il posto delle parole

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  • Luca Azzolini "La città dei lupi"
    Luca Azzolini
    "La città dei lupi"
    Libro III - Romulus
    Harper Collins
    https://www.harpercollins.it/


    Due lupi valorosi, una guerriera solitaria, un re maledetto, un popolo spezzato e una dea vittoriosa. Il gran finale della trilogia che riscrive l’origine di Roma. Lazio, Terre dei Trenta. VIII secolo a. C. Un popolo sperduto vaga senza meta per le Terre dei Trenta. Tutto ciò che possedeva è arso tra le fiamme che hanno divorato il bosco sacro alla Dea Rumia. Spezzati e annientati nello spirito, i Ruminales hanno un’unica scelta davanti a loro: vivere o morire. Wiros è riuscito a condurre con sé un drappello di disperati. Sono stanchi e affamati, e ancora non sanno cosa fare di quella vita. Tornare a nascondersi nei boschi o lottare per il futuro? Yemos, invece, separato dal resto del branco, è trascinato in catene a Velia assieme alla Lupa. Lo attende la morte per mano di un terribile e acerrimo nemico, Spurius, signore della città. Mentre il destino dei lupi sta per compiersi, Amulius, re di Alba Longa e della Lega Albana, sembra aver già vinto i suoi nemici. Il Fato, però, è un minaccioso rivale. Gli Dei non rispondono più alle preghiere del re e Gala, la regina, è affetta da un male che le dà incubi e visioni. La guerra è alle porte, e sarà un conflitto epocale pronto a stravolgere le Terre dei Trenta. Accecata dall’odio nei confronti di Yemos, Ilia – la vestale rinnegata, la guerriera ribelle – è pronta a tutto pur di placare la furia che ha nel cuore. Anche a chiudere gli occhi davanti alla verità. Gli eserciti sono schierati, le donne e gli uomini in campo. Gli Dei stanno per scendere in battaglia. Da questo scontro, nel fuoco e nel sangue, sorgerà una città destinata a regnare sul mondo. La città promessa. La città eterna. “La città dei lupi”. Con “La città dei lupi” si conclude la grande trilogia storica che riscrive le origini di Roma, raccontando il mito della sua fondazione come non era mai stato fatto prima, unendo l’accuratezza della ricostruzione, lo stile contemporaneo della scrittura e l’epos della leggenda.


    Luca Azzolini è nato a Ostiglia (Mantova) nel 1983, e si è laureato in Storia dell’Arte a Verona. Ha iniziato a scrivere fin da giovanissimo e oggi lavora come scrittore, editor e ghostwriter. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, organizzato laboratori nelle scuole e rassegne letterarie. È autore di numerosi romanzi per ragazzi che sono stati tradotti in diversi Paesi, fra cui i dieci volumi della Saga di Aurion, la serie Volley Star dedicata alla pallavolo, e il ciclo di avventure di Mark Mission.
    Dopo i primi due volumi, "Il sangue della lupa" e "La regina delle battaglie", "La città dei lupi" conclude la trilogia "Romulus".
    Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato La strada più pericolosa del mondo, Adriano Olivetti, l’industriale del popolo, Bambini per gioco, Don Ciotti, un’anima Libera.


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    21 min
  • Ester Coen "Savinio. Incanto e mito"
    Ester Coen
    "Savinio. Incanto e mito"
    Museo Nazionale Romano
    Palazzo Altemps
    Mostra aperta fino al 13 giugno 2021
    https://museonazionaleromano.beniculturali.it/palazzo-altemps/


    La mostra “Savinio. Incanto e mito” al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps creerà corti circuiti sorprendenti con le magnifiche opere della collezione di sculture di Palazzo Altemps, suggerendo nuove affinità in un gioco di corrispondenze e accordi liberi e originali.

    Personaggio eclettico, erudito, dai molteplici interessi che spaziano dalla musica alla letteratura, dalla pittura al teatro, Alberto Savinio (Andrea De Chirico) – 1891-1952 – rappresenta la figura di un intellettuale dalla complessità straordinaria, capace di far dialogare e intessere le discipline umanistiche in un linguaggio visionario e all’avanguardia.

    La mostra “Savinio. Incanto e mito” al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps mette in luce, attraverso alcuni temi e momenti fondamentali, la particolarità di una poetica che associa e coniuga antico e moderno, estetica e ironia, memoria e fantasia in un’ottica globale oggi di grande attualità. Il gioco, le strutture e trame illusorie e chimeriche, le civiltà passate e le epoche aurorali, la decostruzione dei racconti leggendari e mitici, le caleidoscopiche immagini che spezzano l’equilibrio visivo in composizioni inattese e folgoranti, diventano gli indizi da inseguire nei labirintici spazi del Museo.

    Divisi in diverse sezioni tematiche, i dipinti sulle pareti creeranno corti circuiti sorprendenti con le magnifiche opere della collezione di sculture di Palazzo Altemps, suggerendo nuove affinità in un gioco di corrispondenze e accordi liberi e originali.


    "Savinio. Incanto e mito"
    Catalogo della mostra
    Curatrice: Ester Coen
    Electa Editore
    Pubblicato in occasione della mostra monografica Savinio. Incanto e mito di prossima apertura (Roma, Palazzo Altemps), Savinio. A-Z ricorre all’ambiziosa e nobile forma enciclopedica per proporre, attraverso un racconto polifonico e un approccio multidisciplinare, un inusuale ritratto di uno dei protagonisti più eccentrici della cultura italiana del Novecento.
    Il volume si sviluppa come una vera e propria enciclopedia: una successione di 107 ‘lemmi’ scritti da 31 autori che, ‘scompaginando e scomponendo un ordine tradizionale’, come spiega la curatrice Ester Coen, restituiscono la personalità versatile e poliedrica di Savinio, che è stato pittore, scrittore, musicista, costumista, scenografo, polemista, critico e molto altro ancora.
    Dalla A di Achille Innamorato alla Z di Zeus Giove, passando per Cocteau (Jean), Gemito, Malaparte (Curzio), Mascagni (Pietro), Teseo e Venere.
    Un viaggio sorprendente nell’universo dell’artista e nella cultura del Novecento europeo.

    https://www.electa.it/prodotto/savinio-a-z/



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    23 min
  • Giovanni Catelli "Parigi, e un padre"
    Giovanni Catelli
    "Parigi, e un padre"
    In Schibbloteth Edizioni
    https://www.inschibbolethedizioni.com/


    «La città era una trama di luoghi fatali, di corrispondenze con la memoria, un reticolo prodigioso in cui ritrovare, già nella potenza dei nomi, delle piazze, delle vie, il solco tenace del proprio passato, l'impronta definitiva di una vita più forte, gli archetipi profondi dell'esistere, da cui non separarsi mai». Una Parigi lontana, quasi irreale nella sua metafisica bellezza. Un viaggio della memoria sulle tracce di un'ombra tanto ingombrante quanto sfuggente. Un padre in fuga nella Ville Lumière dei primi anni Cinquanta. Un figlio che lo insegue attraverso il labirinto dei ricordi, nelle vie di una Parigi popolare e anarchica, dove benessere e povertà coesistevano in pieno centro, non ancora trasformato in un salotto per turisti. Una lotta contro la rapina del tempo, per ricomprendere il proprio passato.


    Giovanni Catelli è nato a Cremona. Autore di prosa e poesia, i suoi racconti sono apparsi sul sito letterario Nazioneindiana, sulla Nouvelle Revue Francaise, sul Corriere della Sera e sulle riviste L’Indice, Diario, L’Immaginazione. I suoi libri sinora pubblicati sono: In fondo alla notte (Solfanelli, 1992), Partenze (Solfanelli, 1994), Geografie (Manni, 1998), Lontananze (Manni, 2003), Treni (Manni, 2008). Geografie, con una prefazione di Franco Loi, è stato tradotto in Ceco, Russo e Ucraino. Altri racconti sono stati tradotti e pubblicati in Ceco, Slovacco, Russo e Finlandese. Collabora con l'Indice dei Libri, la rivista praghese Babylon e dirige Cafè Golem, la pagina culturale di Eastjournal.net.


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    22 min
  • Marino Bartoletti "La cena degli dei"
    Marino Bartoletti
    "La cena degli dei"
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/

    Il Grande Vecchio era sicuro che in quel Luogo avrebbe trovato amici straordinari. La sua vita, un po’ riservata, gli aveva comunque consentito di frequentare uomini potenti, dive bellissime, campioni ineguagliabili, artisti formidabili: molti li avrebbe rivisti volentieri, qualcuno che – per anagrafe – aveva solo incrociato lo avrebbe voluto conoscere un po’ meglio. Così stilò un piccolo elenco e pregò Francangelo, il suo assistente, di cercarli. Quando vide arrivare quel celebre tenore con l’enorme foulard al collo, quel grandissimo pilota con lo sguardo malinconico, quel ragazzo timido con la bandana in testa, quella principessa col sorriso un po’ triste e altri ospiti strabilianti capì di aver avuto un’idea bellissima. La cena fu un successo. Tutti andarono via felici. Con un cavallino fra le mani.


    Con la prefazione di Alessandro Cattelan
    «Sembrava che gli ospiti, anche quelli che si erano incontrati da pochi minuti, si conoscessero da sempre. Sic accanto a Marco e ad Ayrton pareva un bimbo affamato di favole. […] E Tazio che chiedeva a Lucio se veramente avesse cantato un intero disco chiamato Automobili; e Luciano che ripercorreva con Lady D le serate passate insieme nel nome della solidarietà; e il commendatore che faceva il galante con la divina Maria, chiedendole della sua Norma e della sua Violetta…»


    Marino Bartoletti è uno dei più celebri e amati giornalisti italiani. Ha condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come Il processo del lunedì, La Domenica Sportiva, Pressing, Quelli che il calcio. È stato direttore del “Guerin Sportivo” e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici.



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    25 min
  • Ugo Revello "Speruma bìn"
    Ugo Revello
    "Speruma bin"
    Ancora altri detti che fra un po' non saranno più detti
    Priuli & Verlucca
    https://www.priulieverlucca.it/



    Speruma bin… Incipit perfetto per il nuovo volume di Ugo Revello che completa una trilogia che ha avuto un successo oltre ogni aspettativa. Dopo i primi due titoli A va bin parei e Suma bin ciapà, ecco le nuove storie che il nostro raccontatore, con tenerezza e un velo di nostalgia, estrae dai ricordi famigliari: modi di dire, aforismi e giochi di parole di un tempo appena passato. Quando i detti in lingua piemontese assumevano significati talvolta umoristici, sarcastici, molto spesso ai limiti dell’impertinenza. Istruttivi di una cultura che il tempo sta frantumando e sembra non più appartenerci.




    Gli altri libri di Ugo Revello

    "A va bin parei"
    Priuli & Verlucca
    ...da un pò di tempo in qua, sentendo ogni tanto da amici e parenti (quei pochissimi che parlano ancora piemontese) espressioni dialettali desuete o anche detti simpatici, ho deciso di raccoglierli ed annotarli, prima che si fossero del tutto perduti nelle nebbie del modernismo galoppante. Poi, da queste semplici espressioni, seguendo la via del ricordo mio e altrui, ho tracciato in punta di penna tante piccole storie, non so quanto spiritose o patetiche: ecco spiegata in breve la genesi di questo libro. Non è, e non vuol essere, il solito volumetto di proverbi risaputi in cui il vecchietto ritrova la saggezza del suo popolo. Solamente una serie di modi di dire famigliari che ho tentato di salvare dall'oblio, probabilmente con lo stesso successo che ebbe a suo tempo don Chisciotte con i mulini a vento. Però, con spirito assolutamente decoubertiano, non si può dire che non ci ho provato...



    "Suma bin ciapà"
    Priuli & Verlucca
    Da qualche tempo ho ripreso a frequentare il vecchio e un po’ trascurato solaio dei ricordi, e con una certa sorpresa, da ogni armadio, ogni cassapanca, ogni stipetto che ho aperto, sono uscite tante piccole cose forse non preziose, che però mi è sembrato doveroso riportare dal dimenticatoio alla luce del sole.
    Così, riprendendo il filo di un discorso iniziato col mio primo libro, ho provato a ricreare le atmosfere che mi suggerivano i vari motti, divagando il giusto come mio solito.
    Non aspettatevi di trovare, neppure questa volta, perle di saggezza.
    Ma posso assicurare che lo spirito iniziale è rimasto intatto, così come la voglia di raccontare le mie piccole storie, cercando di non perdere mai il filo della tenerezza.




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    30 min
  • Benedetta Centovalli "Nella stanza di Emily" Writers Festival
    Benedetta Centovalli
    "Nella stanza di Emily"
    Writers Festival
    http://writersfestival.it/

    Domenica 7 febbraio 2021, ore 15:45
    Writers Festival
    Benedetta Centovalli racconta "Nella stanza di Emily" on line



    "Nella stanza di Emily"
    Mariotti 1885
    L'autrice viaggia fino ad Amherst, per esplorare l'intimità nascosta tra le stanze della casa di una delle più grandi poetesse americane, Emily Dickinson e, allo stesso tempo, riscoprire se stessa. In questa nuova edizione, il testo è integrato da una profonda riflessione sul significato della reclusione, del silenzio, della morte, dell'attesa di una rinascita. Un messaggio incredibilmente attuale, che coinvolge direttamente le nostre vite, e che rimarrà impresso tra i ricordi indelebili dei mesi primaverili del 2020.




    Benedetta Centovalli è nata a Firenze e vive a Milano. Editor con il gusto e la passione di sperimentare, ha lavorato con ruoli di responsabilità per quasi trent’anni in alcuni dei laboratori più interessanti della nostra editoria, dedicandosi alla creazione di collane e soprattutto alla scoperta di nuovi talenti letterari.

    Nel 2003 ha curato per Rizzoli un’antologia di racconti di narratori italiani, Patrie impure. Italia, autoritratto a più voci.

    In ambito novecentesco ha curato nel 2009 le Opere complete di Romano Bilenchi (Rizzoli) e una sua biografia per immagini, Un uomo contro (Effigie). Ha introdotto testi di Giorgio Bassani (Utet), Manlio Cancogni (Utet), Alda Merini (Rizzoli), Giovanni Comisso (La Nave di Teseo). Ha scritto in volumi e riviste tra gli altri di Cristina Campo, Maria Corti, Gina Lagorio e Clara Sereni. Da anni si dedica alla formazione in ambito editoriale presso l’Università Statale di Milano e di Milano-Bicocca e insegna in Scuole di scrittura e Master di Editoria. È stata visiting professor a Yale, NYU e Princeton. Fa parte del Consiglio scientifico del Centro ricerche e studi autobiografici della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Nel 2016 ha aperto un’agenzia letteraria.





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    21 min
  • Luciano Violante "Insegna Creonte"
    Luciano Violante
    "Insegna Creonte"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    Questo libro nasce dalla lunga esperienza politica dell’autore che ha attraversato fasi particolarmente intense della recente storia repubblicana. Dal dopo Moro alla fine della guerra fredda, da Tangentopoli a Maastricht, dai crimini dei terrorismi alle stragi di mafia, dalla scomparsa di un intero ceto politico all’affermazione di ceti politici del tutto nuovi, Violante individua quegli errori che sono apparsi più gravi degli altri: aprire un conflitto che non si è capaci di governare, sopravvalutare le proprie capacità, essere arroganti. Hanno la loro radice comune nella illusione della onnipotenza, che è il morbo dell’attività politica e che Creonte, nella lettura dell’Antigone come tragedia di un potere che si autodistrugge, incarna in maniera esemplare.

    Luciano Violante, già professore di Diritto e procedura penale, magistrato e parlamentare, presidente della Commissione antimafia (1992-1994) e presidente della Camera dei deputati (1996-2001), dal 2019 è Presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine. Fra i suoi libri più recenti «Politica e menzogna» (2013), «Il dovere di avere doveri» (2014), «Democrazie senza memoria» (2017), tutti pubblicati da Einaudi, e «Colpire per primi. La lotta alla mafia spiegata ai giovani» (Solferino, 2019). Con il Mulino ha pubblicato «Giustizia e mito» (con M. Cartabia, 2018).



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    29 min
  • Alberto Cristofori "Writers Milano"
    Alberto Cristofori
    "I silenzi di Dante"
    Writers Festival
    http://writersfestival.it/




    Writers avvicina scrittori e lettori, attraverso racconti, discussioni, letture, mostre, spettacoli e concerti.




    Dal 5 al 7 febbraio 2021 torna il festival letterario Writers. Gli scrittori (si) raccontano, giunto ormai alla nona edizione, in un’inedita versione streaming, senza pubblico, trasmessa dagli spazi dei Frigoriferi Milanesi.



    Il tema di quest’anno – Le parole dal sottosuolo – voleva essere un omaggio a Dostoevskij e all’Inferno di Dante. Ci siamo ritrovati invece a dar voce anche alla condizione di spaesamento e disagio che tutti stiamo vivendo. La letteratura, il teatro, la musica, l’arte e il cinema sono oggi costretti in un sottosuolo dal quale sembra difficile riemergere.



    Partendo da Dostoevskij con il suo Memorie del Sottosuolo, nel quale viene descritto un sottosuolo afono e invisibile eppure assordante, creativo ma desolato che riconduce a quello in cui oggi, forse, stiamo più o meno involontariamente vivendo, i numerosi ospiti di questa edizione cercheranno nuova luce, nel buio della cronaca e della storia, dando voce attraverso la cultura, con monologhi, dialoghi, conversazioni, interviste, letture, immagini, a sentimenti ed emozioni di questo periodo sospeso.



    Writers#9, a cura di Francesco M. Cataluccio, Isabella Di Nolfo, Paolo Marrone e Stefania Vaccari, prende il via venerdì 5 febbraio alle ore 21 con “Fuori Onda”, un film di Paolo Boriani con Mimmo Borrelli, un montato di scene inedite tratte dai film documentari ‘A Sciaveca e Faccia Gialla.



    La giornata di sabato 6 febbraio, presentata da Marta Perego, si aprirà con “Le paure di Dante”, una lettura con commento di alcuni passi dell’Inferno dantesco offerta da Alberto Cristofori e, a seguire, l’intervento “Rinascimento Babilonia”, di Luca Scarlini. Un “Chisciotte” catapultato nei tempi moderni è invece il protagonista del racconto di Antonio Moresco, tratto dalla sua ultima fatica letteraria. In “Sette anni di Odissea”, Nicola Gardini illustra la prima rappresentazione dell’Aldilà contenuta nell’Odissea, mentre Gianni Biondillo dialogherà poi con l’ingegnere Totore in “Milano sotterranea - costruire una metropolitana è un’esperienza Teosofica?”. E ancora, l’autore argentino Santiago Amigorena, in conversazione con Isabella Mattazzi parlerà del suo “Il Ghetto interiore”, e Giacomo Papi, intervistato da Francesco M. Cataluccio, presenterà il suo recentissimo “Happydemia”. La serata si concluderà con Mauro Pagani in “VentiVenti”.



    Writers#9 prosegue domenica 7 febbraio, presentato da Magdalena Barile, con l’intervista-dialogo tra Alessandro Zaccuri e gli attori di Archivio Zeta in “Dostoevskij: l’uomo del sottosuolo” e subito dopo il confronto tra Iaia Caputo e Anna Barbara dal titolo “Spazio e memoria dei sensi”. Il monologo “La quinta stagione” di Franco Marcoaldi sarà al centro del dialogo tra l’autore e Francesco M. Cataluccio, mentre Helena Janeczek, intervistata da Fabio Santopietro, rifletterà sul mondo attuale e sui cambiamenti sociali in atto. Sarà poi il turno di Giorgo Fontana che nel monologo “Sottomondi: su alcune pagine di Underworld e oltre” legge e commenta alcuni passi dall’opera di Don DeLillo. A seguire, Nicola Lagioia offrirà un parallelo tra il suo “La città dei vivi”, il racconto dell’omicidio di Luca Varani, con Le memorie del sottosuolo e Delitto e castigo di Dostoevskij. Ancora Dostoevskij con Paolo Nori, che in “L’uomo del Sottosuolo” commenterà inoltre il romanzo di Ivan Aleksandrovič Gončarov, Oblomov. Infine, in “Versi d’autore”, Paolo Marrone e Giuliano Dottori, autori del progetto Piume, chiuderanno il festival con un intervento che mescola musica e parole.



    Tutto lo...
    12 min
  • Alberto Grandi "Parla mentre mangi"
    Alberto Grandi
    “Parla mentre mangi”
    Cose da sapere sul cibo per fare bella figura a tavola
    Mondadori Editore
    librimondadori.it

    “Se a tavola e di tavola dobbiamo parlare, tanto vale sapere che parole usare, conoscere la storia di certi piatti e di certi usi, che forse tendiamo a dare per scontati. Questo libro è un vocabolario delle storie del cibo e delle vicende dei piatti che mangiamo ogni giorno. Scopriremo una volta di più che l’ingrediente per assaporare appieno ogni ricetta sta proprio nel conoscere e condividere i loro segreti.” Durante un convegno sulla dieta mediterranea, una professoressa americana rivolse ad Alberto Grandi la fatidica domanda: “Ma perché gli italiani parlano sempre di cibo a tavola?”. La professoressa, nella pausa mangereccia dei lavori, era entusiasta della cucina italiana, ma allo stesso tempo piuttosto stupita nel vedere i suoi colleghi accapigliarsi a tavola per futili motivi. Se nell’amatriciana ci vuole l’aglio oppure no, se nella carbonara è meglio il guanciale o la pancetta, chi è il vero inventore dei tortelli di zucca, se il prosciutto San Daniele è migliore o no di quello di Parma e se il Grana Padano sia paragonabile al ben più blasonato Parmigiano Reggiano. O, ancora, se al pesce si può abbinare il rosso e non soltanto e sempre il vino bianco.

    Il professor Alberto Grandi, autore del bestseller Denominazione d’origine inventata, ha fatto sue queste domande e ci ha scritto sopra un libro dal provocatorio titolo Parla mentre mangi. Sì, perché è vero che gli italiani, a differenza di altre comunità nazionali, sono ossessionati dal cibo, ma sono anche appassionati delle storie che lo accompagnano. Tanto che oggi saper parlare con competenza dei piatti che mangiamo consente di fare bella figura in società. Ecco quindi un agile testo che aiuta a raggiungere questo obiettivo, raccontando le storie scientificamente provate relative ai prodotti e ai piatti che compaiono sulle nostre tavole, dagli antipasti ai dolci. Storie vere e belle, a volte spiazzanti, sempre interessanti: l’ingrediente invisibile che rende ancora più appetitoso il grande rito dello stare a tavola.


    Alberto Grandi (Mantova, 1967) è professore associato all’Università di Parma. Insegna Storia delle imprese, Storia dell’integrazione europea e ha insegnato Storia economica e Storia dell’alimentazione. È autore di circa una quarantina di saggi e monografie in Italia e all’estero.

    Alberto Grandi
    “Denominazione di Origine Inventata”
    Mondadori Editore
    https://ilpostodelleparole.it/alberto-grandi/alberto-grandi-denominazione-origine-inventata/


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    23 min
  • Lino Graziano Grandi "Se questo è un Altro"
    Lino Graziano Grandi
    “Se questo è un Altro”
    Conoscenza di sé e consapevolezza
    prefazione di Alberto Sinigaglia
    Effatà Editrice
    editrice.effata.it

    Il confronto con l’Altro permette a ciascuno di noi di sentire il vero «se stesso». Ogni essere umano è una mescolanza di insiemi, instabile quando cambia l’insieme di cui fa parte. Originalità e adattamento, convinzioni e confronto, assimilazione e scambio caratterizzano ognuno di noi.
    Alla luce della sua lunga esperienza nel campo della psicoanalisi e della psicoterapia, in queste pagine Lino G. Grandi «dialoga» con il protagonista del pirandelliano Uno, nessuno, centomila, considerato come una sorta di prototipo di ogni essere umano che accetta di confrontarsi dialetticamente con l’Altro: un confronto che consente di uscire finalmente da se stessi e di accogliere la complessità della vita rinunciando alle proprie convinzioni egocentriche. Fra domande e tentativi di ricerca intorno ai grandi temi dell’esistenza, ne emerge una gamma di riflessioni sulla miseria e sulla nobiltà dell’uomo, declinate anche sul versante del potere, delle relazioni interpersonali e della ricerca di senso.


    Lino Graziano Grandi
    Nato a Cuneo il 18 dicembre 1942, è laureato in filosofia e specializzato in psicologia clinica (corso universitario triennale presso l’Università di Torino) nel 1972. Ha insegnato psicologia del lavoro e psicologia clinica presso le Facoltà di Filosofia e specialità in Psichiatria, in particolare prima dell’avvento della Facoltà di psicologia. Ha introdotto presso l’I.R.I. la psicologia clinica nell’ambito della Formazione per Dirigenti e Funzionari di Azienda. Ha svolto attività psicodiagnostica e psicoterapeutica per il Ministero di Grazia e Giustizia, svolgendo anche i compiti di coordinatore dei consulenti psicologi per l’Italia settentrionale. Ha avviato il primo Centro di Ascolto e di sostegno psicologico presso Scuole Medie inferiori e superiori nella città di Torino. Dopo aver operato per circa vent’anni come Consulente Tecnico d’Ufficio presso numerosi Tribunali Civili e Penali del Piemonte, si è dedicato alla formazione di psicoterapeuti e analisti, seguendo ed innovando la teoria e la prassi della Individual-Psicologia, fondata da A. Adler. È Didatta Ufficiale della S.I.P.I. e fondatore dell’Istituto di Psicologia Individuale (Member Group of the International Association of Individual Psychology) di cui è Presidente Onorario. È attualmente Direttore Generale delle Scuole Adleriane di Psicoterapia (due sedi di specialità per laureati in medicina e psicologia). È stato inoltre Presidente della Società Italiana di Psicologia e Religione per circa sei anni ed è Perito della Sacra Rota e del Tribunale Ecclesiastico Piemontese. Conferenziere e autore di numerose pubblicazioni (libri e articoli), è il Direttore Scientifico della Rivista nazionale «Il Sagittario».


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