il posto delle parole

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  • Nicla Vassallo "Epistemologia in tempo di vacanza"
    Nicla Vassallo
    "Epistemologia in tempo di vacanza"

    Incontro estivo con la filosofa genovese, in attesa della sua partecipazione ai festival:
    Festival Filosofia di Modena, Con-Vivere di Carrara.

    Con-Vivere, sabato 11 settembre 2021, ore 18:00, Carrara
    Nicla Vassallo "La cura delle donne"
    http://www.con-vivere.it/


    Festival Filosofia, domenica 19 settembre 2021, ore 16:00, Carpi
    Nicla Vassallo "Le gabbie delle donne"
    https://www.festivalfilosofia.it/



    Per gentile concessione del sito amanutricresci.com, riportiamo una breve parte dell'intervista che Nicla Vassallo ha concesso a Sabino Maria Frassà.


    Sabino Maria Frassà: Nicla Vassallo, da https://en.wikipedia.org/wiki/Nicla_Vassallo si ricava poco di personale su di te. Come stai trascorrendo l’estate?

    Nicla Vassallo: A leggere e studiare, col Green Pass, che mi consente di andare a fare spinning in palestra e a nuotare in piscina: sotto casa. Non condivido affatto l’ossessione che d’estate sia tutto possibile e che per vivere un miraggio ci si debba accalcare. È una schiavitù sociale. Quanto a me, tento di iniziare ogni giorno, spesso all’alba. Anche perché, come sostiene Paltone, “La libertà consiste nell’essere padrone della propria vita e nel fare poco conto delle ricchezze”. Le ricchezze? Quelle e queste dell’anima/psiche/cervello che si allena, e del corpo che fa sport. Senz’altro ricchezza non è recarsi in vacanza a ogni costo, e non solo, con le masse, mettendo a rischio la propria e soprattutto l’altrui vita. Si va in vacanza, come si fa qualsiasi altra cosa, se e solo se sussistono determinate condizioni. La libertà non consiste nell’agire come si pretende, sulla scorta dei propri pregiudizi e delle proprie manie. Occorre pensare bene, rispettare se stessi e le altre persone.

    Sabino Maria Frassà: In ogni caso è un dato di fatto: la pandemia resiste, quasi da 18 mesi. Cosa ti manca?

    Nicla Vassallo: Osservo in giro troppi egoriferiti, narcisi, menefreghisti, opportunisti, opinionisti. Mi mancano i “grazie” e i “mi scusi”, le intimità, le delicatezze, l’educazione, e pure l’arte della perfidia, che già prima scarseggiavano; sui mezzi pubblici mi mancano coloro che cedono il posto a chi ne ha necessità… e poi banale a dirsi, mi manca vagabondare per il mondo e mi manca la cultura, e il poter condividere viaggi, teatri, musei, con gli altri, specie amiche e amici, non solo in Italia. Ho sempre trovato difficile meravigliarmi da sola, sebbene sia felice di essere single da anni, per scelta.

    Sabino Maria Frassà: Rischi sociale del Codiv-19 e della pandemia?

    Nicla Vassallo: Come tutte le volte che ci ha travolto una pandemia, anche questa sta mostrando il lato tetro dell’umanità, anzi sta evidenziando il disumano, un lato che in ogni caso non scompare mai e che rimane sottotraccia nei momenti più fortunati. In questi tempi ho riflettuto di più e ho rivalutato parecchio: lontananza e distanza, un’agevolazione per ponderare e riscoprire le amicizie, quelle che davvero contano, ma anche per realizzare quanto i diritti umani e civili riescano a essere infranti con estrema facilità, per farli precipitare in baratri. Davvero provo sgomento su questo “trattamento” riservati ai diritti, “distratti” come siamo dall’emergenza sanitaria, economica, e “vacanziera”.


    Sabino Maria Frassà: Il Covid come ha trasformato l’amore?

    Nicla Vassallo: Mi pare che si sia ossessionati dal far sesso, che non è far l’amore. Inviterei a porre al centro e in pratica l’amore platonico. Platone, come altri pensatori e pensatrici, non appartiene alle usanze, le tradizioni… Ci si appella ad esse e si commettono fallacie logiche....
    36 min
  • Paolo Perulli "Nel 2050 passaggio al nuovo mondo"
    Paolo Perulli
    "Nel 2050 passaggio al nuovo mondo"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    "Il mondo di ieri si sta esaurendo in una drammatica successione di crisi. Cosa deve cambiare affinché quello di domani sia il migliore dei mondi possibili?"


    1989 e 2050: due date simbolo, noi ci troviamo esattamente in mezzo. Come sopravviveremo alle sfide che l’uomo sta ponendo alla Terra? Saremo più ricchi o più poveri, più sicuri o più indifesi, vivremo meglio o peggio? Dipende da come oggi sapremo correggere gli errori degli ultimi trent’anni di globalizzazione. Una classe dirigente opaca e irresponsabile ha messo a rischio la Terra e creato una neoplebe planetaria contrapposta a una classe creativa dotata di sapere ma priva di potere. Il pianeta di domani potrebbe essere costituito da grandi stati-continente legati da scambi più equi e basati su società glocali intelligenti. Questo libro è un appello a mobilitarci per progettare un nuovo mondo.

    Paolo Perulli, sociologo dell’economia, ha insegnato nelle Università del Piemonte Orientale, Venezia, Cambridge (Usa), Parigi, Lugano. Tra i suoi volumi «Terra mobile» (Einaudi, 2014), «The Urban Contract» (Routledge, 2017), «Il debito sovrano. La fase estrema del capitalismo» (La Nave di Teseo, 2020).



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    28 min
  • Stefania Nardini "La combattente"
    Stefania Nardini
    "La combattente"
    edizioni e/o
    https://www.edizionieo.it/


    Il passato, ai suoi occhi, è fascino e sconfitta. Cercare lì la verità per riuscire a rinascere.
    Angelita è rimasta da sola nella grande casa di famiglia. Fabrizio, suo compagno di vita da trent’anni, se ne è andato via divorato da un cancro. Scrittrice, ex giornalista, in età matura è travolta da un’opprimente solitudine. L’impatto con la realtà è violento, privo di certezze. Il mondo, questo nuovo mondo, in cui arranca, non le appartiene. Disperata, si aggrappa a brandelli di lucidità che si trasformano in incubi. È l’anno zero. La sua storia con Fabrizio si trasforma in un ricordo crudele che si va sfumando come un ritratto in seppia. Ma accade qualcosa nel presente, una scoperta oltre la quale cova un mistero. Angelita cerca la verità indagando e ripercorrendo gli eventi degli anni Settanta. Perché è lì che si annida un inspiegabile dolore che aveva attanagliato Fabrizio. Un dolore blindato e inconfessabile che lo aveva accompagnato fino alla morte.


    Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, è romana e vive tra Marsiglia e Roma. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984); del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001), pubblicato anche in Ucraina nel 2007; del noir Gli scheletri di via Duomo (Pironti, 2008), ambientato a Napoli negli anni Settanta. Per E/O ha pubblicato nel 2013 Alcazar, ultimo spettacolo, nella collezione Sabot/Age, e nel 2015 la nuova edizione di Jean-Claude Izzo. Storia di un marsigliese, edita nel 2010 da Perdisa Pop e riproposta in Francia dalle Éditions des Fédérés nel 2020.



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    23 min
  • Giovanna Di Lello "John Fante Festival"
    Giovanna Di Lello
    "John Fante Festival"
    https://www.johnfante.org/



    Dal 19 al 22 agosto a Torricella Peligna in Abruzzo torna il JOHN FANTE FESTIVAL “Il dio di mio padre”, diretto da Giovanna Di Lello, giunto alla sua XVI edizione. La manifestazione, fin dalla prima edizione, è organizzata dal Comune di Torricella Peligna per ricordare e omaggiare lo scrittore americano John Fante (1909-1983), il cui padre Nicola era un muratore originario proprio di questo piccolo paese abruzzese.
    Quest’anno il Festival sarà di nuovo in presenza, per tutti gli eventi, con posti contingentati e regolati in base alla normativa anti-covid.

    Tra gli ospiti di questa edizione che compie 16 anni e che ha come tema il rapporto tra Fante e gli USA, Andrea Purgatori, Franco Arminio, Concita de Gregorio e l’americana Virginia Jewiss italianista della Yale University, traduttrice negli USA della scrittrice Premio Strega Melania Mazzuzzo e di Roberto Saviano - ha curato anche la traduzione della sceneggiatura del film “This must be the place” di Paolo Sorrentino -, protagonista di un evento intitolato “Dante ringiovanito: La Divina Commedia per piccoli lettori”. Tra gli ospiti anche Fabrizio Gatti, vincitore del Premio alla carriera John Fante Vini Contesa 2021.

    Una delle serate sarà dedicata, come sempre, all’annuncio e alla premiazione del vincitore del Premio John Fante Opera Prima: parteciperà la terna finalista composta da Alice Urciuolo, autrice di Adorazione (66thand2nd), Barbara Frandino, autrice di È quello che ti meriti (Einaudi), Marcello Domini, Di guerra e di noi (Marsilio) scelti dalla Giuria dei letterati: Maria Ida Gaeta (presidente), Tommaso D’Amico, Claudia Durastanti, Nadia Terranova.

    John Fante Festival: “Il dio di mio padre” si inserisce nel progetto condiviso “Piazza Dante. #Festivalinrete” che unisce quarantaquattro Festival di approfondimento culturale italiani. Sostenuto dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dantesche istituito dal Mibact, “Piazza Dante. #Festivalinrete” è una delle più importanti iniziative che nel 2021 renderanno omaggio a Dante Alighieri in occasione dei settecento anni dalla morte. Da nord a sud in un viaggio geografico e culturale che attraverserà tutte le regioni italiane toccando le grandi città e i piccoli centri, il progetto testimonia l’amore del nostro Paese per la straordinaria opera di Dante Alighieri, dando vita a un racconto tutto italiano che animerà le piazze (fisiche e virtuali: https://www.piazzadante.org/ ). Ogni festival proporrà all'interno della propria programmazione 2021 uno o più eventi dedicati a Dante, ideati e modulati secondo la propria vocazione, generando un programma variegato e differenziato ma condiviso. Il risultato è la creazione di una sinergia di proposte che permette di unire le esperienze dei tanti festival sparsi sulla Penisola e di creare un modello di condivisione e di “rete”.

    In questo ambito John Fante Festival “Il dio di mio padre” si occuperà della letteratura per bambini ispirata a Dante. Ha inoltre collaborato all’evento “Casa Dante” dell'Associazione Amici della Musica Fedele Fenaroli di Lanciano, organizzata nell’ambito della manifestazione #500Festival. Lo spettacolo si svolgerà domenica 1° agosto, alle ore 21, al Parco delle Arti Musicali, Torri Montanare, Largo dell'Appello, 2, Lanciano.

    “Cammini per Bunker Hill e scuoti il pugno per aria, ma io so a cosa stai pensando, Bandini. Sono gli stessi pensieri che ha avuto tuo padre prima di te, ed è come una sferzata in mezzo alla schiena, come un’esplosione nella testa. Non è colpa tua, ecco cosa pensi, tu sei nato povero, figlio di contadini miserabili, la tua città natale ti ha respinto perché eri povero, costringendoti ad andare ramingo per le strade di Los Angeles e, siccome sei povero, speri di...
    15 min
  • Gianluca De Candia "Il forse bifronte"
    Gianluca De Candia
    "Il forse bifronte"
    L'emergenza della libertà nel pensiero di Dio
    prefazione di Thomas Leinkauf
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/



    «Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano. Perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito» scrive Leopardi. Il termine tuttavia non rientra fra quelli maggiormente frequentati dai filosofi, i quali prediligono piuttosto avverbi pacifici e rassicuranti, come quelli che rimarcano o confutano la certezza. Attraverso un ripensamento inedito e coinvolgente del pensiero di Dio da Cartesio a Cacciari, il saggio verifica invece la presenza di un “forse” (ermeneutico, anfibologico e congetturale) al di sotto di ogni costruzione razionalistica e porta allo scoperto il momento di libertà latente in ogni atto metafisico.


    «Il Forse è un’erma bifronte, dalla quale è impossibile estirpare una delle due facce. Il Forse nel modo maggiore è ottimista. Il Forse nel modo minore tende a negare questa potenzialità, eppure non può vietare che essa sussista, che permanga sullo sfondo come opzione di secondo ordine. In entrambi i casi, una porta si schiude: una sulla luce, l’altra sull’oscurità, ma la soglia rimane la stessa. E l’uscere qui e una ragione libera, la sola a cui spetta l’interpretazione.»


    Gianluca De Candia ha studiato filosofia e teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese, l’Università “Aldo Moro” di Bari e la Gregoriana di Roma. Borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung, ha conseguito l’abilitazione in “Questioni filosofiche della teologia” presso l’Università di Münster. Già Professore a contratto di Filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese e di Teologia Sistematica presso l’Università di Siegen, è ora Privatdozent presso l’Università di Münster e responsabile di un progetto (DFG) sulla ricezione del pensiero di Luigi Pareyson. Hanno detto di lui: «leggendo De Candia mi riconosco perfettamente nel "Weg" che descrive, come dovessi iniziare di nuovo» (Massimo Cacciari); «un importante mediatore fra filosofia italiana e tedesca» (Gianni Vattimo); «un uomo prezioso, mi ha proprio stregato» (Giliano Ferrara); «Gianluca De Candia ha il dono della trasfigurazione. Senza trasfigurazione non c’è comprensione.» (Barbara Alberti); «Nei saggi di De Candia si colgono le forme della concretezza incarnata e raggiante della fede cristiana, spesso trascurate dalla teologia di scuola. Egli riesce a rintracciare le orme di un altro Dio e un altro uomo, ambedue umili e forti, vulnerabili e fieri nella loro amabilità» (Elmar Salmann).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    34 min
  • Andrea Bellandi Saladini "Il mondo nuovo"
    Andrea Bellandi Saladini
    "Il mondo nuovo"
    Manuale di educazione civica digitale
    fve editori
    https://www.fveditori.it/




    Come nasce e quali canali utilizza il linguaggio dell’odio per diffondersi in rete oggi? Chi si nasconde dietro al profilo troll o al cyberbullo? Com’è mutato il paradigma della violenza nell’era digitale?

    Analizzando i nuovi fenomeni che vanno affermandosi nella nostra contemporaneità – dal Revenge Porn al Cyberstalking, dalle Fake news ai falsi account – il Manuale indaga e chiarisce, con un approccio formale e trasversale, i modi in cui l’Hate Speech è divenuto, in breve tempo, la forma più ricorrente di attacco per esprimere un dissenso.

    La risposta che il libro propone a questi allarmanti fenomeni è quella dell’Hate Management, la “gestione dell’odio e delle relazioni sociali online”, metodo educativo in grado di far luce su ogni zona d’ombra dello spettro del digitale. È, al contempo, come ogni analisi che tenga conto della complessità di questo “mondo nuovo”, una ricognizione attenta e puntuale sui rapporti di potere che stanno alla base di una vasta gamma di problemi legati alla digitalizzazione delle nostre vite, problemi interconnessi che diventano questioni:

    quella dell’identità, del genere, della discriminazione nelle sue multiformi manifestazioni (Body Shaming, Cyberbullismo, Hate Group…) e della post-verità, sistema di pensiero in cui la verità dei fatti perde d’importanza e credibilità a favore di una realtà narrata, in grado di far leva sull’emotività e sulle convinzioni personali.

    Il mondo nuovo è un libro unico nel suo genere, prima ricognizione su quell’umanità digitale che fino a pochi anni fa apparteneva all’immaginario visionario del cinema e della letteratura distopica e che adesso è l’ambiente naturale nel quale siamo immersi, paesaggio da comprendere e salvaguardare perché il presente sia una terra abitabile e il futuro una scommessa ancora possibile, un dialogo gentile del domani.



    Andrea Bellandi Saladini, milanese doc, classe ‘93. Appassionato di poesia e comunicazione è fondatore de Lo Sbuffo, associazione di Millennials nata con lo scopo di diffondere la cultura del “buon scrivere” in rete. Da sempre sensibile alle tematiche del riscatto sociale e del dialogo intergenerazionale ha cercato di portare nel dibattito pubblico una riflessione profonda sul ruolo chiave che potrebbe avere la Generazione Y nella storia e delle conseguenze di un’eccessiva disparità generazionale. Laureato in Linguaggi dei Media, in Management e Design dei Servizi e con un master in Digital Transformation, dirige Elzevirus, rivista antifascista e Accademia Civica Digitale, realtà interamente dedicata alla diffusione di comportamenti virtuosi sul web e alla gestione di fake news e violenza digitale.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    23 min
  • Riccardo Marchina "Spirito d'estate. Storie di collina"
    Riccardo Marchina
    "Spirito d'estate. Storie di collina"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    A cura di Riccardo Marchina

    Racconti di: Mara Barazzutti, Elena Biondo, Luca Borioni, Luisella Ceretta, Giovanni Casalegno, Graziella Costanzo, Valeria De Cubellis, Emanuele Di Nunzio, Franco Francescato, Renato Graziano, Licia Guiati, Riccardo Marchina, Gianni Miglietta, Giuseppe Milano.


    In collina, l’estate italiana ha mille volti. Sui morbidi rilievi si intrecciano storie e personaggi: i villeggianti, certo, ma soprattutto chi ci abita, da sempre o da pochissimo, chi sui pendii lavora e pedala, ama e ricorda, coltiva vigne, vendette o speranze.

    Ad affollare le pagine di questa antologia sono racconti inconsueti, ambientati fra il Monferrato e le Langhe, le colline del Veneto e della Toscana. Luoghi incantevoli, che il mondo ci invidia e che hanno ispirato la creatività dei quattordici scrittori che si cimentano con la loro penna su e giù per questi poggi.

    Postini innamorati e celebri investigatori, amori romantici e loschi seduttori del web, allievi rancorosi, adolescenti in bicicletta e fanciulle contese, streghe e ragazzi fantasma; e poi ancora straniamenti, miraggi e segreti, pranzi in trattoria e boschi in fiamme. A rendere davvero piacevole questa antologia dunque, un ventaglio di protagonisti e vicende di stile narrativo variegatissimo, divertenti o riflessive, dal linguaggio contemporaneo o tradizionale ma sempre intriganti e sfaccettate. Piene di sorprese e punti di osservazione imprevedibili, proprio come le colline…


    Nella stessa collana le precedenti edizioni di “Spirito d’estate”, la collana antologica dedicata alle letture sotto l’ombrellone.


    … La collina è fuori luogo perché spesso è punto di passaggio; si diceva: né mare, né bosco, né montagna. La collina non è né carne né pesce.

    In collina non prende il telefono, in collina le strade sono impervie, poi la collina frana.

    Eppure, chissà per quale paradosso, su questi rilievi le case valgono di più, le colture, come quella della vite, sono più preziose e la gente ci va per stare meglio, per godersi la natura … soprattutto che la collina è un modo di vivere, “un aspetto delle cose”, come diceva Pavese. E allora chiunque può farla sua e, come dimostrano queste pagine, la cosa può avvenire persino in fretta. Può farlo perché la collina è gentile come le sue forme.

    Così la collina diventa popolare, autentica, addirittura più grezza di quello che potremmo immaginare…

    E’ vero la collina non è né carne, né pesce; ma almeno è vino, uno degli altri protagonisti di questi racconti, insieme alla bicicletta…




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    14 min
  • Carla Ghisalberti "Festival della Mente"
    Carla Ghisalberti
    "Un istante che si chiama desiderio"
    Festival della Mente, Sarzana
    https://www.festivaldellamente.it/


    Festival della Mente
    Sabato 4 settembre, ore 17.30 / Domenica 5 settembre ore 16:30
    Un istante che si chiama desiderio
    laboratorio itinerante 5-8 anni 90 minuti 15 partecipanti
    prenota il tuo posto:
    https://www.festivaldellamente.it/it/?p=17026


    Prima non c’è, e dopo sì: tutto ha origine da un punto, nel tempo di un istante. Ed è lì che qualcosa nasce, forse da un desiderio. Guardarsi indietro fino all'origine del mondo e scoprire il passato che ci appartiene, fermarsi per guardare il presente che passa in un attimo, quindi ripartire con gli occhi puntati in avanti, verso l'origine del futuro.

    Carla Ghisalberti si occupa di letteratura per l’infanzia dal 1997. Ha fondato l'associazione culturale Mi leggi ti leggo che, dal 2003, promuove la lettura con progetti nelle scuole, nelle biblioteche e nelle librerie. Dal 2011 cura un blog dal nome Lettura candita. Il laboratorio si ispira al libro C'era una volta e ancora ci sarà di Johanna Schaible (Orecchioacerbo, 2021).



    C'era una volta e ancora ci sarà
    di Johanna Schaible, illustrazioni di Johanna Schaible, traduzione di Carla Ghisalberti
    Orecchio Acerbo
    https://www.orecchioacerbo.com/
    Una fiaba che ci riguarda. Si narra che tutto è cominciato miliardi di anni fa quando sul nostro pianeta le terre presero forma tra fuoco e lapilli. Poi arrivarono i dinosauri, poi arrivammo noi, poi le magnifiche costruzioni che fummo in grado di inventare e poi arrivarono le macchine che ci hanno permesso di accorciare le grandi distanze e tenerci più vicini. E questo è successo solo cento anni fa. Poi è un correre sempre più veloce verso l’oggi, con i panorami che cambiano, gli uccelli che migrano, l’autunno alle porte e solo un minuto fa la lucina accanto al letto di un bambino che si è spenta. La fiaba può finire così? No, se quel bambino esprime un desiderio tutto ricomincia di nuovo. Da quella cameretta, partiranno minuto dopo minuto, le giornate prossime, le settimane venture, i mesi e gli anni a venire. Su questo tempo che ancora non c’è possiamo solo fantasticare. Un libro geniale con un formato originale che con la sua straordinaria architettura racconta la storia di tutti e interroga sulle storie di ciascuno

    http://letturacandita.blogspot.com/
    Nella mano sinistra, un libro da leggere con bambini e ragazzi e, nella destra, un buon biscotto (o una polpetta). Ecco le nostre due grandi passioni: letteratura per i più giovani e buona cucina. Un blog per poter ragionare di entrambe.

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    19 min
  • Carlo Grande "Il giardino incantato"
    Carlo Grande
    "Il giardino incantato"
    Un viaggio dell’anima dalle Alpi occidentali alle colline delle Langhe e del Monferrato
    Edizioni Terrasanta
    https://www.edizioniterrasanta.it/

    Un diario, un viaggio nella bellezza del Piemonte, “giardino incantato” circondato dal muro naturale delle Alpi.

    Bellezza, storia, ricordi. È questo il Piemonte raccontato da Carlo Grande, scrittore e giornalista del quotidiano "La Stampa".
    Un viaggio dell'anima alla scoperta di una terra generosa, ricca di tradizioni e in grado di regalare emozioni impagabili a chi si prende il giusto tempo per scoprirla: dalle colline del Monferrato, patria di grandi vini, alle contrade occitane, dove ancora si ode parlare l'antica lingua d'oc; dall'orgoglio delle Valli Valdesi alle cattedrali di ghiaccio del Gran Paradiso e del Monte Rosa; da Torino, lungo la "strada di Francia" e la Valle di Susa, fino a Bardonecchia, e poi giù fino al Monviso, dove si è fatta la storia dell'alpinismo italiano. In un sottile gioco tra parola e allusione, scrittura e immaginazione, l'autore ci accompagna per mano in un viaggio attraverso quel «giardino circondato da una muraglia» che incantò Rousseau, e che ancora oggi sa regalare meraviglie, scorci sublimi, e un impareggiabile savoir-faire artigiano. Il tutto innestato su una storia gloriosa e fiera, fatta di piccoli personaggi nascosti tra le pagine di antichi documenti, ma anche di grandi figure che hanno segnato i destini d'Italia. In compagnia di Barbero, Rumiz, Herzog, Weil, Rigoni Stern, Proust, Pasolini e tanti altri protagonisti della cultura, questo libro è un invito a riscoprire il gusto dell'andare lenti, dell'attardarsi in un luogo per conoscerne passato e presente, le persone che lo abitano e ci lavorano, le leggende e i personaggi che ne hanno fatto la grandezza. E per rivelare quel genius loci che, solo, può distinguerlo da qualunque altro nel mondo, contro il conformismo e l'appiattimento di un'imperante globalizzazione




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    16 min
  • Franco Forte "L'uranio di Mussolini"
    Franco Forte, Vincenzo Vizzini
    "L'uranio di Mussolini"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Ragusa, 1934. Due uomini, un investigatore del Sud e un funzionario fascista del Nord. L’incontro-scontro tra il regime fascista, la mafia, e le più grandi potenze mondiali. E un progetto in grado di segnare le sorti del Secondo conflitto mondiale: la bomba atomica. L’uranio di Mussolini è un giallo storico che mescola insieme realtà e finzione, ispirato infatti da eventi poco conosciuti della nostra Storia, che vengono riportati a galla dai due autori, Franco Forte e Vincenzo Vizzini.

    Nella Sicilia del Ventennio, il commissario Vincenzo Ibla indaga su un delitto avvenuto alle cave di Spaccaforno. Un omicidio semplice, sembrerebbe, di natura passionale. Ma è l'arrivo del funzionario Franco Durante, inviato da Milano direttamente da Mussolini, a farlo insospettire: perché questo caso necessita di aiuto da parte di quell'uomo del Nord tutto d'un pezzo?

    La vittima, Vittorio Borgia, compagno d'armi del commissario, era un miliziano fascista, e il suo omicidio sembra aver scatenato la reazione degli alti vertici del Partito. I moventi dell'assassinio iniziano a essere in realtà molteplici, nascosti dietro una fitta rete di intrighi oscuri e complessi. Durante, che segue impazientemente il lavoro di Ibla, risulta un'ostacolo per Vincenzo, che vive con sospetto l'uomo di una cultura così lontana da quella siciliana.


    Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Direttore delle collane Giallo Mondadori, Segretissimo e Urania, per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, Carthago, Roma in fiamme, Cesare l'Immortale, La bambina e il nazista e la serie dei 7 re di Roma, avviata con il fortunato Romolo - Il primo re.


    Vincenzo Vizzini, nato a Noto nel 1958, vive da sempre a Marina di Ragusa. È autore di racconti gialli per Mondadori, vicedirettore della Writers Magazine Italia, e ha scritto il manuale bestseller Come si scrive un racconto.



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