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  • Nerina Toci "Un seme di collina"
    Nerina Toci
    "Un seme di collina"
    a cura di Davide Di Maggio
    Edizioni Mudima
    https://www.mudima.net/multhipla-edizioni/



    Contributi di: Davide Di Maggio, Achille Bonito Oliva, Lorand Hegyi, Dominique Stella
    E uno scritto di: Nerina Toci


    Un tempo il mio sguardo veniva condizionato dai sogni, dalla superficie emotiva, dove il punto focale era l'indagine sulla mia identità e su ciò che rappresentava il reale per me. Ad oggi il mio tentativo secondo è di catturare la struttura dell'identità universale attraverso l'esperienza sensibile. Mi pongo una domanda: che cosa è il reale?
    Nerina Toci



    Curato da Davide di Maggio ed edito da Fondazione Mudima, è un progetto work in progress che comprende una selezione di fotografie realizzate tra il 2017 e il 2020 in Sicilia, principalmente tra i versanti asimmetrici dei monti Nebrodi, e che nasce da un ben precisa esigenza di definizione del reale.
    All’inizio del suo percorso di ricerca artistica, lo sguardo di Toci era condizionato dai sogni e dall’emotività; il punto focale della sua indagine era la sua identità e ciò che per lei rappresentava il reale. Questo volume raccoglie un intenso lavoro, che esemplifica l’evoluzione artistica della fotografa: dopo aver gradualmente eliminato la propria figura dagli scatti, Toci cerca di catturare l’identità universale attraverso l’esperienza del sensibile.
    L’interesse antropologico – con la costante riflessione sulla figura femminile, sul senso del luogo e del confine – e l’interrogazione sul reale spostano la funzione della fotografia da quella estetica a quella reale: la vera risposta sta non nel catturare e possedere la realtà, ma nell'accettazione della sua esistenza.
    La giovane fotografa albanese, originaria di Tirana, che per molti anni ha vissuto in Sicilia, si occupa di fotografia dal 2015 e riserva da sempre, nel suo lavoro, un ruolo centrale alla sua terra di adozione.
    Nei sui lavori sensuali e misteriosi – dei quali anche Letizia Battaglia ha sottolineato l’inquietudine e la grazia – riesce a rappresentare la sua realtà, la sua immaginazione sconfinata, che varca i confini della fotografia e ci porta in un mondo incantato dove la mente è libera di viaggiare. La chiave per capire il suo lavoro va cercata nel fatto che, applicando leggi proprie, supera la visione monoculare che la fotografia impone. Il lavoro di Nerina Toci parte dalla fotografia ma prende subito altre rotte, diventando opera d’arte. La macchina fotografica è semplicemente un mezzo che le consente di esprimere quello che per un fotografo è impossibile: uscire dalla realtà che ci circonda per addentrarsi in una sorta di Wunderkammer – una realtà personale che diventa universale – nella quale entriamo insieme a lei.
    Davide di Maggio, curatore del volume, dice di lei: «Il fotografo blocca un istante in eterno, lei apre quell’istante all’infinito. Le sue fotografie non hanno a che fare con l’effimero della nostra società, ma hanno piuttosto quella “perennità” delle opere che si tramandano nel tempo. Il tempo non è un limite ma diventa suo alleato. La realtà che la circonda non le interessa, la sua è un instancabile ricerca di un mondo che non trova, ma che è ben chiaro nella sua lucidissima immaginazione e che riesce a esprimere nelle sue fotografie anche grazie ad un grandissimo talento. Questa è la forza di Nerina Toci, il suo fascino, il suo magnetismo. E questo è il sogno dell’arte che grazie a lei si avvera e che questo nuovo libro ci restituisce in tutte le sue parti mettendo in luce il ruolo centrale da lei assunto tanto come testimone del mondo dell'arte e della realtà sociale in profondo mutamento che la circonda, quanto come protagonista di nuovi percorsi di ricerca e di espressione artistica».



    Alcuni degli scatti di Nerina Toci possono essere ammirati...
    30 min
  • Simona Bartolena "I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air"
    Simona Bartolena
    "I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air"
    Forte di Bard. Valle d’Aosta
    24 febbraio – 6 giugno 2021
    https://www.fortedibard.it/


    In mostra ottanta capolavori del movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento

    Date e orari potranno subire variazioni sulla base delle eventuali chiusure disposte nell’ambito della classificazione dell’indice di rischio delle regioni stabilito dalle autorità di governo.


    La stagione 2021 delle mostre d’arte al Forte di Bard si apre con un’importante esposizione dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico attivo soprattutto in Toscana che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento. Dal 24 febbraio al 6 giugno 2021, il polo culturale valdostano ospita la mostra I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air.
    Curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi - Visit Different in collaborazione con il Forte di Bard, la mostra presenta 80 opere di autori in grado di analizzare l’evoluzione di questo movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana.
    Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze era una delle capitali culturali più attive in Europa, punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Al Caffè Michelangelo, si riuniva un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Nacquero così i Macchiaioli, il cui nome, usato per la prima volta in senso dispregiativo dalla critica, venne successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarnava alla perfezione la filosofia delle loro opere.

    «In un momento di grande difficoltà e smarrimento come quello che stiamo attraversando è indispensabile continuare ad investire nella cultura, prezioso motore di sviluppo per il territorio – evidenzia la Presidente del Forte di Bard, Ornella Badery -. Questo nuovo progetto si colloca bene nella filosofia espositiva del Forte di Bard che ogni anno propone appuntamenti di grande richiamo dedicati all’arte. L’auspicio, nonostante le tante incertezze che stiamo vivendo, è che anche questa mostra possa incontrare i favori del pubblico e della critica ed esser anche motivo ed occasione di crescita e arricchimento personale».

    «Questa mostra offre molti spunti per rileggere la storia risorgimentale e quegli anni complessi – spiega il Direttore del Forte di Bard, Maria Cristina Ronc -. Anni rivoluzionari, costellati di nomi e personaggi da riscoprire e da rileggere nella prospettiva del tempo che è intercorso. Il Forte di Bard non è “solo” un luogo espositivo ma prima ancora è un edificio storico e come tale in questa occasione, più che in altre, amplia e dialoga con l’esposizione dei Macchiaioli e con le vite e le opere di questi pittori soldati. Ci piace ricordarne uno. Nino Costa, arruolato nel reggimento dei Cavalleggieri d’Aosta a Pinerolo che dopo varie peregrinazioni si sposta a Firenze e frequenta il Caffè Michelangelo. Lì conosce Giovanni Fattori, certamente il nome più noto tra i Macchiaioli, e che lo stesso Costa rammenterà come colui che “gli aprì la mente e lo incoraggiò”».

    Il percorso espositivo all’interno delle Cannoniere del Forte di Bard, prende avvio dalle opere di Serafino de Tivoli, precursore della rivoluzione macchiaiola, che si confronteranno con un lavoro giovanile di Silvestro Lega, dallo stile ancora purista, per giungere alle espressioni più mature della Macchia con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani e Cristiano Banti, che si allontanano definitivamente dalla tradizionale pittura di paesaggio italiana ma anche dalla lezione della scuola francese di Barbizon, particolarmente incline a indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo, per scegliere...
    16 min
  • "Bestiario dei giorni di festa" Gabriele Galloni
    "Bestiario dei giorni di festa"
    Gabriele Galloni
    Ensemble Edizioni
    http://edizioniensemble.it/

    Una conversazione con il poeta Antonio Veneziani per raccontare "Bestiario dei giorni di festa".

    L’ultimo, bellissimo, libro di Gabriele Galloni. Una raccolta postuma che ci mostra un’altra faccia della poetica di Gabriele.

    Libro postumo di Gabriele Galloni (Roma, 1995 - 2020), uno dei migliori poeti della sua generazione. Tra le sue raccolte poetiche ricordiamo "Slittamenti", "In che luce cadranno", "L'estate del mondo" e "Creatura breve". È stato autore e ideatore, per la rivista «Pangea», della rubrica "Cronache dalla fine - dodici conversazioni con altrettanti malati terminali".


    Il camaleonte

    Somiglia sempre a quello che non è.
    A volte è un albero, a volte un'altra bestia –
    di notte capita che sembri me.


    Il gufo

    Il gufo tace. Guarda di traverso
    un'ombra di sorella; pensa a un fondo
    di lago, a un corpo appena morto, a un verso.



    Il pappagallo

    Ripete sempre l'ultima parola
    non detta, il pappagallo: non è mai
    profeta in patria. E per dispetto vola.




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Luisa Rossi "Le Alpi delle donne"
    Luisa Rossi
    "Le Alpi delle donne"
    Pagine dalla montagna (1718 - 1940)
    Edizioni Unicopli
    http://edizioniunicopli.it/


    Tradizionalmente rappresentate nei ruoli loro assegnati dalle società e culture di provenienza – ruoli di norma stanziali – non sono poche le donne che hanno partecipato al fenomeno del viaggio moderno. Il viaggio in regioni lontane, difficili da raggiungere e visitare, come sfida ai pregiudizi e ai divieti, come esperienza conoscitiva, come prova della propria resistenza. Quasi automaticamente, viaggiare ha voluto anche dire scrivere, affidare a un journal intime, o all’invenzione di un romanzo, il racconto delle esperienze fatte, delle cose viste, sentite, immaginate. La scrittura di viaggio (e talvolta il disegno, la pittura) come parte fondante dell’affermazione di sé. Le Alpi, con la loro straordinaria successione di paesaggi e di generi di vita diversi, costituivano da sole un “altrove” in tutti i sensi: un ambiente con cui misurarsi fisicamente non meno degli spazi africani e americani; un’alterità socio-culturale per chi proveniva dalle grandi città europee; luoghi ricchi di leggende e di misteri. Il volume presenta i casi di dieci donne europee che hanno viaggiato nelle Alpi tra Settecento e metà Novecento e offre una scelta antologica dei loro scritti. Attraverso passi alpini vertiginosi, vallate di volta in volta fredde e cupe, luminose e fiorite, e villaggi immersi in una secolare atemporalità fino all’avvento del turismo, si delinea uno sguardo “altro” sulle Alpi dei secoli passati che finora abbiamo solamente conosciuto nei resoconti di militari, cartografi, naturalisti, grandturisti, sportivi: uomini.


    Luisa Rossi si è formata presso l’Università di Firenze e ha frequentato il primo ciclo di dottorato di Geografia, conseguendo il titolo nel 1988. Ha insegnato Geografia presso l’Università di Parma con cui continua a collaborare. Ha fatto parte del collegio docenti del Dottorato in “Geografia storica per la valorizzazione per patrimonio storico-ambientale” (Università di Genova) ed è stata professeur invité presso l’Université de Limoges. Le sue ricerche riguardano la storia della geografia, le trasformazioni territoriali e paesaggistiche, la cartografia storica e il viaggio in prospettiva di genere. Ha lavorato con istituzioni scientifiche italiane e francesi e collaborato con diverse amministrazioni locali liguri. Fra le numerose pubblicazioni, ricordiamo qui L’altra mappa. Esploratrici viaggiatrici geografe (Reggio Emilia, 2005 e 2011).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min
  • Beatrice Verri "Ricordati di non dimenticare"
    Beatrice Verri
    "Ricordati di non dimenticare"
    a cura di Paola Agosti e Alessandra Demichelis
    L'Artistica Editrice
    https://lartisticasavigliano.it/

    Il giovane ufficiale nella sua divisa impeccabile.
    Il partigiano, con i suoi uomini nell’estate del riscatto.
    Lo scrittore con i suoi testimoni. Il marito a fianco della donna che ama.
    L’amico con cui condividere impegno e convivio.
    Nelle piccole stampe in bianco e nero dai bordi frastagliati e nelle immagini dai colori già un poco alterati dal tempo scorre quasi un secolo, quel Novecento che concentra tutto il male e tutto il bene della storia d’Italia tra dittature, guerre e capacità di rinascita.
    E in quel secolo, pur “breve”, affiora il dettaglio di chi ne ha percorso ogni tappa con il piglio del protagonista, in un cammino di consapevolezza umana e civile, tra impegno e vita privata.
    È di questa cavalcata lunga eppure rapida che narrano le fotografie di casa Revelli ed è ciò che narrano le pagine di questo libro, tra immagini e parole.





    Per l’ordine di acquisto scrivi a [email protected]
    https://www.nutorevelli.org/

    Beatrice Verri, Direttrice della Fondazione Nuto Revelli, dove coordina numerosi progetti di restauro e recupero storico-culturale, con particolare riferimento alle ricerche nel campo della memoria e della bibiografia femminile.



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    18 min
  • Roberto Genovesi "I guardiani di Roma"
    Roberto Genovesi
    "I guardiani di Roma"
    La saga della legione occulta
    Newton Compton
    https://www.newtoncompton.com/


    I Guardiani di Roma. La saga della Legione occulta
    Roberto Genovesi


    € 4,99

    I nomi dei più coraggiosi riecheggiano nella storia dell’impero

    Un patto per la vita. È quello che stringono tre ragazzi in una bettola di Apollonia, dove Giulio Cesare li ha spediti per studiare la diplomazia e la guerra: vuole fare di loro dei valenti generali o degli abili politici. Obnubilati dal vino e dalla musica, Gaio Ottavio Turino, Gaio Cilnio Mecenate e Marco Vipsanio Agrippa si giurano fedeltà, senza sapere che il destino sta viaggiando per mare con la notizia dell’assassinio del loro mentore. La strada che porterà i tre amici alla gloria sarà costellata di ostacoli, eserciti, traditori e sicari. Cesare lo aveva previsto e, ancor prima che l’astrologo Teogene scorgesse la scintilla dell’imperium negli occhi di Ottavio, aveva incaricato il suo soldato più fedele di vegliare a qualunque costo sulla vita dell’erede designato: un prefetto muto, in grado di ascoltare le voci dei suoi simili e di raccoglierli attorno al vessillo della legione più temuta di tutto l’esercito romano. I soldati della Legio Occulta diventeranno il braccio armato di Augusto e saranno l’arma più letale contro cui i nemici dell’Urbe si siano mai confrontati. La leggenda li ricorderà per sempre come i Guardiani di Roma.



    Roberto Genovesi, è giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo. Ha collaborato con i più importanti periodici e quotidiani italiani tra cui «L’Espresso», «Panorama», «TV Sorrisi e Canzoni», «la Repubblica». Insegna Teoria e Tecnica dei linguaggi interattivi e crossmediali in diverse università. Con la Newton Compton, oltre ai primi cinque volumi della saga della Legione occulta (La legione occulta dell’impero romano; Il comandante della Legione occulta; Il ritorno della Legione occulta. Il re dei Giudei, I due imperatori e I guardiani di Roma), ha pubblicato La mano sinistra di Satana; Il Templare nero e la trilogia La legione maledetta (Il generale dei dannati, La fortezza dei dannati e L’invasione dei dannati). I suoi romanzi sono pubblicati anche in Spagna, Portogallo e Inghilterra.
    https://robertogenovesi.com/



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    https://ilpostodelleparole.it/
    18 min
  • Leonardo Colombati "Scrivere per dire sì al mondo"
    Leonardo Colombati
    "Scrivere per dire sì al mondo"
    Quello che i grandi autori ci insegnano sull'arte e sulla vita
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Leggere è uno dei più piacevoli vizi solitari, in grado di farci ricordare, immaginare, commuovere con un’intensità che prescinde da dove lo si fa (a letto o su un treno) e quando; Italo Calvino sosteneva che quando leggi, «il tempo sei tu che lo decidi». I grandi autori, da Dante a Flaubert, da Tolstoj a Proust, da Kafka a Joyce, attraverso i loro privilegiati punti di vista, potenziano la nostra percezione e il nostro sguardo, e così ci insegnano a guardare il mondo con occhi nuovi.

    Per questo Leonardo Colombati, scrittore, critico letterario e docente di scrittura creativa, ci prende per mano e ci conduce in un percorso di rilettura e analisi delle opere di genio, indagando – dal «principio» «alla fine» – le componenti essenziali della creazione letteraria: la definizione dell’io, in apparenza quello dei personaggi, in realtà quello del romanziere e, sorprendentemente, anche del lettore; l’utilizzo multiforme della parola che va a comporre la voce del narratore (o, per meglio dire, «l’illusione di una voce»); la creazione dei personaggi, alcuni dei quali sono diventati veri «caratteri», come Don Chisciotte, Falstaff, Anna Karenina o Lolita, e che alla fine sono riconducibili a due grandi categorie, gli Ulisse («con la sua barba e la cicatrice») e gli Amleto («con la sua calzamaglia e il teschio»); la gestione del tempo, così compresso nei libri rispetto a quello che sperimentiamo nella nostra vita e, diversamente da quanto succede nel mondo reale, capace di procedere in avanti e all’indietro a piacimento dell’autore; e poi l’amore, unico vero tema poetico. E come non soffermarsi sul ruolo della memoria, dalle madeleines proustiane al racconto di Ulisse alla corte dei Feaci, e sul potere curativo della lettura?

    Corredando la trattazione con esempi tratti dai più grandi romanzi della letteratura mondiale, Colombati compone così una personale biblioteca ideale, cui attingere in cerca di ispirazione e spunti di riflessione e tramite cui gli autori ci parlano e ci ascoltano, in un dialogo costante tra narratore, lettore e personaggi.

    Leonardo Colombati è nato a Roma nel 1970. Ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi, 2005; Fandango, 2010), Rio (Rizzoli, 2007), Il re (Mondadori, 2009), 1960 (Mondadori, 2014), Estate (Mondadori, 2018). Ha curato i volumi Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole. Il grande romanzo americano (Sironi, 2007; Mondadori, 2018) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori-Ricordi, 2011). Direttore della rivista «Nuovi Argomenti», nel 2016 ha fondato con Emanuele Trevi la scuola di scrittura Molly Bloom, che dirige.



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    20 min
  • David Bidussa "Millenovecentottantaquattro" George Orwell
    David Bidussa
    "1984 Millenovecentottantaquattro"
    George Orwell
    Traduzione di Luigi Maria Sponzilli
    Chiarelettere
    http://chiarelettere.it/








    «Ho scritto libri privi di vita tutte le volte che non ero mosso da un intento politico.»

    Tre motivi per leggerlo:
    • Perché è il testamento del più audace scrittore politico del Novecento, che ha saputo raccontare come nessun altro il potere, la sorveglianza e il controllo.
    • Perché parla di noi, del nostro tempo, mai abbandonandosi alla cupezza di un destino già scritto ma cercando di immaginare e di guardare oltre, di seminare speranza e futuro.
    • Perché è la storia avvincente di una resistenza personale e civile, qui riproposta in una nuova traduzione, con due contributi di Orwell dedicati al mestiere di scrivere, un ampio saggio di David Bidussa e il "Ritratto sentimentale" di Geno Pampaloni, uno dei primi interventi pubblicati in Italia su Millenovecentottantaquattro.










    David Bidussa (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con “l’Unità”, “il manifesto”, “Linus”, “Diario”, “il Secolo XIX”, “il Riformista”, “Reset”, il domenicale del “Sole 24 Ore”. Ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie Siamo italiani. La questione morale (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), Odio gli indifferenti, con gli scritti di Antonio Gramsci, The time is now, sul Sessantotto in Italia e nel mondo, La vita è bella, con gli scritti di Leon Trotzky, e Lettera sul fanatismo di Shaftesbury


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    https://ilpostodelleparole.it/
    33 min
  • Gian Franco Svidercoschi "Un Concilio e sei Papi"
    Gian Franco Svidercoschi
    "Un Concilio e sei Papi"
    Vi racconto sessant'anni di Chiesa
    EDB
    Dehoniane Bologna
    https://www.dehoniane.it/

    Dove va la Chiesa? Per tentare una risposta questo libro parte da sessant’anni fa, da quella svolta decisiva che fu per il cattolicesimo il concilio Vaticano II. Sessant’anni da quando l’autore, giovanissimo, venne mandato dall’agenzia Ansa in Vaticano. Da allora, giorno dopo giorno, ha seguito la traiettoria della Chiesa nel passaggio di millennio. Sei Papi, una religiosità che si rinnovava, ma anche crisi profonde e scandali. Una Chiesa tornata ad essere compagna di viaggio dell’umanità, a condividerne speranze, conquiste, ma anche sconfitte, continui sconvolgimenti.
    Proprio sul finire della sua stesura, il libro si è incrociato con l’esplosione di una tragedia che ha scosso l’intero pianeta e, per certi aspetti, la Chiesa stessa. Eppure, proprio da come molte persone hanno reagito alla pandemia, proprio dall’inquietudine che le ha riportate a guardarsi dentro, s’è avvertito che si stava in qualche modo ricomponendo l’antica scandalosa frattura tra fede e vita. Come dire che la rivoluzione avviata sessant’anni fa dal Concilio cominciava finalmente a dare i suoi frutti: non tanto nelle mille riforme canoniche o istituzionali, ma all’interno delle coscienze.

    Gian Franco Svidercoschi, giornalista dal 1959, ha seguito per oltre sessant’anni le vicende della Chiesa cattolica. Ha lavorato in agenzie di stampa, giornali, radio, tv e come sceneggiatore in due film su papa Wojtyla. È stato vicedirettore dell’Osservatore Romano e ha scritto più di una ventina di libri. Ha collaborato con Giovanni Paolo II alla stesura di Dono e Mistero. Con EDB ha pubblicato Il ritorno dei Chierici. Emergenza Chiesa tra clericalismo e concilio (2012).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Andrea Nuzzo "Bill esce dal web"
    Andrea Nuzzo
    "Bill esce dal web"
    Il romanzo di "Sii come Bill"
    Mondadori Electa


    Fake news, hater, leoni da tastiera, flame e tormentoni; commenti inferociti, toni accesi e tanto egoismo. Sul web e nel mondo reale ne vediamo di tutti i colori, e a volte abbiamo bisogno di qualche modello positivo che dia il buon esempio e ci indichi la corretta strada da seguire. Per fortuna è arrivato Bill, lo stickman più famoso dei social, che con ironia e intelligenza ci aiuta a comprendere i nostri difetti e ci suggerisce comportamenti etici. Nel giro di pochi anni, "Sii come Bill" è diventato un vero e proprio fenomeno della Rete, con oltre un milione di iscritti alla pagina Facebook, più di 200mila follower su Instagram e contenuti da migliaia di condivisioni. D'altronde, se la perfezione non appartiene agli uomini, forse è il caso di cercarla in un omino stilizzato con la faccia sempre sorridente... Ma cosa succederebbe se Bill uscisse dal web e si confrontasse con il mondo reale? E proprio quello che accade in questo romanzo, nel quale vedremo il noto stickman alle prese con un universo a tre dimensioni. Come nuovo portinaio di un palazzo, avrà il compito di trasformare quel luogo in un posto migliore; sembrerebbe un'impresa da poco per chi si se la vede quotidianamente con migliaia di follower e deve gestire le turbolenze che agitano i social, ma le insidie sono dietro l'angolo... Bill riuscirà in appena sette giorni a portare armonia tra i condomini? Ma soprattutto: scoprirà chi è il misterioso inquilino del settimo piano? In questo libro, che ai testi alterna le tavole e i meme che hanno reso così celebre "Sii come Bill", ritroviamo lo spirito e i valori alla base di uno dei progetti web più simpatici e intelligenti degli ultimi anni. E lo scopo è sempre lo stesso: imparare, un passo alla volta, a essere come Bill.

    https://www.siicomebillmagazine.it/




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    21 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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