il posto delle parole

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  • Mario Bellettato "Due perle"
    Mario Bellettato
    "Due perle"
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/



    Cristina Paglieri è una giovane e ambiziosa funzionaria di banca. Accetta un trasferimento in Sudamerica per fare carriera e uscire dalla routine, ma il cambiamento rivoluzionerà la sua vita, al punto da dover decidere quali siano le cose da difendere senza scendere a compromessi. La graduale consapevolezza di Cristina si intreccia a una serie di vicende inaspettate e appassionanti che contribuiranno alla sua profonda metamorfosi. Una trasformazione che passa attraverso una critica disincantata della società nella quale si ritrova a vivere, fatta di figure prigioniere di ruoli prestabiliti e per le quali sembra non esserci redenzione; quella redenzione che, invece, Cristina conquista faticosamente per sé. Il romanzo si immerge in una descrizione precisa e puntuale della realtà cilena, con affondi fino alle radici dolorose della dittatura, rievocata dall’autore con fedeltà storica, grazie al suo legame profondo con il Cile, costruito con una lunga permanenza nel paese per motivi di lavoro.




    Mario Bellettato è nato ad Adria nel 1956. Vive in Friuli dal 1985. Si occupa di management, comunicazione, gastronomia e restauro di auto d'epoca. Ha iniziato a scrivere come copy ed ora collabora con la rivista Registro Porsche 356, con REM e https://www.remweb.it/



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    26 min
  • David Bargiacchi "C'è un sacco di spazio giù in fondo"
    David Bargiacchi
    "C'è un sacco di spazio giù in fondo"
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/


    Tante storie danno vita a un mondo in miniatura, un quasi-romanzo ricreato in una boule de neige; ma invece della neve ci sono la sabbia e gli ombrelloni di una cittadina di mare, dove i vacanzieri in ferie si mescolano ai residenti, gli adulti ai ragazzi, i desideri e i sogni con la quotidianità.
    Dieci personaggi animano brevi vicende connotate da un’attesa che coinvolge anche il lettore e ne fa l’undicesimo personaggio, preso in un gioco col testo alla ricerca di un nuovo punto di osservazione. Poi arriva settembre, e anche quell’estate della metà degli anni Ottanta finisce.

    David Bargiacchi è nato nel 1974 a Firenze dove vive e insegna Fisica nelle scuole superiori.
    Ha scritto saggi sulle tradizioni del suo territorio nel Novecento e poesia.



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    19 min
  • Giovanni Barberi Squarotti "Opere di Mario Lattes"
    Giovanni Barberi Squarotti
    "Opere di Mario Lattes"
    Olschki Editore
    Scritti editi e inediti, per la prima volta insieme, a 20 anni dalla morte
    Tre volumi diretti da Giovanni Barberi Squarotti e Mariarosa Masoero
    raccolgono romanzi, racconti, poesie, opere teatrali, articoli e la tesi di laurea
    https://fondazionebottarilattes.it/opere-di-mario-lattes-olschki/


    Tre volumi in cofanetto, per far conoscere il complesso degli scritti, editi e inediti di Mario Lattes (1923-2001), a vent’anni dalla morte, e considerare per la prima volta nella sua effettiva estensione e nel suo rilievo la presenza di Lattes nella scena letteraria del secondo Novecento. È l’insieme di Opere di Mario Lattes, pubblicato da Leo S. Olschki Editore, in libreria dal 3 maggio 2021, fortemente voluto da Caterina Bottari Lattes, che nel 2009 ha creato la Fondazione Bottari Lattes per portare avanti iniziative ispirate al lascito culturale dell’autore e promuovere presso il grande pubblico l’ampio patrimonio delle sue opere. Editore, pittore, incisore, scrittore, collezionista e animatore culturale, Lattes fu un intellettuale dai molteplici interessi e dalla personalità eclettica, testimone lucido e anticonformista del suo tempo, capace di misurarsi con l'arte, la letteratura, l'editoria e la promozione culturale.

    https://fondazionebottarilattes.it/opere-di-mario-lattes-olschki/

    Opere di Mario Lattes, la cui edizione è diretta da Giovanni Barberi Squarotti e da Mariarosa Masoero, a vent’anni dalla morte dell’autore, raccoglie numerosi testi di Lattes che erano andati dispersi nel corso degli anni e un corpus importante di materiale inedito, riuniti grazie a un’attenta revisione portata avanti secondo criteri filologici, anche sulla base delle carte autografe conservate negli archivi personali (recentemente riordinati e tutelati dalla Soprintendenza), conservati presso la casa editrice Lattes e la Fondazione Bottari Lattes.

    I tre volumi comprendono: 6 romanzi (La stanza dei giochi del 1959, l’inedito L’esaurimento nervoso scritto tra il 1964 e il 1965, Il borghese di ventura del 1975, L’incendio del Regio del 1976 candidato al Premio Strega 1977, L’amore è niente del 1982, Il Castello d’Acqua uscito postumo nel 2004 e ora pubblicato nell'ultima redazione messa a punto dall'autore), più di 60 racconti (tra cui la raccolta Le notti nere), le poesie, 2 opere teatrali, la tesi di laurea Il Ghetto di Varsavia e i tanti articoli, saggi e recensioni scritti da Lattes per diverse testate italiane, fra le quali La Gazzetta del Popolo e la rivista da lui fondata, Questioni. Una produzione letteraria che spazia tra diversi generi letterari e si fonda su un autobiografismo sui generis, nel quale il grigiore e l’apatia della quotidianità si mescolano alle distorsioni del sogno, della memoria e del ricordo. A una minuziosa e accurata descrizione della realtà esteriore fanno da contraltare sogni e ricordi che proiettano la narrazione in un orizzonte simbolico e universale.

    Ogni volume è accompagnato da immagini di riproduzioni di appunti, manoscritti, dattiloscritti e lettere di Mario Lattes, in cui schizzi di disegni arricchiscono il contenuto, oltre che di opere pittoriche selezionate tra quelle che più hanno attinenza con i temi dei testi affrontati negli scritti.
    Il progetto editoriale che ha portato alla realizzazione dei tre volumi è il frutto del lavoro di squadra di docenti e studiosi membri del Comitato scientifico per l’Edizione delle Opere di Mario Lattes: Mariarosa Masoero, che, oltre alla direzione editoriale, ha curato la sezione Poesie; Giovanni Barberi Squarotti, che, oltre alla direzione editoriale, ha curato la sezione Racconti; Loris Maria Marchetti, che ha curato...
    20 min
  • Fernando Muraca "Le immagini al potere"
    Fernando Muraca
    "Le immagini al potere"
    L'uomo nell'era dell'intrattenimento globale
    Città Nuova Editrice
    https://www.cittanuova.it/

    Le immagini digitali
    Come funziona l’universo digitale nel quale siamo immersi? Come sta cambiando il nostro immaginario e la nostra cultura a causa dell’overdose di immagini che ci vengono offerte? Sono gli interrogativi dai quali nasce il nuovo libro di Fernando Muraca.

    La civiltà delle immagini
    “Ogni persona, in Occidente, diventa immagine appena fuori dall’utero materno. I genitori o gli infermieri ci fotografano subito, al primo vagito. Ma il processo inizia già prima. Le moderne apparecchiature ecografiche sono in grado di mostrare i bambini ai loro genitori mentre ancora sono avvolti nella placenta. Lì comincia la nostra storia virtuale, la nostra immagine”. È la riflessione dalla quale prende le mosse l’analisi, lucida e disincantata, di Muraca della nuova civiltà dell’immagine nella quale viviamo.

    Un flusso inarrestabile di immagini
    Siamo immersi in un flusso inarrestabile di immagini digitali. Nei social, per strada, ovunque e comunque, siamo raggiunti e “bombardati”. Costantemente sollecitati, stimolati e intrattenuti. Frutto di potenti sofisticazioni, veicoliamo le immagini istintivamente senza renderci conto che trasportano con sé enormi quantità di dati della nostra vita personale, utilizzati dai social network e da internet per manipolare e indirizzare le nostre scelte e il nostro stile di vita.

    Interrogativi imprescindibili
    Sappiamo veramente come funziona l’universo digitale nel quale viviamo? Cos’è un’immagine digitale? Costituisce uno specchio fedele della realtà o una sua sofisticazione? Come incide sulla nostra memoria? E in che modo forniamo, noi stessi, preziose informazioni alla rete? Cosa possiamo dunque fare per non essere sopraffatti? È necessario aumentare la nostra conoscenza sulla natura e il potere delle immagini digitali per educare noi stessi e le nuove generazioni ad un uso più consapevole e responsabile della rete e dei devices.

    Il libro nasce in seguito al successo di Liberamente Veronica. I miei trenta giorni senza social, romanzo adolescenziale che racconta la storia di una ragazza che tenta un esperimento di disconnessione dai social facendo scoperte che non si aspettava. Il dibattito e il confronto che ne sono nati con genitori, educatori e adolescenti sono stati un potente stimolo ad approfondire la riflessione sulla nuova era dell’immagine nella quale oramai siamo entrati.


    Fernando Muraca è regista, sceneggiatore, attore. Per il cinema ha diretto La terra dei santi (2014) con Valeria Solarino e Duns Scoto (2010). Per la televisione Il commissario Rex, Don Matteo, Un passo dal cielo per Raiuno. È stato responsabile dell’Ufficio selezione sceneggiature per la Lux Vide Spa.



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    26 min
  • Federico Zatti "Una strana nebbia"
    Federico Zatti
    "Una strana nebbia"
    Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/



    Sono passati trent’anni da quella che ancora oggi rimane la più grande tragedia della nostra marina civile. La sera del 10 aprile 1991 il traghetto di linea Moby Prince, in partenza dal porto di Livorno e diretto a Olbia, entrò in rotta di collisione con la petroliera Agip Abruzzo, all’ancora in rada, sfondandone la fiancata di dritta e provocando un incendio in cui persero la vita centoquaranta persone. La causa dell’incidente venne attribuita fin da subito a un errore del comandante della Moby Prince, morto nel disastro, e a una fitta nebbia improvvisa. Ma sulla plancia del traghetto quella sera c’era Ugo Chessa, uno dei migliori comandanti in circolazione, e la visibilità era buona. I soccorsi furono tardivi, ma quando i pompieri riuscirono finalmente a domare le fiamme e a salire sulla Moby Prince trovarono quasi tutti i corpi dei passeggeri riuniti al centro della nave: molti avevano le valigie con loro e indossavano il giubbotto di salvataggio, pronti ad affrontare l’emergenza. Ma com’è possibile? Non doveva trattarsi di un incidente che aveva colto tutti di sorpresa? Evidentemente no.

    Nel 2006 la procura di Livorno decise di riaprire le indagini in seguito alle richieste del legale dei figli del comandante Chessa, senza raggiungere però dei risultati concreti. Grazie alla caparbietà dei familiari delle vittime e alla sensibilità di alcune figure istituzionali, il 22 luglio 2015 nacque la commissione parlamentare d’inchiesta sulla Moby Prince, la cui relazione finale ha smontato molte delle verità sedimentate in anni di processi e posto nuovi e inquietanti interrogativi.

    Partendo da qui, Federico Zatti ricostruisce con dovizia di particolari quanto accaduto quella notte, ribaltando il punto di vista: è l’Agip Abruzzo la reale protagonista. «Sembra incredibile pensare al dirottamento di un traghetto per colpire una petroliera, ma non meno di imbottire un’autostrada con 500 chili di tritolo per uccidere un magistrato» scrive l’autore. I due attentati hanno infatti un obiettivo comune: colpire lo Stato con una violenza senza precedenti. Non a caso l’incidente della Moby Prince avvenne in un momento in cui il petrolio era diventato una terra di conquista per la mafia.

    Così, insieme alla disamina dei fatti e alle interviste ai protagonisti di quei tragici eventi, l’autore cerca di far luce sui molti interrogativi rimasti aperti, per diradare la nebbia che ancora avvolge il caso.



    Federico Zatti (1973) è un giornalista e autore Rai. Da oltre quindici anni segue i principali fatti di attualità, scrivendo per i conduttori di programmi radio e tv. Attualmente lavora al programma di Rai Uno Unomattina. È sposato e padre di tre figli.



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    20 min
  • Andrea Franzoso "Stefano. Una lezione di giustizia"
    Andrea Franzoso
    Ilaria Cucchi con Fabio Anselmo
    "Stefano. Una lezione di giustizia"
    Fabbri Editori
    https://fabbrieditori.rizzolilibri.it/


    Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi va in palestra, poi a cena dai genitori, quindi esce con la sua cagnetta Micky e un amico. Una sera come tante, che però finisce male. Stefano con sé ha della droga e viene arrestato. E a casa non ci torna mai più. Quella che ha portato alla sua morte è una vicenda terribile, che Andrea Franzoso e Ilaria Cucchi ripercorrono passo dopo passo: la notte dell’arresto, la prigione, la morte, i depistaggi e la durissima battaglia giudiziaria. Ogni tappa del racconto apre a un approfondimento: sui nostri diritti, sul sistema carcerario, sul ruolo delle forze dell’ordine, sui tribunali. I fatti che hanno coinvolto Stefano diventano una storia che ci riguarda, una grande lezione di giustizia e di educazione civica, potente e necessaria perché tutti noi potremmo essere Stefano, e perché ciò che è accaduto a lui ci offende tutti.


    Andrea Franzoso vive a Milano. È stato cadetto dell’Accademia Militare di Modena e per otto anni ha prestato servizio come ufficiale dei carabinieri, congedandosi col grado di capitano. Ha vissuto quattro anni coi gesuiti, ha lavorato in azienda. Oggi si occupa di educazione civica, dalla scuola primaria alle superiori. Ha scritto anche #disobbediente! Essere onesti è la vera rivoluzione (De Agostini 2018) – versione per ragazzi di Il disobbediente (BUR 2021) – e Viva la Costituzione (De Agostini 2020).

    Ilaria Cucchi vive a Roma.Era una persona comune – mamma di due bambini, di professione amministratrice di condominio – fino al 22 ottobre 2009, giorno in cui suo fratello è morto mentre era nelle mani dello Stato. Da allora, avendo intrapreso la battaglia giudiziaria raccontata in questo libro, è diventata la “sorella di Stefano”. Per Rizzoli ha pubblicato Vorrei dirti che non eri solo (con Giovanni Bianconi, 2010) e Il coraggio e l’amore (con Fabio Anselmo, 2019).



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    24 min
  • Umberta Telfener "Primi amori"
    Umberta Telfener
    "Primi amori"
    Uno, nessuno, centomila
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/

    "Il primo innamoramento è all'insegna delle possibilità: intensità, purezza, desiderio, paura, insicurezza, certezza, tutto insieme, contemporaneamente."

    Il primo amore è un mito ormai tramontato oppure è ancora un momento denso di significato, anche per le nuove generazioni che sembrano fuggire dalle relazioni? Quanto è cambiato negli ultimi anni? A partire da queste domande, Umberta Telfener dispiega davanti ai nostri occhi il romanzo corale del primo amore in cui tutti siamo protagonisti, autori e spettatori. Attraversiamo, così, le storie che ci abitano: dalla letteratura alle serie televisive; le storie che nel bene o nel male abbiamo abitato e ci siamo raccontati, grazie alle tante testimonianze raccolte; la trama psicologica che fa di ogni primo amore un momento unico ma anche ripetibile – come nasce, le emozioni in gioco, il corpo, le scelte che lo attraversano, come e perché finisce. E se l’adagio recita che il primo amore non si scorda mai, oggi potremmo dire che i primi amori sono davvero tanti e resistono tenacemente ordinando e disordinando il nostro immaginario.


    Umberta Telfener, epistemologa, psicologa e psicoterapeuta, è al suo sesto libro sulle relazioni. Ricordiamo: «Ho sposato un narciso» (2006), «Le forme dell’addio, effetti collaterali dell’amore» (2007), «La manutenzione dell’amore» (2015), tutti editi da Castelvecchi, «Gli amori briciola» (Magi editore, 2011) e «Letti sfatti» (Giunti, 2018).




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    25 min
  • Angela Ricci "Anna dai capelli rossi"
    Angela Ricci
    "Anna dai capelli rossi"
    Lucy Maud Montgomery
    Disegni di Elisa Belotti
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/


    Anna è una bambina piena di sogni e fantasia. A undici anni viene adottata e si trasferisce ad Avonlea dove comincia una nuova vita, con tante belle amicizie e avventure. Tra i compagni di scuola c'è anche Gilbert, un ragazzo che lei giudica presuntuoso e antipatico. A volte però le apparenze ingannano!

    La forza dei classici per stimolare la lettura delle bambine e dei bambini. Un progetto di lettura facilitata per tutti con il carattere ad alta leggibilità EasyReading, andata a capo regolata dal senso senza sillabazione, illustrazioni a colori e a doppia pagina, attività e giochi legati alla comprensione del testo.


    Angela Ricci ha ritradotto per Gallucci editore gli otto romanzi della saga di Anna dai capelli rossi. Vive e lavora a Roma.

    Elisa Bellotti è un un’accanita lettrice di libri e manga, una fan del mondo fantasy e una cat lover. Ma soprattutto è un’illustratrice, dal momento che non sa fare altro che disegnare. Dalla nebbiosa Pavia collabora con importanti case editrici italiane ed estere e ha ottenuto numerosi premi a livello nazionale.





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    16 min
  • Gabriele Rigola "Homo Eroticus"
    Gabriele Rigola
    "Homo Eroticus"
    Cinema, identità maschile e società italiana nella rivista «Playmen» (1967-1978)
    Rubbettino Editore
    https://www.store.rubbettinoeditore.it/

    Questo libro vuole proporre uno studio della rivista «Playmen», una delle riviste erotiche destinate ad un pubblico maschile più distintive del periodo compreso tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta, particolarmente significativa per obiettivi e contenuti editoriali, ed espressione di un intento modernizzatore all’interno del sistema culturale e mediale dell’epoca. La ricerca prende in esame i rapporti tra il cinema, la rappresentazione mediale e l’identità maschile veicolata dai differenti contenuti del periodico, attraverso un ventaglio di prospettive metodologiche che si muovono tra storia culturale del cinema, scavo d’archivio, star e celebrity studies, men’s studies, storia dell’editoria popolare. Il mensile «Playmen» è così impiegato come caso emblematico di studio e come reagente privilegiato delle strategie di discorsivizzazione di fenomeni decisivi della società italiana dell’epoca, come il cambiamento dei ruoli di genere, il mutamento dei modelli di mascolinità, la progressiva erotizzazione del sistema culturale e di quello mediale e il conseguente posizionamento delle audience, messi in costante relazione con l’immaginario cinematografico, l’evoluzione del resto della stampa popolare ed erotica, i cambiamenti della percezione del maschile nella società.


    Gabriele Rigola
    È ricercatore presso l’Università degli Studi di Genova, dove insegna Critica cinematografica e Storia, forme e modelli della sceneggiatura cinematografica. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla storia del cinema italiano, la storia sociale e culturale del cinema, la storia dell’attore cinematografico e della recitazione. È curatore di diverse opere collettive, tra cui il libro Elio Petri, uomo di cinema. Impegno, spettacolo, industria culturale (2015); è autore di numerosi saggi pubblicati in volumi collettanei e riviste scientifiche, e della monografia Una storia moderna: Ugo Tognazzi. Cinema, cultura e società italiana (2018).



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    32 min
  • Walter Guadagnini "L'Italia di Magnum"
    Walter Guadagnini
    "L'Italia di Magnum"
    Da Robert Capa a Paolo Pellegrin
    6 maggio – 18 luglio 2021
    Loggia degli Abati, Palazzo Ducale, Genova
    https://palazzoducale.genova.it/

    A cura di Walter Guadagnini con Arianna Visani

    Organizzata da SUAZES, CAMERA Centro Italiano per la fotografia e Magnum Photos

    Palazzo Ducale presenta la mostra L’Italia di Magnum. Da Robert Capa a Paolo Pellegrin, una straordinaria carrellata di oltre duecento immagini che raccontano la cronaca, la storia e il costume del nostro paese negli ultimi 70 anni.
    L’esposizione è curata da Walter Guadagnini con la collaborazione di Arianna Visani ed organizzata da SUAZES in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Magnum Photos.

    Venti sono gli autori chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie celeberrime e di altre meno note, di luoghi conosciuti in tutto il mondo e di semplici cittadini, che compongono il tessuto sociale e visivo del nostro paese. Introdotta da un omaggio ad Henri Cartier-Bresson e al suo viaggio in Italia negli anni Trenta, la mostra prende avvio con due serie strepitose, una di Robert Capa, dedicata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che mostra un paese in rovina, distrutto da cinque anni di conflitto, e una di David Seymour, che nel 1947 riprende invece i turisti che tornano a visitare la Cappella Sistina: l’eterna bellezza dell’arte italiana che appare come il segno della rinascita di un’intera nazione.
    La mostra, organizzata per decenni, prosegue con le immagini di Elliott Erwitt, René Burri e di Herbert List: il primo racconta Roma, le sue bellezze e le sue contraddizioni con lo sguardo affettuosamente ironico che lo ha reso famoso; il secondo ci porta all’interno della storica mostra di Picasso del 1953 a Milano, un evento indimenticabile per la cultura italiana, che tornava a confrontarsi con i grandi miti della contemporaneità; il terzo infine, con una serie di scatti strepitosi, porta lo spettatore all’interno di Cinecittà, dove stava nascendo la “Hollywood sul Tevere”, che tanta fama porterà all’Italia nel decennio successivo.
    Un decennio che in mostra è raccontato da tre figure forse meno conosciute ma non per questo meno interessanti della storia della fotografia e di Magnum: Thomas Hoepker, che presenta tre immagini del trionfo di Cassius Clay (poi Mohamed Alì) alle Olimpiadi di Roma del 1960, Bruno Barbey, che documenta i funerali di Togliatti, figura centrale della politica italiana, e non solo, figura amata dal popolo al di là del giudizio che ne darà poi la storia, e Erich Lessing, con un servizio che riporta direttamente ai tempi del “boom” economico, con una carrellata sulla spiaggia di Cesenatico, con i suoi riti e i suoi miti.
    Cambia il clima negli anni Settanta e Ferdinando Scianna racconta il passaggio tra i due decenni attraverso le immagini di una Sicilia sempre uguale e sempre mutevole, Leonard Freed riprende frammenti dello storico referendum sul divorzio che cambiò per sempre la società italiana, mentre Raymond Depardon presenta una delle sue serie più struggenti, quella sui manicomi, realizzata nel momento in cui la Legge Basaglia, che ne prevedeva la chiusura, segnava un altro grande passo del costume nazionale.
    Una decina di fotografie ancora realizzate da Scianna aprono gli anni Ottanta: sono le immagini di un Berlusconi in versione imprenditore di successo, appena prima della discesa in politica, immagini illuminanti sul rapporto tra potere e immagine a partire da quel momento storico.
    Ma il decennio è anche quello della definitiva affermazione del turismo di massa nel nostro paese: le grandi fotografie di Martin Parr colgono genialmente il contrasto tra la bellezza dei luoghi e il cattivo gusto dei nuovi...
    20 min

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