile? È dentro di noi oppure è negli eventi che nascono fuori di noi? La realtà dell’universo è forse eterna anche se continua ad espandersi e a modificarsi, e nel tempo siamo solo noi uomini? Il futuro è un percorso aperto oppure è pre-determinato dal passato? Ma il tempo esiste? È reale il tempo? Sono tanti gli interrogativi ai quali l’autore, in questo libro, cerca di dare una risposta, attirando l’attenzione del lettore sull’esperienza umana del tempo legato alle emozioni, agli affetti, alle relazioni. Perché in ogni soggetto, che è unico e definibile solo nel presente, non c’è solo il presente ma il tempo scorre e convive col passato, così come prevede il futuro. La speranza e la fantasia, i ricordi, l’oblio e la nostalgia sono nella nostra vita e i tempi si intrecciano, così come l’amore e l’odio, e ci ricordano una dimensione di mancanza e di finitezza che è tragica ma che dalla loro presenza viene mitigata.


    Luigi Pavan, docente di Malattie Nervose e Mentali, è stato ordinario di Psichiatria dell’Università di Padova di cui è ora professore emerito. Membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’IPA, è presidente dell’Associazione per lo studio e la formazione delle psicoterapie brevi. È autore e coautore di alcuni volumi fra cui ricordiamo: "Trauma, vulnerabilità e crisi" (Bollati Boringhieri, 1996), "L’identità fra continuità e cambiamento" (Franco Angeli, 2002), "La psicoterapia della crisi emozionale" (Franco Angeli, 2003), "Esiste il suicidio razionale?" (Magi, 2009), "Pazienti difficili" (Franco Angeli, 2012), "Le età della vita" (Aracne, 2014). Il suo principale interesse riguarda attualmente l’utilizzo del modello relazionale nel trattamento di “pazienti difficili”.




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    19 min
  • Alberto Maggi "Botte e Risposte"
    Alberto Maggi
    "Botte e risposte"
    Come reagire quando la vita ci interroga
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    "La vera luce, quella che guida gli uomini, non giunge dall'esterno per illuminarli, ma nasce dall'intimo della persona."



    Nel suo nuovo libro Alberto Maggi ci invita a recuperare interiormente quel messaggio di pace e uguaglianza che è alla base di un'esistenza degna di essere vissuta.Il LibraioAlberto Maggi intrattiene da anni un dialogo autentico e sincero con decine di migliaia di lettori attraverso seguitissime omelie trasmesse in diretta online, sui social network, nel quotidiano scambio all’interno della comunità nata attorno al convento dei Servi di Maria di Montefano. La fede gioiosa, la passione per la libertà, la fedeltà allo spirito della sacra scrittura e il profondo rispetto per la vita hanno reso preziosi i suoi studi e i suoi commenti per quanti sono oggi alla ricerca di un punto di riferimento e di una guida. In queste nuove, sorprendenti riflessioni, Alberto Maggi si confronta con i temi più caldi dell’attualità, con lo smarrimento di fronte alla tragedia della pandemia, con la necessità di un rinnovato impegno di ciascuno verso il prossimo, e ci invita a recuperare interiormente quel messaggio di pace e di uguaglianza che è forse la risposta migliore che possiamo trovare quando la vita ci mette alla prova.


    Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» (www.studibiblici.it) a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere.

    "In Italia, dai tempi di David Maria Turoldo, nessuno riusciva a leggere con tale forza i testi sacri del cristianesimo."
    Vito Mancuso



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    24 min
  • Daniela Perani "Festival della Mente"
    Daniela Perani
    "Festival della Mente"



    Ilaria Gaspari e Daniela Perani
    L’origine delle emozioni
    Festival della Mente, Sarzana
    Sabato 4 settembre, ore 12:15


    Viviamo in una società in cui l’emozione da un lato è scoraggiata, perché segno di debolezza; dall’altro è ostentata come medaglia, spiata con sottile voyeurismo. La vita è permeata di emozioni da qualsiasi punto la si guardi, certamente anche da quello neurobiologico. Che cos’è, infatti, un’emozione? La parola è chiara a tutti; non così la sua complessità, i diversi rapporti con il nostro sistema nervoso, i suoi effetti sul comportamento. Due approcci diversi (forse complementari?), quello delle neuroscienze e quello della filosofia, possono aiutarci a riformulare una domanda antica: perché l’essere umano e altri animali provano emozioni? Le emozioni guidano l’evoluzione e sono fondamentali nei vari aspetti della vita sociale e del nostro benessere o malessere. Possiamo modularle, cambiarle, o semplicemente imparare a usarle al meglio?



    Ilaria Gaspari ha studiato filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e si è addottorata all'università Paris I Panthéon-Sorbonne. Per Einaudi ha pubblicato Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita (2019), già tradotto in diverse lingue, e Vita segreta delle emozioni (2021). Collabora con vari giornali e insegna scrittura.


    Ascolta qui una conversazione con Ilaria Gaspari "La vita segreta delle emozioni"
    https://ilpostodelleparole.it/libri/ilaria-gaspari-la-vita-segreta-delle-emozioni/

    Daniela Perani, neurologa e neuroradiologa, è professore ordinario di Neuroscienze all’Università San Raffaele di Milano, coordinatrice del corso di dottorato in Neuroscienze Cognitive e direttore della scuola di specializzazione in Neuropsicologia. Le sue ricerche riguardano le neuroscienze cognitive e lo studio delle malattie neurodegenerative, applicando le tecniche di imaging molecolare in vivo.


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    16 min
  • Mario Desiati "Spatriati"
    Mario Desiati
    "Spatriati"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    "La città dei lettori" Festival
    Domenica 29 agosto 2021, ore 18:30 - Firenze
    Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
    Mario Desiati "Spatriati" con Tamara Baris
    https://www.lacittadeilettori.it/


    «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato».

    Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell'atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l'acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull'appartenenza e l'accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.

    «Una grande storia libera di questo tempo sghembo» – Concita De Gregorio, la Repubblica

    «Un romanzo baciato da qualcosa di magico: l'incontro tra scrittura e personaggi, tra senso poetico e precisione, tra forza e verità nel raccontare il proprio tempo – Annelena Benini, Il Foglio

    «Una trama che s'infittisce, e scolpisce i personaggi raccontati da Mario Desiati con la precisione e la bellezza della sua prosa generosa e affilata insieme» – Lisa Ginzburg, Avvenire

    «Leggendolo ci sentiamo vivi, non semplicemente elettrizzati: vivi in ogni inconfessata sfumatura mentre camminiamo spavaldi su quel lato della luna che non a tutti è dato vedere» – Nadia Terranova, tuttolibri

    «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato.»

    Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano piú. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant'anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d'Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo Candore torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell'indagare i dettagli piú ruvidi dell'istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici.





    Mario Desiati è originario di Martina Franca, ha pubblicato tra gli altri: Il libro dell'amore proibito (Mondadori 2013) e Mare di Zucchero (Mondadori 2014). Per Einaudi ha pubblicato Candore (2016) e Spatriati (2021).



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    21 min
  • Martino Costa "Trash"
    Martino Costa
    "Trash"
    Pessime Idee
    https://www.pessimeidee.it/catalogo/trash/

    Sullo sfondo di una lotta sindacale, in una città gradualmente sommersadai rifiuti, si staglia un intreccio di storie. La dignità del lavoro, l’opacità del potere, la via breve e distruttiva del crimine, l’immigrazione, la lotta quotidiana per la sopravvivenza e l’amore, nelle sue mille sfaccettature, sono i temi che si rincorrono in questo romanzo corale, che prende vita nella periferia del nordest italiano, tra colline di vigneti, complessi industriali e cantieri in perenne espansione.
    Duplice è la spazzatura in Trash: quella concreta, che ammorba strade, persone, case, e che cresce senza sosta con il perdurare dello sciopero degli addetti alla raccolta rifiuti, nel cui quadro si svolge la vicenda. E poi, quella metaforica: la spazzatura umana, formata dai reietti, prostitute, extracomunitari, ex tossici... Tutti quelli insomma che non possono sperare in nessun ascensore sociale, che sono destinati a restare perennemente degli scarti.



    Martino Costa, milanese, classe 1974, si è laureato in Filoso a all’Università Statale con una tesi su Kafka e Kierkegaard.
    Successivamente si è specializzato in antropologia culturale applicata e ha conseguito un diploma di master in gestione di progetti di sviluppo. Ha studiato composizione e violoncello presso il conservatorio G. Verdi di Milano. Dal 2003 lavora come operatore umanitario in diversi paesi e in altrettanti teatri di guerra del mondo: Darfur, Sri Lanka, Gaza, Sud Sudan, Uganda, Siria, Pakistan, Libano, Irak.

    Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo “Omar” con Bietti edizioni, e nel 2020 il suo romanzo “Trash” è stato finalista della 33 ̊edizione del premio letterario per inediti Italo Calvino.
    Sposato con Frosse, palestinese di Gerusalemme, attualmente vive ad Amman dove lavora per l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.




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    17 min
  • Sara Segantin "Festival della Mente"
    Sara Segantin
    "Cambiamento climatico: origini, catastrofi e speranze"
    "Festival della Mente"
    https://www.festivaldellamente.it/



    Domenica 5 settembre, ore 12:15
    Antonello Provenzale, Sara Segantin
    "Cambiamento climatico: origini, catastrofi e speranze"
    prenotazione posti: https://www.festivaldellamente.it/




    Il clima della Terra è sempre cambiato, fra periodi in cui la temperatura era di 10 gradi più alta rispetto a oggi, ed epoche in cui il pianeta era interamente coperto di ghiaccio. Ma quali sono le origini di questa variabilità? E se il clima è sempre cambiato, perché ci preoccupiamo per quei pochi gradi in più che ci attendono alla fine del secolo? È davvero così grave? E se lo è – perché, in effetti, lo è – possiamo fare qualcosa per ridurre la crescita delle temperature? Siamo ancora in tempo? Fra chi nega il cambiamento climatico e chi si dispera per la fine del mondo, possiamo trovare una strada ragionevole (razionale) e ritrovare la speranza? Abbiamo davanti utopie – difficili da realizzare, forse, ma possibili – oppure soltanto distopie?


    Antonello Provenzale è direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, ricercatore invitato presso l’Università Ben Gurion in Israele, l’Università del Colorado in USA, l’École Normale Supérieure di Parigi. Si occupa di dinamica del clima, interazione fra geosfera e biosfera e impatti dei cambiamenti globali su ecosistemi e biodiversità. È autore di più di 160 pubblicazioni scientifiche internazionali e del libro Coccodrilli al Polo Nord e ghiacci all’Equatore (Rizzoli, 2021).

    Sara Segantin è una scrittrice, alpinista e narratrice scientifica. Autrice di tre romanzi – l’ultimo, Non siamo eroi (Fabbri, 2021), sulla crisi climatica –, cura per Geo (Rai 3) una rubrica su giovani e ambiente. Ha realizzato numerosi progetti internazionali per la tutela del pianeta e la promozione del turismo ecocompatibile ed è tra i fondatori di FridaysForFuture Italia.






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    20 min
  • Dario Ricci "Match Point"
    Dario Ricci
    "Match Point"
    Sfide, campioni e momenti che hanno cambiato lo sport
    Prefazione di Pierluigi Pardo
    Illustrazioni di Daniele Simonelli
    Nomos Edizioni
    https://www.nomosedizioni.it/


    Coraggio, passione, preparazione: scelte di cuore o tattiche studiate nel dettaglio, capaci di determinare l’esito di sfide indimenticabili, il ribaltamento di incontri “già decisi” o il raggiungimento di nuovi record. Dario Ricci racconta trenta storie di agonismo nella loro dimensione epica, trenta momenti che hanno cambiato lo sport grazie alle incredibili prestazioni di grandi campioni o di nuovi talenti.

    La narrazione ritmata restituisce al lettore ritratti a tutto tondo di uomini e donne che si sono battuti in discipline di squadra o individuali, o che hanno sfidato sé stessi per raggiungere gli obiettivi di una vita. Protagonisti dello sport divenuti in alcuni casi – come Věra Časlavska o Cathy Freeman – anche icone di riscatto socio-politico. Sotto i riflettori di oltre venti discipline in competizioni mondiali e olimpioniche, vanno in scena storiche rivalità e sfide inedite: dal celebre duello tra Senna e Prost, ai record di Federica Pellegrini passando per l’eterno derby calcistico Italia/Francia e il duello scacchistico tra Kasparov e il computer.

    Ricci firma una coinvolgente raccolta che trascende la sola dimensione sportiva: ha a che fare con l’essenza stessa della vita.


    Dario Ricci. (Roma, 1973) è una delle voci dello sport più note di Radio 24. Come inviato di Radio 24 ha seguito Europei e Mondiali di calcio, Olimpiadi invernali ed estive, Mondiali di nuoto e di atletica. Conduce “Olympia-miti e verità dello sport” (in onda su Radio 24 ogni domenica alle 16.30) , con cui ha vinto lo Sport Media Pearl Award 2015, il premio “Carlo Monti” e l’Overtime Radio Festival 2017, oltre altri riconoscimenti nazionali e internazionali.

    Scrittore e saggista, ha pubblicato In vetta al mondo (2013, con l’alpinista Daniele Nardi), La migliore gioventù (2015, sempre con Daniele Nardi), I ragazzi di Brema (2016), Oro azzurro (2016), Oro bianco (2018). Inoltre, ha pubblicato Cuore di Cobra – Confessioni di un ciclista pericoloso, la biografia di Riccardo Riccò (2018), Con la testa e con il cuore, biografia del campione europeo, mondiale e olimpico dei 10.000 metri Alberto Cova.




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    19 min
  • Nicola Verde "Mastro Titta e l'accusa del sangue"
    Nicola Verde
    "Mastro Titta e l'accusa del sangue"
    Fratelli Frilli Editori
    https://shop.frillieditori.com/index.php?id_product=891&rewrite=mastro-titta-e-l-accusa-del-sangue&controller=product




    Ventimila righe sotto i mari, Festival
    Senigallia
    Nicola Verde ospite sabato 21 agosto
    https://www.ventimilarighesottoimari.it/

    Roma gennaio 1869: Giambattista Bugatti detta le sue memorie allo scrittore Ernesto Mezzabotta. Roma, inverno 1859. La scomparsa di un neonato, figlio di un ufficiale francese, fa temere un nuovo “caso Mortara”. Il bambino, infatti, nato ebreo, è stato sottoposto a un “battesimo forzato” dalla sua balia. Rapito, dunque, dai gendarmi pontifici e condotto nella casa dei catecumeni perché venga allevato nella fede cristiana? Siamo nel momento più delicato in cui si sta decidendo l’alleanza franco-piemontese contro l’Austria, che c’entri, quindi, la “longa manus” di una delle due potenze, prossime alleate, per screditare lo stato pontificio affinché Napoleone III possa schierarsi senza suscitare le ire e lo sdegno dei cattolici europei? Oppure, si tratta, più semplicemente, della fuga della giovane nutrice proprio per sottrarre il neonato alle “grinfie” pontificie? Ma quando il bambino e la balia verranno trovati trucidati, omicidi ai quali ne seguiranno altri, a quelle prime ipotesi se ne dovranno aggiungere altre. Gelosia? Oppure si deve dar credito a “l’accusa del sangue”, il mito secondo il quale gli ebrei userebbero il sangue dei bambini cristiani per scopi rituali? O le ragioni di quel “furore assassino”, risiedono altrove? Anche in questo caso Giambattista Bugatti, Mastro Titta, il famoso boia papalino, e i suoi due amici, Amilcare Laudadio, ispettore di polizia di Borgo, e Giuseppe Marocco d’Imola, poeta e tornitore, sono coinvolti per sciogliere il mistero. Il nuovo avvincente romanzo di un autore che sta portando alla ribalta una Roma ottocentesca sconosciuta, buia, sporca, puzzolente e addormentata, ma assolutamente fascinosa, incantevole e seducente.










    Nicola Verde è nato a Succivo (CE) il primo marzo 1951, è sposato e ha un figlio; vive a Roma. Vincitore di alcuni prestigiosi premi dedicati al giallo, alla fantascienza e al fantastico, è presente in numerosissime antologie (Giallo Mondadori, Hobby & Work, Del Vecchio, Perdisa, Dario Flaccovio, Robin, Fratelli Frilli, Delos ecc.). Ha pubblicato i seguenti romanzi: Sa morte secada, (Dario Flaccovio ed. 2004; Delos Digital 2015; Fratelli Frilli Editori ed. 2020), prefazione di Luigi Bernardi, semifinalista al premio Scerbanenco; Un’altra verità, (Dario Flaccovio ed. 2007), prefazione di Marcello Fois, vincitore del premio Qualità editori indipendenti; Le segrete vie del maestrale, (Hobby & Work 2008), prefazione di Ben Pastor, finalista al Festival Mediterraneo del giallo e del noir. La sconosciuta del lago, (Hobby & Work 2011), liberamente ispirato al caso di Antonietta Longo, la decapitata di Castelgandolfo; Il romanzo è stato vincitore della sezione romanzi storici al Festival Mediterraneo del giallo e del noir. Verità imperfette (Del Vecchio 2014), “romanzo noir a più mani a incastri multipli”; Il marchio della bestia (Parallelo45 2017), quarto romanzo della “serie sarda”; Il vangelo del boia (Newton Compton 2017) già finalista al premio Tedeschi, è stato semifinalista allo Scerbanenco e finalista al premio Acqui Storia 2018, sezione romanzi storici.




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    24 min
  • Livio Ferrari "Perché abolire il carcere"
    Livio Ferrari, Giuseppe Mosconi
    "Perché abolire il carcere"
    Le ragioni di "No prison"
    Foto di Luca Pasqualini
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/



    La povertà, per chi è ristretto nelle carceri italiane, è l’elemento caratterizzante della distanza che li separa dal resto della società, del disinteresse o peggio odio nei loro confronti da parte dei liberi che non hanno nessuna voglia di approfondire la questione. La prigione umilia, annulla, stigmatizza e impone il dolore, la sofferenza, è crudeltà, crea la mancanza di responsabilità verso il proprio comportamento e aumenta la pericolosità di tutti coloro che vi transitano, che diventano a loro volta moltiplicatori irreversibili e potenziali della violenza ricevuta. Il carcere ha una funzione falsa e puramente ideologica, perché finge di controllare, evitare e prevenire i reati, mentre li produce e riproduce, con effetti e livelli di sofferenza ben peggiori della maggior parte dei reati perseguiti dai condannati, per i quali viola sistematicamente i diritti fondamentali. Il carcere evoca l’annientamento del “criminale” che spaventa e fa passare il messaggio che quelli in libertà possono essere innocenti, mentre quelli imprigionati sono certamente colpevoli. Questo vale soprattutto per gli extracomunitari e i poveri che sono i più arrestati e reclusi rispetto al resto della popolazione, al punto che produce nella gente la convinzione che sono coloro che commettono più crimini. Il carcere è considerato come un male necessario, nella mancanza di coscienza e conoscenza in generale, senza alcuna consapevolezza che provoca più problemi di quanti ne risolve. Sembra non possa esserci alternativa ad esso, mentre è necessario progettare la sua abolizione e sostituzione con forme diverse di gestione degli illeciti. L’abolizione della prigione non è un’utopia. Il carcere è barbarie, in quanto vendicativo ed incurante della reale esperienza delle persone, strumento dell’antica retorica del castigo. È necessario mettere in discussione la costruzione che il diritto penale produce degli atti illeciti, che sta a fondamento delle pene detentive, per operare un salto di paradigma, che conduca ad una conoscenza oggettiva dei fatti perseguiti e di chi li pone in essere, nell’ottica della reintegrazione e della ricostruzione dei legami sociali. Continuare a sostenere il sistema carcerario significa in fondo autorizzare la pratica della vendetta di Stato e della sua violenza, con l’imposizione del dolore e della sofferenza ai ristretti. Non vi è alcun motivo di credere che lo spettro della prigione ridurrà la criminalità, è pertanto assurdo ritardare la ricerca di soluzioni di non carcere.


    Livio Ferrari
    Giornalista, scrittore e cantautore, esperto di politiche penitenziarie, fondatore e direttore dal 1988 dell’Associazione di volontariato “Centro Francescano di Ascolto” di Rovigo, fondatore e portavoce del “Movimento No Prison” dal 2019, direttore responsabile della rivista dei detenuti del carcere di Rovigo “Prospettiva Esse” dal 1997, autore dei volumi: In carcere, scomodi (Franco Angeli Editore, 2007), Di giustizia e non di vendetta (Gruppo Abele, 2010), No Prison (Rubbettino, 2015), No Prison (EG Press, London, 2018, in lingua inglese), Basta dolore e odio. No Prison (Apogeo Editore, 2018), Testimoni di prossimità (Edizioni Paoline, 2020) e autore degli album musicali Orologi e Passioni (Edizioni Nota Music). È ideatore e regista dal 2006 dello spettacolo “Il carcere in piazza”.


    Giuseppe Mosconi
    Già docente ordinario di Sociologia del Diritto all’Università di Padova, ha tenuto corsi di insegnamento fino all’a.a. 2018-2019. Ha insegnato in corsi relativi a sociologia del diritto, devianza, carcere e controllo sociale. È stato membro della Commissione scientifica del progetto “Città Sicure” della regione Emilia-Romagna. Ha diretto la...
    31 min

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