il posto delle parole

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  • Cettina Caliò "Di tu in noi"
    Cettina Caliò
    "Di tu in noi"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    Tre le sezioni di questo testo, in cui la prima si fa antefatto delle due successive: “Quel mio ritornare a te/da tutte le strade/per sottrarci da tanta morte”. Fra le pagine una mappatura dell’anima che è luogo e memoria − “Ti tengo/nell’entroterra dell’anima/in un respiro di due sillabe”, la vita come frattura in fiore su un muro: “la conseguenza del mattino/uno schianto in due tempi”, e ovunque il frammento dell’esperienza restituito in trama: “nulla sappiamo della mano/che ci regge il giorno/a tremare/fra la memoria e la sete”. C’è un tempo fatto di attimi che sono già ricordo: “faccio ogni cosa/per l’ultima volta”; il respiro scardinato dagli eventi e lo scontro e il confronto con la perdita che si fa crollo: “mi cade addosso /il cielo che fu”. L’esperienza è rimodulata in senso e suono. “Scrivo perché mi aiuta a respirare meglio. Perché ho nostalgia di tutti i momenti in cui mi sono sentita viva”. Così l’autrice conferma lo stile ormai riconoscibile e la cifra della sua ricerca poetica: la capacità di tradurre la quotidianità viva dei giorni restituendo profondità e consistenza alle parole comuni. Attraverso l’indagine lucida, l’essenzialità delle immagini, l’accuratezza dei suoni e la misura del verso, l’autrice riesce a fare delle occasioni della vita metafora assoluta: “di noi stessi erranti/è certo/il destino corroso”.


    Cettina Caliò è nata a Catania nel 1973. Scrive poesia e prosa. Cura libri. Traduce dal francese. Ha pubblicato: Poesie (1995), L’affanno dei verbi servili (2005), Tra il condizionale e l’indicativo (2007), Sulla cruda pelle (2012), La forma detenuta (2018).



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    27 min
  • Claudia Bianchi "Hate speech"
    Claudia Bianchi
    “Hate Speech”
    Il lato oscuro del linguaggio
    Editori Laterza
    https://www.laterza.it/

    Commenti sessisti, insulti razzisti, attacchi omofobici: le parole possono essere scagliate contro gli altri per deriderli, ferirli, umiliarli, e ancor più per rinchiuderli in ruoli e posizioni di inferiorità. Le parole possono essere potenti strumenti di oppressione, pesanti come pietre.

    Chi parla, soprattutto se da posizioni di autorità o in contesti istituzionali, ha una pesante responsabilità: ciò che diciamo cambia i limiti di ciò che può essere detto, sposta un po’ più in là i confini di ciò che viene considerato normale, assodato, legittimo. E cambiare i limiti di ciò che può essere detto cambia allo stesso tempo i limiti di ciò che può essere fatto: ci abituiamo a una mancanza di attenzione e vigilanza sulle parole, che rende più accettabile la mancanza di vigilanza sulle azioni. Il silenzio, l’indifferenza o la superficialità con cui spesso accogliamo gli usi offensivi di altri corrono il rischio di trasformarsi in consenso, approvazione, legittimazione – e muta noi in complici e conniventi.
    Così il libro indaga una delle declinazioni più interessanti del tema della violenza: quello che è diventato comune chiamare hate speech (‘linguaggio d’odio’ o ‘discorso d’odio’). Con questo termine si indicano espressioni e frasi che comunicano derisione, disprezzo e ostilità verso gruppi sociali e verso individui in virtù della loro mera appartenenza a un gruppo; le categorie bersaglio dei discorsi d’odio vengono identificate sulla base di tratti sociali come etnia, religione, genere, orientamento sessuale, (dis)abilità. Lo hate speech raccoglie usi discorsivi estremamente vari: dalla propaganda nazista alle leggi sull’apartheid, dal discorso ideologico di certe formazioni politiche fino agli esempi quotidiani di linguaggio d’odio divenuti ormai tristemente frequenti. Un tema diventato ancor più d’attualità con il diffondersi dei nuovi media: commenti sessisti, insulti razzisti e attacchi omofobici hanno trovato un ambiente ideale per esprimersi online, dove spesso mancano mediazioni, filtri o (auto)censure.

    Claudia Bianchi è professoressa ordinaria di Filosofia del linguaggio presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. I suoi interessi vertono su questioni teoriche negli ambiti di filosofia analitica del linguaggio, pragmatica e filosofia del linguaggio femminista. È presidente del consiglio del Corso di laurea in Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e fa parte del comitato di direzione del centro Gender (Interfaculty Centre for Gender Studies)e della SWIP Italia (Society for Women in Philosophy). Per Laterza è autrice di Pragmatica del linguaggio (2003) e Pragmatica cognitiva. I meccanismi della comunicazione (2009).


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    30 min
  • Mariangela Mianiti "Organsa"
    Mariangela Mianiti
    "Organsa"
    Il Verri Edizioni
    https://www.ilverri.it/



    Premio Nazionale di Narrativa Bergamo
    XXXVII Edizione
    "Organsa" di Mariangela Mianiti è nella cinquina dei finalisti del Premio

    Andrea Cortellessa, noto critico letterario e componente del Comitato Scientifico del Premio, che ha presentato i cinque libri finalisti, presenta anche il libro di Mariangela Mianiti:

    "Organsa (Edizioni il verri 2021) di Mariangela Mianiti è un romanzo che racconta il contrasto tra spinte alla trasformazione e retaggi atavici nell’Italia del boom economico. Mianiti, giornalista che attualmente scrive per «il manifesto» e che ha già al suo attivo un romanzo (Anche il caviale stanca, 2011) e alcuni reportage (Una notte da entraîneuse, 2005, e La vita Viagra, 2010), ambienta nella Bassa parmense – di cui è originaria – una storia che racconta l’avvicendarsi delle generazioni all’interno di una famiglia che si fa specchio di tante tensioni sociali e culturali dell’Italia del dopoguerra. Sfruttatori e sfruttati convivono sotto lo stesso tetto, riproducendo anche in casa le tensioni che affliggono l’intera società. Tutto questo narrato attraverso lo sguardo limpido e la lingua autentica di una bambina che poco coglie, ma tutto comprende, restituendo così un’immagine senza censure di quello che siamo stati, e forse ancora siamo."



    Un romanzo su un piccolo paese della Bassa poco fuori Parma. Un romanzo sul dopoguerra, saldamente centrato fra gli anni Cinquanta e Sessanta, su un’Italia dove accanto alle spinte verso cambiamenti radicali sopravvivono sentimenti e gerarchie cupamente egocentriche e odiosamente oppressive. Sfruttatori e sfruttati convivono nella stessa famiglia e chi si sfianca di fatica guadagna una miseria pur essendo nella graduatoria della parentela figlia di quei genitori che sono gli sfruttatori. Lo sguardo che narra, e che impara via via a riconoscere e a misurare la qualità e la quantità delle emozioni e delle aspirazioni in gioco, è quello implacabile di una bambina fra i sei e i dodici anni che tutto annota e soprattutto controlla filtrando e passando al vaglio le prepotenze e gli assurdi cedimenti, che misura l’esattezza di quello che vede con l’esattezza di una dizione cristallina. Una dizione che sa rendere cristallino anche un dialetto ostico come il parmense e dintorni. La bambina è nell’ordine la terza generazione. Un’innocente va a frugare le profondità di un’avidità forse secolare, la scrittura che si vuole mantenere limpida mentre segna a dito la serie delle malvagità crea attese non prevedibili, e il noir aleggia sul romanzo come un incredibile interrogativo. Grande conferma dell’autenticità della visione infantile è l’episodio decisamente allarmane e che resta insoluto dell’abito color zabaione appeso alla corda nel cortile.



    Mariangela Mianiti
    Nata a Parma, Mariangela Mianiti vive fra Milano e Locarno. Ex pianista, giornalista, scrittrice. Ha vinto i premi giornalistici “Cronista dell’anno” nel 2003 e “Maria Grazia Cutuli nel 2005. Per DeriveApprodi ha pubblicato Una notte da entraineuse. Lavori, consumi e affetti narrati da una reporter infiltrata (2005) e La vita Viagra (2010). Nel 2011 è uscito per Sonzogno il suo primo romanzo Anche il caviale stanca, commedia sociale dalle singolari coincidenze con la serie televisiva Un’altra vita, trasmessa su Raiuno nel 2014. Attualmente scrive per il quotidiano il manifesto su cui tiene la rubrica Habemus Corpus.



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    34 min
  • Martina Merletti "Ciò che nel silenzio non tace"
    Martina Merletti
    "Ciò che nel silenzio non tace"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/



    «È stato tutto sbagliato».
    «È stato quello che poteva essere».

    Puoi fuggire alla Storia quando ti accorgi di farne parte?

    In questo romanzo delicato e ricchissimo, con una sicurezza e una competenza piú uniche che rare in un'opera d'esordio, Martina Merletti dona una nuova storia al nostro Novecento.


    1944, carcere Le Nuove di Torino. Una suora prende in braccio il bambino di una prigioniera in transito per Birkenau, lo addormenta con una pezza imbevuta di vino e riesce a portarlo fuori nel carrello della biancheria. Piú di cinquant’anni dopo una giovane donna scopre che quella vicenda la riguarda da vicino, sale in moto e decide di seguirne le tracce. A poco a poco il passato si ricompone, nonostante i molti silenzi e i numerosi depistaggi della Storia: i bombardamenti, l’occupazione nazista, lo sfollamento, gli accidenti del dopoguerra.



    Agosto 1944. Una suora ribelle e coraggiosa sottrae un neonato da una cella del carcere Le Nuove di Torino facendolo scivolare nel carrello della biancheria: è il figlio di una deportata, destinato a morte certa. Si sa, la lavanderia non è affare dei tedeschi, e il piú delle volte i carrelli entrano ed escono dalle mura senza essere frugati. Ora il bambino dorme tranquillo, ma qualcuno dovrà prendersi cura di lui. Ottobre 1999. Una giovane donna sale in moto per cercare le tracce del fratello di cui fino a quel momento ha ignorato l’esistenza. La verità sul suo passato diventa una priorità che a lungo pare irraggiungibile. A unire questi due punti nel tempo è l’arco della vita di quel ragazzo sempre un po’ fuori posto, delle donne dure e forti che lo hanno salvato e accompagnato, legate dal medesimo segreto, e di un Paese lacerato e recalcitrante, che attraversa la guerra e il dopoguerra in perenne lotta con se stesso. Prendendo spunto da un fatto realmente accaduto Martina Merletti intreccia documenti e finzione, rivelando uno straordinario talento narrativo. Questa giovanissima scrittrice disegna figure indimenticabili, silenziose e caparbie, ed evocando con la stessa forza espressiva il passato e il presente firma un romanzo che ci coinvolge e ci commuove a ogni pagina.

    Martina Merletti è nata nel 1992, si è laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie. Per Einaudi ha pubblicato Ciò che nel silenzio non tace (2021), il suo primo romanzo.



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    26 min
  • Alessandro Bacci "Vallecchi Editore"
    Alessandro Bacci
    direttore editoriale
    "Vallecchi Editore"



    Vallecchi, un nome che ha fatto la storia dell'editoria italiana, ora è pronta per rilanciarsi. Il marchio della storica casa editrice fiorentina, infatti, è stato acquisito da Manlio Maggioli, editore e imprenditore già attivo nel campo dei libri per professionisti, a capo di un gruppo che è oggi presente in Italia e in altri paesi come Spagna, Grecia, Paesi Bassi e America Latina, con un fatturato che supera i 140 milioni di euro e la collaborazione di oltre 2mila professionisti.
    A ricoprire il ruolo di direttore editoriale ci sarà Alessandro Bacci, che vanta un'esperienza pluridecennale nell'editoria, tra Bompiani, Mondadori e Rusconi. Negli anni scorsi la Vallecchi era fallita. "A un certo punto" spiega Bacci al Corriere della Sera "il nipote del patron Manlio Maggioli, che studia lettere alla Statale di Milano, durante alcune ricerche, si trovò di fronte il bando del giudice che aveva messo all’asta il marchio. Che poi Manlio Maggioli ha comprato un paio di anni fa".

    "Stiamo lavorando per realizzare un programma che prevede la pubblicazione di 30 volumi per l'anno in corso" prosegue il direttore. "6 titoli storici, 10 saggi, 4 libri di poesia, 7 romanzi e 3 volumi di varia. A questi volumi che usciranno in tutte le librerie e sugli store aggiungeremo una collana Vallecchi-Classici, dove riproporremo i vecchi titoli del catalogo solo in formato elettronico".

    Oltre alla narrativa e alla saggistica, il catalogo di Vallecchi Firenze includerà una collana di poesia curata dalla poetessa Isabella Leardini. Le prossime uscite sono i romanzi di Divier Nelli, Posso cambiarti la vita, e I disegni perduti di Leonardo di Alberto Pizzi. Poi un saggio del neurologo Rosario Sorrentino, Intervista esclusiva a Freud, il romanzo Mitologia d'infanzia di Laura Bocci e la riproposta, a cento anni dalla prima pubblicazione, del volume Storia di Cristo di Giovanni Papini, con un'introduzione del cardinale Ravasi.




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    19 min
  • Silvia Vecchini "Ogni volta"
    Silvia Vecchini
    "Ogni volta"
    Illustrazioni di Daniela Tieni
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/

    Quando un bambino nasce, chi è che dona? E chi è che riceve?
    E quando un bambino cresce, non cresce con lui anche l’adulto?

    Ogni volta che mamma e papà guardano, imboccano, abbracciano il loro bambino, ogni volta che gli parlano, che giocano insieme a lui, che lo consolano o lo chiamano con il suo nome, accade in loro qualcosa di speciale e segreto: tutto quello che donano al bambino come cura e nutrimento, diventa cura e nutrimento anche per loro. Uno scambio continuo che fa crescere i piccoli e dà una nuova possibilità ai grandi.

    Silvia Vecchini si sofferma su momenti di scambio, intimo e fecondo, tra grandi e bambini, mostrando con le semplici formule “Ogni volta che… sei tu che…” quanto immensamente grande è il mondo di emozioni e sensazioni che un figlio può dischiudere ai suoi genitori. Dall'una e dall'altra parte: un rovesciamento di prospettiva che apre le porte alla meraviglia. Perché quando il bambino inizia a pronunciare le sue prime parole, anche il genitore impara una lingua prima sconosciuta. E quando il bambino impara a sparire e poi riapparire dietro una tenda, o dietro le mani, l’adulto prova la gioia di trovarsi al posto giusto.
    Le straordinarie immagini di Daniela Tieni giocano a nascondere e svelare il legame sottile e fortissimo, che tiene insieme il ricevere del bambino e la pioggia di doni che raggiunge chi si prende cura di lui con amore.
    Età di lettura per tutti


    Vecchini Silvia
    Laureata in Lettere Moderne, appassionata di poesia, Silvia Vecchini si è occupata di progettazione didattica per musei, ha frequentato l'Istituto Teologico di Assisi approfondendo il proprio interesse per le Scritture e l’ebraismo. Ha collaborato con molti editori italiani come curatrice di progetti, collane, testi scolastici. Scrive libri per bambini e ragazzi, alcuni dei quali tradotti in Francia, Spagna, Polonia, Corea del Sud e in altri paesi. Progetta percorsi per le scuole, incontra bambini e ragazzi in biblioteca e nelle librerie per letture e laboratori di scrittura. Vive in Umbria, in un paesino nelle campagne intorno al lago Trasimeno.



    Tieni Daniela
    Nasce a Roma nel 1982. Si laurea in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma, consegue un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre e dal 2009 si avvicina al mondo dell’editoria. Attualmente lavora come illustratrice freelance per magazine e case editrici italiane e straniere; collabora inoltre con altri artisti per progetti, mostre collettive e autoproduzioni. È stata selezionata più volte per la mostra di illustrazione della Bologna Children's Book Fair, la Biennale di illustrazione di Bratislava e la biennale di illustazione portoghese Illustrarte.


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    15 min
  • Gianni Moriani "L'eros gastronomico"
    Gianni Moriani
    "L'eros gastronomico"
    di Tullio Gregory
    Elogio dell'identitaria cucina tradizionale, contro l'anonima cucina creativa
    Editori Laterza
    https://www.laterza.it/


    «A tavola si vive un processo di civiltà che è cultura ed è stato così a partire dal Simposio di Platone e dall’Ultima cena in poi. Fin dalle società primitive la manipolazione degli alimenti non risponde solo al bisogno nutrizionale, ma si colloca in un cosmo intellettuale e fantastico ove si incontrano uomini e dèi, sacro e profano, morti e viventi, caricando il cibo di valori che trascendono la sua natura materiale.»

    «Se chiedo il bollito non voglio il piatto che richiama concetti di carni bollite, ma un carrello dei bolliti». Tullio Gregory, filosofo, ma anche grande gourmet, tuona così contro la cucina creativa in nome della grande tradizione gastronomica italiana, di cui resta poca traccia nella cultura d’oggi. Si deve, al contrario, ritrovare il senso di una civiltà della cucina, perchéa tavola – come diceva lui – c’è «davvero quella verità intera, piacevole, morbida e profumata che possiamo non solo contemplare ma anche gustare».Attraverso racconti su alcuni alimenti e consigli di lettura, decaloghi del perfetto gastronomo e indicazioni di cottura, questo libro traccia il percorso della ‘civiltà del gusto’ e del piacere della tavola. Solo in questo modo sarà possibile riconquistare il patrimonio di tradizioni enogastronomiche che è parte integrante della nostra storia e recuperare la gioia del convito, momento fondamentale del vivere civile.




    Tullio Gregory (1929-2019), storico della filosofia, ha insegnato Storia della filosofia medievale e Storia della filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza. Ha studiato in particolare la storia del naturalismo, del platonismo e dell’aristotelismo medioevali e rinascimentali, estendendo poi le sue ricerche ai temi centrali della cultura filosofica europea del Seicento. Ha insegnato all’École Pratique des Hautes Études e alla Sorbona, che gli ha conferito la laurea honoris causa, e ha fondato e diretto il Lessico Intellettuale Europeo (Cnr). È stato Accademico dei Lincei, membro di varie accademie straniere, direttore scientifico e ideatore di varie opere dell’Istituto della Enciclopedia Italiana e componente del Comitato scientifico del Festivalfilosofia sin dall’inizio. Tra le sue pubblicazioni per Laterza , Principe di questo mondo. Il diavolo in Occidente (2013).


    Gianni Moriani è uno storico della cucina e del paesaggio agrario italiani, Visiting professor alla Pontificia Università Antonianum di Roma. Con Marsilio ha pubblicato Il secolo dell'odio (2009). Le sue più recenti pubblicazioni sono Palladio architetto della villa fattoria (2008), Le fastose cene di Paolo Veronese nella Venezia del Cinquecento (2014), Veneto, terre e paesaggi del vino (2015).



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    23 min
  • Raffaella Di Girolamo "365 giorni senza di te"
    Raffaella Di Girolamo, Anna Bells Campani
    "365 giorni senza di te"
    Sperling & Kupfer
    https://www.sperling.it/


    Come puoi sopravvivere alla fine dell'amore a cui pensavi di essere destinato?
    Uno sguardo che sfugge, un intreccio di mani che si scioglie, il mare sconfinato come unico compagno nella sofferenza. Lei rimane a Istanbul, distrutta da un amore finito ma mai dimenticato. Lui parte in barca, cercando se stesso lontano dalla donna che ama, naufrago nel cuore e nella vita. Durante i primi sei mesi della separazione di un anno, scanditi dal passaggio delle costellazioni, le loro anime spezzate sono in balia del tormento e cercano di imparare a vivere l'una senza l'altra con l'aiuto di amici, famigliari e di nuove, inedite conoscenze. In questo periodo, l'amore e il dolore si uniranno e diventeranno un tutt'uno per i due amanti sfortunati, che credevano di restare insieme per sempre e che invece si troveranno a fare i conti con il vuoto provocato dalla fine della loro relazione. Riusciranno a ritrovarsi o il dolore impedirà loro di rinascere? Dopo il grande successo ottenuto sul web, arriva finalmente in libreria la prima parte di 365 giorni senza di te, fanfiction ispirata alla serie tv DayDreamer che ha già conquistato migliaia di lettrici.

    Raffaella Di Girolamo nasce a Cesena il 19 novembre 1973, sotto il segno dello scorpione. Ha un animo creativo e davanti alle sfide non si è mai tirata indietro. Mamma di Matteo, moglie e casalinga, ha deciso di dedicarsi alla scrittura per dimostrare alla sua famiglia, e soprattutto a se stessa, quanto vale.

    Anna Bells Campani nasce a Livorno il 10 gennaio 1984. È un capricorno, segno che la rappresenta perfettamente. La sua maggiore ispirazione è Davide, suo figlio. Amante di Vasco Rossi e del mare, il suo motto è «Non ti curar di lor ma guarda e passa».


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    12 min
  • Andrea Sangiovanni "Specchi infiniti"
    Andrea Sangiovanni
    "Specchi infiniti"
    Storia dei media in Italia dal dopoguerra ad oggi
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/

    Viviamo talmente immersi nel flusso dei media da considerarlo come un ambiente «naturale», dimenticandoci spesso del suo carattere storico e culturale. I mass media sono invece prodotti culturali complessi nei quali la dimensione tecnologica e narrativa, la sfera sociale e politica, gli aspetti economici e istituzionali si integrano e si sostengono a vicenda: vanno affrontati, dunque, come un sistema articolato, tenendo insieme le varie dimensioni. Specchi infiniti racconta lo sviluppo del sistema dei media all’indomani della seconda guerra mondiale, analizzando l’evoluzione dei singoli media e la loro interazione con lo sviluppo sociale, economico e politico del paese, oltre che il modo in cui questi due processi hanno contribuito a formare il suo immaginario. Dai rotocalchi ai fumetti, dai giornali ai libri, dalla radio alla televisione, dal cinema all’industria musicale, dai computer alle reti digitali, si ripercorre la rinascita del paese dopo il trauma della guerra, con un sistema mediale raddoppiato, analizzando come le «rivoluzioni» del neorealismo e della televisione convivono con alcuni elementi di continuità degli anni del fascismo. Si attraversa poi il profondo cambiamento degli anni sessanta, in bilico fra la dimensione industriale di massa e l’emergere di modelli di controcultura, una contrapposizione che sembra ricomporsi – seppure non senza conflitti – nel decennio successivo. E si arriva a un nuovo mutamento di fondo negli anni ottanta e novanta, quando all’apparente dominio della televisione si accompagna l’emergere dei «nuovi media», prodromi di un profondo cambiamento linguistico e culturale che in Italia esploderà solo con il nuovo millennio, ma le cui radici affondano nelle pratiche, nei processi e nei linguaggi che hanno caratterizzato il sistema dei media nella seconda metà del Novecento.



    Andrea Sangiovanni insegna Storia contemporanea, Storia dei media e Public History all’Università di Teramo. Tra i suoi interessi di ricerca, oltre alla storia del sistema dei media, ci sono i processi di costruzione delle culture politiche e degli immaginari collettivi, con particolare attenzione al ruolo dei mezzi di comunicazione di massa. È stato autore di trasmissioni radiofoniche (Tre colori, Wikiradio) e ospite in trasmissioni televisive (Il tempo e la storia, Passato e presente) sulla storia contemporanea. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: Tute blu (2006), Le parole e le figure (2012) e L’autunno caldo (con A. Becchi, 2019).



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    23 min
  • Luca Beatrice "Da che arte stai?"
    Luca Beatrice
    "Da che arte stai?"
    10 lezioni sul contemporaneo
    Rizzoli
    https://www.rizzolilibri.it/


    Un viaggio nel mondo dell’arte contemporanea che tutti dovremmo intraprendere, sotto la guida di Luca Beatrice.
    Il libro spinge il lettore a una riflessione viva sul contemporaneo, attraverso una serie di focus relativi a tendenze e personaggi chiave dalla fine del XIX secolo a oggi.
    Aneddoti e curiosità impreziosiscono le dieci lezioni in cui si articola il volume, ciascuna inerente a un argomento specifico e arricchite da trenta schede dedicate a opere particolarmente significative.
    Il volume vuole essere un utile supporto per comprendere nel profondo quello che a molti appare ancora un mistero: l’arte contemporanea.


    Luca Beatrice nasce nel 1961 a Torino. Critico d’arte e curatore, insegna all’Accademia Albertina di Torino, allo IAAD di Torino e allo IULM di Milano. Collabora alle pagine culturali del “Giornale”, a “Tuttosport” e a “Linkiesta”. Nel 2009 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia.
    Ha pubblicato con Rizzoli, Da che arte stai? (2010), Pop (2012), Sex (2013) e Nati sotto il Biscione (2015). Con Baldini e Castoldi le biografie di Renato Zero (2007 e 2017) e di Lucio Dalla (2016), con Mondadori Canzoni d’amore (2018), con Giubilei Regnani Arte è libertà? (2020). Sposato, è padre di quattro figli.



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    18 min

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