il posto delle parole

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  • Julia Holden "A childhood in Berlin"
    Julia Holden
    Un teatro che parla inglese
    JProduction
    https://www.jproductions.it


    Nasce a Milano J.Productions, una realtà che intende valorizzare lo storico scambio culturale tra la cultura italiana e il teatro inglese. Un cartellone di produzioni teatrali proprie, didattica nelle scuole e workshop con esperti registi e attori inglesi. E a causa della pandemia un programma di reading online dal titolo Changing Times e un omaggio a Dante tradotto in inglese.


    Nasce a Milano J.Productions con l’obiettivo di promuovere il teatro in lingua inglese: nel 2021 porterà in scena Mr Owens’s Pocketbook e Walking to Jerusalem di Justin Butcher e Manifesting Mrs Marx, diretto da Guy Masterson, già vincitore dell’Olivier Award e The Last Cuckoo con l’attore Andrew Harrison. Il debutto con produzione inedita a firma J.Productions, Hippolytus Unplugged, opera scritta e diretta da Justin Butcher, è prevista in cartellone a Milano per autunno.

    La prima occasione però, a teatri chiusi, è offerta da sei reading online su zoom, un modo anche per prender confidenza con il progetto e la sua filosofia, accompagnati da attori professionisti, l’iniziativa si chiama Changing Times, in linea con i tempi, esplora vari stili narrativi e tematici offrendo anche la possibilità di interazione tra partecipanti e organizzatori (https://www.jproductions.it/portfolio_page/changing-times/).

    Poi un inedito omaggio a Dante tradotto in inglese e analizzato in presa diretta, sempre in modalità smart, da docenti e attori. Un tributo che sottolinea la stima per i grandi della letteratura italiana da sempre oggetto di studio e fruizione in Gran Bretagna. Con Speaking DANTE, si alternano analisi testuale, reading e commenti interattivi in cui il pubblico non è solo uditore, ma parte del processo di valorizzazione dei canti e della produzione letteraria del sommo poeta. Una serie di incontri quindicinali saranno fruibili per tutto il 2021.

    “C’è uno storico scambio culturale tra la cultura italiana e il teatro inglese – spiega l’ideatrice del progetto Julia Holden – un’influenza reciproca che dura da centinaia d’anni. Oggi però credo che il teatro sia anche uno strumento che vada oltre all’intrattenimento, è un metodo di apprendimento della lingua, un modo per imparare l’oratoria, per acquisire un’espressività utile anche nella vita professionale.”

    Infatti J.Productions lavorerà su più piani: un calendario di spettacoli in lingua aperti alla città in diversi teatri, workshop con esperti registi ed attori inglesi per aspiranti artisti del settore, didattica nelle scuole per apprendere la lingua in modo più immediato e piacevole, collaboratori con aziende e professionisti che usano il public speaking per le loro attività.

    Julia Holden ha un’esperienza ventennale in ambito legale, è esperta di proprietà intellettuale, inglese d’origine vive in Italia da molti anni e ha spesso osservato come la sua professione si misuri con l’abilità oratoria. “I tribunali italiani sono meno teatrali, passatemi il termine, rispetto a quelli anglosassoni. Ma l’abilità a parlare, in piedi davanti ad un giudice, così come di fronte ad un uditorio, non è semplice. Necessita mestiere, capacità oratoria. Studio ed esercizio. Il teatro fornisce questi strumenti.”

    In qualità di direttore artistico e appassionata di teatro, la Holden, negli ultimi dieci anni ha stretto collaborazioni prestigiose con il drammaturgo britannico Justin Butcher, con l’attore e regista Guy Masterson Mastroianni, con l’attore Rupert Mason, figure carismatiche del teatro inglese che collaboreranno a nuovi progetti.

    “Sono un grande estimatore della cultura italiana e il teatro è sempre stato uno degli ambiti culturali attraverso cui i due paesi si sono...
    15 min
  • Erica Gibogini "Pic nic al lago" - "Rose bianche sull'acqua"
    Erica Gibogini
    "Pic nic al lago"
    "Rose bianche sull'acqua"
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/



    "Pic nic al lago"
    Massimo e Cristina, un’affermata coppia di Novara, giungono la mattina di ferragosto sul lago d’Orta, al Santuario della Madonna del Sasso, dove hanno in programma un picnic. Sul posto, Massimo incontra inaspettatamente la donna che da qualche tempo frequenta, insieme alla sorella di lei: si viene così a trovare in un’imbarazzante situazione, con moglie e amante a pochi passi l’una dall’altra. Ma altri incontri non previsti sono in serbo per la coppia: due colleghi di lei con i rispettivi coniugi, con i quali si accordano per un caffè nel pomeriggio. Cristina, allontanatasi per fare duepassi, imbocca uno dei sentieri che si addentrano nel bosco proprio quando sta per scatenarsi un temporale. Non farà più ritorno. Seguiranno le concitate ricerche del Commissario Mario Verano (già protagonista delle precedenti storie sul lago Rose bianche sull’acqua e Cerchi nell’acqua) nel quadro del bellissimo territorio di lago, fra Boleto, Pella e Ronco, ma soprattutto del Santuario della Madonna del Sasso.




    "Rose bianche sull'acqua"

    Ad Orta, splendida come il panorama dell’omonimo lago, due matrimoni vanno in fumo. E la sposa muore annegata. Il commissario Verano sarà chiamato a risolvere il mistero, e dovrà districarsi fra diversi curiosi personaggi che racchiudono ciascuno la propria verità.
    Le indagini si susseguono vorticosamente, con un finale inatteso. Intorno alla vicenda gravitano i personaggi che Laura incontra a Orta che, con i suoi paesaggi e gli scorci del lago e dei paesi intorno, di una bellezza incantevole, fanno da sfondo alla storia, in un dolce ambiente di provincia, dove tutti si conoscono, e tutti hanno le loro storie e i loro misteri. Le rose bianche, simbolo di purezza e innocenza, diventano emblemi di inquietudine.








    Erica Gibogini, nata a Premosello Chiovenda il 23 giugno 1960, vive a Pettenasco, sul Lago d’Orta, con la famiglia. Diplomata in Istituto Tecnico-Ragioneria, lavora nella Pubblica Amministrazione. Ha pubblicato nel 2018 con la casa editrice Mnamon il libro Orta in giallo, raccolta di racconti gialli ambientati sul lago d’Orta, contenente anche il racconto vincitore di “Garfagnana Noir 2017” come miglior racconto con ambientazione in Garfagnana e già contenuto nell’Antologia Criminale 2017 edita da Tralerighe Libri. Finalista anche per edizione 2018 con il racconto Il gioco del salto alla corda, pubblicato da Tralerighe Libri. Sempre nel 2019 pubblica per Morellini Editore Rose bianche sull’acqua. Un giallo ambientato a Orta, finalista al premio “Garfagnana in noir 2019” e vincitore della targa “Gianfranco Lazzaro” in premio “Stresa Narrativa 2020”.
    Fa parte del Laboratorio di Narrazione di Verbania, con il quale ha curato il libro Il treno narrante edito da Morlacchi Editori.





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    https://ilpostodelleparole.it/
    13 min
  • Gianluca Morozzi "Ultranoidi"
    Gianluca Morozzi
    "Ultranoidi"
    Starhammer il distruttore
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/


    Marlene e il suo migliore amico Miki vorrebbero una vita come quella dei supereroi, solo che i supereroi vivono a New York, mica in un quartiere di periferia a Bologna! Un giorno, però, accade qualcosa di inaspettato e i due ragazzi diventano gli Ultranoidi, un duo di supereroi dai poteri straordinari. Ma come insegnano film e fumetti, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e il primo nemico degli Ultranoidi spunta alle porte della città…


    Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Grande appassionato di calcio, musica e fumetti, crede fermamente che da qualche parte nell’universo i supereroi esistano davvero. Dopo gli studi in Giurisprudenza ha intrapreso la carriera musicale come chitarrista con diverse formazioni, prima di esordire nel mondo della letteratura. Ha al suo attivo numerosi romanzi e racconti. Alterna narrazioni crude e orrifiche ad altre che, come le definisce lui, vorrebbero far ridere. Autore già molto amato dagli adulti, ha pubblicato con Gallucci il suo primo libro per ragazzi, Marlene in the sky.



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    13 min
  • Lorenza Cingoli "L'isola che non c'era"
    Lorenza Cingoli
    "L'isola che non c'era"
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/


    Sciacca, 1831.
    Come ogni sera, Mimmo accompagna il padre pescatore a gettare le reti al largo, quando d’un tratto davanti ai suoi occhi, accade qualcosa di straordinario: il mare si infuoca, i pesci piovono dal cielo, lapilli incandescenti illuminano il buio. È il prodigio di un’isola che nasce dalla profondità degli abissi. Da quel momento, nessuno ha più il coraggio d’avventurarsi nel mare avvelenato dall’odore di zolfo. Il cuore di Mimmo, invece, si accende di un desiderio d’avventura: sbarcare per primo sull’isola, piantare la sua bandiera e darle il nome, battendo sul tempo i re delle grandi potenze. Quell’isola, nei sogni di Mimmo, doveva essere una terra libera, senza distinzione tra ricchi e poveri, dove i bambini avrebbero solo giocato e ci sarebbero stati pane e dolcetti per tutti. Riparata la barca del nonno, il ragazzo salpa di nascosto. Ma, a volte, è dfficile mantenere un segreto… Alfonso, un coetaneo di Mimmo arrivato in Sicilia al seguito del padre geologo, si accoda all’impresa a sua insaputa, rivelandosi però un prezioso aiuto per la conquista dell’isola, grazie alle sue conoscenze scientifiche. Inizia così un’appassionante avventura, che sarà anche l’inizio di un’amicizia indissolubile tra i due ragazzi. Così come era sorta d’improvviso dal mare, l’isola dopo pochi mesi si inabisserà, ma nel futuro di Mimmo e di Alfonso è già scritta una nuova avventura. 30 anni dopo, partiranno insieme a mille altri giovani uomini, con addosso una camicia rossa, al seguito di un giovane condottiero dallo sguardo intrepido e carismatico, per un’impresa che scriverà la storia del nostro Paese.



    Questo romanzo è liberamente ispirato da una storia vera: L'emersione dell'isola Ferdinandea nel Canale di Sicilia nel 1831.








    Lorenza Cingoli, vive a Milano ed è autrice di programmi televisivi per bambini come L’Albero Azzurro e La Melevisione. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo Il segreto di Lucina per Einaudi ragazzi e i racconti Le più belle storie dell’Antica Roma con Gribaudo.


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    17 min
  • Sergio Galletto "Esci che ti chiudono"
    Sergio Galletto
    "Esci che ti chiudono"
    Tra curve e salite di un ciclismo lontano dai riflettori
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/


    Sergio è un ragazzo quando finisce la sua storia: questa storia. Una storia di fatica, di sudore, di pedali, di salite, di sprint finali, di sacrifici nel non uscire insieme agli amici per preservare il risultato della futura gara. Ciclismo, lo chiamano.
    Uno sport? Non solo: una passione. Quasi una ragione di vita. Quasi, appunto.

    Prefazione di Miculà Dematteis
    Il grande ciclismo: lo conosciamo tutti. Tutti abbiamo assistito, almeno una volta in tv, a una tappa del Giro d’Italia, del Tour de France o di altre competizioni prestigiose. Tutti abbiamo letto articoli di giornale al proposito, tutti conosciamo i volti dei ciclisti giustamente famosi. Inutile farne i nomi: tutti ne abbiamo in mente almeno una decina, del passato e del presente.
    Pochissimi, invece, conoscono il ciclismo lontano dai riflettori: quello che sta a una curva dal professionismo. Pochissimi sanno che questo ciclismo è duro quanto quello blasonato: anzi, è forse ancora più spietato poiché ne è la porta, la soglia. Meno mezzi e maggior volontà di emergere.
    Sergio ci racconta questo ciclismo, e lo fa ripercorrendo la sua esperienza: dagli anni Settanta agli Ottanta inoltrati. Non sale in cattedra. Non ne ha bisogno: il suo procedere è un tirare le somme. Si è uomini così. Il suo è un racconto tutto di grinta, di nervi, di sacrificio: dalle pedalate in sella al triciclo al Giro d’Italia dei Dilettanti, alle gare internazionali in mezza Europa.
    C’è tutto: la guerra infinita contro il limite fisico e mentale; l’amicizia con i compagni; il militare insieme a un certo Gianni Bugno, luminoso; i passaggi a diverse squadre; le vittorie; lo spettro dell’anfetamina.
    C’è il denaro, quello che tiene unito il carrozzone a disposizione della stampa: c’è lo spettacolo, il modo malato in cui gira. C’è la differenza tra doping e paradoping: la magrezza che deve sfiorare lo 0% del grasso in corpo, i disturbi alimentari, quelli depressivi. Il coming out di molti sull’argomento. Ogni pagina, nervosa e arrabbiata, è preziosa, perché rivela ad ogni riga il suo contrario: la speranza per i più giovani che si avvicinano a questo grande sport.
    È un racconto di fiducia, questo: è un racconto di gioia. È la vittoria, quella che non ha bisogno di medaglia né coppa.


    Sergio Galletto, classe 1964, nasce a Savigliano (CN). Sale per la prima volta su una bicicletta a sei anni, scenderà di sella a ventidue. Nel mezzo, conta all’attivo 468 gare: delle quali ben 74 sono vittorie. Sergio è oggi uno sportivo a tutto tondo, e questo libro nasce dalla sua diretta esperienza di vita.



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    17 min
  • Bruna Martini "Patria"
    Bruna Martini
    "Patria"
    Un Graphic Memoir sull'educazione di una bambina durante il Ventennio fascista
    Crescere in tempo di guerra
    Becco Giallo Edizioni
    https://www.beccogiallo.it/


    Dalla paura dei bombardamenti all’obbligo di scrivere ai soldati al fronte nelle ore di scuola, dalle
    rappresentazioni vestite da contadinelle al culto della figura del Duce: è un intenso lavoro di
    ricerca, testimonianza e memoria quello che sta alla base di Patria. Crescere in tempo di guerra
    (BeccoGiallo, 2021), il graphic memoir di Bruna Martini che racconta la storia di sua zia Graziella
    Mapelli, cresciuta durante il Ventennio fascista, in un clima dominato dalla guerra e dal rigore
    ideologico.

    La scuola ebbe un ruolo fondamentale nella propaganda mussoliniana: attraverso il punto di vista
    della protagonista, si fa luce sui principali aspetti dell’ideologia e della storia fascista, con
    particolare attenzione al processo di indottrinamento operato dal regime sui giovani e alle
    tecniche di persuasione attuate tra i banchi di scuola.
    Il libro mette in dialogo i disegni a pastello e acquerello con oggetti dell’epoca, la maggior parte
    dei quali provenienti dall’archivio personale di Gabriella: vecchie fotografie, le lettere dei soldati
    del tempo, gli articoli di giornale, le pagelle, i quaderni e i libri di testo usati nelle scuole.
    L’autrice Bruna Martini è nata a Lecco e vive a Londra. Ha un decennio di esperienza nel campo
    dell’animazione e illustrazione. Il suo lavoro è a sfondo sociale e femminista. Alcuni suoi
    cortometraggi e animazioni hanno vinto premi in festival internazionali e sono stati trasmessi in
    televisioni locali del Regno Unito. Patria è la sua prima pubblicazione con BeccoGiallo
    La protagonista Graziella Mapelli, zia di Bruna, ha 88 anni e vive a Lecco, dove si è trasferita per
    sfuggire agli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Dopo 40 anni di lavoro come ragioniera, 10
    nipoti e 11 pronipoti, è oggi felicemente in pensione.



    BeccoGiallo è una casa editrice padovana nata nel 2005, oggi facente parte del gruppo Fandango.
    Specializzata in graphic journalism e biografie a fumetti, il suo nome è un omaggio alla coraggiosa
    esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo”, che negli anni Venti del secolo
    scorso utilizzava il disegno – assieme all’inchiesta giornalistica scritta – per criticare e incalzare il
    Potere



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    https://ilpostodelleparole.it/
    23 min
  • Silvia Bencivelli "Perché fidarsi della scienza?" Naomi Oreskes
    Silvia Bencivelli
    "Perché fidarsi della scienza?"
    Circolo dei Lettori
    https://circololettori.it/


    Desiderare il mondo
    Linguaggi, corpi, icone
    Un mese dedicato alla pluralità del femminile



    Marzo: il mese delle donne. Un intreccio di incontri dedicati al desiderio di conoscenza necessario a interpretare il presente e ad affrontare la complessità del femminile. “Desiderare” è uno slancio di ricerca, di passione e volontà, perché il mondo è un luogo complesso da interpretare, da descrivere, da catalogare. Linguaggi, corpi, icone è il sottotitolo di questa esplorazione nel plurale femminile, lezioni, dialoghi e presentazioni editoriali su temi cruciali: lavoro, politica, scienza, maternità, malattia, società, cultura e ambiente, un programma multiforme, il cui filo rosso è lo slancio, spontanea propensione dell’animo femminile. Tante scrittrici per parlare di tutto questo.



    Circolo dei Lettori
    Lunedì 1° marzo 2021, ore 18:00
    Sul carattere sociale della conoscenza scientifica
    presentazione del libro di e con Naomi Oreskes
    edito da Bollati Boringhieri
    con Silvia Bencivelli
    nell’ambito di Desiderare il mondo. Linguaggi, corpi, icone

    https://www.facebook.com/ilcircolodeilettori/
    https://circololettori.it/
    https://www.youtube.com/channel/UC-gmvAbd6dmsr7OcYfv0aRg





    Naomi Oreskes
    "Perché fidarsi della scienza?"
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/
    I medici sanno davvero di cosa stanno parlando quando ci dicono che i vaccini sono sicuri? Dovremmo prendere in parola gli esperti del clima quando ci mettono in guardia sui pericoli del riscaldamento globale? Perché dovremmo credere agli scienziati quando i nostri politici non lo fanno? A partire da queste domande Naomi Oreskes costruisce una solida e avvincente difesa della scienza, mostrando in che modo il carattere sociale della conoscenza scientifica sia la sua forza più grande e la ragione migliore per darle fiducia.
    Ripercorrendo la storia e la filosofia della scienza degli ultimi due secoli, Oreskes mette in dubbio l’esistenza di un unico, aureo metodo scientifico, ma non rinuncia per questo a difendere la scienza dai suoi detrattori. La superiore affidabilità delle tesi scientifiche deriva, nella sua visione, dal processo sociale che le produce. Questo processo non è perfetto – niente lo è mai quando sono coinvolti gli esseri umani – ma Oreskes ci offre delle lezioni fondamentali proprio a partire dai casi in cui gli scienziati si sono sbagliati. È nel racconto di questi illuminanti «errori» che l’autrice ci accompagna in un viaggio appassionante tra alcune delle tesi più bizzarre e discutibili della storia della scienza: da quella dell’energia limitata, secondo la quale le donne non potevano dedicarsi agli studi e all’istruzione superiore senza indebolire le proprie funzioni riproduttive; a quella dell’eugenetica, i cui programmi statunitensi di inizio Novecento ispirarono la Germania nazista, promuovendo politiche che vennero interpretate come il coerente risvolto sociale della teoria darwiniana dell’evoluzione. Eppure, anche nei momenti di maggior diffusione di queste teorie, esisteva una comunità scientifica che non offriva il proprio consenso, e metteva in evidenza gli aspetti ideologici e gli interessi nascosti che si celavano dietro a quei risultati. Il punto è che la nostra fiducia non deve andare agli scienziati – per quanto saggi o autorevoli possano essere – ma alla scienza in quanto processo sociale, proprio perché garantisce il...
    17 min
  • Pierpaolo Donati "Dopo la pandemia"
    Pierpaolo Donati, Giulio Maspero
    "Dopo la pandemia"
    Rigenerare la società con le relazioni
    Città Nuova Editrice
    https://www.cittanuova.it/



    Come sarà la vita sociale quando la pandemia del Covid-19 sarà stata debellata? Ritorneremo alla vita “normale” di prima, in continuità con i miti moderni del benessere e del progresso, o dovremo adottare un altro modus vivendi? Il libro intende mostrare che la pandemia ci ha rivelato qualcosa che la modernità ha rimosso: la realtà delle relazioni sociali. È attraverso le relazioni che le epidemie di ogni genere si diffondono. Serve una nuova visione creativa e soprannaturale delle relazioni affinché siano portatrici di bene. Il libro spiega come e perché possiamo uscire dalle pandemie con una visione relazionale della vita umana e dell’organizzazione sociale.


    Pierpaolo Donati è un sociologo italiano che ha prodotto numerose opere di carattere teorico ed empirico. Ha proposto una teoria generale per l'analisi della società chiamata sociologia relazionale, distinta da tutte le teorie sociologiche precedenti e contemporanee. Un profilo di Pierpaolo Donati e della sua opera è stato inserito nel volume dedicato ad alcuni dei più importanti sociologi viventi. Dal 1981 è Professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. È direttore del Centro Studi di Politica Sociale e Sociologia Sanitaria, Presidente del Corso di laurea in Sociologia, e Coordinatore del Ph.D. in Sociologia presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università di Bologna

    Giulio Maspero è professore ordinario di teologia dogmatica presso la facoltà di teologia della Pontificia Università della S. Croce (Roma). È vicedecano della stessa facoltà e forma parte del comitato direttivo della Pontificia Accademia di Teologia (PATH), di cui è membro ordinario. È anche membro della Association Internationale des Études Patristiques (AIEP). Ha pubblicato principalmente su Gregorio di Nissa, teologia trinitaria e il rapporto tra filosofia e teologia. In particolare ha pubblicato Trinity and Man (Brill, Leuven 2007) e ha diretto, insieme a L.F. Mateo-Seco, The Brill Dictionary of Gregory of Nyssa (Brill, Leuven 2009). Ha pubblicato, insieme a R. Wozniak, Re-thinking Trinitarian Theology (T&T Clark, London 2012), una raccolta di saggi dei migliori esperti sulla dottrina trinitaria, e la monografia Essere e relazione (Città Nuova, Roma 2013), dedicata all'ontologia trinitaria di Gregorio di Nissa. La sua ultima monografia è dedicata alla storia della pneumatologia: Dio trino perché vivo (Morcelliana, Brescia 2018). Con Pierpaolo Donati e Antonio Malo ha curato il volume Social Science, Philosophy and Theology in Dialogue (Routledge, London 2019).



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    33 min
  • Nerina Toci "Un seme di collina"
    Nerina Toci
    "Un seme di collina"
    a cura di Davide Di Maggio
    Edizioni Mudima
    https://www.mudima.net/multhipla-edizioni/



    Contributi di: Davide Di Maggio, Achille Bonito Oliva, Lorand Hegyi, Dominique Stella
    E uno scritto di: Nerina Toci


    Un tempo il mio sguardo veniva condizionato dai sogni, dalla superficie emotiva, dove il punto focale era l'indagine sulla mia identità e su ciò che rappresentava il reale per me. Ad oggi il mio tentativo secondo è di catturare la struttura dell'identità universale attraverso l'esperienza sensibile. Mi pongo una domanda: che cosa è il reale?
    Nerina Toci



    Curato da Davide di Maggio ed edito da Fondazione Mudima, è un progetto work in progress che comprende una selezione di fotografie realizzate tra il 2017 e il 2020 in Sicilia, principalmente tra i versanti asimmetrici dei monti Nebrodi, e che nasce da un ben precisa esigenza di definizione del reale.
    All’inizio del suo percorso di ricerca artistica, lo sguardo di Toci era condizionato dai sogni e dall’emotività; il punto focale della sua indagine era la sua identità e ciò che per lei rappresentava il reale. Questo volume raccoglie un intenso lavoro, che esemplifica l’evoluzione artistica della fotografa: dopo aver gradualmente eliminato la propria figura dagli scatti, Toci cerca di catturare l’identità universale attraverso l’esperienza del sensibile.
    L’interesse antropologico – con la costante riflessione sulla figura femminile, sul senso del luogo e del confine – e l’interrogazione sul reale spostano la funzione della fotografia da quella estetica a quella reale: la vera risposta sta non nel catturare e possedere la realtà, ma nell'accettazione della sua esistenza.
    La giovane fotografa albanese, originaria di Tirana, che per molti anni ha vissuto in Sicilia, si occupa di fotografia dal 2015 e riserva da sempre, nel suo lavoro, un ruolo centrale alla sua terra di adozione.
    Nei sui lavori sensuali e misteriosi – dei quali anche Letizia Battaglia ha sottolineato l’inquietudine e la grazia – riesce a rappresentare la sua realtà, la sua immaginazione sconfinata, che varca i confini della fotografia e ci porta in un mondo incantato dove la mente è libera di viaggiare. La chiave per capire il suo lavoro va cercata nel fatto che, applicando leggi proprie, supera la visione monoculare che la fotografia impone. Il lavoro di Nerina Toci parte dalla fotografia ma prende subito altre rotte, diventando opera d’arte. La macchina fotografica è semplicemente un mezzo che le consente di esprimere quello che per un fotografo è impossibile: uscire dalla realtà che ci circonda per addentrarsi in una sorta di Wunderkammer – una realtà personale che diventa universale – nella quale entriamo insieme a lei.
    Davide di Maggio, curatore del volume, dice di lei: «Il fotografo blocca un istante in eterno, lei apre quell’istante all’infinito. Le sue fotografie non hanno a che fare con l’effimero della nostra società, ma hanno piuttosto quella “perennità” delle opere che si tramandano nel tempo. Il tempo non è un limite ma diventa suo alleato. La realtà che la circonda non le interessa, la sua è un instancabile ricerca di un mondo che non trova, ma che è ben chiaro nella sua lucidissima immaginazione e che riesce a esprimere nelle sue fotografie anche grazie ad un grandissimo talento. Questa è la forza di Nerina Toci, il suo fascino, il suo magnetismo. E questo è il sogno dell’arte che grazie a lei si avvera e che questo nuovo libro ci restituisce in tutte le sue parti mettendo in luce il ruolo centrale da lei assunto tanto come testimone del mondo dell'arte e della realtà sociale in profondo mutamento che la circonda, quanto come protagonista di nuovi percorsi di ricerca e di espressione artistica».



    Alcuni degli scatti di Nerina Toci possono essere ammirati...
    30 min
  • Simona Bartolena "I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air"
    Simona Bartolena
    "I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air"
    Forte di Bard. Valle d’Aosta
    24 febbraio – 6 giugno 2021
    https://www.fortedibard.it/


    In mostra ottanta capolavori del movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento

    Date e orari potranno subire variazioni sulla base delle eventuali chiusure disposte nell’ambito della classificazione dell’indice di rischio delle regioni stabilito dalle autorità di governo.


    La stagione 2021 delle mostre d’arte al Forte di Bard si apre con un’importante esposizione dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico attivo soprattutto in Toscana che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento. Dal 24 febbraio al 6 giugno 2021, il polo culturale valdostano ospita la mostra I Macchiaioli. Una rivoluzione en plein air.
    Curata da Simona Bartolena, prodotta e realizzata da ViDi - Visit Different in collaborazione con il Forte di Bard, la mostra presenta 80 opere di autori in grado di analizzare l’evoluzione di questo movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana.
    Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze era una delle capitali culturali più attive in Europa, punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Al Caffè Michelangelo, si riuniva un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Nacquero così i Macchiaioli, il cui nome, usato per la prima volta in senso dispregiativo dalla critica, venne successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarnava alla perfezione la filosofia delle loro opere.

    «In un momento di grande difficoltà e smarrimento come quello che stiamo attraversando è indispensabile continuare ad investire nella cultura, prezioso motore di sviluppo per il territorio – evidenzia la Presidente del Forte di Bard, Ornella Badery -. Questo nuovo progetto si colloca bene nella filosofia espositiva del Forte di Bard che ogni anno propone appuntamenti di grande richiamo dedicati all’arte. L’auspicio, nonostante le tante incertezze che stiamo vivendo, è che anche questa mostra possa incontrare i favori del pubblico e della critica ed esser anche motivo ed occasione di crescita e arricchimento personale».

    «Questa mostra offre molti spunti per rileggere la storia risorgimentale e quegli anni complessi – spiega il Direttore del Forte di Bard, Maria Cristina Ronc -. Anni rivoluzionari, costellati di nomi e personaggi da riscoprire e da rileggere nella prospettiva del tempo che è intercorso. Il Forte di Bard non è “solo” un luogo espositivo ma prima ancora è un edificio storico e come tale in questa occasione, più che in altre, amplia e dialoga con l’esposizione dei Macchiaioli e con le vite e le opere di questi pittori soldati. Ci piace ricordarne uno. Nino Costa, arruolato nel reggimento dei Cavalleggieri d’Aosta a Pinerolo che dopo varie peregrinazioni si sposta a Firenze e frequenta il Caffè Michelangelo. Lì conosce Giovanni Fattori, certamente il nome più noto tra i Macchiaioli, e che lo stesso Costa rammenterà come colui che “gli aprì la mente e lo incoraggiò”».

    Il percorso espositivo all’interno delle Cannoniere del Forte di Bard, prende avvio dalle opere di Serafino de Tivoli, precursore della rivoluzione macchiaiola, che si confronteranno con un lavoro giovanile di Silvestro Lega, dallo stile ancora purista, per giungere alle espressioni più mature della Macchia con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani e Cristiano Banti, che si allontanano definitivamente dalla tradizionale pittura di paesaggio italiana ma anche dalla lezione della scuola francese di Barbizon, particolarmente incline a indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo, per scegliere...
    16 min

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